
La crisi incombe, il prodotto interno lordo (pil) arretra, i consumi languono, la Fiat chiude per un mese, ma i giochi volano. Il consuntivo 2008 farà registrare l’ennesimo record (47,5 miliardi di puntate), mentre per il 2009 gli addetti ai lavori (a cominciare dall’agenzia Agicos, che ha raccolto le stime degli esperti) ritengono che sarà superata la soglia dei 50 miliardi. Gratta e vinci, new slot e scommesse sportive traineranno la corsa.
Per il Gratta e vinci, oggi gestito dalla Lottomatica, il 2009 potrebbe essere l’anno della messa in palio del vitalizio (una vincita rateizzata per tutta la vita), sulla scia di quel che già succede in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Sulle ali di questa novità i “grattini” potrebbero volare da circa 9 miliardi giocati quest’anno a 11 previsti nel 2009.
Per quanto riguarda le new slot la novità sarà l’introduzione delle videolottery, macchinette di ultima generazione con la caratteristica di funzionare solo se collegate alla rete onde evitare le controversie che in passato hanno portato alla contestata sanzione da 90 miliardi di euro ai concessionari. Sulle scommesse, infine, influirà positivamente la parziale liberalizzazione avviata qualche settimana fa. In questo caso la crescita preventivata è di 500 milioni di euro, dai circa 4 miliardi del 2008 ai 4,5 dell’anno prossimo.

È stato il Gratta e vinci il fenomeno del 2007 per quanto riguarda il settore dei giochi. Secondo i primi dati raccolti dall’agenzia specializzata Agicos, la lotteria istantanea da 4 anni gestita dalla Lottomatica ha in pratica raddoppiato gli incassi, con un significativo più 91,6 per cento, che si somma al salto dell’anno precedente (più 50 per cento).
Dal 2004 a oggi il Gratta e vinci è passato da 527 milioni di euro di giocate a 7,4 miliardi e nell’anno appena passato ha superato per la prima volta anche il Lotto, che si è fermato a 6,3 miliardi circa. In forte crescita anche le puntate sulle scommesse sportive (più 10 per cento), mentre sono in crisi quelle ippiche; le giocate al Superenalotto hanno sfiorato i 2 miliardi.
La raccolta complessiva nel settore dei giochi è stata di 41,3 miliardi, superiore di oltre 6 miliardi rispetto al 2006. Gli incassi dell’erario 7,3 miliardi (più 8,37 per cento).
(D.M.)

È cominciato il conto alla rovescia per gli skill games, i giochi di abilità introdotti dalla Finanziaria 2007 e che ora stanno per essere lanciati dai Monopoli di Stato diretti da Giorgio Tino. Prima della fine dell’estate verranno pubblicati i decreti attuativi con i quali verrà stabilito nel dettaglio quali giochi sono ammessi e quali esclusi, le modalità di svolgimento delle competizioni, la percentuale di tasse, l’incasso per i provider e le quote di vincita riconosciute ai giocatori. Subito dopo, ragionevolemente tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, gli appassionati potranno concretamente sfidarsi via internet.
Al momento è stato reso noto che dal panel dei giochi considerati leciti verrà esclusa la roulette, considerata un gioco di mera fortuna che esclude l’abilità. Disco verde, invece, per poker, black jack, dama, scacchi, briscola e tutti gli altri tipi di concorsi nei quali l’abilità è ritenuta un elemento fondamentale.
Sulla base delle prime valutazioni effettuate dall’agenzia specializzata Agicos diretta da Fabio Felici ed anticipate a Panorama.it, nella fase di avvio degli skill games, cioè nell’ultimo scorcio del 2007, i giocatori che si registreranno su un sito internet dedicato dovrebbero essere 70 mila per diventare quattro volte di più (285 mila) nel 2008. Di questi 70 mila, almeno 25 mila dovrebbero trasformarsi in giocatori attivi, cioè disposti a sfidarsi e puntare davvero una volta aperto un conto presso un provider; questa quota dovrebbe salire a 100 mila nel 2008. Nel 2007 la raccolta dovrebbe attestarsi sui 20 milioni di euro, l’anno successivo dovrebbe schizzare a 120 milioni. Il down payment, cioè il margine di incassi riconosciuto allo Stato e ai provider è del 20 per cento, di cui 3 per cento sono tasse e il resto incassi degli organizzatori; ai giocatori vincenti, quindi, in totale dovrebbe andare una quota intorno all’80 per cento della raccolta.