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Alitalia, operazione fiducia

Un aereo Alitalia

Tutte le polemiche di questi giorni riguardano la scelta del partner straniero per la nuova Alitalia. E le ripercussioni che questa decisione ha per il futuro degli aeroporti di Malpensa, Linate, Fiumicino, e anche dei territori che li ospitano, cioè il Nord e Milano da un lato, il Centro e Roma dall’altro. Ma, nonostante l’importanza economica e politica di questo aspetto della vicenda, la sopravvivenza della compagnia si giocherà soprattutto su un altro fronte. Per capirlo basta vedere quanti passeggeri ha trasportato l’Alitalia nel 2008: secondo l’Aea, l’associazione dei vettori europei, nei primi 11 mesi sono stati 17 milioni 416 mila, il 23,2 per cento in meno dell’anno prima.

Calo impressionante: da gennaio a novembre quasi un quarto dei clienti ha tagliato la corda, infastidito da scontri e tagli di rotte, oltre che dai consueti disservizi, voli cancellati, scioperi. I dati sono peggiorati mese per mese, fino a toccare a novembre il 52,4 per cento in meno rispetto allo stesso mese del 2007. Chissà poi quanti altri passeggeri, a dicembre, hanno giurato di non cascarci più dopo le agitazioni che hanno funestato la partenza per le vacanze di Natale. Perfino i clienti più fedeli, insomma, hanno perso la fiducia. Ed è proprio questo il punto più critico.
Per risalire la china non basterà, insomma, l’effetto di un’alleanza societaria internazionale, che implica per di più la prospettiva di meno voli intercontinentali diretti dall’Italia. Molte altre sono le prove che la nuova Alitalia dovrà dare per recuperare il terreno perso. A cominciare da quella della regolarità.

La fiducia dei passeggeri. In base ai piani dell’amministratore delegato, Rocco Sabelli, nel 2009 l’Alitalia dovrebbe trasportare almeno 21-22 milioni di passeggeri, per risalire successivamente fino a 25 milioni. Considerato che l’AirOne ha portato in dote la propria quota di mercato, l’obiettivo non appare impossibile. Solo che le prenotazioni sono crollate, la campagna per l’estate è in larga parte compromessa, la fiducia è al lumicino e l’accorpamento tra la vecchia Alitalia e l’AirOne potrebbe produrre all’inizio altre disfunzioni.
Come fronteggiare questa emergenza? L’Alitalia ha messo a punto un pacchetto di interventi. Con la campagna pubblicitaria di questi giorni ha cominciato a inviare messaggi rassicuranti: garanzia per i biglietti già acquistati e rispetto delle miglia accumulate nel programma dedicato ai viaggiatori assidui. La compagnia spera che le polemiche politiche sul partner straniero non abbiano già compromesso l’effetto fiducia della pubblicità. Altre campagne (sempre toni bassi e senza eccessi) seguiranno sulla qualità del servizio. Inoltre, per affrontare il lungo periodo di rodaggio, la compagnia ha previsto che alcune centinaia di impiegati negli aeroporti siano a disposizione dei clienti per aiutarli in tutte le operazioni: dal check-in all’imbarco, dal cambio di destinazione al transito verso altre mete. Centinaia di “passengers-sitter”, insomma, per fronteggiare le eventuali emergenze e dimostrare che la nuova Alitalia cura i propri clienti. Basterà? Una cosa è certa, e i vertici della compagnia lo sanno: solo una prolungata e reale regolarità dei voli farà tornare la fiducia.

Leader in Italia. La nuova Alitalia controllerà il 56 per cento del mercato nazionale. È una posizione forte, ma che dovrà difendere con le unghie. Sulla rotta Roma-Milano ci sarà la concorrenza del treno ad alta velocità. Sulle altre si dispiegherà l’offensiva dei vettori a bassa tariffa, da Ryanair a Blu Panorama, da Easyjet a Windjet: vorranno conquistare gli spazi di traffico lasciati liberi dalla razionalizzazione della rete Alitalia. Qualità del servizio, rotte garantite e tariffe saranno dunque decisive.
Il servizio. Il modello del servizio della nuova Alitalia è basato sul made in Italy: dal cibo alle uniformi delle hostess, alla livrea degli aerei. Ma ci vorrà tempo: il 2010 sarà ancora un anno di assestamento, per arrivare a regime nel 2013. Aspetteranno i clienti?
Per ottenere credito la compagnia dovrà mostrare subito qualche risultato concreto. L’Alitalia, comunque, è convinta che un sistema aereo basato su più basi regionali potrà aiutare anche il miglioramento del servizio.
Le basi regionali. Oltre a Roma e a Milano diventeranno vere e proprie basi regionali Venezia, Torino, Napoli e Catania. Molti equipaggi lavoreranno stabilmente in queste basi, dove si farà anche manutenzione leggera. Piloti e hostess conosceranno meglio macchine, rotte, scali e perfino i clienti più frequenti.
Le tariffe. L’obiettivo è un servizio business a prezzi flessibili. Ma vi saranno anche biglietti molto scontati per tutti i voli, in tutti i giorni dell’anno. L’Alitalia conta di giocare su orari, tempi e modalità di acquisto per poter presentare a ciascuno un’offerta adeguata, a partire dalla stessa rete di traffico.
Dunque sulla carta la strategia c’è. Perché riesca dovrà diventare realtà e incontrare davvero l’interesse dei clienti.

Alitalia, sì di Air France all’accordo. Dal governo, un emendamento salva Malpensa

Aerei Alitalia e Air France

Conto alla rovescia per l’ingresso di Air France in Alitalia. Via libera all’accordo del cda del gruppo franco-olandese francese, che si è riunito oggi, alle 11 per circa due ore, dando il suo avallo all’accordo che dovrà essere approvato dal consiglio di amministrazione di Alitalia previsto per lunedi.
L’accordo di partnership tra Air France-Klm e Alitalia, dunque potrebbe essere ufficializzato già lunedì sera o più probabilmente martedì. L’intesa dovrebbe portare il gruppo guidato da Jean-Cyril Spinetta e Pierre-Henri Gourgeon a rilevare una quota intorno al 25% della Nuova Compagnia per un esborso complessivo di circa 310 milioni di euro. Cifra che comunque, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, non sarebbero ancora quelle definitive, ma che potrebbero subire lievi ritocchi. L’accordo, inoltre, prevederebbe un diritto di prelazione per Air France-Klm, ma anche per gli altri azionisti della Nuova Alitalia, sull’eventuale cessione di quote attualmente detenute dagli altri soci della Nuova compagnia dopo il periodo di “lock up”. Le quote, infatti, non potranno essere cedute dai soci prima di un periodo di 5 anni. Per quanto riguarda la governance, che fino all’ultimo è stato oggetto di discussioni, l’intesa prevederebbe un metodo “sofisticato”.

Intanto, però, la Lufthansa ha confermato che proseguono i colloqui con la nuova Alitalia per un possibile ingresso nel suo capitale: “Finora non abbiamo presentato alcuna offerta per Alitalia, ma questo non significa che non possiamo ancora farlo. La possibilità di presentare in futuro un’offerta per la compagnia aerea italiana c’è ancora. Non siamo fuori dalla competizione”. È quanto afferma Claudia Lange, portavoce corporate di Lufthansa. La compagnia tedesca ha confermato oggi che proseguono i colloqui con la nuova Alitalia per un possibile ingresso nel suo capitale. Nel giorno del consiglio di amministrazione di Air France la Lange ribadisce: “La nostra posizione non è cambiata da ieri. I colloqui continuano e riteniamo che il mercato italiano sia molto importante”. Ieri, un portavoce della società aveva confermato che la Lufthansa non ha mai presentato un’offerta, sottolineando però che questo “non significa che non faremo un’offerta in futuro”.

All’indomani del vertice di Palazzo Grazioli, è stato presentato alla Camera un emendamento ’salva-Malpensa’ al decreto anticrisi all’esame delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Il testo ricalca una proposta già presentata dalla Lega e chiede al ministro delle Infrastrutture, di concerto con gli Esteri, di raggiungere in 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, “accordi bilaterali nel settore aereo al fine di ampliare il numero dei vettori ammessi a operare sulle rotte nazionali internazionali e intercontinentali”. “Siamo molto soddisfatti dell’emendamento perché è segno che la maggioranza inizia a recepire gli input usciti dall’incontro di ieri tra Bossi e il premier Berlusconi” dice il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. “Si tratta di un emendamento che era stato presentato dapprima solo dalla Lega, a firma D’Amico - ha detto Calderoli - e che ora viene addirittura fatto proprio dal relatore. Dopo l’ok verbale dato ieri dal premier, questo è un ulteriore segnale molto positivo”.

Il VIDEO servizio:

Alitalia sempre più ad Air France: via libera di Berlusconi

Piloti e assistenti di aereo salgono su un volo Alitalia

Cade anche l’ultimo ostacolo, il rischio che il pressing politico del fronte del Nord possa dirottare in extremis su Lufthansa l’alleanza che la nuova Alitalia, sta per chiudere con Air France-Klm.

I vertici della nuova compagnia aerea, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, hanno illustrato a Palazzo Chigi, in un incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, le ragioni per cui nella scelta del partner internazionale la soluzione francese viene preferita ad una intesa con i tedeschi.

La riunione, dunque, si sarebbe svolta in un clima di “piena sintonia” e alle preoccupazioni delle forze politiche del Nord, che con la Lega in testa spingono per Lufthansa perchè darebbe garanzie sul futuro di Malpensa, i vertici della nuova Alitalia hanno risposto garantendo una forte attenzione allo sviluppo dell’aeroporto lombardo. Potrebbe anche significare il ritorno, dalla prossima estate, di una piccola parte dei voli intercontinentali che Alitalia aveva cancellato quando per far fronte a spese insostenibili fu deciso di concentrare il network dei voli intercontinentali su un solo hub, Roma Fiumicino.
Un chiarimento definitivo potrebbe arrivare domani quando i manager della compagnia, in un nuovo incontro a Palazzo Grazioli, residenza romana del Presidente del Consiglio, dovrebbero vedere anche il leader della Lega Umberto Bossi ed il sindaco di Milano Letizia Moratti. “Il Governo non può mettere bocca su una scelta che è tutta della societa”‘, ha sottolineato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli.

Intanto, a cinque giorni dall’avvio della nuova compagnia, pesa ancora il confronto con i sindacati sulla messa a punto della complessa macchina organizzativa. Il 13 gennaio la nuova Alitalia dovrebbe debuttare con il volo Londra-Roma Fiumicino delle 6 del mattino, lanciando così il nuovo network di rotte nato dall’integrazione della vecchia Alitalia con Air One. Ma Filt-Cgil, Uiltrasporti, Fit-Cisl, e UglTrasporti, in una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avvertono: quando verrà messa in moto la complessa macchina operativa della nuova Alitalia, il 13 gennaio, ci sarà il rischio di “rilevanti disservizi fino a sfociare in reali problemi di ordine pubblico”, visto che Filt-Cgil, FitCisl, Uiltrasporti, e Ugl Trasporti hanno indetto assemblee di tutti i lavoratori di Alitalia ed in tutta italia per il 12 ed il 13 gennaio, in coincidenza con il depbutto operativo della nuova compagnia. Saranno precedute da assemblee, a Roma, domani per i dipendenti delle attività di handling aeroportuale ed il 9 gennaio per i dipendenti del settore manutenzione.

Nella lettera, inviata anche al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni letta, ai ministri degli Interni e delle Attività produttive, Roberto Maroni e Claudio Scajola, ed al consiglio di amministrazione della nuova Alitalia, i quattro sindacati denunciano “criticità enormi”, parlano di “inadeguatezza del vertice aziendale” perchè “l’intera linea non è stata definita”, e ribadiscono preoccupazioni sui criteri di assunzione dei dipendenti e la nuova organizzazione del lavoro. Al netto del pressing politico, sul fronte industriale la nuova Alitalia valuta il dossier alleanze parlando ancora sia con i francesi che con i tedeschi: sa di poter contare su una buona offerta di Air France, e su una trattativa ormai praticamente chiusa con un buon accordo con i francesi, ma lascia a Lufthansa la possibilità di un rilancio, che appare remota.

Cai, si rompe il fronte del no: dagli assistenti di volo sì al lodo Letta

Una hostess Alitalia

E ora mancano all’appello le firme di Anpac ed Unione Piloti. Stando a fonti sindacali, gli altri assistenti di volo dell’Anpav e dell’Avia hanno infatti firmato a Palazzo Chigi l’accordo con la Cai per la nuova Alitalia, il cosiddetto “Lodo Letta”, già sottoscritto dalle sigle confederali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Le due sigle hanno così rotto l’alleanza che le univa al “fronte del no” insieme ai sindacati guidati dai comandanti Fabio Berti (Associazione Nazionale Piloti Aviazione Civile) e Massimo Notaro (Up) e al sindacato autonomo Sdl. Fronte che non aveva voluto firmare l’accordo con Cai sui contratti.

Intanto l’amministratore delegato della nuova Alitalia Rocco Sabelli ha confermato che il partner di Alitalia sarà Lufthansa o Air France, precisando che la nuova compagnia tra le proposte in campo preferisce scegliere tra Lufthansa e Air France, scartando da subito la British Airways. “Abbiamo due proposte importanti - ha detto Sabelli - nel corso della prima conferenza stampa ufficiale della nuova compagnia -, che sono quelle di Air France e Lufthansa che prevedono accordi di natura commerciale e strutturale con la possibilita’ di investimenti in equity. Da British, invece, la proposta e’ solo commerciale, per questo noi privilegiamo le prime due”.
“La nostra idea è di una partecipazione” del partner straniero “tra il 20 e il 25%”. Lo ha detto il presidente di Cai, Roberto Colaninno. L’amministratore delegato Rocco Sabelli ha detto che comunque “non sono previsti patti parasociali” con il partner europeo. L’incasso si dovrebbe aggirare sui 250 milioni, dato che la nuova Alitalia avrà una capitalizzazione totale di 1,1 miliardi, “850 milioni frutto dell’aumento di capitale in due tranche sottoscritto dai soci italiani e il rimanente dall’alleato straniero”. Sabelli non ha inoltre “escluso” che altri soci italiani si aggiungano ai 21 già presenti.

Sempre Sabelli ha annunciato che sono partite questa mattina 9.000 lettere di assunzioni per i dipendenti della Nuova Alitalia, L’ad di Cai ha assicurato che l’approccio di selezione del personale “è stato assolutamente rigoroso e trasparente. Abbiamo sicuramente avviato” ha detto “la più grande assunzione di massa”.

Alitalia, crollo dei passeggeri: -33% a ottobre

i protagonisti degli ultimi due anni

Quella di Alitalia è una picchiata. Drastico ridimensionamento del numero dei passeggeri della compagnia di bandiera in ottobre quando sono diminuiti, rispetto allo stesso periodo del 2007, del 33,8%. Lo si legge in una nota diffusa dall’Aea, l’associazione europea dei vettori. Anche per la promessa sposa, AirOne, le cose non sono andate bene. Il vettore, in procinto di unirsi ad Alitalia sotto il cappello di Cai, ha visto ridursi del 9,8% il numero dei passeggeri. In ottobre Alitalia ha trasportato 1,438 milioni di passeggeri e AirOne 0,620 milioni.
A settembre il calo era stato del 28,3%, dopo una flessione del 21,4% a agosto. Ad ottobre scorso, Alitalia ha trasportato 1,438 milioni di passeggeri. Sempre su base tendenziale, il traffico passeggeri (rapporto tra ricavi per passeggero a chilometro) si e’ ridotto del 29,5% (2,364 milioni) e la capacita’ (posti offerti per chilometri percorsi) del 17,6% (3,597 milioni). Il load factor (fattore di riempimento degli aerei) è risultato del 65,7%.
Nei primi dieci mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, il numero dei passeggeri è calato del 20,7%, il traffico del 19,5% e la capacità del 13,3%.
Calcolando l’insieme delle 32 aviolinee associate all’Aea, ad ottobre - su base tendenziale - la flessione relativa al numero di passeggeri è stata del 4,7%, il traffico è cresciuto dello 0,1% e la capacità è salita del 2,7%.
Per quanto riguarda i primi dieci mesi dell’anno, il calo dei passeggeri è stato dello 0,2%, il traffico è cresciuto del 2,3% e la capacità è salita del 4,1%.
L’Aea mette in evidenza che dopo l’andamento negativo di settembre ad ottobre c’è stato un limitato incremento del traffico dello 0,1% mentre le indicazioni per novembre sono per una significativa contrazione nel quadro di un trend già debole con perdite di traffico solo parzialmente controbilanciate dai tagli della capacità introdotti con la stagione invernale.
Per quanto riguarda il cargo, è continuata ad ottobre la flessione con un ribasso nei volumi del 6% dopo il -7,3% di settembre. Il segretario generale della Aea Ulrich Schulte-Strathaus ha rilevato che “la chiave del problema è l’eccesso di capacità. Sebbene i vettori abbiano accelerato nel ridimensionare i network, resta basso il numero dei passeggeri. La domanda, infatti, sta diminuendo più rapidamente rispetto alla capacità”.

Alitalia, l’Enac avverte: Cai non riesce a decollare il primo dicembre

Aerei della flotta Alitalia

Bisognerà ancora attendere per il decollo della Nuova Alitalia. Lo ha annunciato l’Enac, spiegando che “Cai non riuscirà a partire” il 1 dicembre come precedentemente previsto. L’Enac rende noto che “nel pomeriggio di mercoledì si è riunito, presso la Direzione Generale dell’Ente, il Comitato di monitoraggio e vigilanza permanente sulla fase di transizione tra Alitalia ed il nuovo vettore Cai”.
La nuova data per lo start up del vettore non è ancora stata comunicata. L’Enac attende quanto prima tale informazione per le proprie attività di monitoraggio e verifica. Fino al completamento del passaggio, l’Alitalia continuerà ad operare”.

Per l’avvio di Cai, “sono in fase di ultimazione alcuni aspetti amministrativi e tecnici. Per quanto riguarda le licenze di trasporto pubblico passeggeri ed il certificato di operatore aereo, le istruttorie dell’Enac sono terminate, ma l’emissione avverrà solo con l’evidenza dell’effettiva disponibilità delle risorse finanziare necessarie per l’operazione”. “Deve inoltre essere finalizzata la documentazione relativa al passaggio di proprietà degli aeromobili tra la vecchia e la nuova compagnia. L’Enac - prosegue la nota - è in contatto con le istituzioni internazionali che seguono il trasporto aereo e con tutte le altre autorità per l’aviazione civile per aggiornamenti continui rispetto al termine di cessazione attività dell’Alitalia ed all’avvio della nuova compagnia”. Infine, l’Ente “continua a mantenere alta la vigilanza non solo sugli aspetti relativi alla transizione, ma anche sulla tutela del passeggero, affinchè in questo periodo continui ad essere garantito il diritto dei cittadini alla mobilità”.
Chiamata in causa, l’Antitrust punta a chiudere il dossier Alitalia-Cai “entro i primi giorni della prossima settimana”. A margine di un convegno dell’Unione consumatori, Catricalà ha precisato: “Da lunedì in poi ogni giorno è buono”. Catricalà ha spiegato che in questo momento una compagnia aerea, Meridiana, ha chiesto di vedere le carte e ne sta prendendo visione e l’Autorità attende le sue osservazioni. “Abbiamo dovuto aprire il dossier a una compagnia concorrente he ha voluto vedere le carte. Aspettiamo che le veda, le studi e che ci dica le sue osservazioni per poterle valutare. Ma in ogni caso” ha precisato Catricalà “nei primi giorni della settimana chiudiamo”.

Non si è fatta attendere la reazioni delle sigle sindacali. In una lettera inviata al commissario Augusto Fantozzi Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti richiedono “il mantenimento degli accordi e contratti collettivi di lavoro attualmente vigenti in tutte le aziende del gruppo Alitalia, fino alla definitiva cessione degli asset operativi”. La richiesta delle organizzazioni sindacali - spiega una nota congiunta delle quattro organizzazioni - si riferisce alle comunicazioni del Commissario sulla disdetta degli accordi e dei contratti di lavoro di piloti, assistenti di volo e personale di terra a partire dal 1 dicembre. Tra le motivazioni della richiesta di mantenimento di contratti vigenti da parte dei sindacati confederali di categoria e dell’Ugltrasporti, si legge nelle lettera “l’oggettività complessità di rinegoziazione degli stessi, anche in relazione all’esiguità del periodo temporale della loro eventuale applicazione a causa della prossima cessazione delle attività operative della Compagnia in conseguenza dell’attivazione delle procedure di mobilità e licenziamento collettivo di tutto il personale per la chiusura dell’attività aziendale”.

Alitalia, “no” di piloti e hostess. La Cai si ritira. Poi presenta l’offerta

Centro direzionale dell'Alitalia alla Magliana

Una giornata tesa. I confederali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) hanno firmato. Ma Avia e SdL no. E subito a ruota le organizzazioni dei piloti, Up e Anpac, hanno bocciato l’accordo. E pure gli assistenti di volo (dell’Anpav) si sono astenuti dal siglarlo. Il consiglio di amministrazione di Cai ritira l’offerta. Ma in serata il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dichiara: “Sono ottimista. L’Alitalia sopravviverà”. E poco dopo il consiglio di amministrazione Cai presenta al commissario Augusto Fantozzi l’offerta vincolante per acquisire beni e asset di Alitalia.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, si è fatto garante degli accordi sottoscritti dalle parti. “Le parti” si legge nel testo del lodo Letta “sottoscrivono l’allegato contratto e i relativi criteri di selezione e concordano che le eventuali controversie sull’interpretazione siano sottoposte al giudizio insindacabile del sottosegretario alla presidenza del Consiglio”.
Anche perché mai come oggi i termini sono stati stretti: “La mezzanotte è il termine ultimo per sopravvivere e senza l’accettazione dell’offerta Cai non c’è più Alitalia” questa la fotografia di Gianni Letta ai sindacati. “Siamo vicini al baratro, non c’è più margine per trattare e l’alternativa è il fallimento. Questo è il momento di prendere atto delle intese raggiunte o assumersi la responsabilità di far fallire la compagnia” ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
E invece.
I criteri di assunzione previsti da Cai “producono mostri sociali”, con una “discrezionalità assoluta” nelle scelte dell’azienda, con il sindacato relegato “al ruolo di notaio”, ha denunciato il coordinatore nazionale di Sdl Fabrizio Tomaselli. Tutto questo, “non era previsto” negli accordi di Palazzo Chigi, per questo il fronte degli autonomi ha scelto di non firmare. In ogni caso “prima parliamo con la nostra gente”, hanno rsposto i leader del fronte autonomo alla domanda di chi ha chiesto se i sindacati che non hanno firmato il lodo Letta siano pronti alla mobilitazione.
Stessa linea per l’Anpac secondo cui “è stata abbandonata una linea condivisa da tutti”. Sono stati prodotti documenti che “fanno saltare i presupposti dell’accordo di Palazzo Chigi”, ha detto il presidente dell’Anpac, Fabio Berti, spiegando le ragioni del “no” del fronte autonomo al lodo presentato dal sottosegretario Letta. Sono emersi, ha spiegato, “elementi estranei al contratto Air One, quando si era concordato di fare riferimento a quel contratto”. Quelle, ha ricordato Berti, erano già “condizioni durissime, inesistenti in qualunque altra azienda”.

Di tutt’altro avviso i sindacati confederali. Filt-Cigl, Fit-Cisl, Uilt e Ugl Trasporti hanno difeso la scelta di firmare il lodo-Letta per sbloccare la vertenza sui contratti della nuova Alitalia e hanno invitato piloti e assistenti di volo a un ripensamento, soprattutto alla luce del fatto che “la maternità non rappresenta assolutamente un criterio di esclusione”. I sindacati confederali hanno riconosciuto tuttavia che “la stesura del contratto non è definitiva” e che “ci sono punti irrisolti”, ma hanno riferito di aver dato mandato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, di assumersi “la responsabilità dell’arbitrato laddove dovessero ancora riproporsi interpretazioni diverse dell’accordo”.
Intanto il presidente della Cai Roberto Colaninno ha annunciato: se oggi non verranno firmati i contratti di lavoro della nuova Alitalia, la Cai sarà fuori dalla partita. E non ha nascosto il suo sconcerto Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa Sanpaolo, e grande “sponsor” dell’intera operazione: “Sarebbe una scelta drammatica quella di far fallire Alitalia avendo fatto il lavoro che era necessario per rilanciarla”.
Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, il quale avrebbe, quindi, confermato la necessità di arrivare ad una intesa sui contratti. Sempre secondo quanto si è appreso il commissario straordinario avrebbe sottolineato le procedure del tribunale fallimentare. “Il giudice fallimentare mi ha sottolineato in maniera brusca che l’Alitalia continua a bruciare ricchezza, altrimenti destinata ai creditori”, avrebbe detto Fantozzi aggiungendo che “è un vizio del Paese arrivare sempre all’ultimo momento”. Le risorse finanziarie, ha sottolineato Fantozzi pochi giorni fa, sono sufficienti fino alla fine di novembre. Fino al 31 marzo 2009 sarà invece valida la licenza provvisoria di volo concessa dall’Enac. Sempre l’Enac ha avviato nei confronti della compagnia verifiche mensili sulla sua situazione finanziaria. Intanto, i gestori aeroportuali battono cassa e chiedono il pagamento dei crediti, oppure di “bloccare gli aerei”: per lunedì è in programma un incontro all’Enac tra il presidente Vito Riggio e Fantozzi che dovrebbe fornire, intanto, un acconto ai gestori.


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rossi-spalla Viviana Da Busti
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