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Alitalia, i politici dettano le ricette ma Air France serve piatti indigesti


Ore decisive, e convulse, per Alitalia. in attesa del cda convocato per domani pomeriggio .
Dopo la riunione-fiume di ieri, che si è conclusa sostanzialmente con un nulla di fatto, potrebbe partire nelle prossime ore una trattativa con i sindacati. La convocazione per un nuovo incontro - fissato per domattina - è arrivata stamane, al termine di un lungo consulto tra il numero uno di Air France-Klm e il management di via della Magliana: Spinetta e Prato si sono poi intrattenuti a palazzo Chigi per circa un’ora e mezza.
E proprio nella sede del governo, durante il Consiglio dei Ministri, l’esecutivo ha affrontato il caso Alitalia in una “discussione informale”. Il titolare dell’Economia, secondo quanto riferito, avrebbe accennato al rischio commissariamento per la compagnia aerea: “Il ministro Padoa-Schioppa - ha detto Vannino Chiti, responsabile dei rapporti col Parlamento - ha fatto una relazione al consiglio su Alitalia. C’è grandissima preoccupazione, è evidente che in questa situazione c’è il rischio che si vada all’amministrazione straordinaria”.
Il caso Alitalia, intanto, continua ad animare il dibattito politico: il leader del Pd Walter Veltroni ha affermato che “dobbiamo trovare una soluzione che limiti il più possibile l’impatto sociale e dobbiamo far decollare Malpensa, che deve riuscire a svilupparsi recuperando la sua funzione di hub italiano”. Veltroni ha ribadito che è possibile avere in Italia due grandi hub, ma non della stessa compagnia aerea”. Affinché questo avvenga - ha aggiunto - “occorre una certa gradualità”.
Per Silvio Berlusconi, invece, “svendono Alitalia, la nostra compagnia di bandiera, a un quinto del suo valore di mercato. E stanno cercando di chiudere Malpensa, il porto dell’Italia sul mondo”. In una lettera indirizzata agli elettori lombardi, pubblicata da dal quotidiano ‘Libero’, il candidato premier del Pdl ha inoltre sottolineato: “È sempre la solita storia: l’invidia per chi produce ricchezza provata da chi, come Veltroni, non ha mai lavorato un giorno in vita sua”. Non si esprime invece nel dettaglio il presidente di Confindustria: “Non da oggi il caso, purtroppo, è un pessimo segnale, una pessima immagine del Paese. Preferisco non commentare”, ha detto Luca Cordero di Montezemolo mentre per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, è Air France ora a dover fare la “prima mossa”.
Intanto a piazza Affari, il titolo ha registrato ancora un ribasso. Stamane, non ha fatto prezzo per circa un’ora, per eccesso di ribasso, poi ha aperto con un prezzo di 0,208 euro (-24,6%). Dopo aver toccato un minimo a 0,199 euro il titolo segna ora 0,215 euro, con un -22,1%. Continua così il riallineamento del prezzo a quello offerto da Air France con il concambio pari a circa 0,10 euro.

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Il Tesoro concede 300 milioni, ma per Alitalia è il giorno della verità

Alitalia sotto i riflettori
Sarà di 300 milioni di euro la linea di credito che il ministero dell’Economia concederà ad Alitalia, come una delle condizione in vista dell’opa lanciata da Air France-Klm. Lo ha comunicato Alitalia, su richiesta della Consob di fornire ulteriori dettagli dopo che nel fine settimana il cda ha dato il via libera all’offerta, che potrebbe essere avviata sul mercato entro giugno. Ma che si tratti solo del primo passo verso un salvataggio sempre più difficile lo dimostra il fatto che stamattina il titolo è stato sospeso al ribasso, poiché segnava un calo teorico del 43,63% al momento dell’apertura. Per oggi è atteso il parere del Tesoro, mentre domani parte la trattativa con i sindacati, determinante per la validità del contratto di acquisto.
Si profila un percorso ad ostacoli verso la sopravvivenza. Stretta nella morsa di una cassa con pochi spiccioli, per l’ex compagnia di bandiera è in vista una vendita a prezzo da saldi pur di garantirsi il salvataggio. Già oggi si teme lo scivolone in Borsa. Martedì, poi, inizia un braccio di ferro con i sindacati che si preannuncia più difficile del previsto ma che dovrà chiudersi entro fine mese.
Per Alitalia il colosso franco-olandese intende spendere 138,5 milioni di euro, cioè 9,9 centesimi ad azione applicando il valore delle azioni Air France-Klm, che sulla borsa di Parigi valevano venerdì scorso 15,98 euro, al concambio di un titolo franco-olandese per 160 della compagnia italiana. Ma per tutta l’operazione, Parigi mette sul piatto poco più di 1,7 miliardi di euro, fra le due opa (oltre a quella sul capitale l’altra è sulle obbligazioni convertibili, quest’ultima per 608 milioni) e l’aumento di capitale.
Ma l’immediata iniezione di liquidità offerta dal Tesoro, utile alla compagnia che a fine gennaio aveva solo 282 milioni di euro nel portafogli per una sopravvivenza di circa tre mesi, dovrà passare al vaglio Parlamento, a quattro settimane dalle elezioni.
Con il titolo valutato da Air France-Klm poco meno di 10 centesimi, il rischio capitombolo per Alitalia in Piazza Affari era prevedibile: venerdì quotava infatti 53 centesimi.
L’iter verso la firma del contratto, che Air France-Klm ha chiesto per il 31 marzo, quindi in tempi molto stretti, è minato anche dal raggiungimento di un accordo con i sindacati, dal parere del governo (”valuteremo l’offerta” ha detto il vice premier Massimo D’Alema), ma anche dall’azzeramento del rischio causato dal ricorso avanzato dalla Sea su Malpensa, che chiede un risarcimento da 1,25 miliardi. Per questo potrebbe arrivare un decreto, che - prevede il contratto - dovrà essere convertito in legge prima del lancio dell’Opa.
”Il governo ci sta consegnando nudi alla trattativa”, ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni aggiungendo che ”chi ha commesso questo errore grave ne pagherà le conseguenze, ma purtroppo le principali le pagherà il Paese. Comunque, cercheremo di limitare i danni”. Per il leader della Cgil, Gugliemo Epifani ”quello che sta accadendo non si è mai visto in nessuna trattativa per cessione d’azienda. Si finisce col mettere il sindacato, che è all’oscuro di tutto, con le spalle al muro e il paese nella stessa condizione. Il sindacato - ha assicurato - non si sottrarrà alla responsabilità di una scelta che può essere un sì o un no a seconda dei contenuti del piano, degli investimenti, dell’occupazione e delle ricadute sul paese”. La responsabilità ”è del governo - ha detto il numero uno della Uil, Luigi Angeletti - Ha fatto finta che Alitalia fosse dell’amministratore delegato, del consiglio di amministrazione e non del governo” ma ”non è mica detto che bisogna sempre, per forza, mangiare la minestra se è avvelenata”. Ma la strada è in salita soprattutto perché la forte associazione dei piloti, l’Anpac, che ha sempre sostenuto Air France-Klm ora dice che ”l’offerta è inaccettabile” soprattutto perché prevede la chiusura del settore Cargo nel quale lavorano un centinaio di piloti. Minaccia così conflittualità ma soprattutto di non firmare l’accordo se non ci saranno modifiche irrinunciabili.
L’altro ostacolo è politico. Il governo non deve essere contrario, altrimenti salta tutto. Le elezioni di metà aprile potrebbero complicare l’iter. Nessun commento arriva da Silvio Berlusconi e il giudizio del leader di An Gianfranco Fini sul via libera di Alitalia all’offerta di Air France ”è tendenzialmente positivo”. Ma la Lega rulla i tamburi. ”Ora pensiamo a vincere, poi si vedrà”. Ma gli esponenti locali della Lega. Il sindaco di Varese Attilio Fontana non ci va leggero: ”La nostra speranza è che Air France cambi idea e che l’Italia cambi governo”, dice rilanciando il ricorso della Sea.

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Air One fa rotta sull’America. Anche senza Alitalia

L'AirOne ha esordito in Europa, ma il riempimento degli aerei è sceso al 57%
di Alessandra Gerli

Dalla battaglia per comprare l’Alitalia, nonostante la sentenza avversa del tar, al nuovo ricorso al Consiglio di Stato contro la vendita della Volare alla stessa Alitalia. Dall’asta per le frequenze wimax, poi abbandonata in corsa, alla gara per il 32 per cento dell’Autostrada Pedemontana messo in vendita dalla Milano Serravalle. Le ultime settimane per Carlo Toto sono state frenetiche. Ma l’imprenditore di Chieti punta ancora più in alto e sta mirando al prossimo esordio nei voli intercontinentali della sua AirOne. Si tratta di un passo cruciale e preparato da tempo, che ora Toto è intenzionato a fare rapidamente. Con o senza l’Alitalia.
Una domanda per ottenere il permesso di volare tra Europa e Stati Uniti è stata presentata il 26 febbraio al Dot, il dipartimento dei Trasporti negli Usa, tramite l’avvocato Mark W. Atwood. L’obiettivo è avviare due voli: da Milano Malpensa a Boston a partire dal prossimo 14 giugno e da Malpensa a Chicago dalla settimana successiva, approfittando dei varchi aperti dall’imminente trasloco dell’Alitalia a Fiumicino.
“L’ingresso dell’AirOne in questo mercato avviene in un momento critico” scrive l’avvocato Atwood al Dot. “Il futuro dell’Alitalia… è in serio dubbio” spiega senza far cenno alla volontà di acquistarla, ma puntualizzando che “sull’AirOne c’è una considerevole pressione di mercato e politica” per “colmare rapidamente” i buchi lasciati dall’Alitalia nel Nord Italia.
Il salto nel lungo raggio segnerebbe anche l’arrivo della compagnia di Toto a Malpensa, destinazione che sarà collegata da Napoli e da Roma in coincidenza con i voli americani. Nel frattempo sono in arrivo i due Airbus A330 destinati a volare verso gli States, che al momento fanno parte della flotta della compagnia degli Emirati Arabi Etihad. Noleggiati in leasing dall’AirOne per sei anni, in Italia erano già stati impiegati dalla Volare, che a sua volta li aveva ereditati dalla compagnia Canada 3000.
Nei piani di Toto, questa è solo una prima mossa. Altri due A330 saranno noleggiati entro il 2009, mentre è già stata firmata una lettera d’intenti con l’Airbus per comprarne 12 tra il 2010 e il 2012. Con o senza l’Alitalia, dunque, prosegue lo sviluppo dell’AirOne iniziato con i voli europei nel 2006.
Per i collegamenti americani, dopo un risultato negativo di 4 milioni di dollari stimato per il 2008, si arriverà a un profitto di oltre 800 mila nei primi sei mesi del 2009: questo si pronostica nel piano finanziario presentato al Dot, che però contiene una svista clamorosa, corretta a tambur battente dopo la richiesta di chiarimenti di Panorama. Tutti i dati del conto economico 2006 risultavano pressoché dimezzati rispetto a quelli comunicati a suo tempo dalla compagnia. Tutta colpa di “un errore di conversione”. Banale, ma capitale.

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Alitalia fa litigare anche Air France e Klm

Le code di due aerei dell'Alitalia ed Klm (controllata da Air France) affiancati nei parcheggi dell'aeroporto di Fiumicino | Ansa
Il dossier Alitalia sbarca nel cda di Air France-Klm ma nella riunione propedeutica all’offerta pubblica di scambio sulla compagnia di bandiera non sono mancate le turbolenze. Se il numero uno del vettore francese, Jean-Cyril Spinetta, punta dritto a chiudere l’acquisizione, lo stesso non può dirsi per i rappresentati olandesi che siedono nel consiglio della holding che controlla Air France-Klm.

Secondo indiscrezioni, i consiglieri espressione del governo di Amsterdam avrebbero imposto precisi paletti da mettere a verbale in termini di ritorni economici dell’investimento e dei rischi relativi alle pendenze di Alitalia in corso, non ultima la richiesta di risarcimento danni da parte della Sea sull’abbandono di Malpensa. Insomma, si fa ancora più arduo il percorso per chiudere l’acquisizione. Il mancato matrimonio di otto anni fa con la stessa Alitalia ancora brucia e Amsterdam continua muoversi con i piedi di piombo.

Spinetta aveva messo in conto questo tipo di resistenze ma, molto probabilmente, rispetterà lo stesso l’impegno preso con il governo italiano di presentare l’offerta entro la fine della settimana cercando di limare i contrasti sui sindacati ancora esistenti sul futuro di Az Servizi e sugli esuberi. Al momento, le uscite richieste da Parigi nella trattativa con Alitalia sarebbero concentrate soprattutto nel settore Fly dove, tra prepensionamenti, pensionamenti e contratti di solidarietà, sono in 1.100 i dipendenti pronti a fare le valigie. Altri 300 circa dovrebbe uscire nei servizi di terra mentre è ormai certo che i servizi amministrativi e informatici saranno esternalizzati.
I passi successivi prevedono l’esame del consiglio di amministrazione di Alitalia, quello dei sindacati e, infine, come chiesto dallo stesso Spinetta, anche il benestare del nuovo governo, non prima a questo punto dell’appuntamento elettorale di metà aprile. Il piano che Spinetta presenterà tra pochi giorni prevede investimenti per circa 3 miliardi di euro in 5-6 anni, il rinnovo della flotta in dieci anni e un aumento di capitale intorno a 1 miliardo di euro per rimpinguare le casse di Alitalia.

Infine lo spinoso capitolo Malpensa che, nei piani originari di Air France-Klm, dovrebbe perdere il ruolo di hub da lasciare a Fiumicino. Il fronte del Nord non molla la presa. Il cda di Alitalia “attenda ordini dal nuovo governo prima di procedere con la vendita della compagnia” ha affermato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che continua a sperare nella formazione di una cordata alternativa a quella di Air France-Klm che coinvolga più imprenditori lombardi intorno a Air One. Ma anche questa pista perde consistenza. “Noi abbiamo fatto il possibile per far conoscere il piano di Air One su Alitalia, di più non possiamo fare” ha detto l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. Senza un’Opa alternativa a quella di Parigi è però difficile che Carlo Toto, patron di Air One, possa rientrare in gioco.

Per Air One, al momento, l’unico appuntamento certo è quello di domani con il Consiglio di Stato che si pronuncerà dopo aver accolto il ricorso sulla bocciatura del Tar del Lazio che aveva ritenuto legittima la trattativa in esclusiva tra Alitalia e Air France-Klm.
Lo stesso Consiglio di Stato, però, che aveva dato ragione all’imprenditore abruzzese, azzerando di fatto la vittoria di Alitalia nella della gara per Volare.

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Il VIDEO servizio:

Volare ohi, ohi. Il Consiglio di Stato crea scompiglio tra Alitalia e Air France

Un aereo della compagnia low cost nata a Varese
L’onda lunga della bocciatura della gara di Volare si farà sentire anche sulla trattativa per la cessione di Alitalia ad Air France-KLm. Quasi due anni di battaglie legali a colpi di ricorsi e contro ricorsi ai giudici amministrativi e ordinari senza che all’orizzonte si intravedesse la via d’uscita. Eppure, nonostante il verdetto definito fosse ancora in sospeso a causa del ricorso di Air One, Alitalia è andata avanti per la sua strada integrando al 100% il vettore low cost e ristrutturando il network.
A sorpresa però è arrivata la sentenza definitiva del Consiglio di Stato a ribaltare la situazione. Il provvedimento va completamente a sfavore di Alitalia visto che il giudice amministrativo di secondo grado ha stabilito che la gara per la compagnia di Varese va rifatta. La mina Volare esplode in un momento delicato per la trattativa in corso tra la stessa Alitalia e Air France. Per quest’ultima, il fatto di dover rinunciare eventualmente agli slot di Volare non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile. Ciò che ha messo in allarme il quartier generale di Air France-Klm a Parigi sono, invece, i tempi e le modalità della giustizia italiana. Una sentenza arrivata quando ormai Alitalia aveva la certezza di essere la legittima proprietaria di Volare, anche in base a tutti gli altri dispositivi giuridici precedenti, pone un punto interrogativo anche sui possibili risvolti giuridici della vendita di Alitalia. Ironia della sorte, anche questa partita vede come contrapposti l’imprenditore cui fa capo Air One, Carlo Toto, e Alitalia.
Toto ha portato nuovamente davanti al Consiglio di Stato il ricorso con cui chiede l’annullamento della trattativa in esclusiva tra Alitalia e Air France lamentando di essere stato ingiustamente estromesso dalla vendita della compagnia di bandiera. Il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, punta comunque a presentare la sua offerta entro il 14 marzo (giovedì il piano sarà illustrato ai sindacati in modo dettagliato) ma vuole al contempo adeguate garanzie, che però nessuno in questo momento all’interno del governo pare sia in grado di assicurargli.
L’attenzione è tutta sul verdetto del Consiglio di Stato su Volare. I giudici amministrativi hanno stabilito che il nuovo ricorso di Air One è legittimo e hanno ordinato al commissario straordinario di Volare Group, Fabio Franchini, di effettuare una nuova gara mediante invito ai soggetti che hanno preso parte all’iniziale procedura di presentare nuove offerte entro 30 giorni dalla notifica della decisione. Ma a parte Alitalia e Air One, è difficile che gli altri pretendenti si facciamo avanti. Per Meridiana e WindJet la situazione non è tale da consentire nuove acquisizioni. Proprio per questo c’è chi ipotizza che proprio il nodo Volare potrebbe aprire scenari nuovi intorno alla vendita di Alitalia, con un’operazione che coinvolga contemporaneamente sia Air France-Klm che Air One.

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Alitalia è in crisi. E anche Air France non si sente tanto bene

La flotta Air France
Il rinvio è stato motivato con la necessità di avere il via libera anche dal nuovo governo all’acquisto di Alitalia. In realtà, piaccia o no, continua a essere la convenienza economica la vera molla che spinge il numero di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, a trattare in esclusiva per rilevare il 49% della compagnia di bandiera in mano al Tesoro e alla successiva Ops sull’intero capitale. E se mai ce ne fosse stato bisogno, il nuovo dietro-front, seppur non definitivo, è arrivato in un momento in cui i risvolti finanziari impongono prudenza. Questa volta non solo sul fronte italiano.

Non a caso l’annuncio è stato fatto in una di quelle occasioni in cui il vertice di Air France-Klm si è sempre guardato bene dal fornire dettagli significativi al mercato sul dossier italiano. Questa volta però all’appuntamento per illustrare agli analisti i risultati economici del vettore francese, inserire l’inatteso annuncio sulla frenata nell’acquisto di Alitalia è stato l’unico modo per contrastare il panico che si è scatenato sulla Borsa.
Air France-Klm ha alzato il velo su un risultato netto del terzo trimestre dell’anno fiscale 2007-2008 in calo di quasi il 40% a 139 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il mercato si aspettava sì una frenata a causa del diverso regime di tassazione, ma non un bagno di sangue. Anche l’indebitamento, a 2,47 miliardi, continua a essere sostenuto.

Dati che cominciano a far riflettere sui rischi di accollarsi in questo momento la ricapitalizzazione di almeno 750 milioni necessaria per rimettere in moto Alitalia i cui debiti, peraltro, viaggiano oltre gli 1,2 miliardi. Senza contare che, nonostante tutte le manovre di risanamento, Alitalia ha comunque chiuso il 2007 con un rosso prima delle tasse di 364 milioni di euro che potrebbe salire ancora in caso di svalutazione della flotta. Il valore di realizzo degli aerei è allo studio di una società di consulenza internazionale che dovrebbe fornire a giorni il verdetto. Anche il costo del personale nel 2007 è stato pari a 839 milioni, in crescita del 13,5% sul 2006 mentre le tecniche di copertura per fronteggiare il rincaro del carburante non si sono dimostrate più di tanto efficaci e la compagnia di bandiera ha speso 20 milioni in più rispetto al 2006.

Lo stato comatoso di Alitalia andrebbe a peggiorare la situazione Air France-Klm che però non vuole rinunciare al ricco mercato italiano. E, meno che mai, lasciare il campo a un concorrente. Ecco quindi l’idea di prendere altro tempo approfittando della crisi italiana. Anche con la contrarietà del premier uscente, Romano Prodi, Spinetta ha deciso di rinviare la chiusura del contratto a dopo le elezioni affinché l’operazione venga comunicata al mercato quando ormai le cattive notizie sul fronte finanziario saranno digerite e quando la vertenza legale con Air One sarà più chiara. Il Tar del Lazio si esprimerà sul ricorso del vettore abruzzese il 20 febbraio.

Ma lo scopo potrebbe essere anche un altro. Con Alitalia a un passo dal fallimento, sarà più facile per Spinetta spuntare un prezzo ancora più basso e non cedere alla tentazione di fare concessioni su Malpensa. E anche se al governo dovesse andare Silvio Berlusconi, è difficile che possa dire di no all’acquisto di Alitalia da parte di Parigi con il rischio di incrinare da subito i rapporti con il presidente francese, Nicolas Sarkozy.

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AirOne al Tar del Lazio. E Tps teme che Alitalia sia un altro caso Speciale

Il patron di Air One, Carlo Toto
Air One è stata esclusa dalla procedura i vendita di Alitalia senza che il suo piano, messo a punto insieme agli advisor Boston Consulting Group e Sabre Airline Solutions, cui si è aggiunto negli ultimi giorni Seabury, sia stato preso minimamente in considerazione dai consulenti di Alitalia. Questo nonostante il vettore abruzzese avesse più volte manifestato l’interesse ad andare avanti per instaurare una trattativa diretta con Alitalia. L’esclusione sarebbe pertanto illegittima e per questo Air One chiede di essere riammessa alla procedura di vendita.
Con questa la linea d’accusa domani l’avvocato Angelo Clarizia difenderà davanti al Tar del Lazio gli interessi del suo assistito, il patron di Air One Carlo Toto, che contesta su tutta la linea le modalità con cui il Tesoro e il numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, hanno deciso di instaurare la trattativa in esclusiva con Air France-Klm. Modalità che secondo i difensori di Toto non corrispondono “a regole certe e trasparenti che la legge prevede, ma che purtroppo non sono state”.
L’appuntamento è per domani alle ore 12 nella sede del Tribunale amministrativo del Lazio per un primo confronto però solo di carattere informale con i legali di Air One. Pertanto è escluso che dal presidente della terza sezione del Tar possa già arrivare un’indicazione sulla richiesta di riammissione da parte del vettore abruzzese. La data dell’udienza non dovrebbe essere fissata non prima 7-8 giorni. Un lasso di tempo in cui la trattativa in corso tra Parigi e Alitalia rimarrà appesa a un filo. La vicenda del consigliere Rai, Angelo Petroni, e quella del generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, insegnano che il Tar del Lazio ha dato di recente parecchio filo da torcere al Tesoro. Quindi un verdetto favorevole ad Air One non è da escludere a priori.
Il TAR del Lazio ha annullato la destituzione del generale Speciale da Comandante della Guardia di Finanza. Pesante colpo per il Governo e, in particolare, per il Ministro Padoa Schioppa.<br /> [i](Credits: [url=http://uberg.ods.org/]Gianfranco Uber[/url])[/i]<br />
Per questo motivo il numero uno di Air France, Jean Cyril Spinetta, potrebbe volare a Roma già nelle prossime ora per mettere l’acceleratore alla chiusura del contratto e alla valutazione di Alitalia. Valutazione su cui peserà la richiesta di danni da parte della Sea per 1,25 miliardi a causa dei 255 voli su Malpensa che Alitalia taglierà dalla fine di marzo. Nonostante Prato abbia annunciato battaglia legale, il rischio di dovere sborsare il maxi-risarcimento peserà sul valore della compagnia di bandiera.
Una settimana di tempo in più servirà invece a Toto per mettere a punto la sua cordata con nuovi imprenditori per acquistare Alitalia. Su questo fronte, purtroppo, al di la delle dichiarazioni entusiastiche dell’imprenditore abruzzese e del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, non ci sarebbe alcuna trattativa concreta. Sia Marco Tronchetti Provera che Diana Bracco avrebbero dato un assenso di massima e solo per quote veramente marginali. Per il resto, solo fumo. Lo stesso Corrado Passera, numero uno di Intesa Sanpaolo, fino a quando non ci sarà una trattativa vera e propria tra Alitalia e Toto, non ci pensa minimamente a entrare nel capitale della scatola che controlla Air One, Ap Holding.


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rossi-spalla Viviana Da Busti
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