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Nelle edicole è riapparso all’alba di lunedì 10 settembre. Da ieri cioè: le 15 edizioni quotidiane di E Polis, il gruppo free press fondato da Nicola Grauso, salvato, dopo uno stop di due mesi, dal “cavaliere bianco” Alberto Rigotti, vicepresidente della Infracom e fondatore della banca d’affari Abm Merchant, sono tornate a circolare.
In serata poi l’assemblea del gruppo ha approvato il nuovo assetto societario e una ricapitalizzazione pari a 13 milioni di euro per il “rafforzamento del piano editoriale”.
Attraverso la società Valore editoriale srl, la banca d’affari Abm Merchant è il nuovo azionista di maggioranza del gruppo.
Nel nuovo cda, presieduto da Alberto Rigotti, entrano: Luigi Barone, direttore centrale Antonveneta Abn Amro e direttore generale di VenetoSviluppo spa; il senatore Marcello Dell’Utri, in qualità di presidente della Fondazione Libreria via Senato, già presidente e ad di Publitalia; il fondatore di E Polis, l’editore sardo Nicola Grauso; Felice Emilio Santonastaso, titolare della cattedra di diritto commerciale nella facoltà di Economia e commercio dell’università La Sapienza di Roma; e lo stampatore Umberto Seregni, titolare dell’omonimo gruppo del settore grafico.
Il cda ha deliberato la convocazione dell’assemblea ordinaria e straordinaria della controllata Epm, concessionaria pubblicitaria, con all’ordine del giorno il cambio di ragione sociale in Publiepolis spa e la nomina di Dell’Utri alla presidenza.
Le modalità di ripresa delle pubblicazioni non sono però state apprezzate dal sindacato dei giornalisti: “Il pluralismo”, ha commentato il presidente della Fnsi Franco Siddi, “È una cosa troppo seria perché si possa ritenere che una semplice sommatoria di giornali sia sufficiente a garantirlo. La pubblicazione di una testata non è di per sé un valore, se non è accompagnata dal rispetto delle regole e dei diritti. I singoli, per disperazione o perché nobilmente credono in quello che fanno, possono anche farsi mettere la corda al collo, ma non si può lasciare che vengano impiccati i diritti collettivi. Chiederemo agli ispettori del lavoro di fare tutte le verifiche sul rispetto delle prescrizioni che la legge prevede per il lavoro a domicilio, in assenza di accordi sindacali”.
Fra le colpe dell’editore, secondo la Fnsi: riduzione dell’organico (30 giornalisti non sono stati richiamati dalla Cig), cancellate le redazioni (tranne quella centrale di Cagliari), non sono stati forniti adeguati strumenti di lavoro. Inoltre, “nessuna garanzia professionale è stata concordata con la redazione, l’assetto proprietario non è ancora chiaro e non sono stati pagati gli stipendi arretrati ai redattori, né i contributi previdenziali di molti mesi, né i compensi ai 200 collaboratori, per i quali si apre ora una vertenza nella vertenza”.
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di Antonietta Demurtas
“Lavorare da casa senza spostarsi per raggiungere una redazione vuol dire guadagnare tempo. Il modello impiegatizio è finito”. È questo il futuro dell’editoria secondo Alberto Rigotti, il filosofo-finanziere, sistemista informatico e guru della autostrade virtuali, 57 anni, che in questi giorni è stato investito del ruolo di salvatore editoriale. Il gruppo free press di E-Polis, presente in 15 edizioni in tutta Italia, da un mese non dà più notizie. Il 17 luglio l’editore sardo Nicola Grauso ha interrotto le pubblicazioni della sua creatura a causa di una vertenza con lo stampatore Umberto Seregni, che vanta un credito di 21 milioni di euro.
Il “cavaliere bianco” sembrerebbe Rigotti, vicepresidente della Infracom (società di telecomunicazioni e tecnologia) e fondatore della banca d’affari Abm Merchant, che attraverso la controllata Abm Network Investments dovrebbe acquistare il 52 per cento delle quote E-Polis.
“Troppe notizie proiettate in avanti” risponde Rigotti, fisicamente in Sicilia ma mentalmente in Sardegna. “Stiamo facendo le prime mosse, operiamo con massima velocità e siamo in contatto con Grauso perché interessati a questo progetto editoriale”.
Non ci sono cifre nelle risposte di Rigotti a Panorama.
Se l’affare andasse in porto, pochi i punti fermi per l’imprenditore trentino: “Conferma del format, sinergia con Grauso e tanto lavoro. L’intuizione di fondo del modello E-Polis è da preservare”. Nessun cambio quindi nella linea editoriale, “a ognuno il suo mestiere” dice Rigotti. “Ma un’idea non rimane valida in eterno, bisogna coglierla e svilupparla subito”.
Nei piani dell’imprenditore trentino, Grauso continuerà a gestire il quotidiano free press con i giornalisti che lavoreranno sempre più da casa. Questa intuizione, realizzata dall’editore sardo con E-Polis, mostra secondo Rigotti come dietro la macchina editoriale possa esserci il virtuale: “Qui il cartaceo è solo un’aggiunta, l’ultimo anello della catena”. È questo ad aver colpito l’imprenditore trentino: “Mentre la stampa vede il web come appendice, E-Polis fa il contrario”.
Dopo aver investito dall’arte alle autostrade, dall’energia alternativa alle ferrovie, passando per alberghi di lusso e aeroporti, Rigotti, esperto di tecnologia informatica e di net economy, pensa che E-Polis sia in grado di “produrre carta virtuale”. Da qui la stima per Grauso, “un empatico del virtuale, una persona capace di intercettare i suggerimenti del lettore e fare un giornale popolare con un timbro di incisività, capillarità e articoli leggeri”.

Rigotti con l’Abm Merchant detiene già il 25 per cento della società che edita il settimanale finanziario Il valore, da settembre potrà essere in edicola con un quotidiano. Il capo di Abm Network, laureato in filosofia all’Università Cattolica di Milano con una tesi su “La gestione delle grandi masse dell’informazione”, ha le idee chiare: “La cultura può essere impresa”. E la gestione dell’informazione anche.