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Alessandro-Ortis

Pacchetto anticrisi, “Il blocco delle tariffe non si applica a gas e luce”

Luce e gas

Il blocco delle tariffe non riguarda quelle autostradali e quelle dell’elettricità e del gas. “Il disposto dell’articolo 3 comma 1″ fa sapere il Tesoro “riguarda esclusivamente il blocco di diritti e tariffe vari dovuti a fronte di servizi erogati direttamente dalla Pubblica Amministrazione”.
Quanto invece alle tariffe in materia di Autostrade, energia elettrica e gas “non si applica il blocco” dal momento che, nel decreto stesso, è “espressamente confermato” il meccanismo di determinazione dei prezzi da parte delle Authorities.
Nel decreto legge “anti-crisi” non c’è alcun blocco tariffario per autostrade, luce e gas. In una nota diffusa oggi dal dicastero di via XX Settembre, si mette in chiaro il significato del disposto al fine di “evitare la diffusione di interpretazioni devianti, strumentali ed interessate” della parte del testo che riguarda diritti e tariffe. In particolare, il ministero ribadisce che “il disposto dell’articolo 3 comma primo, riguarda esclusivamente il blocco di diritti e tariffe vari dovuti a fronte di servizi erogati direttamente dalla Pubblica Amministrazione”. Un esempio per tutti? “I diritti e le tariffe dovuti in materia di motorizzazione”. Allo stesso tempo, poi, “in materia di Autostrade, energia elettrica e gas, non si applica il blocco di cui sopra, essendo nel decreto stesso espressamente confermato il meccanismo di determinazione dei prezzi da parte delle Authorities”.
Intanto l’Authority per l’energia, preso atto con “soddisfazione” delle dichiarazioni del Tesoro, conferma che per il 2009 si dovrebbe registrare una “diminuzione significativa e progressiva” delle bollette della luce e del gas. Ad affermarlo, a margine di una sua audizione al Senato in Commissione Industria, è il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis.
“Prendendo atto con soddisfazione delle dichiarazioni del ministero dell’Economia e delle Finanze e considerando gli andamenti dei prezzi petroliferi” sottolinea Ortis “si conferma la previsione che i nostri prossimi e usuali aggiornamenti possano assicurare ai consumatori una diminuzione significativa e progressiva dal 2009 e che possa essere data continuità al sostegno allo sviluppo delle reti di trasporto e di distribuzione nonche’ allo sviluppo della qualità dei serviz”.

Authority: troppe tasse in bolletta, rivedere oneri e fisco

Fornello del gas

“Uno tsunami-petrolio sta colpendo i paesi consumatori ed in particolare l’Italia. In assenza di nucleare, con uno scarso utilizzo del carbone, con un limitato contributo da fonti rinnovabili competitive, il nostro paese è ancora molto esposto all’importazione di idrocarburi, quasi l’80 per cento del fabbisogno energetico, contro una media europea inferiore al 50 per cento, e la sua produzione elettrica è oggi basata sul gas naturale per quasi il 60 per cento, mentre la media europea è inferiore al 20 per cento”. Parole preoccupate, pronunciate questa mattina a Montecitorio da Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, in occasione della Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta dall’Authority.
I prezzi italiani lordi si collocano sui livelli più elevati in Europa, insieme a quelli danesi, tedeschi, irlandesi. In questo contesto, l’Authority chiede “un’armonizzazione a livello europeo delle agevolazioni per le imprese energivore considerabili strategiche”. Le imposte incidono per il 14 per cento sulle bollette elettriche e per il 37 per cento sulla bolletta del gas che rappresenta la maggior spesa delle famiglie (riscaldamento). Sulle bollette elettriche, in particolare, insistono oneri di sistema (otto per cento del totale) che potrebbero essere invece trasferiti sulla fiscalità generale. “Sarà attivato un meccanismo di tutela sociale per i cittadini meno abbienti coerente con i relativi indirizzi governativi. Il bonus sociale sulle bollette dell’energia elettrica verrà attivato con il quarto trimestre dell’anno, ma avrà effetto retroattivo per tutto il 2008″ annuncia Ortis. “L’estensione del meccanismo potrebbe essere previsto anche per il gas”.
La Relazione indica prima di tutto la necessità di proseguire nel processo di liberalizzazione del settore energetico nella Ue che “come in Italia, non è ancora giunto ad una piena realizzazione”. “In molti paesi, l’operatore principale, spesso l’ex monopolista nazionale, continua a beneficiare di un elevato potere di mercato”, ricorda il presidente dell’Authority. “La proposta che facciamo riguarda l’attivazione di una Agenzia europea indipendente per meglio regolare e vigilare in merito agli scambi commerciali internazionali, alla sicurezza delle reti continentali e ai relativi flussi transfrontalieri e alla separazione proprietaria dei monopoli dalle attività contendibili come produzione, approvvigionamento, trading e vendita”.
“Guardando allo scenario internazionale appare così evidente che la questione petrolio è, per il nostro paese e per l’Europa, complessa e centrale” osserva ancora il numero uno dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. “Così pure lo è e lo sarà, almeno per il breve - medio termine, la questione gas naturale. Esso da solo, come materia prima, pesa sulla bolletta totale delle nostre famiglie per un forte 60 per cento al netto delle imposte”. Gli italiani cercano quindi nuove soluzioni per ridurre i costi delle bollette. Una di queste è data dalla migrazione al mercato libero che ha riguardato, in un anno, quasi 1,8 milioni di clienti, oltre il 5 per cento della base di partenza, costituito da 34 milioni di clienti. Un tasso coerente con le percentuali di switching dei paesi storicamente più avanzati nelle liberalizzazioni, come ad esempio l’Inghilterra. “La percentuale del Centro-Nord è superiore per i clienti non domestici, mentre per le famiglie è più alta quella del meridione” dice ancora Ortis. “Particolare attenzione va dedicata ai passaggi dai vecchi distributori a nuove società di vendita ad essi collegate. Mentre l’80 percento dei clienti domestici ha optato per un venditore con lo stesso brand del suo storico distributore-fornitore, il 35 percento di piccole imprese ha scelto un fornitore del tutto diverso”.
Secondo l’Authority, è inoltre “auspicabile che anche nel nostro paese, così come già opportunamente fatto per il settore elettrico con l’operazione Terna, sia al più presto dato seguito ad un’analoga operazione nel settore gas. Ciò costituirebbe, infatti, il necessario e miglior presupposto per poter guardare anche ad un futuro sistema integrato di trasporto europeo, costituito da reti nazionali fra loro ben coordinate o da una prospettica rete integrata, egualmente terze”. L’’Unione europea deve poi far valere, nei rapporti con i paesi produttori di idrocarburi, “la tanto auspicata single voice, il potere contrattuale di cinquecento milioni di consumatori”. Un potere, si legge nella relazione, che isolatamente, né l’Italia, né altro stato dell’Ue, può avere sul mercato internazionale degli idrocarburi. Per questo appare decisivo un ruolo europeo e degli Stati teso a promuovere e rafforzare accordi istituzionali quadro, nell’ambito dei quali facilitare iniziative e collaborazioni imprenditoriali anche nei paesi produttori.

Sulla “Robin Tax”, l’Authority è già pronta a fare la sua parte per garantire una vigilanza anti-rincari a tutela dei consumatori, così come previsto dalla manovra. “Il decreto legge” afferma Ortis “estende i compiti dell’Autorità anche a quello petrolifero: perciò chiederemo l’ormai tradizionale e fattiva collaborazione della Guardia di Finanza, nonché la collaborazione degli altri soggetti istituzionali interessati”.
Plaude alla relazione l’ Adiconsum che definisce le parole di Ortis “puntuali e precise”, mentre per il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, “l’analisi sul delicato momento che sta vivendo il settore energetico in Italia e nel mondo è complessivamente condivisibile. Corretta è anche l’esigenza indicata di modificare il mix energetico del paese per ridurre il differenziale di prezzo dell’energia elettrica e del gas, che ci penalizza nel confronto con gli altri paesi europei. Meno condivisibili appaiono le valutazioni su misure e assetti di politica energetica nazionale e internazionale, che competono all’esclusiva responsabilità politica del Parlamento e del Governo”.

Il VIDEO servizio:

Il secondo senso - Concorrenza

I settori industriali oggetto della Robin Tax “pur essendo liberalizzati non sono ancora caratterizzati da livelli di concorrenza tali da incidere adeguatamente sulla possibilità di traslare sui prezzi al consumo l’onere della maggiorazione d’imposta”.
(Alessandro Ortis, presidente dell’Authority per l’energia).
Voleva dire:
“Le industrie del petrolio e del gas non si fanno concorrenza. Ed è grave che l’Antitrust non faccia nulla. Così adesso mi ci devo mettere io a controllare che non aumentino i prezzi”.

Robin Tax, l’Autorità per l’energia contro i rincari in bolletta

Barili di petrolio
L’Autorità per l’energia scende in campo per evitare che l’aumento della tassazione previsto dalla Robin Hood Tax venga traslato sulle bollette dei consumatori finali.
L’autorità guidata da Alessandro Ortis ha infatti adottato con una delibera le “Disposizioni urgenti in materia di vigilanza sul rispetto del divieto di traslazione della maggiorazione d’imposta”, in base alle disposizioni contenute nel decreto legge dello scorso giugno, con il quale il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha assegnato al regolatore il compito di vigilare sulla corretta applicazione della cosidetta Robin Tax, “evitando che le imprese possano adottare condotte idonee ad eludere il divieto e a comprometterne la finalità di tutela dei consumatori”.
In particolare, le imprese in questione sono tenute a trasmettere entro il 31 luglio 2008 all’Autorità l’ultimo bilancio di esercizio disponibile, nonchè le relazioni trimestrali e semestrali del primo semestre 2008 ed i documenti di budget relativi al 2008.
Dovrà essere trasmessa anche una dichiarazione contenente i valori dei margini operativi lordi unitari relativi a ciascun prodotto dei settori sotto osservazione riferiti sia all’anno 2007 che al primo semestre 2008.

Il VIDEO servizio:

Tariffe, ad aprile arriva la stangata per luce e gas

[i](Credits: Ansa)[/i]
Ancora rincari. Conto alla rovescia per l’aggiornamento delle tariffe della luce e del gas che - secondo le prime stime degli esperti di settore - potrebbero veder scattare dalla prossima settimana una nuova stangata sulle tariffe elettriche e del metano, spinte dalle fiammate del greggio. Entro lunedì 31 marzo l’Authority per l’Energia renderà noto l’andamento delle tariffe nel prossimo trimestre aprile-giugno. Tariffe che - secondo le stime di Nomisma Energia, basate sulle quotazioni del petrolio negli ultimi mesi - potrebbero vedere dal primo aprile della prossima settimana il conto delle famiglie italiane salire di quasi 60 euro su base annua: 17 euro in più per la luce (per la quale si profila un ricaro del 3,9%) e circa 40 euro in più per il metano (+4,1% le attesa di rialzo degli esperti tariffari).
Dall’Authority per l’Energia, cui spetta l’ultima parola in materia di aggiornamento tariffario, non è trapelata al momento alcuna indicazione su quelli che potrebbero essere i prossimi rincari. Sottolineando che i dati arriveranno entro fine mese - probabilmente sabato prossimo - il presidente dell’organismo, Alessandro Ortis, nei giorni scorsi ha però parlato di “uno tsunami” riferendosi all’andamento del greggio. E ha spiegato di “continuare ad essere preoccupato delle quotazioni mondiali degli idrocarburi: i prezzi di petrolio e gas persistono su valori assai elevati e considerato che il sistema energetico italiano dipende molto dalla loro importazione, essi” ha aggiunto Ortis “hanno purtroppo ancora notevole influenza sui costi inclusi nelle nostre bollette”. Lo tsunami-greggio rischia così di travolgere, ha spiegato Ortis: “anche i benefici per i consumatori derivanti da una continua riduzione delle tariffe da noi amministrate, come quelle di trasporto e distribuzione, ed i vantaggi iniziali ottenuti grazie alle prime liberalizzazioni”.

Petrolio: si avvicina il barile a 110 dollari, ma l’euro pareggia i conti

http://www.flickr.com/photos/darinmarshall/140756944/in/photostream/
Un record dopo l’altro. La corsa del petrolio non trova ostacoli e il prezzo dell’oro nero si appresta a superare un altro livello ritenuto inavvicinabile solo qualche mese fa. Il greggio si è portato a meno di un passo dai 110 dollari e l’elemento di maggiore preoccupazione è la rapidità con cui il petrolio sta aggiornando i propri valori: dopo aver superato la barriera dei 100 dollari a gennaio, il barile si è mantenuto nella fascia dai 102 ai 104 dollari fino alla settimana scorsa, quando giovedì ha sfondato i 105 dollari prendendo una strada rialzista che non accenna a fermarsi.
Ma a placare i timori sono arrivate stamattina le dichiarazioni del presidente della Saras e vicepresidente di Confindustria, Gianmarco Moratti, nel corso della trasmissione Panorama del giorno su Canale 5. Il prezzo del petrolio, espresso in euro, ”è piò o meno lo stesso di due anni fa”, ha affermato: ”Il petrolio a 108 dollari è quello americano, che a noi interessa meno, mentre il Brent, che è quotato a Londra, ieri era a 104 dollari: dividendo questi 104 dollari per 1,53, vale a dire per il rapporto euro/dollaro, il prezzo espresso in euro è pari a 67, cioè più o meno quello di due anni fa”.
per fortuna, infatti, assieme alla corsa del petrolio, si assiste a quella dell’euro, che continua a rivedere i propri massimi storici nei confronti del dollaro. A infiammare la divisa unica di nuovo ieri, dopo che nelle le ”preoccupazioni” espresse dal presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, l’avevano fatta frenare, hanno contribuito le parole del presidente della Bundesbank e membro del Consiglio direttivo di Francoforte, Axel Weber. Secondo il banchiere centrale, con il petrolio agli attuali livelli non c’è spazio di manovra per un taglio dei tassi nell’area euro. Al contrario, gli economisti sono convinti di un nuovo taglio dei tassi aggressivo da parte della Fed il 18 marzo, che renderà ancora più conveniente investire in titoli denominati in euro rispetto al dollaro.
La debolezza del dollaro non aiuta le quotazioni del petrolio, e gli effetti, comunque, si ripercuotono anche sul mercato italiano. Il gasolio ha superato quota 1,36 euro, arrivando fino a 1,362 euro al litro, nei distributori Agip, con un balzo di quasi un centesimo e mezzo rispetto all’ultimo picco di 1,348 raggiunto sabato scorso, 8 marzo. Ma riflessi negativi si attendono anche sul fronte delle tariffe: ”l’aumento del petrolio ci imporrà delle riflessioni tariffarie”, ha detto Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’Energia, ricordando come il ”nostro sistema dipende molto dall’importazione di gas e petrolio e se aumentano i prezzi internazionali, aumenta il costo di produzione e questo ha un impatto sulle bollette. Sulla bolletta elettrica, il costo di produzione - ha spiegato - vale il 60%, di cui un 45% è legato ai combustibili”.

Tariffe, luce e gas più cari già nei primi mesi del 2008

Nei primi tre mesi del 2008 aumenteranno le condizioni economiche di riferimento per le forniture tipo alle famiglie: +3,8% per l’energia elettrica e +3,4% per il gas. Lo sostiene l’Autorità per l’energia, sottolineando che la causa fondamentale dei rialzi è l’impennata del prezzo del petrolio, salito del 55% in un anno. E l’85% del fabbisogno energetico italiano è soddisfatto grazie alle importazioni di greggio e gas naturale.

“Dopo i primi nove mesi del 2007 con bollette in calo, è molto amaro dover registrare e comunicare gli ultimi aumenti, dovuti essenzialmente all’ondata internazionale del caro-petrolio: le sue impennate stanno frustrando i risultati positivi già ottenuti con le liberalizzazioni e la nostra azione che ha portato ad una riduzione delle tariffe dei servizi a rete e ad un contenimento degli oneri di sistema”, precisa il presidente dell’Autorità per l’energia Alessandro Ortis, spiegando che “di fatto l’aumento sarebbe stato superiore se non fossimo riusciti a ridurre ulteriormente le componenti tariffarie per trasporto, distribuzione e misura”.

Il 2007 - evidenzia una nota dell’Authority - si è chiuso registrando “un solo incremento trimestrale, nell’ottobre scorso (energia elettrica +2,4%, gas +2,8%). Infatti, a gennaio 2007 le condizioni economiche erano rimaste invariate per l’energia elettrica ed erano diminuite dello 0,6% per il gas. Ad aprile, poi, c’era stata una riduzione sia per l’elettricità (-0,4%) che per il gas (-3,4%); a luglio era rimasto invariato il prezzo dell’elettricità e diminuito dell’1,6% quello del gas”. Le imprese di distribuzione di energia elettrica dovranno ridurre il numero delle interruzioni nelle forniture elettriche ai clienti, arrivando ad un miglioramento dell’11% in media a livello nazionale. L’Autorità ha anche richiesto di ridurre ulteriormente la durata delle interruzioni elettriche. Gli operatori che non raggiungeranno gli obiettivi di riduzione prefissati dall’Autorità dovranno pagare delle penalità.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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