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Altero-Matteoli
“È uno sciopero anomalo, una vera e propria dichiarazione di guerra, ma il governo non permetterà che un sindacato autonomo ponga dei veti ad un’operazione che salva un’azienda e 12.600 posti di lavoro”. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, in diverse interviste sui quotidiani di oggi parla della “sconcertante” decisione di Anpac, Unione piloti, Anpav, Avia e Sdl di indire 14 giorni di sciopero.
“Come ministro che ha la delega su questa vicenda” spiega Matteoli “valuterò se c’è interruzione di pubblico servizio e le azioni possibili”.
Linea dura del governo quindi nei confronti di chi pone “veti pretestuosi”. Matteoli parla di “un’ubriacatura che non ha precedenti”. Il governo, sottolinea Matteoli al Messaggero, “non si farà intimidire” ed è “disposto ad assumersi tutte le responsabilità e i provvedimenti necessari. Se sperano che assistiamo inerti, se lo scordano”, precisa il ministro. Scatterà la precettazione? “Non assisteremo impassibili a tentativi di boicottaggio del servizio pubblico. A maggior ragione assumerò tutte le responsabilità che il mio ruolo mi assegna nei confronti di chi volesse impedire il salvataggio di Alitalia. Aspetteremo il parere del garante per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Poi il governo adempirà ai suoi doveri e prenderà i provvedimenti del caso”.
Alla richiesta dei piloti di riaprire la trattativa matteoli risponde che non sarebbe “possibile” e poi definisce le loro posizioni “strumentali. Ora rimettono in discussione anche il part-time su cui avevamo trovato un’intesa che nessuno pensava di dover rinegoziare”.
“La nostra risposta finirà quando avremo deciso che ci sono le condizioni per farla finire: quando saranno rispettati i principi di solidarietà, democrazia e di diritto al lavoro”. È questa la risposta che arriva dal segretario nazionale dello Sdl, Paolo Maras, nel corso dell’assemblea che vede riuniti allo scalo romano di Fiumicino circa 500-600 dipendenti dell’Alitalia raccolti dalle cinque sigle sindacali che formano il cosiddetto “fronte del no”.
FORUM: Cosa pensano di ottenere con questo sciopero?
Le assunzioni di Cai saranno aperte a tutti, compresi i piloti di altre compagnie, ad esempio della Ryanair. Lo ha sottolineato il presidente della Compagnia, Roberto Colaninno, parlando, a margine della visita allo stabilimento vietnamita della Piaggio ad Hanoi, dei criteri di assunzione di piloti e hostess.
Colaninno ha spiegato che la chiamata sarà individuale: “Manderemo una lettera e diremo ad esempio: ‘cara signorina, vuole fare l’assistente di volo sulla tratta Milano-Boston?’. Se dice di si’, va all’ufficio del personale, accetta e firma”.
Alla domanda se la chiamata sarà quindi diretta, il numero uno della Cai ha risposto: “La chiami come vuole, sarà diretta o indiretta. Magari ci sarà qualcuno che non è di Alitalia e fa la sua domanda. Noi per esempio, potremo assumere anche i piloti di Ryanair”. Anche se la compagnia low cost ha dichiarato di essere interessata proprio ai piloti Alitalia: “Appunto” ha puntualizzato Colaninno. “Vediamo chi fa le condizioni migliori”. “I lavoratori”, ha continuato, “li assumiamo secondo quanto prevede la legge. Assumeremo le persone che accetteranno il nostro accordo che poi è stato formalizzato nel contratto”.
Parlando della posizione dei sindacati autonomi, che hanno minacciato blocchi e proteste, Colaninno non si è sbilanciato: “Non faccio commenti su opinioni, convinzioni o interessi che vengono gestiti dagli altri. Abbiamo un progetto che abbiamo sviluppato, abbiamo fatto un investimento e ci proponiamo di assumere 12.628 persone, tra personale di terra, assistenti di volo e piloti. Li assumeremo secondo i criteri che sono stati discussi e controfirmati dalle quattro organizzazioni sindacali, ovviamente mi è spiaciuto che questi contratti non abbiano trovato il consenso anche dagli altri rappresentanti dei lavoratori di Alitalia”. “Ciò detto” ha proseguito “assumeremo quelli che sono interessati ad accettare di lavorare in Alitalia secondo queste condizioni. Gli altri che non accetteranno queste condizioni avranno deciso che questa offerta di lavoro non è interessante”.
Il fatto, ha insistito il presidente di Cai, “è che noi siamo una nuova azienda che ha fatto un’offerta e che ha bisogno di 12.628 persone, non è che siamo responsabili della situazione precedente. Quando si acquista qualcosa, ci sono condizioni e termini secondo cui uno è pronto a fare l’acquisto. Alitalia ha bisogno di personale, di terra, di assistenti di volo e di piloti. Le nostre condizioni sono queste, sono state discusse, sono state accettate e quindi ognuno sceglierà secondo i suoi criteri. Alitalia è fallita, non è che stiamo cercando di portarla via o stiamo ricattando qualcuno, non voglio neanche intervenire su questo, sono interessi che vengono discussi da categorie professionali e ognuno sceglierà la propria strada”.
Sulla vicenda stamattina si è pronunciato anche il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli: “Ho qualche dubbio che i piloti Alitalia che non sottoscriveranno il contratto con la Cai possano accedere alla cassa integrazione”.
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La speranza che Alitalia si salvi arriva da Oltralpe: è lì che il Governo italiano guarda per salvare la compagnia di bandiera dal fallimento. Il premier Berlusconi spiega che “sono esattamente uguali le ipotesi Lufthansa, Air France e British Airways come ipotesi di collaborazione e di alleanza” ma precisa anche che sarebbe “una partecipazione di assoluta minoranza”.
Una prospettiva, quella della partnership straniera, che piace ai sindacati: per Epifani, “È presto per parlare di spiragli ma è una buona scelta”. Anche se il segretario gela le speranze dei possibilisti: “La vertenza Alitalia sta diventando un dramma nazionale che esaurisce tutti gli altri problemi sindacali. Queste sono ore decisive ma c’è bisogno che si capisca che se si vuol fare qualcosa senza la Cgil non ci si riesce”. E domani mattina il governo ha convocato i sindacati a palazzo Chigi per la trattiva sulla compagnia di bandiera.
Berlusconi, quanto alle responsabilità dell’impasse di Alitalia, attacca Veltroni: “È colpa sua se la trattativa con la Cai è fallita”. Inoltre, ha aggiunto, “quello che c’è è che sono in tanti a bussare alla porta della Cai per una partecipazione anche al di là delle tre compagnie straniere che ho ricordato e, tra l’altro, ci sono anche altri imprenditori privati italiani che bussano”. Ma bussano alla Cai o al commissario straordinario Fantozzi? “Alla Cai” ha risposto il premier “perché non c’è una possibilità che un’altra compagnia straniera prenda su di sè il carico e la responsabilità di Alitalia intera: è un’ipotesi che non esiste e non è mai esistita”. Quanto all’eventuale partecipazione di un partner straniero, il premier ha precisato ancora: “Si deve prima risolvere la vicenda Cai e poi sarà la Cai ad aprire le trattative per una alleanza internazionale con una o più compagnie”.
Certo è che l’ipotesi Lufthansa riceve il plauso dei piloti: in un’intervista a Klauscondicio, il numero uno dell’Anpac Fabio Berti rivela: “Non sapevamo nulla di Lufthansa, ma fa parte di una delle soluzioni che abbiamo sempre ritenuto fondamentale per Alitalia”.
Ma il dossier Alitalia potrebbe arrivare domani anche sul tavolo del board di Air France-Klm: è previsto che la questione dell’aviolinea italiana sia in agenda nel cda in programma per domani mattina. Qualunque sia il partner straniero interessato, comunque, sui possibili sviluppo Bonanni esprime ottimismo: “Mi pare stia maturando la volontà di chiudere, il che sarebbe un bene per il Paese e per il sindacato”. Per il segretario generale della Cisl “la Cai ha rilanciato in zona cesarini la possibilità di chiudere la partita”.
A raffreddare in parte le speranze arrivano però le dichiarazioni di Fantozzi: “Spiragli? Ancora non se ne vedono. Sicuramente arriviamo al 30 settembre” ha spiegato il commissario straordinario “ma la situazione è precipitabile in qualsiasi momento. A settembre Alitalia ha incassato 100 milioni di euro in meno rispetto alla media mensile, a determinare questa flessione sono stati gli aerei mezzi vuoti. Sono arrivato qui in ritardo, senza neanche mangiare un panino, perché ho firmato gli stipendi del mese di settembre, senza cui i lavoratori sarebbero scesi in sciopero”. Offerte per Alitalia? “Ne sto ricevendo decine per i singoli segmenti” ha affermato Fantozzi “ma non ho a tutt’oggi un offerta per Az Fly, cioè per il comparto di volo”.
Fantozzi ha poi spiegato che l’Enac ha posto due condizioni per non ritirare la licenza: “tre mesi di sopravvivenza finanziaria, e io non li ho, o un ragionevole programma di rilancio di voli. E questo era possibile finchè c’era l’offerta di Cai”. Per questo, ha proseguito Fantozzi, “l’Enac dice: sono venuti meno i requisiti per la concessione provvisoria della licenza e se non ci dai delle spiegazioni adeguate te la revochiamo. Ora io domani andrò all’Enac e farò una relazione in cui si spiega che la situazione finanziaria è gestibile nel breve e che sono state adottate le misure necessarie che riducono i voli”. In ogni caso, ha agiunto Fantozzi, “se l’Enac ritirerà la licenza, sarà un grosso dolore, ma io ricorrerò al Tar” ha concluso Fantozzi.
Per riderci su (ma non troppo), spunta anche la cordata del popolo della rete. Su eBay, il sito di aste on line, è infatti spuntata un’offerta per la compagnia di bandiera. L’affare viene così descritto: “Vendesi Compagnia Aerea, di peso internazionale con numerosi slot dislocati nei maggiori aereoporti internazionali. OFFERTA SPECIALE!!! Vista l’elevata sindacalizzazione della compagnia l’asta parte da 1 euro SENZA prezzo di riserva, e comprende le compagnie Volare, Alitalia Cargo, AZ Servizi, AZ fly e altre società minori. AFFRETTATEVI!!! L’offerta ha una durata limitata, al termine dell’inserzione la compagnia potrebbe non essere più disponibile! L’offerta è rivolta anche ad acquirenti internazionali!! International buyers are welcome!!”. Finora, la compagnia è stata valutata EUR 8.201,00. L’inserzione,scherzosa, non è stata ovviamente aperta dal commissario Fantozzi, ma dall’utente sblindo82 il 23 settembre e durerà fino al 3 ottobre, quando - se le trattative di queste ore non sortiranno effetto - la compagnia sarà davvero costretta a tenere gli aerei a terra, causa fallimento.
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Giorni contati per Alitalia, ma si riaccende la speranza che si riapra la partita con Cai. Il presidente e l’amministratore delegato, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, dopo aver formalizzato la rinuncia alla trattativa d’acquisto, sono stati convocati a palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta.
Che il clima possa cambiare lo ha auspicato anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, che in mattinata ha parlato di spiragli. “Per Alitalia ci sono, almeno per qualche giorno, dei piccoli spiragli. Tutti coloro che hanno a cuore le sorti della compagnia di bandiera devono lavorare perchè questi spiragli restino aperti e si allarghino sempre di più”.
Intanto il segretario del Pd Walter Veltroni ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nella lettera (qui il testo integrale) si indicano una serie di proposte del Partito Democratico per affrontare la situazione di grave crisi della compagnia di bandiera. Secondo il segretario del Pd ci sono “tre strade possibili:
1) che la Cai faccia un passo in avanti verso le posizioni espresse dai sindacati, come le indubbie condizioni di vantaggio ad essa offerte dal decreto del governo consentono e richiedono;
2) che ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti esteri, che, da soli o con Cai, potrebbero acquisire, rispondendo al bando tardivamente pubblicato dal commissario, un ruolo rilevante nella salvezza e nello sviluppo di Alitalia;
3) che il commissario, in rappresentanza di Alitalia, e su preciso mandato del Governo, concluda immediatamente e positivamente una intesa con tutti i sindacati consentendo così poi a Cai e/o a compagnie aeree straniere di acquisire Alitalia, garantendone la sopravvivenza”. Conclude Veltroni: “Il nostro giudizio sulla vicenda della nostra compagnia nazionale è molto severo ma questo non ci impedisce di operare positivamente, come sempre, nell’interesse esclusivo del Paese”.
Il presidente dell’Enac, Vito Riggio, ha ribadito oggi che o il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, presenta entro giovedì un piano di emergenza oppure la licenza per l’aviolinea sarà sospesa. “Francamente” ha spiegato il presidente dell’Enac “ho suggerito al commissario di non fare cose azzardate, perchè le compagnie aeree devono avere affidabilità”. “Lui stesso” ha aggiunto Riggio riferendosi a Fantozzi “ha convenuto che in assenza di offerte realistiche e concrete chiederebbe la sospensione dei voli”.
Quanto agli slot, in caso di sospensione della licenza, Riggio spiega che “nel momento in cui Alitalia si ferma i suoi slot restano congelati per un tempo breve” e, considerando che “la stagione invernale comincia il 25 ottobre”, “già hanno o stanno facendo domanda tutte le compagnie europee”. Non ottimista il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli: “Siamo alla disperazione. L’unica speranza oggi è che i sindacati firmino in modo da consentire al governo di provare a convincere Cai a fare un passo indietro. Anche l’idea dei piloti di mettere a disposizione il loro Tfr non potrebbe aiutarci a raggiungere cifre sufficienti per rilanciare la compagnia”.
“Allo stato” ha concluso Matteoli “non c’è nessuna offerta”. Intanto, il presidente dell’Anpac, Fabio Berti, smentisce di aver riferito che per i piloti era rischioso volare in queste condizioni di particolare stress legato alla vicenda Alitalia: “Mai detto che i piloti di Alitalia sono stressati e che i passeggeri devono per questo temere”. “Il riferimento ai pericoli legati alla sicurezza” precisa Berti “era legato esclusivamente a ipotetici futuri contratti che non tengano sufficientemente in considerazione i livelli di fatica e stress degli equipaggi”.
Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, riconferma che la proposta di salvataggio di Alitalia avanzata da Cai è l’unica alternativa al fallimento e boccia senza mezzi termini la soluzione proposta ieri dal “fronte del no”.
La proposta Cai, ha detto il leader sindacale, “è l’unica soluzione ed è bene che nessuno si inventi altre cose che non stanno in piedi e che potrebbero dare l’illusione ottica di una prospettiva”. “Sono quindici giorni che vengono emessi ultimatum. Se avessimo utilizzato tutto questo tempo per trattare, probabilmente oggi avremmo fatto non uno, ma dieci contratti”, ha osservato infine Claudio Petrocchi, coordinatore dell’Sdl.
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Da oggi due ispettori di volo dell’Enac controlleranno lo stato di salute dei piloti Alitalia. L’annuncio arriva direttamente dal presidente, Vito Riggio, dopo la dichiarazione - poi smentita - di Fabio Berti dell’Anpac circa presunti rischi legati allo stress che grava sui piloti in questi giorni. Riggio sottolinea che “tutte le operazioni si svolgono con regolarità e sicurezza, mentre Berti spiega il suo ragionamento: “Il riferimento era legato a ipotetici futuri contratti che non considerino i livelli di fatica degli equipaggi”. Uno rischio futuro, quindi, non attuale.
Intanto prosegue il pressing del governo sui sindacati. “Firmino l’accordo e il governo si assumerà la responsabilità di richiamare la Cai di Roberto Colaninno. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli entrando a Palazzo Chigi dove è in agenda il Consiglio dei ministri per il varo della Finanziaria 2009. “Resta solo un’ipotesi, cioé che tutti i sindacati firmino così possiamo chiamare Cai”, ha detto Matteoli. “Al momento non c’è nessuna offerta e purtroppo neppure quella di Cai”, ha aggiunto riferendosi al possibile interesse di compagnie straniere. Ieri intanto la Cai ha formalmente comunicato il ritiro della sua offerta per Alitalia.
Dopo le tensioni verbali di ieri tra i due fronti di lavoratori Alitalia del “sì” e del “no” è calma la situazione all’aeroporto di Fiumicino. Nelle aerostazioni attività consueta e voli regolari. Nello slargo, vicino al centro equipaggi, teatro nelle scorse ore dei presidi contrapposti, non ci sono al momento presenze, ma solo il normale avvicendarsi del personale in servizio. Ma sono sempre più numerosi i clienti Alitalia preoccupati per le sorti del loro biglietto in caso di sospensione dei voli della compagnia di bandiera. Cosa fare? Si può chiedere il rimborso? Come? A queste domande il Codacons ha deciso di dare una risposta e fornire così ai passeggeri tutte le informazioni necessarie per chiedere tutela e ottenere il rimborso dei titoli di viaggio acquistati.
“Migliaia di cittadini hanno acquistato tempo fa biglietti per futuri voli Alitalia, voli che ora rischiano seriamente di essere cancellati in vista della sospensione dell’attività dell’azienda - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Ci auguriamo vivamente che la compagnia venga salvata, ma non possiamo di certo dimenticare i diritti dei passeggeri, in favore dei quali non viene fatto alcun riferimento nel decreto legge del 28 agosto scorso. Per tale motivo abbiamo inserito
sul sito una lettera
che i possessori di biglietti Alitalia possono gratuitamente scaricare per chiedere direttamente al commissario Fantozzi il rimborso di quanto pagato’.
Si legge nel modello di rimborso: “Considerando che l’attuale situazione di Alitalia non costituisce un fatto imprevisto e sconosciuto ai vertici societari i quali, in violazione dei principi civilistici di buona fede, anche di cui agli Artt. 1175 e 1176 cc, hanno venduto i biglietti al pubblico pur nella consapevolezza del rischio elevatissimo di fallimento imminente della compagnia, e comunque non hanno osservato il principio di buona fede, che si sostanzia nel generale obbligo di solidarietà volto a preservare gli interessi degli utenti-viaggiatori, anche a prescindere da specifici obblighi contrattuali.
In considerazione dei fatti esposti, il sottoscritto è a mezzo della presente a richiedere la risoluzione del contratto di trasporto aereo per inadempimento imputabile alla Vostra società, richiedendo la restituzione del corrispettivo di XXX euro … con avvertimento espresso che, in mancanza di quanto sopra entro e non oltre gg 15 dal ricevimento della presente, si adiranno le vie giudiziali’.
Considerata la drammatica situazione di Alitalia - conclude il Codacons - siamo costretti ad invitare gli utenti a non acquistare biglietti della compagnia, nemmeno per voli intercontinentali che abbiano tratte coperte da Alitalia.
Il VIDEO servizio:
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“Alitalia vola con una licenza provvisoria, mi aspetto che oggi il commissario Fantozzi presenti un piano di emergenza con riduzione dei costi senza il quale la licenza provvisoria non starebbe in piedi. Se non arrivasse il piano finanziario nel giro di 3 giorni la licenza verrà sospesa”. È il presidente dell’Enac, Vito Riggio, intervistato da Radio 24, a far partire l’ennesimo drammatico conto alla rovescia per Alitalia, proprio nel giorno in cui è in programma un vertice con Fantozzi: “Entro giovedì il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi deve presentare
all’Enac un piano credibile per evitare la revoca o la sospensione della licenza di volo”, ha aggiunto Riggio, dopo l’incontro con il commissario.
E proprio il commissario ha garantito che “Se entro martedì prossimo 30 settembre non ci sarà un’offerta razionale per Alitalia, chiederò l’eventuale sospensione della licenza e non un’interruzione che sarebbe piu’ dannosa”. Fantozzi ha anche precisato che i voli saranno quindi “garantiti sicuramente” fino a martedi’ prossimo, “finché non ci tolgono la licenza”. E gli stipendi? Fantozzi ritiene che riuscirà a pagarli a fine mese. Lo ha ribadito dopo avere incontrato i vertici dell’Enac, spiegando di “avere altri strumenti che evitino i sacrifici del personale” riferendosi alla disponibilita’, in particolare dei piloti, a decurtarsi lo stipendio. DI fatto, però, Alitalia è tornata sul mercato con un bando che è stato pubblicato oggi sul sito web (qui il documento in .pdf) della società e martedì sarà su vari quotidiani. Fino al 30 settembre, ha annunciato il commissario Fantozzi, si faccia avanti chi è interessato a comprare.
Intanto si muovono i piloti che annunciano di voler presentare un’offerta di acquisto al commissario Fantozzi. L’annuncio è di Anpac, Upi, Sdl e Avia. L’offerta verrà presentata nei tempi stabiliti ed è costituita dalle organizzazioni sindacali dei piloti, Anpac e Up, gli assistenti di volo di Avia e gli autonomi della Sdl. Il progetto, è stato spiegato, è quello di costituire “una cordata alternativa insieme ad altri imprenditori italiani o stranieri. Vi sono contatti in corso, stiamo già avendo incontri in queste ore” ha detto Andrea Cavola del coordinamento Sdl. Le sigle autonome proporrebbero una governance di tipo tedesco ma ribadiscono al contempo che “occorre una chiara presa di posizione da parte del governo sul fatto che non sussistano preclusioni a nuove offerte”.
Ma a contare il poco tempo che rimane è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli: “Abbiamo solo 5-6 giorni di tempo prima di lasciare gli aerei a terra, non c’è più margine per trattare”. Opposizione e sindacati, a partire dalla Cgil e dalle sigle che non hanno firmato l’accordo con Cai, accolgono con favore la notizia, ma il governo frena ribadendo che quella della cordata italiana è l’unica proposta in campo. Fonti governative spiegano che la ricerca di nuovi acquirenti da parte di Fantozzi è un atto dovuto per garantire la trasparenza nella procedura di privatizzazione della compagnia aerea. Ma ciò non significa che ci siano all’orizzonte nuovi interlocutori.
Il nocciolo della questione, insomma, è sempre lo stesso: la proposta della cordata italiana èal momento - rimarcano - l’unica ed è con questa che bisogna tornare a trattare. Per farlo, però,è indispensabile che i sindacati facciano marcia indietro. Lo dice in modo esplicito anche il ministro delle Infrastrutture, che fa di nuovo appello alla “responsabilità” dei sindacati: autonomi e Cgil devono riconoscere che “il tempo è scaduto” e dare il loro via libera all’accordo quadro. Solo allora il governo “farà tutto il possibile” per richiamare al tavolo gli imprenditori guidati da Colaninno. Anche Umberto Bossi sostiene che quella con Cai è “l’unica trattativa possibile” per cui si dice speranzoso che i sindacati faranno “un passo indietro”. Da parte del governo, insomma, continua il pressing per convincere i sindacati che invece chiedono ancora di trattare e hanno letto nella mossa di Fantozzi uno spiraglio in questo senso.
Anzi, il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, dal programma di Lucia Annunziata “In mezz’ora”, ha garantito la disponibilità della Cgil a sedersi di nuovo al tavolo negoziale se “Fantozzi, che può svolgere un ruolo terzo, riprende in mano la trattativa”. Il leader della Cgil si è anche rammaricato di non essere riuscito a parlare direttamente con il presidente del Consiglio, aprendo una querelle con Palazzo Chigi. Il premier “non ha risposto” alla sua telefonata, secondo Epifani, telefonata che, replica Paolo Bonaiuti, non è mai arrivata, anche perchè “sono noti a tutti il rispetto e la cortesia con cui Berlusconi si comporta sempre nei confronti di tutti i suoi interlocutori”. Ma il leader della Cgil insiste: il tentativo di contattare il premier c’è stato, il 17 settembre, ma la segreteria di Palazzo Chigi non lo ha mai richiamato. Resta il fatto che l’annuncio del commissario ha smosso il dibattito politico tra maggioranza ed opposizione, in stallo da giorni, nel tentativo di trovare, insieme, una soluzione definitiva per il caso Alitalia.
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Continua il confronto tra Governo, Cai, Alitalia e sindacati. La giornata è articolata su quattro tavoli. Tre riguardano il nuovo contratto di lavoro per piloti, assistenti di volo e personale di terra, mentre il quarto tavolo si concentra sugli ammortizzatori sociali. Nella sede del ministero del Lavoro di Via Flavia, è trattativa non stop, ma se Cai e sindacati non raggiungeranno un’intesa la compagnia chiuderà i battenti. Almeno questo è il giudizio del commissario straordinario dell’Alitalia, Augusto Fantozzi, che anche oggi ripete “serve un accordo entro domani”.
“Sarà una giornata intensa”, commenta il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che però ribadisce di essere ottimista. Ad accendere i motori oltre a Sacconi, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli e il sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli. La Cai è rappresentata dall’amministratore delegato Rocco Sabelli che sulla trattativa, ribadisce “tutta la validità del piano presentato: un piano di crescita che mira a trasportare più passeggeri e realizzare più ricavi”. Una validità che dovrà essere riconosciuta dai vertici delle nove sigle sindacali che siedono al tavolo. A livello confederale, ci sono il segretario generale dell’Ugl Renata Polverini e il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni. Che dopo essere stato duramente contestato da una cinquantina di manifestanti al suo arrivo a via Flavia, invita Governo e azienda a fare la propria parte:”I sindacati devono essere responsabili”, spiega Bonanni, “esattamente come deve esserlo il Governo, che ha compiti importanti in questa vicenda e non deve solo stare a guardare”. Innanzi tutto, secondo il segretario della Cisl, l’esecutivo deve impegnarsi a garantire l’italianità della nuova compagnia introducendo un vincolo sulla vendita di azioni a società straniere. Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, invece, l’ostacolo principale all’accordo è la questione delle retribuzioni. L’attuale situazione del negoziato su Alitalia è “complessa, delicata, difficile”, “sappiamo che c’è insolvenza societaria ma il sindacato non vuole essere responsabile di un fallimento tanto meno capro espiatorio per chi vuole addossargli la responsabilità di non chiudere il negoziato”commenta il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, che ha aggiunto “un’ora in più non ce la devono negare perché vogliamo chiudere la trattativa e nel miglior modo”. Scettico è il vicepresidente dell’associazione dei piloti Anpac, Stefano De Carlo: “Il rischio che la situazione precipiti è alto” commenta all’uscita dall’incontro al ministero del Lavoro, “le risposte non sono ancora sufficienti”, ha aggiunto, “perché per il network e la flotta non cambiano nulla”.
A nulla è servita la disponibilità espressa da Sabelli per alcuni ritocchi sul network e sulla flotta e a creare, per il settore cargo, una joint venture con operatori specializzati. Inoltre, Sabelli ha proposto che la manutenzione pesante di Alitalia venga affidata in outsourcing con un contratto pluriennale, dove la Cai entrerebbe anche con una partecipazione azionaria. Quanto ad eventuali alleanze internazionali, l’amministratore unico di Cai, ha chiarito che il partner avrà una quota di minoranza nella compagnia, ma prima dovrà essere definito un accordo industriale.
“Aver deciso l’11 settembre come data per chiudere la trattativa, è stata una scelta infausta. Potremmo dire che è l’11 settembre dell’economia romana”, Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, ha aperto così il suo intervento all’assemblea dei lavoratori di Alitalia Airport ed Eas (European Aviation Services) in corso all’aeroporto di Fiumicino. A causa dell’assemblea sindacale in cui si sta discutendo del futuro e del salario del personale che entrerà a far parte della nuova compagnia aerea, oltre 30 voli sono stati cancellati.
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