
Inquinamento in Cina (Credits: LaPresse)
Per ragioni pratiche più che per motivi etici, l’Asia sembra essersi resa conto di non poter fare a meno di sfruttare le tecnologie verdi per garantirsi un futuro economicamente prospero ed energeticamente sicuro. A seconda delle esigenze nazionali, le nazioni d’Oriente hanno deciso di sfruttare le nuove tecnologie per uscire dalla recessione, per rilanciare l’economia interna, per evitare che l’attuale degrado non metta in pericolo la sopravvivenza stessa della popolazioni e la stabilità del paese e, non meno importante, per assicurarsi la copertura energetica di cui hanno bisogno. Continua

Tramonto a Samoa (Credits: Jorge P. Price/Flickr)
Il prossimo 29 dicembre lo stato insulare di Samoa, in Oceania, farà un salto nel futuro. Di un giorno, perché ha deciso di spostarsi oltre la linea del cambio data, allineandosi al fuso orario di Nuova Zelanda, Australia e di una buona parte dell’Estremo Oriente. L’isola adotta l’orario attuale dal 1892, ma non è vincolata a mantenerlo perché non ci sono leggi internazionali vincolanti sulla gestione dei fusi orari. Continua

Ofunato, Giappone due uomini cercano di aprire una cassaforte spazzata via insieme al loro ristorante (AP Photo/Matt Dunham)
Pur non avendo ancora finito di contare il numero delle vittime di terremoto e tsunami e, soprattutto, senza aver definitivamente scongiurato il pericolo di una catastrofe nucleare, in Giappone è comunque arrivato il momento di iniziare a calcolare i costi materiali di questa catastrofe senza precedenti.
La Banca Mondiale ha stimato che al Sol Levante serviranno almeno cinque anni per completare una ricostruzione che ha provocato danni per 235 miliardi di dollari. Continua

HSBC (Credits: AP Photo/Vincent Yu)
Sono in tanti gli analisti convinti che il futuro delle banche continui ad essere incerto. Anche se, va riconosciuto, alcuni colossi della finanza britannica si stanno pian piano riprendendo. Ecco perché, dopo i problemi del 2009 e i tentativi di recupero messi a punto nel 2010, il 2011 potrebbe essere (finalmente) l’anno del ritorno alla normalità. Continua
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Credits: LaPresse
L’economia globale nel 2010 è stata caratterizzata essenzialmente dalle ripercussioni della crisi finanziaria ed economica internazionale che hanno iniziato a sconvolgere tutti i paesi del mondo già nel 2008. E’ stato quindi un anno di crisi, di disoccupazione, di difficoltà, di proteste, con qualche nota di eccellenza, proveniente dall’Asia. Continua

Tokyo (Credits: LaPresse)
Ogni anno, la prestigiosa rivista Foreign Policy prende in esame le maggiori metropoli del mondo e stila la classifica di quelle più “globali”. La ricerca è stata condotta prendendo in considerazione diversi fattori, che prescindono dalle dimensioni della città. Innanzitutto, il potenziale economico espresso, soprattutto in termini di interscambio verso l’esterno; poi, quello che in gergo viene definito “capitale umano”, cioè la capacità degli abitanti di sperimentare un percorso di crescita individuale, ma a beneficio del gruppo. Continua

Operaio cileno (Credits: LaPresse)
Dopo il braccio di ferro di Pomigliano, viene spontaneo chiedersi quanto possa costare la forza lavoro all’estero: spesso, infatti, la spada di Damocle che pende sulle teste dei lavoratori è quella di vedere l’intera produzione trasferita altrove nel caso in cui non vengano accettate condizioni contrattuali e salariali restrittive. Un simile calcolo non è semplice, ma una buona base per orientarsi può essere quella di confrontare i salari minimi garantiti dalle legislazioni dei vari Paesi del mondo. Continua