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L’Italia che resiste: le aziende tornano ad assumere


L'Italia che resiste: le aziende tornano ad assumere

di Raffaella Galvani

I disoccupati in Italia sono oltre 2 milioni. Un esercito di persone che da mesi l’Istat fotografa senza registrare miglioramenti né lasciare eccessive speranze. Solo un confronto con analoghi «eserciti» di altri paesi consente finora un po’ di consolazione: perché il nostro tasso di disoccupazione è dell’8,3 per cento della forza lavoro, contro una media dell’area euro del 10,1. Ma per il futuro, prospettive di miglioramento scarse, almeno a breve, ripetono gli esperti. Eppure, qualcosa comincia a muoversi. In positivo. Continua

Miracolo Unicredit: riesce ad espellere 3.000 esuberi. Con il sì della Cgil

Il logo di Unicredit in un'immagine d'archivio (Ansa)

Il logo di Unicredit in un'immagine d'archivio (Ansa)

Quell’unità sindacale che sembra un miraggio nel metalmeccanico è invece realtà nelle banche. Se l’accordo di Pomigliano per rilanciare lo stabilimento Fiat quest’estate ha di fatto spaccato in due il fronte sindacale isolando la Fiom, il patto generazionale di Unicredit, che prevede 4.700 esuberi, mostra invece la firma di tutte le sigle sindacali. Continua

Dall’altro lato della crisi, c’è un’Italia che assume

operai in cantiere

di Raffaella Galvani

C’è un’Italia che taglia posti di lavoro, ma c’è anche un’Italia che potenzia gli organici. Come dimostra l’iniziativa di Panorama in collaborazione con la HrCommunity Academy, un network che raggruppa circa 5 mila persone fra amministratori delegati e responsabili delle risorse umane: 10 mila offerte di lavoro, raccolte in quattro inserti a partire da questa settimana. Prova che molte aziende non hanno perso la voglia di reagire.
Certo, è innegabile che la crisi comincia a mordere seriamente. L’Istat ha appena confermato che nel 2008, dopo 9 anni di continuo calo, la disoccupazione è salita al 6,7 per cento. E ogni giorno che passa il quadro si fa più scuro. Secondo l’Inps, tra gennaio e febbraio 370.561 lavoratori hanno perso il posto e hanno presentato la domanda di indennità di disoccupazione. Il 46 per cento in più rispetto allo scorso anno.
Ma esiste anche un’altra faccia della medaglia, più nascosta e difficile da identificare per ogni aspirante occupato, che Panorama ha scelto di mettere in luce, pubblicando un elenco dei posti in offerta, cui si aggiungono consigli pratici su come iniziare una nuova avventura professionale. Per esempio come scrivere correttamente un curriculum, o prepararsi al colloquio di lavoro.
Eccesso di ottimismo? Dice Giuseppe Roma, direttore del Censis: “L’economia di tutto il mondo vive tempi drammatici e questo oscura le aree positive che pure esistono. La struttura produttiva italiana, che comprende molte piccole aziende e una forte rete cooperativa, in qualche modo ci sta salvando rispetto ad altri paesi”.
Ci sono anche i numeri che lo provano. Conferma Nicola Rossi, country manager per l’Italia della Monster, specializzata nella ricerca di personale sul web: “Nei tempi d’oro sfioravamo le 35-40 mila proposte, ma ancora oggi, in piena recessione, abbiamo 25 mila offerte di impiego, dallo stagista al quadro”.
C’è un settore che cerca migliaia di operai specializzati e non li trova. Spiega Marco Colombo, presidente giovani imprenditori della Confartigianato, un universo di 150 mila aziende: “Nel 2008 le imprese guidate da titolari under 40 hanno creato 160 mila nuovi posti, altri 50 mila sono però rimasti scoperti e sarebbero ancora disponibili”. Motivo? “I giovani snobbano l’impresa artigiana, pensano ad esempio all’idraulico che aggiusta il rubinetto ignorando che oggi siamo al cyberidraulico, che sa di domotica e si occupa di impianti sofisticati e può guadagnare anche 1.800 euro netti al mese”.
Del resto, se il lavoro si può trovare, spesso bisogna scordarsi la grande azienda internazionale. Perché, come sottolinea Francesca Contardi della società di selezione Page Personnel, “a fermare le assunzioni sono soprattutto le filiali delle multinazionali estere”. In Italia magari vanno benino o bene, ma hanno problemi su altri mercati e così dalla casamadre è arrivato l’ordine di chiudere i cancelli.
Anche sul tipo di contratto c’è poco da fare i difficili. Sebbene la situazione stia confermando che gli assunti a tempo o come interinali sono i primi a essere lasciati a casa, spesso non c’è alternativa. “Ormai diplomi e lauree sono considerati una commodity, materia prima comune, mentre sempre più le aziende cercano la testa giusta, che significa cultura vincente, orientamento al risultato e non solo allo sforzo, spirito di adattamento. E prima di assumere, tanto più in una congiuntura difficile, vogliono conoscere le persone” avverte Marco Ceresa, amministratore della Randstad Italia, agenzia di lavoro interinale.
Quanto all’ipotesi che un contratto a tempo si trasformi in indeterminato, non sempre è una favola. Alla McDonald’s Italia, per esempio, il 17 per cento dei 13 mila addetti ha contratti di apprendistato che, sostiene la società, allo scadere vengono convertiti nel 99 per cento dei casi a tempo indeterminato.
Insomma, è difficile ma accade. Così come è difficile trovare una collocazione vicino a casa se si vive nel Nord-Est piuttosto che nel Milanese o in Piemonte, ma è relativamente più probabile se si guarda alle più vivaci Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Sostiene il presidente dell’Unione industriali romani Aurelio Regina, 2.500 aziende associate e 170 mila dipendenti: “Roma ha peculiarità che le consentono di soffrire meno della crisi. È prima in Italia nei servizi, e penso a quelli dell’alta tecnologia, come i treni; è prima nelle costruzioni, rappresenta il 30 per cento dell’industria multimediale in Italia, ha campi di eccellenza come l’aerospaziale, ospita i quartier generali dei principali operatori energetici”. Tutti settori, ricorda Regina, dove si continua a investire e ci sono prospettive di crescita anche per l’occupazione.
L’Eni per esempio ha pianificato di assumere circa 900 persone nel triennio 2009-2011: nel mirino soprattutto ingegneri, da collocare nella divisione esplorativa e produzione di petrolio nel mondo. Mentre l’Enel sempre nel triennio assumerà 3 mila persone, di cui 1.400 nelle sedi estere, selezionando personale italiano.
Aggiunge Pietro Valdes, direttore della società di ricerca del personale Michael Page: “L’energia, in particolare quella rinnovabile, è la star del momento, tanto che nei primi mesi del 2009 abbiamo raddoppiato le ricerche rispetto allo scorso anno. Però si sta muovendo anche il nucleare”. L’Enel, che è già attiva nel nucleare in Slovacchia, Francia e Spagna, sta iniziando infatti a reclutare professionalità per sviluppare progetti anche in Italia.
Non c’è solo l’energia a movimentare il mercato del lavoro. Secondo gli operatori della selezione, sono “compratori” di nuovi addetti a vari livelli anche la distribuzione discount, l’impiantistica industriale, la salute, la farmaceutica, la consulenza, il turismo. Alla Costa Crociere solo nel 2009, in vista del varo di due nuove navi, attraverso dei master gratuiti formeranno e quindi assumeranno 540 persone, con compiti di animatore, addetti al servizio clienti e alle escursioni, allievi cuochi e tecnici luci e suoni.
E se l’automotive, le macchine utensili e il tessile in generale segnano un profondo rosso, non mancano le eccezioni. “Nel 2009 apriremo 30 nuovi punti vendita e assumeremo un centinaio di persone, gestori di negozio e venditori, che si aggiungeranno ai circa 300 dipendenti” dichiara Fabio Candido, imprenditore siciliano titolare della Fenicia, che nel 2004 ha lanciato il progetto Camicissima, una rete di negozi dove le camicie sono vendute a pacchi di quattro a 99,9 euro.
Perché in questo momento anche in ambiti colpiti dal taglio dei consumi chi offre un prodotto-servizio di qualità a un prezzo contenuto riesce a cavarsela. È il caso della McDonald’s, che per il 2009 prevede 1.200 assunzioni, di cui 1.000 da nuove aperture. O della Decathlon, catena di abbigliamento e articoli sportivi (foto in alto). “Il posizionamento sul low cost ci consente di continuare a crescere” dice Fabio Sechi, responsabile risorse umane in Italia della società (51 negozi e 4 mila dipendenti), che nel 2009 conta di aprire altri 8 magazzini e va a caccia soprattutto di venditori e addetti alle casse. “Un’ottima opportunità per giovani universitari, che spesso dopo l’esperienza a tempo sono richiamati in via definitiva”.
Per i meno giovani, per esempio i manager sulla cinquantina, la situazione è molto più complessa. Ma anche qui c’è chi ha delle proposte. L’Unione industriali di Roma sta studiando con la Federmanager un piano per favorire il travaso dei dirigenti senior espulsi dalle grandi imprese verso le piccole e medie. E poi ci sono i contratti come manager a tempo. “Svariati fondi di private equity hanno rilevato aziende da rilanciare e cercano persone con esperienza, in particolare nella finanza e controllo” spiega Maurizia Villa, amministratore delegato della Heidrick & Struggles, società di cacciatori di teste che sta costituendo anche in Italia una nuova divisione “interim”.
Del resto, giovani o meno, ci sono due figure per le quali non manca la domanda: i venditori, o comunque le persone che ruotano attorno alla vendita, e i finanziari, dall’addetto al recupero crediti al controller, al direttore finanziario. Perché oggi più che mai i conti, quelli veri, devono tornare.

LEGGI ANCHE: Oltre la crisi, dieci ragioni per essere ottimisti

Alitalia, sì di Air France all’accordo. Dal governo, un emendamento salva Malpensa

Aerei Alitalia e Air France

Conto alla rovescia per l’ingresso di Air France in Alitalia. Via libera all’accordo del cda del gruppo franco-olandese francese, che si è riunito oggi, alle 11 per circa due ore, dando il suo avallo all’accordo che dovrà essere approvato dal consiglio di amministrazione di Alitalia previsto per lunedi.
L’accordo di partnership tra Air France-Klm e Alitalia, dunque potrebbe essere ufficializzato già lunedì sera o più probabilmente martedì. L’intesa dovrebbe portare il gruppo guidato da Jean-Cyril Spinetta e Pierre-Henri Gourgeon a rilevare una quota intorno al 25% della Nuova Compagnia per un esborso complessivo di circa 310 milioni di euro. Cifra che comunque, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, non sarebbero ancora quelle definitive, ma che potrebbero subire lievi ritocchi. L’accordo, inoltre, prevederebbe un diritto di prelazione per Air France-Klm, ma anche per gli altri azionisti della Nuova Alitalia, sull’eventuale cessione di quote attualmente detenute dagli altri soci della Nuova compagnia dopo il periodo di “lock up”. Le quote, infatti, non potranno essere cedute dai soci prima di un periodo di 5 anni. Per quanto riguarda la governance, che fino all’ultimo è stato oggetto di discussioni, l’intesa prevederebbe un metodo “sofisticato”.

Intanto, però, la Lufthansa ha confermato che proseguono i colloqui con la nuova Alitalia per un possibile ingresso nel suo capitale: “Finora non abbiamo presentato alcuna offerta per Alitalia, ma questo non significa che non possiamo ancora farlo. La possibilità di presentare in futuro un’offerta per la compagnia aerea italiana c’è ancora. Non siamo fuori dalla competizione”. È quanto afferma Claudia Lange, portavoce corporate di Lufthansa. La compagnia tedesca ha confermato oggi che proseguono i colloqui con la nuova Alitalia per un possibile ingresso nel suo capitale. Nel giorno del consiglio di amministrazione di Air France la Lange ribadisce: “La nostra posizione non è cambiata da ieri. I colloqui continuano e riteniamo che il mercato italiano sia molto importante”. Ieri, un portavoce della società aveva confermato che la Lufthansa non ha mai presentato un’offerta, sottolineando però che questo “non significa che non faremo un’offerta in futuro”.

All’indomani del vertice di Palazzo Grazioli, è stato presentato alla Camera un emendamento ’salva-Malpensa’ al decreto anticrisi all’esame delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Il testo ricalca una proposta già presentata dalla Lega e chiede al ministro delle Infrastrutture, di concerto con gli Esteri, di raggiungere in 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, “accordi bilaterali nel settore aereo al fine di ampliare il numero dei vettori ammessi a operare sulle rotte nazionali internazionali e intercontinentali”. “Siamo molto soddisfatti dell’emendamento perché è segno che la maggioranza inizia a recepire gli input usciti dall’incontro di ieri tra Bossi e il premier Berlusconi” dice il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. “Si tratta di un emendamento che era stato presentato dapprima solo dalla Lega, a firma D’Amico - ha detto Calderoli - e che ora viene addirittura fatto proprio dal relatore. Dopo l’ok verbale dato ieri dal premier, questo è un ulteriore segnale molto positivo”.

Il VIDEO servizio:

Cai, si rompe il fronte del no: dagli assistenti di volo sì al lodo Letta

Una hostess Alitalia

E ora mancano all’appello le firme di Anpac ed Unione Piloti. Stando a fonti sindacali, gli altri assistenti di volo dell’Anpav e dell’Avia hanno infatti firmato a Palazzo Chigi l’accordo con la Cai per la nuova Alitalia, il cosiddetto “Lodo Letta”, già sottoscritto dalle sigle confederali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Le due sigle hanno così rotto l’alleanza che le univa al “fronte del no” insieme ai sindacati guidati dai comandanti Fabio Berti (Associazione Nazionale Piloti Aviazione Civile) e Massimo Notaro (Up) e al sindacato autonomo Sdl. Fronte che non aveva voluto firmare l’accordo con Cai sui contratti.

Intanto l’amministratore delegato della nuova Alitalia Rocco Sabelli ha confermato che il partner di Alitalia sarà Lufthansa o Air France, precisando che la nuova compagnia tra le proposte in campo preferisce scegliere tra Lufthansa e Air France, scartando da subito la British Airways. “Abbiamo due proposte importanti - ha detto Sabelli - nel corso della prima conferenza stampa ufficiale della nuova compagnia -, che sono quelle di Air France e Lufthansa che prevedono accordi di natura commerciale e strutturale con la possibilita’ di investimenti in equity. Da British, invece, la proposta e’ solo commerciale, per questo noi privilegiamo le prime due”.
“La nostra idea è di una partecipazione” del partner straniero “tra il 20 e il 25%”. Lo ha detto il presidente di Cai, Roberto Colaninno. L’amministratore delegato Rocco Sabelli ha detto che comunque “non sono previsti patti parasociali” con il partner europeo. L’incasso si dovrebbe aggirare sui 250 milioni, dato che la nuova Alitalia avrà una capitalizzazione totale di 1,1 miliardi, “850 milioni frutto dell’aumento di capitale in due tranche sottoscritto dai soci italiani e il rimanente dall’alleato straniero”. Sabelli non ha inoltre “escluso” che altri soci italiani si aggiungano ai 21 già presenti.

Sempre Sabelli ha annunciato che sono partite questa mattina 9.000 lettere di assunzioni per i dipendenti della Nuova Alitalia, L’ad di Cai ha assicurato che l’approccio di selezione del personale “è stato assolutamente rigoroso e trasparente. Abbiamo sicuramente avviato” ha detto “la più grande assunzione di massa”.

Alitalia, crollo dei passeggeri: -33% a ottobre

i protagonisti degli ultimi due anni

Quella di Alitalia è una picchiata. Drastico ridimensionamento del numero dei passeggeri della compagnia di bandiera in ottobre quando sono diminuiti, rispetto allo stesso periodo del 2007, del 33,8%. Lo si legge in una nota diffusa dall’Aea, l’associazione europea dei vettori. Anche per la promessa sposa, AirOne, le cose non sono andate bene. Il vettore, in procinto di unirsi ad Alitalia sotto il cappello di Cai, ha visto ridursi del 9,8% il numero dei passeggeri. In ottobre Alitalia ha trasportato 1,438 milioni di passeggeri e AirOne 0,620 milioni.
A settembre il calo era stato del 28,3%, dopo una flessione del 21,4% a agosto. Ad ottobre scorso, Alitalia ha trasportato 1,438 milioni di passeggeri. Sempre su base tendenziale, il traffico passeggeri (rapporto tra ricavi per passeggero a chilometro) si e’ ridotto del 29,5% (2,364 milioni) e la capacita’ (posti offerti per chilometri percorsi) del 17,6% (3,597 milioni). Il load factor (fattore di riempimento degli aerei) è risultato del 65,7%.
Nei primi dieci mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, il numero dei passeggeri è calato del 20,7%, il traffico del 19,5% e la capacità del 13,3%.
Calcolando l’insieme delle 32 aviolinee associate all’Aea, ad ottobre - su base tendenziale - la flessione relativa al numero di passeggeri è stata del 4,7%, il traffico è cresciuto dello 0,1% e la capacità è salita del 2,7%.
Per quanto riguarda i primi dieci mesi dell’anno, il calo dei passeggeri è stato dello 0,2%, il traffico è cresciuto del 2,3% e la capacità è salita del 4,1%.
L’Aea mette in evidenza che dopo l’andamento negativo di settembre ad ottobre c’è stato un limitato incremento del traffico dello 0,1% mentre le indicazioni per novembre sono per una significativa contrazione nel quadro di un trend già debole con perdite di traffico solo parzialmente controbilanciate dai tagli della capacità introdotti con la stagione invernale.
Per quanto riguarda il cargo, è continuata ad ottobre la flessione con un ribasso nei volumi del 6% dopo il -7,3% di settembre. Il segretario generale della Aea Ulrich Schulte-Strathaus ha rilevato che “la chiave del problema è l’eccesso di capacità. Sebbene i vettori abbiano accelerato nel ridimensionare i network, resta basso il numero dei passeggeri. La domanda, infatti, sta diminuendo più rapidamente rispetto alla capacità”.

Alitalia, l’Enac avverte: Cai non riesce a decollare il primo dicembre

Aerei della flotta Alitalia

Bisognerà ancora attendere per il decollo della Nuova Alitalia. Lo ha annunciato l’Enac, spiegando che “Cai non riuscirà a partire” il 1 dicembre come precedentemente previsto. L’Enac rende noto che “nel pomeriggio di mercoledì si è riunito, presso la Direzione Generale dell’Ente, il Comitato di monitoraggio e vigilanza permanente sulla fase di transizione tra Alitalia ed il nuovo vettore Cai”.
La nuova data per lo start up del vettore non è ancora stata comunicata. L’Enac attende quanto prima tale informazione per le proprie attività di monitoraggio e verifica. Fino al completamento del passaggio, l’Alitalia continuerà ad operare”.

Per l’avvio di Cai, “sono in fase di ultimazione alcuni aspetti amministrativi e tecnici. Per quanto riguarda le licenze di trasporto pubblico passeggeri ed il certificato di operatore aereo, le istruttorie dell’Enac sono terminate, ma l’emissione avverrà solo con l’evidenza dell’effettiva disponibilità delle risorse finanziare necessarie per l’operazione”. “Deve inoltre essere finalizzata la documentazione relativa al passaggio di proprietà degli aeromobili tra la vecchia e la nuova compagnia. L’Enac - prosegue la nota - è in contatto con le istituzioni internazionali che seguono il trasporto aereo e con tutte le altre autorità per l’aviazione civile per aggiornamenti continui rispetto al termine di cessazione attività dell’Alitalia ed all’avvio della nuova compagnia”. Infine, l’Ente “continua a mantenere alta la vigilanza non solo sugli aspetti relativi alla transizione, ma anche sulla tutela del passeggero, affinchè in questo periodo continui ad essere garantito il diritto dei cittadini alla mobilità”.
Chiamata in causa, l’Antitrust punta a chiudere il dossier Alitalia-Cai “entro i primi giorni della prossima settimana”. A margine di un convegno dell’Unione consumatori, Catricalà ha precisato: “Da lunedì in poi ogni giorno è buono”. Catricalà ha spiegato che in questo momento una compagnia aerea, Meridiana, ha chiesto di vedere le carte e ne sta prendendo visione e l’Autorità attende le sue osservazioni. “Abbiamo dovuto aprire il dossier a una compagnia concorrente he ha voluto vedere le carte. Aspettiamo che le veda, le studi e che ci dica le sue osservazioni per poterle valutare. Ma in ogni caso” ha precisato Catricalà “nei primi giorni della settimana chiudiamo”.

Non si è fatta attendere la reazioni delle sigle sindacali. In una lettera inviata al commissario Augusto Fantozzi Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti richiedono “il mantenimento degli accordi e contratti collettivi di lavoro attualmente vigenti in tutte le aziende del gruppo Alitalia, fino alla definitiva cessione degli asset operativi”. La richiesta delle organizzazioni sindacali - spiega una nota congiunta delle quattro organizzazioni - si riferisce alle comunicazioni del Commissario sulla disdetta degli accordi e dei contratti di lavoro di piloti, assistenti di volo e personale di terra a partire dal 1 dicembre. Tra le motivazioni della richiesta di mantenimento di contratti vigenti da parte dei sindacati confederali di categoria e dell’Ugltrasporti, si legge nelle lettera “l’oggettività complessità di rinegoziazione degli stessi, anche in relazione all’esiguità del periodo temporale della loro eventuale applicazione a causa della prossima cessazione delle attività operative della Compagnia in conseguenza dell’attivazione delle procedure di mobilità e licenziamento collettivo di tutto il personale per la chiusura dell’attività aziendale”.


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Giampiero Cantoni
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