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Augusto-Fantozzi
È saltato il vertice tra le nove sigle sindacali dei dipendenti Alitalia che avrebbero dovuto definire già oggi una piattaforma comune da presentare alla Cai (Compagnia aerea italiana) e al governo. Alla base della decisioni dei sindacati ci potrebbe essere due ordini di ragioni: alcuni sindacati, dell’area autonoma, vogliono alzare il prezzo della trattativa nella speranza di ottenere qualcosa in più. Altri invece parlano di una semplice questione tattica legata alla necessità da parte delle organizzazioni dei lavoratori di prendere tempo e far slittare la scadenza (giovedì) chiesta alla Cai, la società che ha presentato l’offerta per rilevare una parte degli asset di Alitalia in cambio di un accordo preventivo con i sindacati. Quali siano le ragioni che hanno indotto i sindacati ad annullare l’incontro, Berlusconi è intervenuto nella vicenda per lanciare un avvertimento: se la trattativa dovesse per un “egoismo irragionevole”, il governo non potrebbe “garantire” a tutti i 20 mila lavoratori di Alitalia quanto promesso ai 3.250 esuberi previsti dal piano di salvataggio,. Ci sarebbe a quel punto una “drastica” riduzione di sostegni e rimborsi.
Intanto, in mattinata, la Guardia di Finanza è entrata nella sede Alitalia per acquisire i documenti riguardanti gli ultimi dieci anni di bilanci consolidati. L’operazione è stata disposta dalla Procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta sulla dichiarazione di insolvenza annunciata dal tribunale e resa pubblica dal commissario straordinario della compagnia Augusto Fantozzi. La Procura, che aveva aperto a inizio settembre un fascicolo senza indagati, né ipotesi di reato, vuole ora andare a ritroso per 10 anni per stabilire le cause del dissesto finanziario, ricostruire la struttura aziendale, i rapporti con i fornitori e i pagamenti.
L’arrivo alla sede della Magliana degli agenti del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha contribuito a rallentare le trattative. I contatti sotterranei fra le parti (governo, sindacati, Cai) continuano: già ieri al ministero del Lavoro e a Palazzo Chigi si sono svolte numerose riunioni separate con i sindacati confederali, le associazioni professionali di piloti e assistenti di volo nella speranza di ottenere più tempo, soprattutto per arrivare ad un’intesa sul nuovo contratto di lavoro dei dipendenti che entreranno nella nuova compagnia di bandiera.
“Per la manutenzione pesante e ordinaria auspichiamo che entrino nella società partecipata dalla nuova Alitalia anche Fintecna e Finmeccanica, oltre a qualche altro imprenditore”, ha dichiarato il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, insieme a Luigi Angeletti della Uil e a Renata Polverini dell’Ugl, esponente della linea trattativista e morbida. Secondo il quale i sindacati avrebbero anche promosso un accordo per salvare i lavoratori del servizio cargo, attraverso una società nuova partecipata. Secondo Bonanni il conto totale dei lavoratori è quindi così organizzato: “Oltre ai 3.000 esuberi e agli assunti delle aziende partecipate dalla nuova Alitalia ci sono gli oltre 13mila lavoratori che rimangono nella nuova compagnia”. Dunque mille lavoratori in più, spiega Bonanni: “Abbiamo incluso anche i 350 carrellisti della manutenzione leggera e gli amministrativi dei call center”. Bonanni ha poi aggiunto che lui aveva dato la sua disponibilità a chiudere già 15 giorni fa, “perché tra distruggere tutto e salvare l’azienda, io preferisco salvare l’azienda”.
Anche il segretario generale della Uil Luigi Angeletti parla di una “buona percentuale” di attori (tra sindacati, governo e Cai) disposti a trovare l’accordo per il salvataggio di Alitalia. “Ma non il 100%. Non so” ha detto Angeletti, “se giovedì sarà l’ultima chiamata. Ne ho sentite molte di ultime chiamate e sono un po’ scettico”. Una cosa è certa”, ha concluso, “mettere d’accordo nove sigle sindacali è un miracolo”.
A sua volta Fabio Berti, il presidente dell’Anpac, il principale sindacato dei piloti, ammette che “le posizioni sono ancora lontane” e si augura che “ci sia buonsenso da parte di tutti”. Intervistato da Maurizio Belpietro a Panorama del giorno in onda su Canale 5, Berti ha dichiarato che ieri che “c’è stata un’apertura sul metodo di lavoro. Il prossimo incontro tra le parti”, ha aggiunto, “si terrà probabilmente domani, mercoledì 17 settembre, prima dell’assemblea della Cai convocata per giovedì.
Intanto Lufthansa, che ieri era stata definita dal premier Berlusconi, “partner ideale” di Alitalia, prende le distanze: “Alitalia è un partner interessante, ma non nella situazione attuale, a causa della sua pessima situazione economica”, ha detto il portavoce della compagnia tedesca, Thomas Jachnow. Resta regolare anche oggi la situazione dei voli Alitalia all’aeroporto di Fiumicino. Intanto per domani è stato confermato dalla Cub Trasporti lo sciopero di quattro ore (12-16) di tutti i dipendenti del gruppo Alitalia.
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I segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono stati convocati a Palazzo Chigi alle 21 per la trattativa Alitalia.
Il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi lunedì aprirà la procedura di Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per il personale di volo dei 34 aerei che sono già a terra.
“Fino a domani abbiamo i voli garantiti, da lunedì no. Non ci riforniscono di carburante. La mobilità per tutti ci sarà quando non ci sarà più niente da fare”. Ha detto Fantozzi ai sindacati.
Nell’incontro con i sindacati il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi “ha assicurato la massima attenzione per garantire, finché possibile, la normalità dei voli”. Lo afferma una nota della compagnia che riferisce anche i contenuti dell’incontro. Fantozzi ha comunicato “l’aggravarsi della situazione finanziaria, a causa di ostacoli, difficoltà e delle richieste dei fornitori, nell’assicurare gli ordinari servizi occorrenti per l’attività di volo.
Fino ad ora si è cercato con mille difficoltà di assicurare la normalità del servizio”. Il Commissario ha comunicato ai sindacati “che fin da lunedì sarà richiesta l’estensione del commissariamento alle altre Società del Gruppo; la conferma del venir meno dell’efficacia dei contratti collettivi e decadenza al 30 novembre 2008 in forza della disdetta già comunicata al 25.09.2007; la prossima apertura della procedura per l’applicazione della cassa integrazione straordinaria per il personale direttamente o indirettamente interessato alla riduzione dell’attività di volo pari, oggi, a 34 aeromobili di lungo e medio raggio; la previsione di ulteriori provvedimenti collettivi in conseguenza della gravissima crisi che coinvolge tutte le realtà del Gruppo”.
Fantozzi, conclude la nota della compagnia, “ha ascoltato le osservazioni delle parti sindacali e ha assicurato la massima attenzione per garantire, finché possibile, la normalità dei voli. Ha chiesto loro piena collaborazione e senso di responsabilità in questo momento particolarmente delicato della vita della Compagnia.
Trattative Alitalia: manifestanti in corteo a Roma
La trattativa fra governo e sindacati sul salvataggio di Alitalia è stata interrotta questa mattina alle 7,30 perché per il sindacato esistono “difficoltà insormontabili”. È quanto si legge in un comunicato a firma di Cgil, Cisl, Uil e Ugl emesso al terrmine dell’incontro al ministero del Lavoro.
I sindacati, comunque, dicono che “per senso di responsabilità si renderanno disponibili a fare un nuovo tentativo in tarda mattinata”. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, commentando la fase di stallo della trattativa, ha detto: “In questo momento è difficile fare previsioni. Le condizioni oggettive fanno temere il peggio”. A una richiesta se il commissario straordinario della vecchia Alitalia, Augusto Fantozzi, avvierà le procedure per i licenziamenti collettivi, il ministro ha così risposto: “Certamente sì perché è tenuto a farlo”. Il ministro del Lavoro fa capire che nella notte si è stati vicinissimi al fallimento delle trattative con i sindacati sul piano per salvare Alitalia: “La rottura non c’è stata” dice “solo perché alla fine è emersa un po’ di buona volontà”. La decisione di sospendere la trattativa “significa che la firma non era vicina”. Così il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, lasciando il ministero del Welfare. “Abbiamo deciso” ha spiegato “di sospendere un attimo, la trattativa riprenderà in tarda mattinata o nel primo pomeriggio.
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Continua il confronto tra Governo, Cai, Alitalia e sindacati. La giornata è articolata su quattro tavoli. Tre riguardano il nuovo contratto di lavoro per piloti, assistenti di volo e personale di terra, mentre il quarto tavolo si concentra sugli ammortizzatori sociali. Nella sede del ministero del Lavoro di Via Flavia, è trattativa non stop, ma se Cai e sindacati non raggiungeranno un’intesa la compagnia chiuderà i battenti. Almeno questo è il giudizio del commissario straordinario dell’Alitalia, Augusto Fantozzi, che anche oggi ripete “serve un accordo entro domani”.
“Sarà una giornata intensa”, commenta il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che però ribadisce di essere ottimista. Ad accendere i motori oltre a Sacconi, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli e il sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli. La Cai è rappresentata dall’amministratore delegato Rocco Sabelli che sulla trattativa, ribadisce “tutta la validità del piano presentato: un piano di crescita che mira a trasportare più passeggeri e realizzare più ricavi”. Una validità che dovrà essere riconosciuta dai vertici delle nove sigle sindacali che siedono al tavolo. A livello confederale, ci sono il segretario generale dell’Ugl Renata Polverini e il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni. Che dopo essere stato duramente contestato da una cinquantina di manifestanti al suo arrivo a via Flavia, invita Governo e azienda a fare la propria parte:”I sindacati devono essere responsabili”, spiega Bonanni, “esattamente come deve esserlo il Governo, che ha compiti importanti in questa vicenda e non deve solo stare a guardare”. Innanzi tutto, secondo il segretario della Cisl, l’esecutivo deve impegnarsi a garantire l’italianità della nuova compagnia introducendo un vincolo sulla vendita di azioni a società straniere. Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, invece, l’ostacolo principale all’accordo è la questione delle retribuzioni. L’attuale situazione del negoziato su Alitalia è “complessa, delicata, difficile”, “sappiamo che c’è insolvenza societaria ma il sindacato non vuole essere responsabile di un fallimento tanto meno capro espiatorio per chi vuole addossargli la responsabilità di non chiudere il negoziato”commenta il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, che ha aggiunto “un’ora in più non ce la devono negare perché vogliamo chiudere la trattativa e nel miglior modo”. Scettico è il vicepresidente dell’associazione dei piloti Anpac, Stefano De Carlo: “Il rischio che la situazione precipiti è alto” commenta all’uscita dall’incontro al ministero del Lavoro, “le risposte non sono ancora sufficienti”, ha aggiunto, “perché per il network e la flotta non cambiano nulla”.
A nulla è servita la disponibilità espressa da Sabelli per alcuni ritocchi sul network e sulla flotta e a creare, per il settore cargo, una joint venture con operatori specializzati. Inoltre, Sabelli ha proposto che la manutenzione pesante di Alitalia venga affidata in outsourcing con un contratto pluriennale, dove la Cai entrerebbe anche con una partecipazione azionaria. Quanto ad eventuali alleanze internazionali, l’amministratore unico di Cai, ha chiarito che il partner avrà una quota di minoranza nella compagnia, ma prima dovrà essere definito un accordo industriale.
“Aver deciso l’11 settembre come data per chiudere la trattativa, è stata una scelta infausta. Potremmo dire che è l’11 settembre dell’economia romana”, Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, ha aperto così il suo intervento all’assemblea dei lavoratori di Alitalia Airport ed Eas (European Aviation Services) in corso all’aeroporto di Fiumicino. A causa dell’assemblea sindacale in cui si sta discutendo del futuro e del salario del personale che entrerà a far parte della nuova compagnia aerea, oltre 30 voli sono stati cancellati.
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Conto alla rovescia per Alitalia: il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha lanciato senza mezzi termini un ultimatum alle parti sociali, in vista della scadenza fissata per domani. “Vi ho convocato per dirvi che auspico per domani un buon esito della trattativa: se buon esito non sarà, domani dovrò procedere alla disdetta dei contratti di lavoro e ad aprire le procedure di mobilità”. I sindacati sono stati quindi riconvocati per domattina alle ore 10.
Si preannunciano ore non facili per il futuro dei 18.500 dipendenti Alitalia. L’ottimismo del Governo non sembra condiviso dal sindacato. Per l’Anpav, “nessuna intesa è possibile se non si tiene conto anche dei diritti e della tutela della categoria degli assistenti di volo”. Il presidente dell’Anpac, Fabio Berti ha affermato, dal canto suo, che “il tempo passa e il barometro punta sempre più al pessimismo, viste le distanze importanti e i tempi troppo stretti”.
Sempre stamane, il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti è stato ascoltato in un’audizione in Parlamento e ha difeso le scelte del Governo: “Il prestito ponte è stato il frutto di 22 mesi di inerzia”, ha detto riferendosi al precedente esecutivo.
E ha aggiunto che la procedura interrompe la formazione delle perdite, e che comunque nessuno è disposto a rilevare le passività. In Campidoglio, invece, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha incontrato il presidente di Cai Roberto Colaninno il quale avrebbe dato garanzie su Fiumicino.
I sindacati bocciano il contratto di Cai, i piloti lasciano il tavolo, e la trattativa sul futuro della Nuova Alitalia sembra non decollare. Almeno questo il messaggio lanciato ieri dai piloti e la Uil Trasporti che chiedevano tavoli separati per le tre categorie, ritenendo fondamentale la distinzione delle professionalità di piloti, assistenti di volo e personale di terra.
Nonostante il no delle nove sigle che rappresentano i lavoratori, però, il confronto prosegue nel tentativo di trovare una via d’uscita attraverso anche incontri informali. La scadenza di giovedì prossimo, 11 settembre, per trovare un accordo è vicina e il benestare dei sindacati è una delle condizioni vincolanti dell’offerta della Compagnia aerea italiana. Così oggi, che non è in programma nessun incontro ufficiale, inizia la mediazione del governo per spingere le parti a riprendere la trattativa. “Sono ottimista e penso che tutto si chiuderà nella notte di giovedì” secondo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, intervistato da Sky Tg24, l’accordo si troverà. Della stessa opinione è anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che dall’inizio delle trattative aveva manifestato la volontà di evitare il fallimento di Alitalia e salvare 20 mila lavoratori. In una intervista al Corriere della Sera conferma “firmerò l’intesa, ma mi aspetto che il Governo e gli imprenditori coinvolti nell’operazione soddisfino le richieste”. Le condizioni fissate da Bonanni sono che il vincolo “a rimanere nella nuova Alitalia per almeno 5 anni non solo sia un gentlemen’s agreement tra i soci, ma un vincolo contrattuale; che ci sia un dispositivo che impedisca a un eventuale partner internazionale di scalare la società e che il sindacato e i lavoratori possano indicare un rappresentante nel consiglio di Sorveglianza”.
“Gli accordi non sono un problema di tempi ma di volontà, se c’è bastano anche due giorni per arrivare a un’intesa”, così il segretario generale della Uil Luigi Angeletti che però sottolinea come l’azienda “non può pensare di fare un’operazione che riduce drasticamente i livelli occupazionali e i redditi dei lavoratori e in più aumentare la produttività”.
Il confronto sul contratto di piloti, assistenti di volo e personale di terra resta quindi uno dei nodi fondamentali da sciogliere e per farlo il governo metterà in secondo piano, almeno per ora, il tavolo più ampio sul piano industriale che era stato aggiornato a oggi e a cui era prevista anche la partecipazione di rappresentanti del governo e del commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi.
FORUM
La Nuova Alitalia potrebbe decollare il primo novembre. Ad annunciarlo è il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che comunque tiene a precisare che “ce ne è ancora tanta di strada da fare”. Intanto il Tribunale ha accertato l’insolvenza della compagnia, come richiesto dall’ex presidente di Alitalia, Aristide Police. Questo significa che ora potrà essere presentata la richiesta di autorizzazione per effettuare tutte le procedure burocratiche, compresi i pagamenti di debiti contratti dall’Alitalia prima della sua nomina a commissario. I tempi si accelerano dunque, anche per l’advisor che dovrà valutare gli asset da cedere alla Cai: “Se abbiamo messo fretta al sindacato è evidente che metteremo fretta anche all’advisor”, ha spiegato Fantozzi. E sembra imminente anche la scelta del partner internazionale: secondo il commissario straordinario l’alleanza dovrà essere individuata entro settembre.
Air France-Klm intanto sembra essere interessata soltanto a una quota di minoranza nella nuova Alitalia. Fonti vicine alla compagnia francese smentiscono le indiscrezioni secondo cui Parigi starebbe valutando l’intenzione di acquisire la maggioranza di Alitalia nell’arco di cinque anni. E Intesa San Paolo nega, come riportato dal quotidiano francese La Tribune, che l’advisor avrebbe proposto al gruppo franco-olandese Air France-Klm di diventare azionista della nuova compagnia di bandiera per il 10 o il 20 per cento, ma “con la possibilità di diventare azionista di maggioranza entro il 2013″.
Quanto all’andamento attuale della compagnia aerea, l’Enac garantisce “l’assoluta sicurezza e affidabilità”, nonostante la compagnia voli grazie a una licenza provvisoria dopo che, lo scorso 2 settembre, l’Authority per l’aviazione civile ha sospeso la licenza di volo per la scarsa liquidità in cassa.
Intanto continua la no stop sindacale per vagliare e trovare un accordo sul piano industriale: oggi riparte il confronto tra governo e sindacati, nel corso del quale saranno istituite commissioni ad hoc su Alitalia dedicate in particolare una al piano industriale e l’altra ai nuovi contratti collettivi. E tra cinque giorni la Nuova Alitalia arriva in Parlamento: mercoledì 10 settembre alle 10 il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, riferirà alla Camera sul piano della compagnia di bandiera.
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