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(Credits: Dpa/Lapresse)
Non bastavano i ripetuti aumenti delle accise decisi quest’anno . Ora ci si mette anche una potenziale crisi petrolifera internazionale a far schizzare alle stelle il prezzo di benzina e gasolio. Continua

Traffico in autostrada tra Firenze e Bologna - Ansa
Buon 2010, ma meglio se lo si festeggia in casa. Per chi viaggia, infatti, l’anno nuovo porta soprattutto rincari. Degli aumenti delle tariffe ferroviarie sulle tratte dell’Alta velocità abbiamo già discusso. Ma anche a scegliere mezzi di trasporto alternativi ci si deve preparare a tirare fuori qualche euro in più dal portafoglio (a meno di non avere la passione per la bicicletta e tanto tempo). Continua
San Brunetta ha fatto il miracolo. A settembre le assenze per malattia degli statali si sono dimezzate. Lo ha annunciato il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta intervenendo a Domenica In. “Siamo più verso il 50% delle assenze in meno rispetto al settembre del 2007 che verso il 40%”, ha detto Brunetta. “È un miracolo?” ha chiesto Massimo Giletti. E lui: “Son diventato un taumaturgo, son diventato San Brunetta”.
In mattinata, il titolare della Pubblica Amministrazione ha parlato anche del federalismo. Oltre a quello fiscale, “per mia espressa volontà, ci sarà anche il federalismo contrattuale” ha affermato, spiegando che “saranno contratti articolati regione per regione, settore per settore, in maniera tale che chi è più produttivo, più efficiente, sarà pagato di più”. “Non ci sarà più un contratto unico uguale per tutti” ha concluso “ma, sulla base della responsabilità dei singoli livelli di governo e sul principio della trasparenza e della produttività si potrà pagare in maniera differenziata”.
Ma la lotta ai “furbacchioni” tra gli statali non finisce qui. L’altro obiettivo del “temibile” ministro è quello di impedire ai dipendenti pubblici di fare la spesa durante l’orario di lavoro o di scendere a prendersi un cappuccino a metà mattinata, fumandosi magari una sigaretta. Ha deciso così di introdurre i tornelli all’ingresso degli uffici pubblici perché “si continua ad abbandonare l’ufficio tornando con le buste della spesa”, insomma si continua ad assentarsi dal lavoro e chi lo fa “toglie un servizio alla povera gente”.
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L’inflazione a luglio è salita al 4,1%, dal 3,8% di giugno, raggiungendo il massimo dal giugno 1996. Lo comunica l’Istat, confermando la stima preliminare. Su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,5%.
L’Istat conferma: a luglio l’inflazione è volata al 4,1% dal 3,8% di giugno, raggiungendo il massimo dal giugno del 1996. Rispetto al mese precedente l’aumento è stato dello 0,5%; l’inflazione di fondo si porta al 2,8%, mentre l’inflazione al netto dei prodotti energetici è pari al 3%. Dall’analisi dei settori gli aumenti congiunturali più significativi si sono rilevati nel settore delle bevande alcoliche e dei tabacchi (+2%), delle abitazioni, acqua ed elettricità (+1,5%), trasporti (+0,9%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono verificati nel comparto abitazione, acqua ed elettricità (+8,6%), nei trasporti (+7,1%), nei prodotti alimentari e bevande analcoliche (+6,3%). In negativo solo il settore comunicazioni, dove la flessione è stata del 3,2% su base annua, e dello 0,7% su base mensile.
La spesa di tutti i giorni, ovvero i prezzi dei prodotti acquistati frequentemente, vola nel mese preso in esame dall’Istituto di statistica. L’inflazione per questi prodotti è infatti salita al 6,1%, molto più alta del tasso medio confermato al 4,1%.
Il dato è relativo ai prodotti acquistati con maggiore frequenza, che nel mese scorso sono aumentati dello 0,4% rispetto a giugno (essenzialmente per i rincari dei prodotti alimentari e dei carburanti) e del 6,1% in un anno (in accelerazione rispetto a giugno, quando era risultata pari al 5,8%).
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Dice, il ministro Renato Brunetta, che si dimetterà se fra un anno la sua “rivoluzione” anti-fannulloni non sortirà risultati. Ma pronostica: “Tra un anno il tasso di assenteismo nella pubblica amministrazione sarà pari a quello del settore privato”. Brunetta lo dice da palco di “CortinaIncontra”, intervistato da Bruno Vespa.
Un Brunetta a tutto campo, quello ascoltato alla kermesse ampezzana, che ha menato fendenti su vizi e mali della pubblica amministrazione, pur ribadendo che i “furbi” sono 100-150 mila su un esercito di 3,5 milioni di pubblici dipendenti che invece lavorano sul serio. Ai critici che gli rimproverano un’operazione tutta “fumo”, il ministro replica deciso: “Ho fatto una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica che ha denunciato i certificati facili e l’assenteismo.
Dov’e il fumo? Ho fatto cose concrete, ho fatto anche l’arrosto’”. Il solo annuncio della “cura Brunetta” sembra infatti aver avuto un effetto non trascurabile: secondo un’indagine del ministero della Funzione Pubblica “nei mesi di maggio e giugno 2008, nel 74% delle 27 amministrazioni intervistate, il numero delle assenze per malattia è risultato in calo rispetto all’anno precedente” e “in ben sette amministrazioni le assenze si riducono di oltre il 15%, con punte che vanno oltre il 50%”. “L’assenteismo” ricorda Brunetta “nel pubblico è diminuito a giugno del 20% e fra qualche giorno avrò a disposizione i dati di luglio. Mi dicono che in Friuli Venezia Giulia, ad esempio, le visite fiscali sono aumentate del 30%. Bisogna che l’opinione pubblica mantenga un atteggiamento di stigmatizzazione verso questi fenomeni”. “Poi - avverte Brunetta - bisogna che le norme siano rafforzate, e che ci sia una fortissima premialità: bisogna cioé premiare i buoni e cacciare i fannulloni”. Certo il responsabile della Funzione pubblica deve ammettere che non tutti, al momento, lo stanno seguendo sull’operazione trasparenza, con la pubblicazione dei dati su costi, consulenze e giorni di malattia dei dipendenti: “Io ho pubblicato tutti i dati del mio ministero” rileva “e ho detto agli altri di fare altrettanto… Alcuni hanno risposto come un sol uomo, come il ministero degli Esteri. Altri invece no. Il ministero del Tesoro ad esempio non ha risposto”. Brunetta non dimentica i tempi politico-economici di maggior attualità.
Come la norma anti-precari inserita con un emendamento nella manovra. “Molto probabilmente - osserva - l’intera materia andrà rivista, e credo che il ministro Sacconi abbia la capacità e la sensibilità per farlo”. Sulle pensioni invece “é necessario riflettere serenamente. Bene ha fatto Sacconi a presentare un libro verde che apre un confronto”. Il tema pensioni “é all’ordine del giorno, ma - avvisa - non è un tema prioritario nell’agenda del Governo”.
Quindi il federalismo fiscale: “Se serve ad eliminare le sperequazioni bene - sottolinea Brunetta - ma se è un federalismo all’italiana, che raddoppia tutto, Dio ce ne scampi e liberi…”. Ma ciò che colpisce, anche nell’incontro cortinese, è la grande popolarità di cui gode in questa fase Brunetta. “Brunetta non sono solo io. È un nome collettivo” ha detto alla platea. “Brunetta siete voi, è la gente che non ne può più”.
Di fronte al palco di Cortina InConTra c’è una platea non proprio di impiegati e operai. E l’obvazione che il monsitro raccoglie non nasconde la dicharazione di guerra che gli sitatali hanno dichiarato contro la circolare del ministro della Funzione Pubblica: milioni di dipendenti pubblici sono pronti a ricorrere al Tar del Lazio lamentando l’illegittimità delle nuove norme messe a punto dal Governo contro le assenze dal lavoro. Gli impiegati definiti “fannulloni” si sono già organizzati nel “Comitato Fannulloni Operosi” (Co.F.O.) e stanno raccogliendo firme in tutto lo Stivale. A preparare il ricorso - secondo quanto apprende l’Agi - sarà, invece, l’avvocato Carlo Rienzi, presidente Codacons, il quale sostiene che prima dei semplici dipendenti devono essere messi sotto controllo i dirigenti e i vertici di enti e ministeri. Nel documento che arriverà dunque all’attenzione dei giudici amministrativi, si rileva come la circolare Brunetta presenti, innanzitutto, “forti dubbi” di legittimità costituzionale, violando la parità di trattamento, il sistema di tutela sociale e il principio di efficienza previsti dalla Costituzione. “Nessun requisito di necessità e urgenza” rileva Rienzi “poi, si rileva per giustificare l’introduzione di queste indicazioni nel decreto legge sulla manovra economica”.
L’aveva lui stesso chiamata rivoluzione, per i dipendenti pubblici. E ora se ne cominciano a vedere le forme.
Quella di Renato Brunetta inizia dalla malattia. La visita del medico fiscale, secondo la nuova circolare firmata dal ministro della Pubblica amministrazione, “È sempre obbligatoria anche nelle ipotesi di prognosi di un solo giorno, salvo particolari impedimenti del servizio del personale”. Parte così la stretta sulle assenze dei dipendenti pubblici che prevede anche la decurtazione dello stipendio per i primi 10 giorni di assenza, per malattia o permessi.
La circolare - che ha validità retroattiva perché si applica alle assenze “a decorrere” dal 26 giugno scorso - è stata indirizzata a tutte le pubbliche amministrazioni per fornire indicazioni sull’applicazione della nuova disciplina in materia di assenze dei pubblici dipendenti contenuta del decreto legge sulla manovra ed è stata inviata alla Corte dei conti per la registrazione. La visita fiscale, quindi, dovrà essere richiesta dalle amministrazioni “anche nel caso in cui l’assenza sia limitata ad un solo giorno” e il medico potrà bussare alla porta con meno limitazioni di orario. Si ampliano infatti le ore in cui potrà essere effettuata la visita: la norma, “innovando rispetto alle attuali previsioni negoziali” scrive Brunetta nella circolare “prevede un regime orario più ampio per la reperibilità al fine di agevolare i controlli”. Ma, oltre ai controlli, la stretta sulle assenze andrà a toccare anche il portafoglio. Ad ogni malattia, nei primi giorni di assenza, indipendentemente dalla durata, si applica la decurtazione della retribuzione, ovviamente non su tutte le voci dello stipendio. Potrà essere tagliata “ogni indennità o emolumento, aventi carattere fisso e continuativo” e ” ogni altro trattamento economico accessorio”. Ma non saranno toccati: il trattamento economico tabellare iniziale, la tredicesima, l’anzianità e gli eventuali assegni ad personam.
Queste tutte le norme previste dalla nuova circolare.
- Se ci si ammala per un giorno. La visita fiscale sarà obbligatoria anche per un periodo così breve ma con un regime orario più ampio per la reperibilità al fine di agevolare i controlli.
- Se la malattia prosegue. Nell’ipotesi di un solo giorno di malattia successivo ad un precedente e distinto “evento” di un solo giorno, occorrerà presentare un certificato rilasciato da struttura sanitaria pubblica.
- Cosa si prevede dopo 10 giorni. Nell’ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare, l’assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica. Il periodo superiore a dieci giorni si realizza sia nel caso di attestazione mediante un unico certificato dell’intera assenza sia nell’ipotesi in cui in occasione dell’evento originario sia stata indicata una prognosi successivamente protratta mediante altro certificato, sempre che l’assenza sia continuativa (”malattia protratta”).
- Il certificato. Le pubbliche amministrazioni non possono chiedere che sui certificati venga indicata la diagnosi, essendo sufficiente l’enunciazione della prognosi.
- Il medico dev’essere convenzionato con il Ssn. Il certificato per essere valido non potrà essere rilasciato da un medico libero professionista non convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. Non solo, ma l’evidenza del rapporto con il Servizio sanitario nazionale - dovrà risultare dal certificato.
- Stipendio. Nei primi 10 giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento economico accessorio. Vi sono però delle eccezioni, e riguardano i trattamenti più favorevoli eventualmente previsti per le assenze dovute ad infortuni sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day ospital o a terapie salvavita.
Presentando la misura “anti-assenteismo”, Brunetta ha fatto il punto della situazione, parlando di dati confortanti: l’assenteismo nella pubblica amministrazione, specie per malattia, registra una diminuzione da fine maggio del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ha detto il ministro annunciando che da settembre ci sarà un osservatorio sull’assenteismo che pubblicherà mensilmente dati su “questa nostra azione moralizzatrice”, ha detto Brunetta. Il calo del 20%, ha precisato, si registra “da quando è emersa l’opinione che ‘cambiare si può’, quindi con il decreto 112, le circolari e la cosiddetta operazione trasparenza”.
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Il FORUM dei lettori: “Le nuove regole per la malattia del Ministro Brunetta: sono giuste?”
L’inflazione a giugno è salita al 3,8% dal 3,6% di maggio portandosi così ai massimi da luglio 1996. Lo comunica l’Istat, confermando la stima provvisoria e aggiungendo che su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,4%. A giugno l’indice armonizzato dei prezzi al consumo ha registrato una variazione del +0,5% rispetto a maggio e del +4% su giugno 2007, la variazione più alta dal gennaio 2001. L’inflazione di fondo, cioé escludendo i beni volatili, si porta al 2,7% (dal 2,6% di maggio), mentre il tasso di inflazione acquisito per il 2008, cioé quello che si registrerebbe se l’indice dei prezzi al consumo rimanesse allo stesso livello misurato a giugno nella restante parte dell’anno, è al 3,2%.
Al netto degli energetici l’indice registra una variazione positiva del 2,9%.
Sulla base dei dati finora pervenuti, precisa l’Istat, gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,2%), trasporti (+6,9%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+6,1%). Una variazione nulla si registra per i servizi sanitari e spese per la salute, mentre calano i prezzi per le comunicazioni (-2,3%). Su base mensile gli aumenti più forti si sono verificati nei trasporti (+1,4%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,6%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,4%). Sono ancora alimentari e carburanti le voci che fanno accelerare l’inflazione a giugno, secondo una tendenza che si registra ormai da mesi. Ma i dati resi noti oggi dall’Istat, segnalano aumenti anche per voci come stabilimenti balneari (+9% sull’anno) e servizi camping (+6,2%), che in questo momento dell’anno pesano particolarmente sulle tasche dei cittadini. In rialzo anche trasporti aerei (+13,4% tendenziale) e marittimi (+9,3%). E se il tasso di inflazione è al 3,8%, per i beni a più alta frequenza di acquisto - in cui rientrano cibo, tabacchi, affitto, trasporti urbani, beni per la casa - il carovita è al 5,8%: si tratta del livello piu’ alto dal 1997.
Per quanto riguarda i soli prodotti alimentari e bevande analcoliche, si registra un aumento congiunturale dello 0,4% che porta il tasso tendenziale al 6,1% dal 5,7% di maggio. Forte l’incremento soprattutto per la pasta i cui prezzi salgono in un anno del 22,3% (dal 20,7% di maggio). Per il pane l’aumento è del 13%.
In forte tensione anche il comparto energetico, dove si registra un aumento dei prezzi del 14,7% tendenziale (dal 13,1% di maggio) e del 2,8% su base mensile. L’aumento congiunturale è dovuto soprattutto ai carburanti, in particolare al gasolio, i cui prezzi in un mese sono cresciuti del 5,4%, portando l’aumento tendenziale a sfondare il +31,1% (dal 26,3%); la benzina in un mese è aumentata del 4,5% e in un anno del 12,5% (dall’11,1%).
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