Autunno caldo sul fronte delle bollette della luce e del gas: le recenti fiammate del petrolio dell’estate scorsa rischiano di scaricarsi in pieno, a partire dal primo ottobre, sulle bollette degli italiani. Con aumenti fino a 80 euro l’anno per le famiglie e ricadute sull’intera economia, a cominciare dall’agricoltura che parla di “rincari alle stelle”.
Secondo le prime stime degli analisti di Nomisma Energia da mercoledì l’elettricità dovrebbe aumentare del 2,2% ed il gas del 5,8% mentre per il Rie-Ricerche energetiche industriali, l’impatto del caro-greggio porterà ad un aumento del 6% per il metano e fino al 3,7% per la luce.
Numeri che farebbero prevedere, per le famiglie, un rincaro compreso tra i 74 e gli 80 euro su base annua. I consumatori parlano così di nuova “batosta” stimando che, con i possibili nuovi aumenti, il rincaro della spesa per la luce ed il gas, solo nell’ultimo anno lieviterà di 250 euro.
I dati puntuali dell’aggiornamento delle tariffe per il prossimo trimestre ottobre-dicembre “arriveranno domani”, tiene, intanto, a precisare l’Authority per l’Energia chiamata ogni tre mesi ad “aggiustare” il tiro in base all’andamento delle quotazioni delle materie prime. Al di là delle stime e delle previsioni, all’Autorità spetta infatti l’ultima parola sul prossimo aggiornamento per l’ultimo trimestre 2008. Di certo c’è il fatto che le fiammate del prezzo del greggio degli ultimi mesi - che hanno visto l’oro nero sfiorare il massimo di tutti i tempi a 150 dollari al barile - si scaricheranno in pieno sul prossimo aggiornamento tariffario.
Il meccanismo di adeguamento prevede infatti si faccia riferimento alle medie delle quotazioni delle materia prime nei precedenti 6 mesi per la luce e 9 mesi per il gas.
Il recente ripiegamento delle quotazioni del greggio non dovrebbero influire quindi sul prossimo aggiornamento. Anche se è possibile che l’Autorità - a fronte del calo del costo del barile nell’ultimo mese (anche se nell’ultima settimana è tornato a salire) - possa aver maggior margine di intervento nel trasferimento dei rincari del greggio, riuscendo magari a mitigarli, sulle bollette.
“L’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia spinge alle stelle i costi di produzione in agricoltura che fanno segnare un aumento medio dell’11% con incrementi record per l’attività di allevamento e la coltivazione dei cereali come frumento, mais e riso”, avverte intanto la Coldiretti. I consumatori di Adusbef e Federconsumatori ribadendo la “drammaticità della situazione” chiedono invece un intervento urgente del Governo sul fronte fiscale - attraverso una riduzione dell’Iva sul gas. E, ancora, sollecitano l’entrata in vigore delle già previste tariffe sociali per agevolare le famiglie disagiate o in difficoltà.
I settori industriali oggetto della Robin Tax “pur essendo liberalizzati non sono ancora caratterizzati da livelli di concorrenza tali da incidere adeguatamente sulla possibilità di traslare sui prezzi al consumo l’onere della maggiorazione d’imposta”.
(Alessandro Ortis, presidente dell’Authority per l’energia).
Voleva dire:
“Le industrie del petrolio e del gas non si fanno concorrenza. Ed è grave che l’Antitrust non faccia nulla. Così adesso mi ci devo mettere io a controllare che non aumentino i prezzi”.
Luglio ad alta tensione per le bollette elettriche: in agguato c’è una nuova stangata che potrebbe fare registrare alle tariffe un rincaro fino all’8% al lordo della tasse. Vale a dire un altro aumento, che si va ad aggiungere a quelli messi a segno negli scorsi trimestri, che peserebbe con un impatto di 35 euro per la sola voce ‘lucè sul bilancio annuale delle famiglie italiane.
Le nuove stime, a pochi giorni dall’atteso aggiornamento dell’Authority per l’energia cui spetta l’ultima parola, arriva dal Ref (Ricerche e Consulenze per l’economia e la finanza) che spiega come l’organismo di vigilanza, questa volta, abbia pochi margini di manovra. L’Autorità difficilmente potrà cioè compensare l’impatto del caro-greggio, causa principale dei rincari, modulando le altre voci tariffarie come ha fatto nell’ultimo trimestre che si concluderà questa settimana.
“È corretto immaginare che aumentino, perchè il prezzo del petrolio non tende a diminuire, anzi tende ad aumentare”, aveva spiegato anche l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, ricordando che “dipendiamo fortemente dal costo delle materie prime, che continuano a salire. Siamo gas-dipendenti ed il gas è legato al petrolio: se sale il petrolio sale anche il gas e, purtroppo, salgono anche le bollette”. Le tariffe, ha comunque tenuto a precisare Conti, “salgono molto meno di quello che dovrebbero: nell’ultimo anno il costo della materia prima è salito del 70% mentre le bollette soltanto del 10%”.
E mentre i consumatori del Codacons tornano a chiedere di “eliminare i cosiddetti extra-costi che pesano sugli importi delle bollette per oltre il 6%”, il Ref precisa che con i consistenti aumenti del greggio “un rialzo dei costi di produzione dell’energia elettrica è inevitabile”. E, le previsioni da qui a fine anno, “non lasciano ampi spazi di manovra per evitare un forte aumento per famiglie e Pmi”.
Entro il week end prossimo l’Autorità dovrà rendere noto l’aggiornamento per il trimestre luglio-ottobre ma il Ref stima che in base “alle previsioni pubblicate dall’Acquirente Unico, il soggetto chiamato ad acquistare l’energia elettrica per famiglie e piccole imprese, la componente a copertura della spesa per l’approvvigionamento di energia (PED) andrà aumentata del 10,5%, ipotizzando prezzi del barile e tasso di cambio euro/dollaro in media per il 2008 sui 120 dollari al barile e 1,53 dollari per la moneta americana”.
“L’Autorità non ha molti margini di manovra”, spiega ancora il Ref ricordando che “in occasione dell’aggiornamento per il trimestre aprile-giugno ha potuto contenere l’aumento atteso grazie ad un intervento di riduzione delle componenti a copertura degli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate e dei costi già sostenuti dalle imprese elettriche e non recuperabili in seguito alla liberalizzazione del mercato”.