
La polizia indiana sorveglia l'ingresso della fabbrica Maruti Suzuki (Credits: AP Photo)
L’India ha un nuovo centro industriale, Manesar, un distretto distante appena cinquanta chilometri da New Delhi, dove si produce di tutto, dalle biciclette alle automobili, dai semiconduttori ai componenti elettronici. Per tre settimane consecutive alcune catene di montaggio sono rimaste ferme. Non ci sono più operai: i datori di lavoro non li fanno entrare perché si rifiutano di firmare un “codice di buona condotta“. Continua

Coda record in Cina (Credits: LaPresse)
Hong Kong e Shenzhen, la città del Guangdong più vicina al confine, hanno iniziato l’ennesima competizione: trasformarsi nel centro più importante per le diffusione delle auto elettriche del sud della Cina.
Anche se in apparenza può sembrare strano, oggi è Shenzhen a distaccare Hong Kong di qualche lunghezza, e, secondo gli esperti, l’ex colonia britannica non ha ormai nessuna possibilità di recuperare la distanza accumulata, per molti motivi. Continua

Automobile nel pressi di piazza Kim Il-sung, a Pyongyang (Credits: LaPresse/David Guttenfelder)
L’economia della Corea del Nord, già disastrata per colpa di un regime che non è interessato a far uscire dalla condizione di povertà estrema l’intera popolazione, è riuscita a fare un altro passo indietro. Forse perché il delfino del Caro Leader, Kim Jong-un, voleva stupire il paese con una decisione ad effetto, o forse solo per un capriccio di Kim Jong-il in persona, ormai moribondo, fatto sta che il Ministero per la Sicurezza Nazionale ha diffuso un comunicato con cui vieta l’utilizzo di automobili e altri mezzi si trasporto motorizzato -autobus compresi- ”per tutti coloro che intendono sfruttarli per ricavarne un guadagno personale“. Continua

(Credits: LaPresse)
Sembra volgere al sereno il clima dell’industria automobilistica americana e la città di Detroit, violentemente travolta dalla crisi, potrebbe sperimentare una rinascita. L’atmosfera della metropoli è cambiata da quando i posti di lavoro stanno riprendendo a crescere, grazie a una ripresa delle vendite. È della settimana scorsa la notizia che, pur in una fase di depressione dei consumi nazionali, in America si comprano più automobili. È vero che sono in molti a scegliere vetture non americane, che ormai detengono saldamente una quota di maggioranza del mercato, ma le tre grandi dell’auto statunitensi (Ford, General Motors e Chrysler) hanno ricevuto un’autentica iniezione di fiducia nelle ultime settimane. Continua
- Tags: automobili, crisi-economica, disoccupazione, Fiat, Lada, Leningrado, rottamazione, Russia, San Pietroburgo, Stalingrado, Stavropol, Togliatti, togliattigrad, Vladimir-Putin
-

Credits: LaPresse
Non tutti sanno che mentre Stalingrado è tornata ad essere Volgograd nel 1961 e Leningrado ha ripreso il vecchio nome di San Pietroburgo nel 1991, un’altra grande città russa ha mantenuto il nome del leader comunista cui era stata dedicata: si tratta di Stavropol, ribattezzata Togliattigrad nel 1964 in onore dell’allora segretario del PCI. Continua

Credits La Presse
Tempi duri per l’industria dell’automobile americana, travolta dalla crisi economica internazionale che si è fatta sentire in maniera particolarmente pesante sul mercato delle quattro ruote. Continua
Operai al lavoro
Pochi clienti per gli autosaloni negli Stati Uniti: il mercato automobilistico è affondato ai minimi da 27 anni: era infatti dal dicembre 1981 (secondo le stime di General Motors) che le vendite non risultavano così basse. La fiducia a livelli storicamente bassi e la disoccupazione in volata continuano anche a febbraio a tenere gli americani lontani dai concessionari per il sesto mese consecutivo. Le vendite in caduta libera addensano nubi sul futuro dei colossi di Detroit, alle prese con pesanti cali: General Motors (Gm) ha registrato un flessione del 53 per cento, Ford di oltre il 48 per cento. Non scampano al crollo neanche le giapponesi, con Toyota e Nissan che accusano cali rispettivamente del 40 per cento e del 37 per cento. “I livelli delle vendite sono insostenibili”, spiega Gm annunciando una taglio della produzione nel secondo trimestre dell’anno del 34 per cento. Il mese in corso, sottolinea la casa automobilistica, sarà un mese “chiave”. Il -53 per cento registrato in febbraio è la combinazione fra il -50 per cento registrato sul fronte delle vendite di auto (a 53.813 unità contro le 107.592 dello stesso periodo dell’anno precedente) e il -55 per cento di quelle di mezzi pesanti (a 73.483 unità contro le 162.831 di febbraio 2007). Gm ha sottoposto al governo il proprio piano di sopravvivenza, nell’ambito del quale a fronte di un consistente taglio dei costi chiede ulteriori fondi.