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Un cantiere edile - Ansa
Così com’è ancora non va. I provvedimenti varati di recente dal governo hanno “imposto un prezzo alto” alle imprese edili e se non si metterà di nuovo mano al decreto si rischia di affossare un settore già in crisi, come quello delle costruzioni. A lanciare l’allarme è l’Ance, nel corso dell’audizione in Senato al dl liberalizzazioni, in cui, dati alla mano, ha ricordato la flessione del comparto negli ultimi anni. Continua

Casa in costruzione (credits Gruppo Immobiliare.it)
Dai bond per finanziare le infrastrutture all’esenzione Ici per tre anni sulle nuove case costruite per essere vendute. Sono alcune delle novità contenute nella bozza del decreto infrastrutture all’esame del Consiglio dei ministri. Nel frattempo il Cipe ha dato il via libera a 5,5 miliardi di finanziamenti destinati soprattutto a Mezzogiorno, infrastrutture, edilizia abitativa e scolastica, risanamento ambientale. Ecco i dettagli del testo. Continua

Traffico in autostrada tra Firenze e Bologna - Ansa
Buon 2010, ma meglio se lo si festeggia in casa. Per chi viaggia, infatti, l’anno nuovo porta soprattutto rincari. Degli aumenti delle tariffe ferroviarie sulle tratte dell’Alta velocità abbiamo già discusso. Ma anche a scegliere mezzi di trasporto alternativi ci si deve preparare a tirare fuori qualche euro in più dal portafoglio (a meno di non avere la passione per la bicicletta e tanto tempo). Continua

Pochi rincari, tanti ribassi ci aspettano in questo 2009 appena cominciato. Se da una parte scatterà l’aumento del canone Rai, a prevalere saranno i tagli tariffari. Potremo subito approfittare delle prime riduzioni delle tariffe di luce e gas, i pedaggi autostradali resteranno bloccati grazie al decreto del governo, e dai biglietti aerei non dovrebbero arrivare brutte sorprese sul fronte prezzi, visto il calo del petrolio.
Insomma, per una volta l’anno non si apre nel segno dei rincari, ma dei ribassi. Cominceranno subito le prime riduzioni per le tariffe di luce e gas, mentre non subiranno variazioni i pedaggi autostradali, bloccati con un decreto del governo. E se per i treni sono già in vigore da metà dicembre le nuove tariffe, che non saranno dunque ritoccate, per i biglietti aerei è presumibile che, con il petrolio in calo, non siano in arrivo nuovi aumenti.
Ecco di seguito come cambieranno le tariffe nel 2009:
Bollette. Le tariffe di luce e gas, dopo una lunga corsa durata oltre un anno, caleranno rispettivamente del 5,1% e dell’1% nel primo trimestre 2009. Il risparmio per le famiglie dovrebbe essere di circa 36 euro su base annua (25 euro per l’elettricità e 11 euro per il gas). Da gennaio ci sarà anche un forte calo (-14,2%) del gpl distribuito in rete, con una minore spesa di 115 euro su base annua per ogni famiglia. Dopo queste prime riduzioni, ha fatto sapere l’Autorità per l’energia, potrebbero esserne previste altre.
Autostrade. Stop agli aumenti tariffari dal primo gennaio, come stabilito dal decreto legge 185 del 29 novembre 2008. Nessuna modifica tariffaria in aumento potrà quindi essere applicata ai pedaggi autostradali dell’intera rete nazionale e il blocco si estende anche alle nuove percorrenze convenzionali del passante di Mestre e della viabilità del Nuovo Polo Fieristico di Milano.
Canone Rai. - Il canone salirà a 107,50 euro, 1,5 euro in più rispetto allo scorso anno, con un aumento pari al tasso di inflazione programmato.
Treni. Gli aumenti ci sono già stati. Non ci saranno altre brutte sorprese per i passeggeri. Dal 14 dicembre sono già in vigore i nuovi prezzi per l’Alta velocità: un viaggio Milano-Napoli in prima classe costa 119 euro (contro i precedenti 103,60 euro); in seconda 84 euro (da 73,20); Milano-Roma in prima 109 euro (da 80,80), in seconda 79 euro (da 56,10). Ma fino al 13 gennaio c’è uno sconto del 10%, a cui si può aggiungere un ulteriore ribasso del 5% se si compra via Internet; per sei mesi, inoltre, -35% per andata-ritorno in giornata per le tratte lunghe.

Il blocco delle tariffe non riguarda quelle autostradali e quelle dell’elettricità e del gas. “Il disposto dell’articolo 3 comma 1″ fa sapere il Tesoro “riguarda esclusivamente il blocco di diritti e tariffe vari dovuti a fronte di servizi erogati direttamente dalla Pubblica Amministrazione”.
Quanto invece alle tariffe in materia di Autostrade, energia elettrica e gas “non si applica il blocco” dal momento che, nel decreto stesso, è “espressamente confermato” il meccanismo di determinazione dei prezzi da parte delle Authorities.
Nel decreto legge “anti-crisi” non c’è alcun blocco tariffario per autostrade, luce e gas. In una nota diffusa oggi dal dicastero di via XX Settembre, si mette in chiaro il significato del disposto al fine di “evitare la diffusione di interpretazioni devianti, strumentali ed interessate” della parte del testo che riguarda diritti e tariffe. In particolare, il ministero ribadisce che “il disposto dell’articolo 3 comma primo, riguarda esclusivamente il blocco di diritti e tariffe vari dovuti a fronte di servizi erogati direttamente dalla Pubblica Amministrazione”. Un esempio per tutti? “I diritti e le tariffe dovuti in materia di motorizzazione”. Allo stesso tempo, poi, “in materia di Autostrade, energia elettrica e gas, non si applica il blocco di cui sopra, essendo nel decreto stesso espressamente confermato il meccanismo di determinazione dei prezzi da parte delle Authorities”.
Intanto l’Authority per l’energia, preso atto con “soddisfazione” delle dichiarazioni del Tesoro, conferma che per il 2009 si dovrebbe registrare una “diminuzione significativa e progressiva” delle bollette della luce e del gas. Ad affermarlo, a margine di una sua audizione al Senato in Commissione Industria, è il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis.
“Prendendo atto con soddisfazione delle dichiarazioni del ministero dell’Economia e delle Finanze e considerando gli andamenti dei prezzi petroliferi” sottolinea Ortis “si conferma la previsione che i nostri prossimi e usuali aggiornamenti possano assicurare ai consumatori una diminuzione significativa e progressiva dal 2009 e che possa essere data continuità al sostegno allo sviluppo delle reti di trasporto e di distribuzione nonche’ allo sviluppo della qualità dei serviz”.
Soldi allo sportello
Il decreto anticrisi è stato pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale nella versione definitiva. Che riserva qualche novità. Ma anche molte conferme: rimane la norma che toglie l’Iva agevolata sulle Pay Tv come Sky, portando il balzello dal 10 al 20 per cento. Svelato l’ammontare della manovra, che vale 6,3 miliardi per il 2009, tutti interamente coperti dal provvedimento stesso. Nessuna copertura invece è prevista per il 2008: a scattare subito saranno infatti solo le riduzioni di 3 punti degli acconti di novembre per Ires e Irap, che di fatto rappresentano solo uno spostamento di cassa delle entrate previste. Tra le novità introdotte nella versione definitiva del testo alcune riguardano le tariffe autostradali e il cambio di normativa previdenziale per il Servizio Civile.
L’ammontare dell’intervento anti-crisi è indicato nell’articolo con la copertura finanziaria che - è scritto - è garantita con lo stesso provvedimento. Le misure valgono 6.342 milioni per il 2009: avranno anche una coda da 2.347 milioni nel 2010 e per 2.670 milioni nel 2011. Nasce il fondo per favorire l’accesso ai prestiti da parte delle famiglie alle prese con le spese dovute all’arrivo di un nuovo figlio. Il Fondo, che sarà finanziato con 25 milioni per ciascuno degli anni del triennio 2009-2011, servirà a “favorire l’accesso al credito delle famiglie con un figlio nato o adottato nell’anno di riferimento”. Le risorse proverranno dal Fondo per le politiche della famiglia e i criteri e le modalità di organizzazione e funzionamento del fondo, nonché per il rilascio e l’operatività delle garanzie, saranno fissati con un decreto della Presidenza del Consiglio di concerto con il ministro dell’Economia.
Tasse. Il Fisco sarà più leggero sul trattamento accessorio legato ai fondi di produttività per i comparti della sicurezza, difesa e soccorso pubblico. Vengono stanziati 60 milioni di euro per finanziare, in via sperimentale per il 2009, “una riduzione dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali sul trattamento economico accessorio dei fondi di produttivita” per questi comparti. Lo sconto fiscale, del quale non viene precisata l’entità, sarà però riconosciuto solo a coloro che nel 2008 hanno avuto redditi inferiori ai 35.000 euro.
Tariffe autostradali. Durerà solo 4 mesi il blocco delle tariffe autostradali che nelle bozze del decreto circolate prima dell’approvazione indicavano invece un periodo di 6 mesi. La norma riscrive anche completamente il sistema tariffario del settore autostradale estendendo a tutte le concessionarie la formula che lega gli aumenti tariffari all’andamento dell’inflazione, ma anche agli investimenti effettuati. Viene integrata le norma che riguarda l’applicazione di tariffe agevolate sul gas. Ora potranno essere applicate anche a famiglie con 4 figli e un reddito Isee fino a 20.000 euro.
Pensioni e servizio civile. Viene cancellato l’obbligo della contribuzione pensionistica da parte del Fondo nazionale per il servizio civile. Dal primo gennaio i contributi diventano facoltativi e saranno a carico di colui che dopo aver prestato servizio civile vuole riscattarlo ai fini pensionistici.
Fondi per la scuola. Viene finanziata con 110 milioni per il 2009 la proroga per i lavoratori socialmente utili (Lsu) del settore scolastico.

“Abbiamo fatto una cosa buona” senza toccare la finanziaria. Il premier Silvio Berlusconi presenta così, con una punta d’orgoglio, il pacchetto di misure anti crisi varato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento contiene le misure per rafforzare il patrimonio delle banche, un bonus fiscale per famiglie e pensionati, la riduzione di 3 punti degli acconti di novembre Ires e Irpef e la proroga della detassazione dei premi di produzione. Consiglio dei ministri ha approvato le misure anticrisi economica. E ancora: “Non intendiamo” aggiunge il premier “usufruire dell’allentamento dei parametri di Maastricht approvato in sede Ue“. Attraverso il federalismo fiscale “daremo un grande colto all’evasione fiscale”, puntualizza il presidente del Consiglio, che ricorda inoltre che l’imponibile evaso in Italia ammonta a circa 100 miliardi di euro.
In tutto, nel decreto, sono 35 gli articoli (36 dei quali uno stralciato, il 33) della bozza del decreto anticrisi che è stata discussa durante il preconsiglio dei ministri. Secondo quanto l’agenzia Ansa è in grado di anticipare, dopo il primo esame, il testo verrà modificato tenendo conto dei rilievi tecnici emersi.
Dopo una gestazione durata circa due settimane prende quindi corpo il piano del governo per contrastare la grave crisi economica. Quattro i capitoli principali del provvedimento: sostegno alle famiglie, sostegno all’economia, ridisegno in funzione anticrisi del quadro strategico nazionale, protezione del capitale umano e domanda pubblica accelerata per grandi e piccole infrastrutture con priorità per l’edilizia scolastica, servizi pubblici. Chiude un quinto titolo con le disposizioni finanziarie.
Per i mutui sulla prima casa in essere “il tasso variabile non potrà superare per il privato il 4%. Se supera il 4% il governo interviene e si accolla il debito differenziale” ha spiegato il ministro dell’Economia Tremonti. Per quanto riguarda i mutui futuri, “da qui in avanti il tasso base di riferimento è il tasso di sconto della Bce”. Quindi “ci sarà una base trasparente e sicura”: “Introduciamo due diritti che non sono delle convenzioni graziose. Non passare sopra al 4% per vecchi mutui e il diritto a trattare i nuovi sulla base dei tassi ufficiali di sconto”. “Noi” ha aggiunto “diamo per scontato che il tasso di interesse debba scendere”.
Da 200 a mille euro per famiglie (comprese quelle con portatori di handicap), pensionati e lavoratori dipendenti disagiati. E questo riguarda il capitolo del “Bonus familiare”. Per il 2009 il bonus sarà alimentato con un fondo di 2,4 miliardi e riguarderà poco meno di 8 milioni di soggetti. Si tratta di un bonus di 200 euro a componente del nucleo familiare con tetti differenziati a seconda dei redditi, fino a un massimo di 22mila euro. Esclusi dal beneficio i lavoratori autonomi, i titolari di partita iva e chi ha redditi fondiari superiori a 2.500 euro. La richiesta va presentata entro il 31 gennaio con autocertificazione mediante modulo dell’agenzia delle entrate e il beneficio sarà erogato da sostituti d’imposta e enti pensionistici.
Nel primo semestre del 2009 resteranno ferme le tariffe autostradali. Entro giugno, inoltre, sarà approvato un dpcm che crei “le condizioni per accelerare i piani di investimento dell’intero comparto autostradale”.
Dal 2009, prevede inoltre il testo, sarà tagliata del 15% la tariffa agevolata per le forniture di energia elettrica che sarà estesa anche alla fornitura di gas.
Deduzione dall’Ires della quota Irap che insiste sul costo del lavoro e degli interessi. Il pacchetto fiscale dedicato alle imprese contiene anche la riduzione dell’acconto di Ires e Irap del 3% per il periodo di imposta 2008. Inoltre, per il periodo 2009-2011, in via sperimentale, il pagamento dell’Iva avverrà al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo.
Il decreto legge introduce una deroga per gli studi di settore. “Prevediamo una revisione congiunturale degli studi di settore. Hanno funzionato fino a ora, ma il presupposto era che l’economia cresceva. Data la situazione eccezionale, per particolari settori, e sempre con una contrattazione con le categorie, si può pensare a un adattamento degli studi di settori alla congiuntura economica” ha spiegato il ministro dell’Economia.
Arrivano fondi per la messa in sicurezza delle scuole ma anche per l’edilizia carceraria, le opere di risanamento ambientale, museali e archeologiche ed interventi di innovazione tecnologica. Lo prevede l’articolo 18 della bozza di decreto esaminata stamane in Cdm. Il Cipe, presieduto “in maniera non delegabile” dal premier, entro un mese dall’entrata in vigore del decreto assegnerà per questo “una quota delle risorse disponibili del Fas”.