
Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia (Credits:Mauro Scrobogna/LaPresse)
La parola patrimoniale lo “lascia perplesso”. Un giudizio che la dice lunga su come giudichi questa manovra il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, oggi impegnato in un’audizione alla Camera. Semplificando: troppe tasse e ancora poca crescita all’orizzonte. Continua

Ignazio Visco, Governatore della Banca d'Italia (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
È arrivato e ha messo subito i punti sulle “i”. Ignazio Visco, neo governatore della Banca d’Italia, ha esordito nel giorno della presentazione del secondo rapporto sulla stabilità finanziaria senza lasciarsi andare a discorsi formali. Ma è sceso subito in trincea. ”L’impegno assunto in sede europea a ridurre il debito pubblico e avviare un ampio programma di riforme strutturali va onorato, con rapidità e coerenza”.
Continua

Ignazio Visco, neo-governatore della Banca d'Italia (Credits: ANSA / ETTORE FERRARI)
C’è l‘armatore, il piccolo editore di Bari, l’imprenditore di Bentivoglio (a pochi passi da Bologna). E poi ci sono il viticoltore sardo e il fisico multipremiato esperto mondiale di laser. Figure di spicco nel panorama italiano, ma che in alcuni casi di tutto si sono occupate tranne che di banche o di questioni finanziarie. Accanto a loro, giuristi e imprenditori di grandi gruppi come Giorgio Squinzi, candidato alla successione di Emma Marcegaglia alla presidenza di Confindustria.
Ecco chi sono i 13 uomini che siedono nel Consiglio superiore di Banca d’Italia, l’organo cui spetta, per Statuto, l’amministrazione generale “nonché la vigilanza sull’andamento della gestione e il controllo interno della Banca” e che ha “competenze su aspetti gestionali, organizzativi e contabili”. Oltre che di nominare, in ultima istanza, il governatore. Ignazio Visco, neo eletto sulla poltrona più alta di via Nazionale, che questa mattina si è dichiarato “sereno”, consapevole di essere a capo di un’istituzione “molto solida e preparata al servizio del paese”. Continua

Ignazio Visco (Credits: ANSA)
Né Lorenzo Bini Smaghi, né Fabrizio Saccomanni. Tanto meno Vittorio Grilli o Anna Maria Tarantola. È Ignazio Visco il nuovo Governatore della Banca d’Italia. Continua

Anna Maria Tarantola, vice direttore generale di Banca D'Italia (Credits:Roberto Monaldo/LaPresse)
Gli scommettitori inglesi puntano su Lorenzo Bini Smaghi, membro uscente del direttivo Bce. Quelli italiani su Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro. Ma nella nomina al posto di Governatore di Banca d’Italia al posto dell’uscente Mario Draghi, che il 1 novembre diventerà il Governatore della Bce, oltre a quello di Fabrizio Saccomanni, oggi direttore generale e uomo candidato alla naturale successione dallo stesso Draghi, spunta un quarto nome. E’ quello di Anna Maria Tarantola, attuale vicedirettore generale di Bankitalia. Forse messo lì solo per fare rumore. Forse no. Continua

La sede di Banca d'Italia in via Nazionale, Roma. (Credits: Marco Merlini / LaPresse)
Reintrodurre l’Ici sulla prima casa. Alla fine di tanti discorsi su quante tasse pagano gli italiani (il 3% in più della media europea e il 5,5% in più degli inglesi, nel 2010) la Banca d’Italia nella sua audizione al Senato ha tagliato corto. E per bocca del capo della ricerca economica, Daniele Franco, ha detto: «Le imposte sulla proprietà immobiliare sono il perno della fiscalità locale». Continua

Ignazio Visco, vicedirettore generale della Banca d'Italia, ha avvertito il Senato: «Rischio di effetti restrittivi sull'economia»
Non piace a Bankitalia la nuova manovra finanziaria «a saldi invariati» su cui Berlusconi, Bossi e Tremonti hanno trovato ieri sera un accordo al termione di un vertice di sette ore ad Arcore. Secondo il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che ha parlato davanti alla Commissione Bilancio del Senato, gli «eventuali cambiamenti nella struttura della manovra» dovrebbero andare nella direzione della direzione di «ridurre il peso degli aumenti delle entrate», accrescendo il ruolo delle misure strutturali. Il che, secondo Visco, è tutto da verificare: «La situazione andrà attentamente monitorata»
Il rischio - ha aggiunto Visco - è che «l’aggiustamento dei conti, pur necessario per evitare uno scenario ben più grave, possa produrre inevitabilmente effetti restrittivi sull’economia» tenuto conto della fase critica che sta vivendo il commercio mondiale. Lo spettro di «una fase di stagnazione che rallenterebbe anche la flessione del peso del debito sul pil», insomma, è più vicina che mai. Alla già elevata pressione fiscale, che nel 2014 «si attesterà al massimo storico del 44,5%», potrebbe aggiungersi secondo Bankitalia un rischio aggiuntivo: che gli enti decentrati, cui sono stati tagliati i trasferimenti statali, facciano ricorso a un aumento dell’imposizione a livello locale per far fronte alla riduzione delle entrate. Lo scenario è tutt’altro che chiaro secondo Bankitalia. A tutto questo Visco ha aggiunto una precisazione: «La Banca d’Italia - ha detto - non ha niente contro la pubblicazione della lettera della Bce» rimasta finora segreta per volontà del governo, che ha spiegato che tocca alla Bce rendere pubbliche le raccomandazioni di luglio inviate a Roma per evitare il crac.