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Banca-Intesa

Alitalia, i soldi ci sono. Berlusconi: “Cinquemila esuberi”

Una hostess Alitalia

Novanta nuovi aerei, nuove rotte internazionali (verso Cina e India) e cinquemila lavoratori in meno. Queste le previsioni del nuovo scenario Alitalia, secondo quanto avrebbe rivelato il premier Berlusconi in una cena coi deputati Pdl.

Un piano, secondo il presidente del consiglio, senza alternative. “I sindacati non mettano il bastone fra le ruote o salta tutto”. “I cinquemila esuberi” ha rivelato il premier secondo quanto viene riferito all’ Agi da alcuni partecipanti “verranno attutiti da alcune misure. Ci saranno degli scivoli, dei prepensionamenti, degli ammortizzatori sociali”. Il piano di Air France prevedeva duemila esuberi e un ridimensionamento della compagnia specialmente a Malpensa. Berlusocni si è mostrato ottimista sul futuro della compagnia di bandiera: “Ci sono i soldi, c’è il piano, c’è la soluzione” ha detto “non si potranno tenere tutti i dipendenti, ma è l’unica operazione che si può fare”.

Secondo quanto scrive Dario Di Vico sul Corriere della Sera,”Corrado Passera e Gaetano Miccichè (gli advisor per conto del governo) hanno pressoché ultimato il loro lavoro e nei prossimi giorni lo consegneranno ai ministri”. Gli azionisti, oltre ai nomi che già circolano da tempo (Benetton, Riva, Ligresti, Marcegaglia, Aponte, Fossati) sarebbero banche d’affari come Morgan Stanley e Nomura e la stessa Banca Intesa che si sta occupando della questione. Possibile anche un coinvolgimento del patron di Air One Carlo Toto.
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Alitalia, Tajani incontra Passera: “Soluzione in linea con norme Ue”

Aerei dell'Alitalia
Incontro stamattina a Bruxelles tra il vicepresidente della Commissione europea e Commissario ai Trasporti Antonio Tajani e Corrado Passera, numero 1 di Intesa SanPaolo. Si è parlato di Alitalia e del piano di salvataggio della compagnia di bandiera che sarà presentato dalla banca, nominata “advisor” sulla questione per il governo. Secondo quanto si legge in un comunicato della Commissione, Tajani ha chiesto espressamente che per il rilancio e il risanamento di Alitalia si operi “all’interno delle normative dell’ Unione”.
Passera intanto, non smentisce né conferma le indiscrezioni pubblicate dai giornali nei giorni scorsi, ma fa sapere che “presenterà il piano nelle sedi opportune e al momento opportuno”. “Ogni ipotesi” ha aggiunto “dovrà essere inserita nell’ambito delle norme Ue”. Lo conferma il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che si rifiuta di commentare anticipazioni: “Passera ha detto che quando il piano per Alitalia sarà pronto pronto ce lo farà vedere”.
Di “numeri al lotto” sui possibili esuberi parla invece il presidente della compagnia di bandiera, Aristide Police, che concorda con il ministro Scajola sui “sacrifici” necessari per salvare la situazione finanziaria dell’aerolinea: “I sacrifici sono quelli che si lasciano immaginare, del resto c’erano anche nell’offerta di Air France”.

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Alitalia, Scajola: “Sacrifici necessari”. Piloti sul piede di guerra

Un aereo Alitalia pronto al decollo

Gli aerei Alitalia vanno verso un cielo sempre più burrascoso. Oggi il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola non ha smentito le indiscrezioni sul piano di Banca Intesa San Paolo, advisor per il governo sulla compagnia di bandiera (piano che prevederebbe 4mila esuberi, quasi il doppio di quelli programmati da Air France). “Il piano industriale di Alitalia richiederà sacrifici a chi desidera investire e al Paese nel suo complesso” ha detto Scajola, che ha parlato durante l’ assemblea generale di Assimpredil-Ance. Il ministro ha poi specificato che ”Alitalia non è un’azienda sana, non va bene ed è sull’orlo del fallimento”. Una situazione che esclude miracoli.
L’associazione dei piloti (Anpac) intanto ha reagito alle voci sugli esuberi con un comunicato: “sono indiscrezioni destabilizzanti e lontane da una realistica possibilità di concretizzazione”. Perché, spiegano i piloti, “un eventuale piano industriale che disegnasse il futuro di Alitalia con un ridimensionamento addirittura superiore rispetto a quello ipotizzato dal team di J.C. Spinetta risulterebbe decisamente incoerente con le indicazioni della Presidenza del Consiglio e dell’intero governo (Berlusconi aveva criticato il piano di AirFrance Klm in campagna elettorale) e dunque irrealizzabile”. Insomma, sindacati e associazioni di categoria non vedono di buon occhio la possibilità di licenziamenti su vasta scala e chiedono al governo una smentita. Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale del Sdl (sindacato dei lavoratori) minaccia: “Se non verranno smentite queste voci che aumentano gli esuberi giorno per giorno nel pieno dell’estate i 20mila lavoratori di Alitalia si considereranno tutti esuberi e bloccheranno non soltanto la compagnia, ma l’intero trasporto aereo italiano sino a quando qualcuno non si sarà schiarito le idee sul che fare e come farlo”.

Il FORUM: La parola ai lettori

Alitalia: più tempo per l’asta, un’arma in più per Toto

Aereo Alitalia
Nuovo colpo di scena nella partita per Alitalia.
Il Ministero dell’Economia ha prorogato dal 2 al 12 luglio il termine per la presentazione delle offerte vincolanti nell’ambito della procedura di privatizzazione della compagnia di bandiera. Restano invariati tutti gli altri termini e condizioni per la fase conclusiva della procedura di vendita. La decisione era nell’aria ma il fatto che il Tesoro abbia effettivamente concesso più tempo alle cordate in corsa sta a dimostrare che il rischio di fallimento della gara è ancora concreto, nonostante il rientro a sorpresa del fondo Usa Matlin Patterson che va ad aggiungersi agli altri due concorrenti: AirOne-Intesa e Aeroflot.
Molto probabilmente il Tesoro ha preso atto che così come strutturata la procedura di vendita avrebbe messo in fuga i concorrenti. La selezione avverrà sulla base del prezzo offerto più alto, mentre le cordate hanno chiesto a più riprese che a contare sia il piano di ristrutturazione di Alitalia. L’ultima parola, come ovvio, spetta al Tesoro, ma tra le cordate c’è di nuovo fermento. Aeroflot avrebbe ripreso a valutare il dossier Alitalia con più entusiasmo ma la vera novità potrebbe arrivare sul fronte AirOne.
Si moltiplicano le indiscrezioni secondo cui, grazie alla mediaziazione di Intesa, Matlin Patterson possa scendere al fianco di Carlo Toto, fornendo le munizioni giuste al patron di AirOne.
Le banche si dovrebbero limitare a concedere un finanziamento ponte di 1,5-2 miliardi.

Dove volerà Aeroflot? Prossimo scalo non a Roma, ma a Belgrado

Un aereo della flotta Aeroflot
Dalla mattina di lunedì 18 giugno, Aeroflot occupa parecchi lanci d’agenzia, in tutto il mondo. Il primo è arrivato direttamente dalla Russia, da Interfax, sconvolgendo il già sofferto titolo Alitalia e facendolo precipitare a meno 1,79 %: la compagnia russa, dice l’agenzia citando una fonte del Cda di Aeroflot, annuncerà il ritiro in occasione della prima riunione del consiglio dopo l’assemblea annuale dei soci, prevista il 23 giugno. “Ad Aeroflot non convengono le condizioni”, ha specificato una fonte del consiglio di amministrazione della compagnia. “Il governo italiano non vuole sviluppare la compagnia nazionale, vuole solo incassare più soldi possibile”.
Ma due ore dopo la posizione ufficiale è stata precisata dalla portavoce di Aeroflot, Irina Dannenberg: “Al momento non abbiamo rinunciato. Continuiamo a studiare la documentazione inviata da Roma. Una decisione verrà presa soltanto il 2 luglio”, ha dichiarato ad Apcom.
Ma voci “vicine alla compagnia” moscovita dicono che Aeroflot non ha mai davvero pensato di vincere la gara italiana: “Siamo davanti al classico caso dove non importa vincere, ma partecipare”. Una simile posizione è stata espressa Denis Barabanov, analista di Bitza-Invest, qualche settimana fa: “La decisione di partecipare alla gara è stata piuttosto una mossa pubblicitaria. E pagare un prezzo così alto per consolidarsi sul mercato europeo non era previsto”.
In realtà, i dubbi dei russi si erano mostrati da subito piuttosto concreti: sia sulla posizione finanziaria di Alitalia, sia sulle difficoltà nella negoziazione con i sindacati. Per questo, da tempo andavano predisponendo un’altra pista d’atterraggio europea, in terra serba, dove il governo sembra più che disposto ad assicurare loro la vittoria, nell’asta per la compagnia Jat, ancora prima che venga annunciata.
Comunque vada “non ci fermeremo ad Alitalia”, ha detto la scorsa settimana il direttore generale di Aeroflot, Valery Okulov, da poco riconfermato a capo dell’azienda per il terzo mandato. “Se il governo serbo decidesse di privatizzarla, siamo pronti a partecipare”, ha aggiunto il top manager, dopo essersi detto “sorpreso”, dai “cambiamenti delle regole del concorso” per l’acquisto del pacchetto Alitalia.
Eppure, “la privatizzazione di Alitalia può essere portata avanti anche se resta un solo concorrente in gara”, ha detto, intervistato da Sky Tg24, il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, il 14 giugno. E dalle parole del ministro i russi hanno probabilmente capito che non c’è più necessità di dare una mano agli italiani per tenere validi i termini dell’asta.
Ecco perché non sorprendono le indiscrezioni che si susseguono di ora in ora. E il risultato lo vedremo presto.

Aspettando Alitalia, Aeroflot punta allo shopping in Serbia

Aereo di Aeroflot
Mentre si scaldano i motori degli ultimi due partecipanti alla gara per la privatizzazione Alitalia, si è saputo che Aeroflot (nel bando, affiancata da Unicredit) si sta preparando ad entrare in Europa da un’altra porta: quella dei Balcani, per l’esattezza.
Il ministro delle infrastrutture serbo Velimir Ilic ha dichiarato a un giornale locale che “Aeroflot ha già fatto la sua proposta per la privatizzazione della Jat Airways“, la compagnia di bandiera serba, posseduta al 100% dal governo di Belgrado: “L’offerta di Aeroflot è la più concreta. Ci ha promesso che non licenzierà il personale, appianerà i debiti e rinnoverà la flotta aerea”.
Un rappresentante del governo serbo ha detto che la decisione finale di privatizzazione della Jat Airways non è ancora stata presa, ma il governo dovrebbe decidere a giorni.
“Alla nostra compagnia interessa la Jat Airways” conferma il vice di Valery Okulov, Lev Koshlyakov “Ma le condizioni di privatizzazione non sono ancora chiare e Aeroflot non ha ancora mandato la proposta formale”, riporta il quotidiano russo Vedomosti che però rivela anche le dichiarazioni di un altro top-manager russo: “Per Aeroflot la cosa più importante è concentrarsi sulla gara per Alitalia”.
Jat Airways lo scorso anno ha trasportato 1.2 milioni di passeggeri, ha raggiunto un fatturato di 211.5 milioni di euro con un profitto netto di 3.8 milioni. Ha una flotta di 17 aerei, tutti piuttosto vecchi: oltre i 17 anni. Di fatto, il boccone serbo è appetibile (e costerà poco, come prevedono gli analisti) per i russi, desiderosi di entrare in Europa non solo con il gas, ma anche con le ali.
Se il governo italiano non cambia le regole per la privatizzazione di Alitalia, premendo per il rientro di Tpg come socio finanziario di AirOne-Intesa e consentendo ad Aeroflot di cercare l’aggregazione anche con AirFrance, la gara finirebbe per assomigliare a quelle sulla provatizzazione di Yukos, in Russia: Aeroflot resterà per far valere il bando (devono esserci almeno due partecipanti), ma sarà campo libero per AirOne-Intesa e Alitalia resterà con il marchio dell’ “italianità”.

Tpg scarica Alitalia, al Governo restano Toto e un sogno russo nel cassetto

Boeing della flotta Alitalia
Il consorzio formato da Tpg, MatlinPatterson e Mediobanca si ritira dalla gara per Alitalia. Una decisione neanche troppo inattesa dopo che il fondo d’investimento americano ha deciso di puntare tutto sull’Opa sul vettore spagnolo concorrente Iberia. Il dietro-front ha però come immediata conseguenza quella di rimescolare le carte tra le altre due cordate rimaste in gara: AirOne-Intesa e Aeroflot-Unicredit.

Che il Tesoro abbia fatto a lungo la corte affinché Tpg non uscisse del tutto dalla procedura di privatizzazione di Alitalia è cosa nota a chi segue da vicino la vicenda Alitalia. Il Tesoro avrebbe fatto a lungo pressioni per l’ingresso come socio finanziario al fianco di Carlo Toto e della sua AirOne. Una possibilità che è comunque consentita dal bando di gara. Ma resta da chiedersi se Tpg abbia realmente l’intenzione di rimanere come socio minoritario di una cordata con forte impronta di italianità, senza potere effettuare quelle misure impopolari che sono tipiche di una società di private equity, soprattutto se americana.
Quello che potrebbe realizzarsi con più probabilità e che alla fine Carlo Toto si unisca a Aeroflot e che Unicredit prenda la regia di tutto. Del resto al governo italiano preme l’affare tra la russa Sukhoi e Finmeccanica e a sbloccare la pratica potrebbe essere proprio Aeroflot che prende il controllo di Alitalia.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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