
Piero Giarda e Renato Schifani oggi in Senato (Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)
Dimissioni in blocco di tutti i vertici. È la decisione assunta dal comitato di presidenza dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) che ha scelto la linea dura per protestare contro il decreto sulle liberalizzazioni, che ha ottenuto il via libera al Senato con 237 voti favorevoli. Continua


L'ex amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo
di Ugo Bertone
«Abbiamo una bella assicurazione?». Forse, ma facciamo gli scongiuri. Già nessuno, nel mondo delle Coop e dintorni, ha osato, manco per scherzo, evocare la (maledetta) domanda che Piero Fassino, nel pieno della battaglia per il controllo di Bnl, rivolse al telefono all’ingegner Giovanni Consorte, allora onnipotente amministratore di Unipol. Un po’ perché i vip del Pd e delle cooperative hanno imparato a usare il telefono con maggiore prudenza. Molto perché, dati i precedenti, non è il caso di cantar vittoria troppo presto. Continua

Il premier Mario Monti (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
Una volta si chiamava assalto alla diligenza: arrivava in Parlamento la Finanziaria e i partiti ne stravolgevano il testo inserendo emendamenti che spesso snaturavano il senso stesso della manovra. La stessa cosa rischia di accadere in questi giorni con il pacchetto di norme sulle liberalizzazioni. Il governo infatti le aveva pensate in un modo, ma al Senato si stanno approvando tutta una serie di cambiamenti che rischiano appunto di farne perdere quell’incisività da tutti auspicata. Continua
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(AP Photo/Mark Lennihan)
Banche, assicurazioni, alcune società controllate dal Tesoro e anche molte amministrazioni locali come la Regione Lombardia, la Toscana, la Province di Torino e Milano e il Comune di Firenze. E’ lunga la lista di aziende ed enti pubblici italiani su cui l’agenzia di rating statunitense Moody’s ha abbassato oggi le proprie valutazioni, dopo il declassamento (downgrade) del debito statale del nostro paese, deciso il 13 febbraio scorso.
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(Fabio Ferrari / LaPresse)
Monti non fa sconti. Viene facile la battuta in riferimento alla decisione del governo di
non rinviare i termini di pagamento dell’imposta di bollo, una vera e propria patrimoniale, che dovrà pagare chi aveva deciso di far rientrare propri capitali in Italia grazie alla
scudo fiscale. Entro domani 16 febbraio infatti, dovranno essere effettuati i pagamenti, con cui il governo vorrebbe incassare
circa 2,7 miliardi di euro, da parte di banche e intermediari che gestiscono, per conto dei propri clienti, queste attività finanziarie “riemerse”, che secondo alcune stime potrebbero essere pari a circa 90 miliardi di euro.
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(Credits: Ansa)
Quasi 100 euro in più ogni mese, per un finanziamento di soli 100 mila euro. È il maggior costo che deve affrontare oggi chi sta per accendere un mutuo per la casa, rispetto a chi si è indebitato agli inizi dello scorso anno. Continua

(Credits: ANSA/FRANCO SILVI)
Oltre il 4% di interesse all’anno, a seconda delle scadenze. Con questa offerta allettante, diverse banche italiane cercano di attirare nuovi clienti, usando come “sirena” una categoria di prodotti finanziari ormai molto popolare tra i nostri connazionali: i conti e i depositi ad alta remunerazione. Continua