
Angela Merkel oggi al G20 di Cannes
È fatta. Il presidente statunitense, Barack Obama, l’ha detto a chiare lettere: “Senza Angela Merkel e la sua leadership in Europa non si sarebbero compiuti i progressi fatti al vertice europeo del 27 ottobre”. Parole che pesano nello scacchiere mondiale soprattutto in questa fase di crisi e di tensione tra le potenze europee. Continua

Gli americani sono sempre più poveri (Credts: LaPresse)
Il Dipartimento del Lavoro statunitense ha diffuso (finalmente) una buona notizia: nel mese di settembre l’economia a stelle e strisce ha creato molti più posti di lavoro di quanto i mercati si aspettassero. Un segnale positivo che è stato recepito immediatamente dalle Borse di tutto il mondo. A Wall Street il Dow Jones ha segnato un rialzo dello 0,42%, l’S&P500 dello 0,29%, e il Nasdaq è rimasto invariato. A Piazza Affari, invece, gli indici FTS MIB e FTSE IT All Share hanno avuto, rispettivamente, un aumento dell’1,25 e dell’11,04%.
In un solo mese l’economia americana ha creato ben 103mila posti di lavoro, 38mila in più ripetto alle previsioni, Continua

(Credits: Ap Photo/Kyodo News)
Profondo rosso per le Borse di tutto il mondo. Sulla scia della caduta libera di Wall Street, anche i mercati asiatici hanno reagito in maniera negativa. Tokyo lascia sul terreno 5 punti.
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Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama (Credits: AFP PHOTO / Saul LOEB)
Questa settimana si è parlato a lungo della possibilità che anche gli Stati Uniti, come la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda e altri paesi del Vecchio Continente con le finanze un po’ troppo in disordine, vengano risucchiati dal vortice del default. Ma è proprio vero che il rating americano rischia di essere declassato al livello spazzatura portando Washingthon (e il resto del mondo) sull’orlo dell’insolvenza? Non tutti sono d’accordo. Per vari motivi. Continua

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama (Credits: AFP PHOTO / Saul LOEB)
I dati sulle finanze americane lasciano spazio a pochi equivoci: il deficit è di 1,5 trilioni di dollari, il debito a fine maggio aveva raggiunto i 14,3 trilioni, quasi quattro in più rispetto ai 10,6 segnalati al momento in cui il Presidente Obama ha preso servizio, a gennaio 2009. Per alcuni, poi, Washington avrebbe addirittura nascosto il reale valore del debito per evitare di allarmare il Paese e il mondo sul fatto che l’America stia attraversando oggi una delle più gravi crisi economiche che abbiano mai colpito la nazione. Ma, in realtà, la vera difficoltà sta nel monitorarne l’andamento visto che il debito è cresciuto in alcuni momenti di 40.000 dollari al secondo. Ed è proprio per questo che, secondo alcuni esperti, anche tagli drastici agli stipendi, alla sanità e alle spese militari, seppure essenziali, non potranno migliorare più di tanto la situazione. E più si aspetta ad intervenire, più aumenta il rischio paralisi per il paese. Continua

Barack Obama nell'ultimo comizio a Chicago prima della vittoria del 2008 (Credits : LaPresse/Charles Rex Arbogast)
Nella politica di questi mesi si parla molto di candidati leader ma si parla poco di leadership.
La politica dovrebbe, in questo caso, prendere spunto dalle aziende e dalle teorie più moderne di management per incrementare la capacità di leadership dei propri candidati. Continua

Barack Obama in India (Credits: AP Photo/Charles Dharapak)
Gli indiani hanno sempre considerato Mohandas Karamchand Gandhi come una delle guide spirituali di Barack Obama, ecco perché hanno accolto di buon grado la cartolina promozionale stampata dall’Ambasciata americana di New Delhi che incorniciava il nuovo Presidente tra i suoi eroi politici: Martin Luther King, Abraham Lincoln e, naturalmente, Gandhi. Un uomo che anche Obama, nel corso del suo primo viaggio nel Subcontinente, ha ricordato come “eroe mondiale”.
Anche se l’India che punta a una rapida crescita economica e a un miglioramento della propria posizione sullo scacchiere internazionale si allontana dagli ideali gandhiani, questa affinità comune è stata presentata come la giusta base per cementare una nuova partnership con gli Stati Uniti. Peccato, però, che questa volta alle parole molto difficilmente seguiranno i fatti, e gli accordi. Continua