
Il presidente della Bce Mario Draghi (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
Quella che doveva essere una gestione “ordinata” della crisi greca si sta trasformando in una caotica tragi-commedia. Ricapitoliamo: la troika Bce, Fmi e Ue chiede ad Atene una serie di sacrifici per poter concedere 130 miliardi di nuovi aiuti. Continua

Il cancelliere tedesco Angela Merkel (Credits: AP Photo/Michael Sohn)
A marzo si saprà se Angela Merkel avrà avuto ragione o torto. Se cioè i mercati si accontenteranno del “fiscal compact” raggiunto lunedì 30 gennaio o se invece continueranno a martellare i titoli dell’area euro. Un patto, va detto, ancora monco. Continua

Mario Draghi, presidente della Bce (Credits: LaPresse)
di Stefano Caselli
L’intervento di Mario Draghi al forum di Davos costituisce un ulteriore passaggio e contributo per il raggiungimento di un equilibrio finanziario internazionale all’interno dell’area euro. Il presidente della BCE non è intervenuto nel dibattito sul ruolo dell’EBA e delle agenzie di rating, su cui inevitabilmente occorrerà ritornare, anche a mercarti più equilibrati, ma si è concentrato su due temi essenziali più volte sottolineati: il ruolo ambiguo del mercato finanziario e il cammino verso un’unità politica dell’Europa. Continua

La sede della Banca centrale europea (Credits: LaPresse)
Le banche italiane, Unicredit in testa, sono le più grandi utilizzatrici del prestito triennale emesso dalla Banca centrale Europea. Ben 50 miliardi di euro in totale. La notizia, a cui oggi anche il Financial Times ha dedicato l’apertura del giornale, ha fatto il tam tam sui mercati. Continua

Mario Draghi con Angela Merkel (Credits: AP Photo/Markus Schreiber)
Difficile star dietro a Mario Draghi. Un giorno il presidente della Bce ti dice che siamo sull’orlo di una recessione e che la situazione “è peggiorata” ed “è grave”. Il giorno dopo gli torna l’ottimismo. Continua

Il presidente della Bce Mario Draghi (Credits: LaPresse)
L’inflazione europea rallenta e questo dovrebbe dare alla Banca centrale europea guidata da Mario Draghi più margine di manovra per mantenere bassi i tassi di interesse. Continua

Mario Draghi davanti agli eurodeputati a Strasburgo (Ansa/EPA/Patrick Seeger)
Le notizie nere da Standard & Poor’s sono iniziate nel venerdì 13 dei rating, con la bocciatura del debito di nove Paesi europei fra cui Francia in odor di elezioni, che ha perso le tanto celebrate tre A, e Italia, scivolata a BBB+. Scelta politica? Scelta incoerente! Han tuonato dall’Europa furibonda. E ora arriva l’ennesimo schiaffo, con il taglio del rating sull’Efsf, il Fondo salva-stati, retrocesso ad AA+. Ma è Mario Draghi a ridimensionare il peso della agenzie: la “cosa migliore da fare” è quella di “imparare a vivere senza le agenzie di rating“, oppure “non affidandosi meccanicamente ai loro giudizi”, è il parere del presidente della Bce. Continua