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Si chiude la legislatura, si riapre il buco nella finanza pubblica


Ci risiamo. Non appena si profila un cambio di Governo arrivano le sorprese nei conti pubblici. E il famigerato Tesoretto che doveva consentire di abbassare le tasse si rivela un buco preoccupante. Soprattutto se guardato assieme al tam tam delle cattive notizie.

Dal 1998 al 2006 il deficit è passato dal 2,8 per cento al 4,4 per cento. Per il 2007 la stima del Tesoro si attesta a quota 2 per cento. Ma potrebbe superare il 2,6. L’inflazione a gennaio, secondo l’Istat, è salita al 2,9 per cento: il tasso più alto dal 2001. La Banca d’Italia ha tagliato dall’1,7 all’1 per cento le stime di crescita del Pil per il 2008 e all’1,1 per cento nel 2009. La spesa in rapporto al Pil è passata dal 46,2 per cento del 2000 al 50,5 per cento del 2006.

Domenica scorsa, sulle colonne del quotidiano Il Sole 24 ore, Luigi Lazzi Gazzini scriveva che nei conti dello Stato del 2008 c’è un buco di almeno sette miliardi. Una vera novità nonostante mese per mese Istat, Tesoro, Banca d’Italia e Corte dei Conti avessero regolarmente prodotto stime e bilanci della situazione delle casse dello Stato. Oggi, il ministero dell’Economia si è affrettato a smentire: “La legge Finanziaria e il Bilancio approvati dal Parlamento nel dicembre scorso, hanno
coperture piene e certificate per tutte le spese che vi sono iscritte e comprendono tutte le spese che derivano dalla legislazione vigente. Non esiste quindi alcun buco Come sempre - aggiunge il Tesoro - vi sono nuove spese non ancora prescritte dalla legislazione vigente, e dunque non iscritte a bilancio, che è prevedibile si rendano necessarie nel corso dell’anno o successivamente. Tra queste, ad esempio, vi sono quelle derivanti dal rinnovo dei contratti pubblici per il periodo che inizia nel 2008″.

Risanamento o sperpero delle finanze pubbliche? Buco o non buco? Ogni fine legislatura sembra essere accompagnata da conti che non tornano. Nel 2001 il neo premier Berlusconi denunciò un buco di 37mila miliardi. Cinque anni dopo Romano Prodi e il team del Tesoro denunciavano, più o meno con gli stessi toni, gli effetti della politica economica del Cavaliere: un rapporto deficit-Pil allarmante e l’abitudine a misure una tantum (come i condoni).

Oggi, meno di due anni dopo, spunta ancora una volta un altro insospettabile buco nei conti dello Stato. “Il punto - spiega Luigi Lazzi Gazzini - è che l’interesse per i conti dello Stato è un fenomeno relativamente recente. I pesanti paletti di Bruxelles, l’arrivo dell’euro e il cambio del sistema elettorale hanno sicuramente messo in risalto luci e ombre della finanza pubblica. Per questo dal 1998 in poi assistiamo ad una regolare strumentalizzazione a seconda di chi vince e di chi perde”.

Per Giacomo Vaciago, professore di Politica economica all’università Cattolica di Milano, il buco da sette miliardi è tutto da verificare. “Bisogna aspettare la Trimestrale di cassa - spiega - e capire se il Paese potrà ancora contare su un extragettito consistente come è stato negli ultimi due anni oppure no”.

“Durante le legislature - spiega Mario Deaglio, professore di Economia internazionale all’università di Torino - i ministri del Tesoro tengono ben nascosti i dati veri sull’andamento economico e ogni volta che cambia il colore politico del governo qualcuno riapre quel cassetto ed ecco il perché di notizie di buchi fino a quel momento insospettabili”. Deaglio è prudente e dice che per poter fare una stima dell’attività del governo Prodi bisogna aspettare il bilancio “perché le stime, per quanto sia autorevole chi le fa, non sono mai delle certezze e cambiano anche in base a chi le interpreta”. Come avviene, conclude Deaglio, all’inizio di ogni campagna elettorale e alla fine di ogni governo.

Più o meno sulla stessa linea l’interpretazione di Renato Brunetta, vicecoordinatore di Forza Italia e consigliere economico di Silvio Berlusconi: “Ogni volta che i governi, in vista delle elezioni, fanno una Finanziaria eccessivamente dispendiosa finisce poi che vanno male. Quella di scoprire le carte come cambia il governo è oramai una prassi. Ma in questo caso credo che parlare di un buco di sette miliardi sia ancora prematuro. Anche se gli errori di Prodi nella manovra 2008 ci sono così come lo spreco di 30 miliardi in due anni”.

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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