
(Foto Paolo Verzone)
di Raffaella Galvani
Maurizio Pettorino, direttore commerciale della Coca-Cola Hellenic bottling company Italia, è tra i pochi manager responsabili delle vendite che nel 2009, annata di crisi e di contrazione di tutti i consumi, a fine anno potrà mettere un segno più al suo bilancio. E lo ammette con un misto di orgoglio e di scaramantico pudore: proprio in questi giorni infatti la grande casamadre di Atlanta, di cui la Coca-Cola Hbc Italia (controllata a sua volta dalla Coca-Cola Hellenic) è il principale licenziatario per la produzione e distribuzione dei prodotti in Italia, ha annunciato un calo dei ricavi nel terzo trimestre del 4 per cento.
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A partire dal 1º luglio i produttori di alimenti e bevande potranno scrivere sulle confezioni “senza grassi”, “senza zuccheri”, “light” solo se rispetteranno i parametri scientifici previsti dalla legge.
Per esempio: l’espressione “ad alto contenuto di fibre” potrà essere utilizzata solo in alcuni casi. Entro il 2010, poi, i produttori dovranno rinunciare a marchi che contengono parole come “snello”, “slim” o “fitness”.
“Lo stabilisce il regolamento 1924/2006 (qui il documento in .pdf) con il quale i legislatori incrementano la tutela dei cittadini rendendo più chiara l’informazione pubblicitaria e quella che compare sulle confezioni degli alimenti” ricorda Francesca Rolla, partner dello studio legale Lovells, responsabile di legislazione sulla sicurezza dei prodotti.