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Calcio e business: il pallone di domani nasce sui debiti di oggi

L'attacante argentino del Barcellona Lionel Messi

La più grande soddisfazione per un tifoso è la vittoria della propria squadra del cuore. Se poi si vince allo stadio Olimpico di Roma, al termine della partita più importante della stagione, la finale di Champions league, la soddisfazione per chi ha vinto, il Barcellona, è doppia. Anzi, tripla. Perchè nel momento in cui Carlos Pujol, capitano dei blaugrana, alzava al cielo la “Coppa dalle grandi orecchie”, c’era chi tra i dirigenti spagnoli si faceva due conti in tasca.

40 milioni di euro guadagnati per il Barcellona
Almeno 40 milioni di euro guadagnati, tra diritti televisivi e premi dell’Uefa per essere arrivati fino in fondo. Senza contare che un successo di tal genere di solito rivaluta il parco giocatori di almeno il venti per cento e fa impennare i diritti televisivi internazionali per acquisire future partite. In attesa di esporre la coppa nel museo del club, situato all’ingresso del proprio stadio Camp Nou e che nel 2008 ha avuto oltre un milione e mezzo di visitatori.

Il VIDEO con gli highlights della finale di Champion’s League

Il VIDEO con la premiazione e la consegna della coppa al capitano del Barcellona

Squadre ricche, nuovi sponsor (a Manchester sia su sponda United che su quello del City arriveranno soldi freschi per quasi 150 milioni di euro), ingaggi dei calciatori che anziché ridursi, sembrano subire un rialzo in questa campagna trasferimenti estiva. Ma è tutto oro quello che luccica? Non proprio come conferma un’inchiesta pubblicata da Panorama.

Le società sono fortemente indebitate e all’estero anche i ricchi piangono.
A differenza dell’Italia, hanno stadi di proprietà, centri commerciali e un ricco commercio di gadget, ma la crisi ha colpito valori immobiliari (soprattutto in Spagna) e sponsor. Il crollo delle borse ha dato il colpo di grazia ai capitali dei magnati russi, arabi e americani. In Italia molte società sono in affanno, ma nonostante tutto la nostra serie A si è confermata al secondo posto nella classifica dei ricavi fra i massimi campionati di calcio in Europa.

Calcio italiano secondo per ricchezza in Europa
Secondo le stime di StageUp Sport&Leisure Business, il campionato italiano ha raccolto 1.430 milioni euro, mille milioni in meno della Premier league inglese sempre saldamente in testa alla classifica con i suoi 2.430 milioni euro di ricavi. Al terzo posto si conferma la Bundesliga: il campionato tedesco toccherà i 1.420 milioni, precedendo la Liga spagnola a quota 1.350 e la Ligue 1 francese a 1.040. In attesa della stagione 2010/2011, che potrà portare a un incremento importante dei ricavi, la serie A si trova a contrastare l’assalto della Bundesliga.
Il campionato tedesco, capace di attirare la maggior quantità di risorse economiche dallo sponsor principale (oltre 6,9 milioni di euro di media per club) e il maggior numero di spettatori negli stadi fra i campionati di tutta Europa (quasi 40 mila in media nella stagione 2007/2008), avrà la possibilità di sorpassare la serie A.

Grandi sponsor nonostante la crisi
Un altro segnale di (relativa) stabilità per il calcio italiano è dato dal fatto che i ricavi da partnership di maglia del massimo campionato di calcio italiano, nell’attuale stagione, non hanno subito effetti negativi dovuti alla crisi economica. Secondo Stage Up, infatti, le 20 società della serie A hanno raccolto da sponsor di maglia e tecnici, poco più di 141 milioni di euro, l’1,6 per cento in più rispetto al 2007/2008.
Fra le ragioni più rilevanti si distingue la prolungata durata degli accordi: le sponsorizzazioni principali hanno una vita media oltre i due anni con picchi a tre, se non quattro anni, per i contratti più ricchi. Le sponsorizzazioni tecniche hanno una durata media di cinque anni con rapporti anche ultradecennali. La stagione 2008/2009, nonostante la crisi economica globale, ha portato diverse novità fra gli sponsor principali. Crescono in particolare gli investimenti di aziende estere provenienti dai settori “giochi e scommesse” ed “Automotive”. Del primo comparto fa parte Betshop, nuovo sponsor di maglia del Palermo. La società londinese di scommesse ha affiancato altre aziende del settore già presenti come Bwin, partner del Milan, ed Eurobet, partner del Genoa. Nonostante il calo generalizzato degli investimenti in comunicazione del settore auto, la serie A mantiene il proprio appeal con due nuovi ingressi per questo comparto: quelli della francese Renault Trucks per il Torino e della rumena Dacia per l’Udinese che hanno sostituito due aziende italiane, rispettivamente la compagnia di assicurazioni torinese Reale Mutua, attuale co-sponsor granata, ed il marchio di abbigliamento modenese Gaudì.

Domani stadi di terza generazione
“I diritti media e le sponsorizzazioni per loro natura hanno un comportamento anticiclico. Si tratta di scelte strategiche e di lungo periodo”, sostiene Giovanni Palazzi, ad di Stage Up. “Le fonti di ricavo più aggredibili sono quelle da stadio. Se la crisi finanziaria dovesse protrarsi nel lungo periodo, fra 3 e 5 anni, gli incassi da botteghino potrebbero soffrirne. Investimenti su stadi di terza generazione potrebbero essere utili al fine di aumentare la competitività verso altre forme di spettacolo e diversificare i ricavi”.
Nuovi stadi, ma anche la rimodulazione dei diritti televisivi che dal 2010 saranno venduti collettivamente e dai quali i club sperano di incassare almeno un miliardo di euro a stagione.
Una partita da sei miliardi di euro, come spiega Panorama Economy in una sua inchiesta. Il più grande accordo in termini di ammontare complessivo per un singolo contratto mai siglato nella storia del calcio italiano. Una boccata di ossigeno per i bilanci.
E per tornare a investire (e magari vincere) in Europa.

I debiti del calcio in Europa

Ecco perché crolla la finanza Usa, e come si può correre ai ripari

Lehman Brothers in bancarotta, Borse a picco
(Credits: AP)Sette anni fa, in seguito al crac Enron, gli Usa vararono la legge Sarbaes-Oxley che prevedeva, tra le altre cose, che i manager di un’impresa giurassero sulla veridicità dei bilanci. Quella legge, si disse, avrebbe evitato qualsiasi altro comportamento fraudolento nelle aziende americane. Dal 2007 in 16 mesi sono fallite 15 istituzioni finanziarie. Cosa non ha funzionato? Nell’impatto con la realtà si è scoperto che nessuna legge, per quanto perfetta, può regolare la cupidigia umana. Quella stessa cupidigia che fa sì che i manager della finanza americana vengano pagati non in base ai risultati effettivamente ottenuti dall’impresa che dirigono, ma dall’aumento del volume delle transazioni finanziarie che effettuano. Così nel solo 2006-2007 l’amministratore delegato della Lehman Brothers, Dick Fuld, ha incassato 80 milioni di dollari di bonus oltre allo stipendio.
Ecco perché chi invoca nuove leggi, nuovi regolamenti, nuove pene sta in realtà preparando il terreno ai crac futuri (immaginiamo cosa può succedere con i titoli legati all’energia verde e ai certificates sull’inquinamento creati dopo l’accordo di Kyoto).
Ciò che va fatto ora è fare emergere tutte le perdite nascoste nei bilanci del maggior numero di banche d’affari possibile. Solo incidendo il più profondamente possibile nel corpo di un’economia malata si può cercare di estirpare il tumore di una finanza avida, autoreferenziale e pericolosa. Falliranno altre banche, altre compagnie di assicurazione dovranno essere salvate, si spenderanno altri soldi pubblici e non sarà un processo breve. L’economia globale ne soffrirà, ma è meglio farlo ora piuttosto che, come potrebbe essere tentato di fare il Tesoro americano, insabbiare i buchi nei bilanci delle aziende che ha nazionalizzato con la scusa di voler salvare l’economia globale. Dopo che ha contribuito (con i mancati controlli) a distruggerla.

La promessa di Tremonti: sarò il mastino antispeculatori

Giulio Tremonti
“Finché la speculazione è finanziaria (finanza su finanza) l’impatto è contenuto in un comparto chiuso. Ma questa volta la speculazione ha scelto il campo d’azione sbagliato: le materie prime sono un campo a elevata pericolosità sociale. Si capisce la ‘ragione’ degli speculatori: tentano di rifarsi delle perdite stellari subite con la crisi del comparto finanziario”.
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti critica gli speculatori in un’intervista pubblicata su Panorama in edicola da venerdì, 11 luglio. “Speculare sulla finanza ha impatto sociale ed economico relativamente minore e meno drammatico della speculazione sull’energia e sul cibo. Gli effetti di questo tipo di speculazione sono drammatici perché non erodono solo le basi dello sviluppo industriale, ma anche le strutture sociali, sulle quali hanno un impatto regressivo. Nei paesi poveri causano le rivolte del pane, nei paesi meno poveri erodono le basi del welfare state, impoveriscono insieme i bilanci delle famiglie e i bilanci degli Stati”.
Alla domanda di Panorama su una imminente azione corale dei governi europei che di fronte alla crisi economica starebbero per invitare i propri cittadini a diminuire il tenore di vita attuale, Tremonti risponde che “i governi europei stanno responsabilmente valutando questa indicazione”.

Bilancio, Endemol, Petroni: tre validi motivi per non perdere il prossimo Cda Rai

Viale Mazzini, sede Rai a Roma
Se il vecchio progetto di quotazione della Rai fosse andato in porto, sarebbero stati ancora una volta i consumatori a farne le spese. I conti della tv di Stato sono di nuovo in profondo rosso, come non succedeva da tredici anni. Il direttore generale, Claudio Cappon, ha alzato il velo. La capogruppo Rai ha archiviato l’esercizio 2006 con una perdita di 69 milioni, mentre a livello consolidato il risultato è stato negativo addirittura per 80 milioni. Il bilancio sarà al centro del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini di martedì prossimo, ma l’argomento rischia di finire in secondo piano visto che la settimana successiva, il 4 giugno, c’è un appuntamento altrettanto importante. Si riunirà l’assemblea con all’ordine del giorno la revoca di un amministratore e la nomina di un nuovo consigliere Rai.
Sul banco degli imputati c’è il consigliere Angelo Maria Petroni sfiduciato dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che però non ha risparmiato critiche all’intero Cda per il mal funzionamento della tv di Stato. Quello della governance è un problema cui il governo è corso ai ripari con il ddl del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, che prevede la creazione della Fondazione Rai cui saranno conferite le azioni ora detenute dal Tesoro. Il Cda della Fondazione sarà composto da undici membri di cui solo quattro di emanazione politica e provvederà a nominare i membri il Cda di Rai spa.
Ma c’è un altro argomento che rischia di infiammare le discussioni in casa Rai. L’eventuale rinnovo dei contratti con Endemol, dopo che la società che produce i format televisivi di maggiore successo, è passata sotto il controllo di Mediaset.

Ma quanto vale Umbria Jazz

Keith Jarret all'Umbria Jazz Festival
Il New York Times un paio di anni fa lo ha definito il terzo festival Jazz più importante del mondo. Senza dubbio è la manifestazione più importante per Perugia visto che porta ogni anni 250mila visitatori pronti a spendere 18 milioni di euro nelle strutture ricettive cittadine. Si tratta di Umbria Jazz, un festival che quest’anno compie 34 anni e che a luglio porterà sui palcoscenici del capoluogo umbro mostri sacri del calibro di Keith Jarrett (10/07), Pat Metheny (13/07) e Sonny Rollins (14/07). I primi anni il festival assunse la veste di un evento simbolo della contestazione e il motto dei giovani visitatori che partecipavano a concerti (gratuiti) era “la musica è nostra e la vogliamo”.

Perugia, che ha un centro storico piuttosto minuto, si trasformò in un tappeto di sacchi a pelo e la situazione divenne talmente ingestibile da portare gli organizzatori a sospendere il festival per tre anni. A quel punto la Regione ha deciso di cedere la gestione dell’evento a un’associazione culturale, tra i finanziatori sono entrati gli sponsor privati, i concerti non sono stati più tutti gratuiti e i visitatori hanno cominciato a pagare il biglietto.
Siamo nel 1982. Nessuno avrebbe scommesso nella resurrezione di UJ, ma inaspettatamente gli italiani si sono scoperti amanti del jazz e senza batter ciglio hanno cominciato a pagare per entrare nei microteatri di pomeriggio e nei jazz club di notte.
Nel 2003 il secondo cambio di direzione: riportare i grandi concerti negli spazi aperti. Così arrivano nomi del calibro di Elton John, Carlos Santana e Eric Clapton con cachet che superano i 200 mila dollari, e le spese totali del festival raggiungono i 3,2 milioni di euro.

A questo punto è diventato necessario un ulteriore sforzo economico per raggiungere il pareggio: gli sponsor privati hanno contribuito con 1,2 milioni (quest’anno tra i maggiori: Birra Peroni, Nestlè, Unicredit e Fiat), ai quali si aggiungono gli 800 mila in arrivo dagli enti (Regione Umbria, Province di Perugia e Terni, Comune di Perugia,
Camera di commercio e Fondazione Cassa di risparmio di Perugia). Un altro milione e due arriva da incassi di biglietti e merchandising.

Arriva in Borsa il parco blog

La statua del toro di borsa a Wall Street, New York
Si fa, ma non si dice. Nelle sale operative delle società di gestione e negli uffici studi dei broker milanesi se ne parla con discrezione e con un minimo di imbarazzo. Perché dare uno sguardo ai blog che parlano di mercati finanziari, sciorinano strategie d’investimento, analizzano i bilanci oppure usano l’analisi tecnica, è una cosa da non confessare al vicino di banco della sala operativa, per non passare da principianti. Eppure, anche solo per dare un po’ di spinta al portafoglio, gli operatori del mercato sui blog ci vanno, eccome.

E hanno anche stilato una loro classifica dei preferiti, dei siti più frequentati dai professionisti di Piazza Affari.
Una sorta di “parco blog” che però non ha nulla a che vedere con il più famoso “parco buoi”, ovvero l’insieme degli investitori privati che si muove in massa sulle azioni. I blogger non prendono decisioni in branco, ma autonome parlando con gli operatori che si incontrano in Rete. Ma chi si nasconde dietro questi diari online? Cercando di forzare la volontà di anonimato (chi apre un blog di solito usa un nickname, ovvero un soprannome), si è scoperto che il “parco” è composto in prevalenza da uomini tra i 20 e i 45 anni con interessi e storie molto diversi tra loro: si va dal professionista del trading allo studente universitario, passando per l’imprenditore, il contadino e il ragioniere commercialista.
Gabriele C., 44 anni, romano, è un trader da 15 anni. Ha scelto un indiano come simbolo. Per lui l’unica certezza è il prezzo di un titolo. Il diario è molto amato dai professionisti delle sale operative http://geronimoscalper.blogspot.com
Tiene all’anonimato Buddy Fox, che qui dà la sua visione dei mercati finanziari con un occhio ai problemi dell’ecologia. Tra i sogni c’è quello di fare il giornalista: http://trafficantevolpino.blogspot.com
Roberto L., 37 anni, di Genova, è ragioniere commercialista. La sua passione sono i bilanci e li analizza in questo diario da vero appassionato di Borse: http://zener.blogspot.com
Fare il banking blog italiano, ovvero far capire a tutti cosa succede nelle banche. Il diario non è “contro”, ma vuole avere una funzione didattica: http://ilbanchiere.blogspot.com
Danilo M. e Massimiliano V., bolognesi ed esperti di blog, hanno creato il personaggio di Maciste Parpadelli che spiega il risparmio. Prendendo in giro i blog “seri”: http://finanzainutile.blogspot.com
Giovanni S., 41 anni, di Sassari, è un liquidatore di polizze assicurative. Il suo è il sito italiano dell’analisi tecnica non lineare. Tecnico, ma non troppo: http://lepaginedeisoldi.blogspot.com
http://fuorimercato.blogspot.com è il diario di Steve Trader, ovvero il Financial & liberal blog, che vuole mantenere l’assoluto anonimato. Pioniere del web, promuove il network con altri.
Christian, un giovane trader che opera sul mercato dal 2000, lascia spazio ai commenti degli altri, anche se ci sono soprattutto i suoi: http://borsablog.com
Enrico G., 21 anni, di Torino, dopo aver lasciato medicina si è iscritto a economia. Nel diario tratta di mercati finanziari, risponde anche a quesiti generali: http://oltrefinanza.blogspot.com
Luca, imprenditore agricolo, 28 anni, ligure. Diario di un trader che preferisce la campagna alla gente, ma ama l’analisi tecnica e commenta anche l’attualità: http://www.rumorsrisparmio.blogspot.com


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Giampiero Cantoni
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