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- Tags: bailout, Bce, bilancio, deficit, Fmi, funzionari statali, Georgos Papandreou, Grecia, maxi prestito, riforme, Troika, Ue
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(Credits: AP/Photo/Kostas Tsironis)
La recessione e il deficit saranno peggiori del previsto; la Grecia mancherà il target di bilancio e ha chinato la testa di fronte alle richieste della Troika (Fmi, Ue e Bce): 30 mila statali andranno a casa. Intanto, le Borse asiatiche chiudono in negativo e l’euro scende ai livelli più bassi degli ultimi otto mesi.
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Monete da un euro (ANSA/CLAUDIO ONORATI)
No, la patrimoniale, proposta dall’ex premier Giuliano Amato nei mesi scorsi (10.000 euro per cittadino, che diventano 30.000 euro, se spalmati su un terzo degli italiani, quelli più ricchi) per abbattere di un terzo il debito pubblico italiano, non è l’unica soluzione. Ne sono convinti quelli dell’Istituto Bruno Leoni, think tank liberista di Milano, che ha pubblicato su Chicago Blog un estratto dell’intervento di Daniel J. Mitchell sul tema “Meno deficit, meno tasse: possibile?”. Continua

Hong Kong (Credits: LaPresse)
Nella metropoli più dinamica dell’Asia la crisi economica è ormai solo un lontano ricordo. Strade e negozi sono affollatissimi a qualsiasi ora del giorno, impiegati e dirigenti hanno ripreso quell’abitudine tipicamente locale di cambiare spesso lavoro in cerca di opportunità migliori e di rapidi avanzamenti di carriera, e i cellulari degli agenti immobiliari squillano ininterrottamente, sette giorni su sette.
Del resto, solo nel primo semestre 2010 l’economia della Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong è cresciuta del 7,25%. Continua

Un ausiliare del traffico in azione - Ansa
Patente e libretto, ma quello degli assegni. O gli italiani sono diventati particolarmente indisciplinati al volante o sono i vigili a essere diventati più fiscali. Fatto sta che negli ultimi cinque anni, nel periodo 2004-2009, secondo uno studio pubblicato dall’Associazione contribuenti italiani, il numero di multe comminate agli automobilisti è aumentato del 643%. Ossia sei volte tanto. Continua

Se si guardano i numeri il destino della Tiscali appare segnato. E, dato che i revisori dei conti della Ernst & Young solo a quelli guardano, si capisce perché non abbiano certificato il bilancio del 2008, mettendo in dubbio la capacità della società fondata 12 anni fa da Renato Soru di continuare a esistere. La Tiscali ha 600 milioni di debiti, il triplo dell‘ebitda (un indicatore simile al margine operativo lordo, che pure è cresciuto a 197 milioni); nel 2008 ha perso 242,7 milioni (65,3 nel 2007) di euro e in cassa ne ha appena 37. Anche se i ricavi sono aumentati a 983,6 milioni, il pareggio di bilancio che doveva essere raggiunto nel 2008 resta un sogno.
Però non ci sono solo i numeri, ci sono anche le convenienze, ed è grazie a queste se la società sarda, ex reginetta della new economy, quella che ha fatto conoscere agli italiani l’internet gratis, sta ancora in piedi. Da una parte le banche (Intesa Sanpaolo e Jp Morgan) non possono permettersi di veder sfumare i 500 milioni di prestiti che hanno elargito e hanno sospeso il pagamento delle rate fino alla fine di giugno. Dall’altra la Telecom non spinge per ottenere il pagamento dei debiti per l’affitto delle linee: non può permettersi di veder evaporare un concorrente che ha il 5,3 per cento del mercato dell’accesso alla rete in banda larga, altrimenti incorrerebbe probabilmente nelle reprimende dell’Antitrust, che mal sopporta la restrizione della concorrenza.
C’è dell’altro. I revisori hanno infatti posto l’accento sul fatto che presso i tribunali olandesi pende una causa contro la Tiscali intentata dagli ex azionisti di minoranza della World Online, ex big di internet acquistata anni fa. La Corte d’appello di Amsterdam aveva accertato alcune responsabilità della Tiscali ritenendo il prospetto usato per la quotazione in borsa incompleto, ma gli eventuali danni non sono stati quantificati.
Contro questa sentenza sono pendenti presso la corte suprema olandese un ricorso e un controricorso. I revisori affermano che gli amministratori hanno ritenuto che “non sussistano elementi sufficientemente definitivi per quantificare la passività potenziale” e che, quindi, non hanno effettuato accantonamenti. Il problema è che se la sentenza fosse nuovamente sfavorevole alla Tiscali, occorrerebbe definire i danni e reperire le risorse necessarie. Per tutti questi motivi è probabile che all’assemblea dei soci Tiscali, il 29 aprile, venga proposto un aumento di capitale a copertura delle perdite (che hanno intaccato il capitale).
Nel frattempo il gruppo cerca di vendere i suoi ex gioielli. Nel perimetro delle attività in vendita è entrata la piattaforma Iptv, ovvero la tv via internet che era stata lanciata a dicembre 2007 con grande enfasi. Il servizio, basato sulla piattaforma inglese Vnl, non è mai davvero decollato anche per il mancato accordo con la Sky ed è stato chiuso il primo gennaio 2009. In vendita sono la tecnologia e gli abbonati. Languono, invece, le trattative per la vendita delle attività britanniche. Se Soru riuscisse a cederle la Tiscali ridurrebbe il suo fatturato del 70 per cento. La logica, secondo gli analisti, vorrebbe che a essere vendute fossero le attività italiane, che valgono il 30 per cento dei ricavi, e che si trasferisse il baricentro del gruppo a Londra. Ma per un imprenditore che non ha mai voluto spostare la sede dalla Sardegna a Milano l’eventualità di spostarla a Londra appare quantomeno improbabile.

L’economia va male e, pur se resta confermato l’obiettivo, il pareggio di bilancio slitta “sull’asse del tempo” e non sarà più nel 2011 come precedentemente previsto. In compenso il sistema previdenziale italiano appare solido, cioè sostenibile, nonostante il repentino invecchiamento della popolazione. Brutte notizie, invece, per il lavoro: la disoccupazione salirà all’8,2%.
Il Tesoro rivede le stime sull’andamento economico e conferma, nell’aggiornamento del Patto di Stabilità, le cifre giorni scorsi. Una per tutte quella sulla crescita economica che viene rivista decisamente al ribasso, in linea - come ha detto nei giorni scorsi il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, con il dato della Commissione europea: -2%. Peggiora così anche il dato sul deficit e si allontana il pareggio di bilancio mentre l’andamento del rapporto debito-Pil quest’anno crescerà fino al 110,5%. Una situazione di deterioramento del quadro macro, quella descritta dal Tesoro nel corposo documento, che non vede però l’Italia isolata: il peggioramento riguarda infatti tutte le economie del Vecchio continente che nel 2009 si troveranno a fronteggiare gli effetti della crisi. Una ‘lucè si intravede però alla fine dell’anno quando ci potrebbe essere un’inversione di tendenza. Un’altra ‘consolazionè arriva sul fronte pensionistico con un sistema, quello italiano, che a giudizio del Tesoro dovrebbe ‘reggerè. Meno consolante il capitolo lavoro: la disoccupazione salirà all’8,2%, dato che il Pd traduce in 250.000 disoccupati in più.
Ecco alcune novità emerse oggi dall’aggiornamento del patto di Stabilità:
- Pareggio confermato ma slitta: “Viene confermato l’impegno al raggiungimento dell’obiettivo di pareggio di bilancio anche se il raggiungimento di questo obiettivo si sposta sull’asse del tempo, per effetto della crisi straordinaria sopravvenuta dopo l’assunzione del relativo impegno da parte del Paese”. L’Italia conferma la propria determinazione, ma nel documento non viene indicata la nuova data-obiettivo.
- Indebitamento al 3,7% nel 2009: “Indipendentemente dalla correzione per il ciclo, in termini di saldo nominale, nonostante l’aggravarsi della crisi economica e il conseguente peggioramento delle condizioni di finanza pubblica - è scritto nell’aggiornamento - l’indebitamento netto rimane al di sotto del limite del 3,0% del Pil nel 2008, eccede questo limite nel 2009 arrivando al 3,7%, ma riprende una tendenza alla diminuzione nel biennio 2010-2011″. Nel 2010 l’Italia avrà un deficit del 3,3% migliore di quello di altri sei paesi europei del calibro di Francia, Regno Unito, Spagna, Germania. Inoltre il deficit italiano corretto per il ciclo - cioè tenendo conto della congiuntura - rimane sempre sotto il 3%.
- Disoccupazione 2009 8,2%: Il Tesoro prevede per l’anno in corso una contrazione dell’occupazione che si ridurrebbe dell’1%. Il tasso di disoccupazione mostrerebbe così un aumento per il secondo anno consecutivo, attestandosi all’8,2%. Secondo il Pd dunque nel 2009 ci saranno almeno 250.000 disoccupati in più, la stragrande maggioranza dei quali senza indennità di disoccupazione.
- Pensioni sostenibili: L’Italia rimane uno dei Paesi con il tasso di invecchiamento più elevato, ma “nonostante questo, l’insieme delle spese legate all’invecchiamento della popolazione presenta una dinamica evolutiva tra le più contenuti dell’Unione Europea, grazie alle riforme implementate negli ultimi 10-15 anni”. Inoltre “il consolidamento fiscale previsto nell’aggiornamento al 2011 risulta sufficiente ad assicurare finanze pubbliche sostenibili nel lungo periodo”.
- Pil 2009 cala del 2%: Gli effetti della crisi “si protrarranno per gran parte del 2009: solo verso la fine dell’anno potrebbe secondo gli osservatori economici registrarsi una modesta ripresa”, afferma il Tesoro. “Nel 2009 il Pil mostrerebbe un’ulteriore riduzione pari al 2,0 per cento. Le componenti della domanda aggregata che risentirebbero maggiormente della crisi sarebbero in primo luogo gli investimenti, segnatamente quelli in macchinari, e le esportazioni, per effetto della recessione nei paesi più avanzati. I consumi delle famiglie risulterebbero ancora in contrazione in media d’anno”.
- Sale il debito: Sale nel 2009 il rapporto debito/Pil: secondo le previsioni del Tesoro, si attesterà al 110,5% dal 105,9% del 2008. Il debito crescerà anche l’anno prossimo (112%) ed è visto in calo nel 2011, quando si dovrebbe attestare al 111,6%.

27,5 miliardi di euro di redditi non dichiarati e oltre 6.400 gli evasori completamente sconosciuti al fisco scoperti dalla Guardia di Finanza nel 2008. Poi: Iva evasa per 4,3 miliardi. Così come l’irap, per 19,4 miliardi, pari al più del 30% di quanto accertato in tutto il 2007.
È nel salone d’onore della caserma Sante Laria, a Roma, dove ha sede il comando generale, che la guardia di finanza fa il bilancio dell’attività svolta nel 2008: una lotta non solo contro chi fa il furbo con le tasse.
Grazie ad una mirata e penetrante attività di programmazione delle attività di contrasto all’evasione è aumentato il rendimento medio di ogni singolo intervento ed è pertanto migliorata la qualità complessiva delle verifiche svolte. Si è conseguentemente prodotto un avanzamento sistematico della lotta all’evasione fiscale. Questo dato, viene sottolineato nel Rapporto, è confermato anche dagli esiti dell’attività operativa nei confronti dei soggetti che sfruttano il lavoro nero e irregolare e che non presentano affatto le dichiarazioni dei redditi e Iva.
I redditi evasi contanti nei riguardi dei 6.414 evasori totali scoperti quest’anno ammontano a 8,8 miliardi, con aumento della resa media di ogni singolo intervento, rispetto a quella dello scorso anno, pari a circa il 30%. Parimenti in sensibile aumento è il rendimento del contrasto all’evasione e all’elusione fiscale internazionale; in questo settore sono state constatate basi imponibili evase per 5,1 miliardi, quasi tre volte a quelle di tutto il 2007, pari a 1,9 miliardi. Anche per le frodi fiscali penalmente rilevanti, che hanno condotto alla denuncia all’autorità giudiziaria di quasi 7400 persone, si è rilevato un aumento dell’Iva evasa mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture operazioni inesistenti, pari a 2,3 miliardi, superiore del 45% rispetto a quella scoperta nel 2007. Sul settore della spesa pubblica, per indebite percezioni di incentivi nazionali e comunitari, anche nel settore della spesa sanitaria, sono state scoperte truffe e responsabilità per danni erariali per circa 1,9 miliardi; in questo contesto spicca l’incremento delle frodi al bilancio comunitario, aumentate del 91% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono stati, inoltre, sequestrati capitali e patrimoni pari a 582 milioni, costituenti prodotto, profitto o reinvestimento di reati di riciclaggio, usura, falsificazione di mezzi di pagamento, trsferimenti all’estero di valuta e altri reati societari e finanziari.