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Bill-Gates

Il finanziere americano Warren Buffet
di Elisabetta Burba
“Ormai lavoro a tempo pieno per la mia fondazione ed è quello che farò per il resto della mia vita“. Con tono categorico Bill Gates ha escluso un suo ritorno al timone della Microsoft. Il fondatore della società di software più grande del mondo dedica la stessa incisività e determinazione a ben più nobili sfide. L’ultima è salvare, con un rogramma di vaccinazioni di massa, 4 milioni di vite entro il 2015. Continua

Credits: LaPresse
Le due grandi rivali dell’informatica, Apple e Microsoft, si ritrovano per una volta insieme, anche se sul banco degli imputati. Entrambe, infatti, debbono difendersi dalle accuse di sfruttamento del lavoro minorile. Continua
È di nuovo lui, il fondatore di Microsoft Bill Gates , l’uomo più ricco del mondo, secondo l’attesissima classifica stilata dalla rivista americana Forbes (qui la classifica).
Il magazine, alla luce della crisi finanziaria che ha colpito i mercati mondiali, ha verificato anche che il numero dei miliardari del pianeta si è ridotto di almeno un terzo nell’ultimo anno, colpendo in particolare i ricchi di Russia, India e Turchia. Dopo Bill Gates, con i suoi 40 miliardi di dollari, c’è, con 37 miliardi, l’americano Warren Buffet, il finanziere che aveva vinto la classifica lo scorso anno. Al terzo posto il magnate messicano delle telecomunicazioni Carlos Slim, 35 milkiardi di dollari. Tutti, comunque, hanno accusato il colpo portato dalla crisi: Gates solo un anno fa era accreditato di una fortuna pari a 58 miliardi, Buffet di un patrimonio superiore ai 60 miliardi e Carlos Slim di 62 miliardi di dollari. Secondo Forbes, solo questi tre miliardari avrebbero perso complessivamente in un anno una ricchezza pari a 68 miliardi di dollari.
E se i ricchissimi del pianeta, un anno fa, erano 1.125, oggi sono 793. New York è tornata a rimpiazzare Mosca come la città in cui vivono il maggior numero di super ricchi (55), mentre Mosca, che un anno fa aveva 87 supermiliardari, oggi ne conta 32. A New York l’unico che non ha accusato perdite nell’ultimo anno è stato il sindaco Michael Bloomberg, il cui patrimonio sarebbe cresciuto da 11,5 a 16 miliardi. È lui, il finanziere filantropo che guida la Grande Mela, l’uomo più ricco di New York e figura tra i primi 17 al mondo, mentre un anno fa era 65/mo.
Non mancano le sorprese tra gli italiani. Il Re della Nutella, Michele Ferrero, si conferma l’italiano più ricco del mondo, stando alla classifica della rivista, classificandosi al 40mo posto della lista mondiale, con un patrimonio valutato attorno ai 9,5 miliardi di dollari (l’anno scorso la stima della sua ricchezza era pari a 11 miliardi, ma in classifica era al 68mo posto). Al secondo Silvio Berlusconi e famiglia (70mi in classifica) con una fortuna valutata attorno ai 6,5 miliardi di dollari (9,4 mld nel 2008), Leonardo del Vecchio di Luxottica (al 71mo posto) la cui ricchezza è però scesa da 10 a 6,3 miliardi. A seguire lo stilista Giorgio Armani (224mo con 2,8 miliardi); Stefano Pessina (Alliance Boots, 450mo con 1,6 miliardi). Mario Moretti Polegato (Geox); Carlo, Gilberto, Luciano e Giuliana Benetton sono parimerito al 468mo posto (1,5 miliardi ciascuno). Infine, il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone al 522mo con 1,4 miliardi.
Il VIDEO servizio:
L’annuncio è partito da un blog di Microsoft: nel nuovo sistema operativo, Windows 7, sarà possibile disattivare Internet Explorer, il software più diffuso per navigare su internet. La scelta del colosso di Redmond va nella direzione di assegnare, quindi, maggiore potere decisionale agli utenti: Internet Explorer sarà comunque installato, ma sarà possibile disabilitarlo in modo semplice attraverso il menu “Attivazione e disattivazione delle funzionalità di Windows”, accessibile dal “Pannello di controllo” nel più recente sistema operativo sfornato dal colosso di Redmond, Vista. Non verrà dunque “cancellato”, ma resterà nel dna di Windows 7: chi volesse ripristinarlo, sottolinea il blog di Microsoft, non avrà bisogno di ricorrerre a un dvd per trovarlo.
Ma non è l’unica mossa dell’azienda fondata da Bill Gates: gli utenti potranno disattivare allo stesso modo anche Windows media player e altri sette software (Windows media center, Windows dvd maker, Windows search, Handwriting recognition, Windows gadget platform, Fax e scan, e Xps viewer and services). Microsoft è da tempo nel mirino della Commissione europea per il sospetto di abuso di posizione dominante: basteranno queste scelte ad attenuare la pressione del commissario Neelie Kroes?
Per i concorrenti della società di Redmond, comunque, è un passo importante. Chi vuole potrà navigare unicamente con browser alternativi che negli ultimi tempi hanno rosicchiato quote di mercato: secondo Net Applications, Firefox (Mozilla Foundation) arriva al 21 per cento, Safari (Apple) all’8 per cento e Chrome (Google) all’1,1 per cento. Il 67 per cento sarebbe ancora nelle mani di Microsoft con Internet Explorer.
Ma si tratta di un vantaggio anche per i programmi che riproducono audio e video (come Real Player e Divx) che non dovranno più necessariamente convivere con Windows media player.
La crisi finanziaria stravolge le economie mondiali. E cambia anche la classifica degli uomini più ricchi del mondo. Il finanziere Warren Buffett ha infatti scalzato Bill Gates nella classifica dei 400 paperoni stilata da Forbes.
Il settimanale, secondo quanto anticipa Bloomberg, ha infatti aggiornato i suoi calcoli sulla base delle oscillazioni di borsa provocate dal terremoto finanziario. Il presidente della Berkshire Hathaway ha così visto lievitare il suo gruzzoletto dal 29 agosto al primo ottobre di 8 miliardi di dollari, conquistando la vetta della classifica con un patrimonio di 58 miliardi di dollari (circa 42,7 miliardi di euro). Microsoft invece ha perso nello stesso periodo 1,5 miliardi di dollari scendendo a 55,5 miliardi (circa 40,9 miliardi di euro).
Bill Gates è stato per quindici anni consecutivi in testa alla classifica: aveva lasciato il primato “all’oracolo di Omaha” solo per qualche mese per poi ritornare in vetta un mese fa.
Bill Gates
La foto segnaletica del fondatore della Microsoft, nel 1977
Certo, un ritiro (di pensione non si può parlare, per un 52enne) così se lo sognerebbero in molti. Ma sarà comunque con un po’ di malinconia che Bill Gates lascerà il suo ufficio di Redmond, vicino a Seattle, stasera. L’ufficio del numero1, il fondatore della più importante compagnia informatica al mondo, l’inventore di Windows, per un decennio la persona più ricca del globo (solo recentemente è stato superato dal magnate messicano Carlos Slim). Oggi i novantamila dipendenti seguiranno via webcast il messaggio d’addio del loro leader ormai mitologico. Non è un addio improvviso, il co-fondatore (insieme a Steve Allen) di Microsoft l’ha già pianificato da due anni. Gates rimarrà il chairman part time di Microsoft, andrà a lavorare un giorno a settimana e sicuramente continuerà ad esercitare la sua influenza. Ma comunque è la fine di un’epoca. Da domani Gates si dedicherà a tempo pieno alla fondazione filantropica sua e della moglie Melinda, cercando il modo migliore di spendere la sua fortuna da 58 miliardi di dollari. I progetti in cui si è impegnata la fondazione (sostenuta anche dall’uomo con cui ha diviso il trono di Paperone mondiale, il finanziere Warren Buffet) sono sfide all’avanguardia nel campo dell’energia o della genetica, come un reattore nucleare a fusione fredda o coltivazioni indistruttibili. Al posto di Bill, il suo delfino Steve Ballmer, attuale Ceo di Microsoft.
Dopo aver dominato il mercato per tutti gli anni Novanta, con una spietatezza efficace nell’eliminare i possibili oppositori, negli ultimi anni la compagnia di Seattle ha perso smalto: l’ultimo Windows, Vista, è considerato da molti peggiore del precedente, non è riuscita la fusione con Yahoo! e i programmi su cui Gates ha costruito la sua fortuna,(Word, Office, Explorer) hanno validi concorrenti magari open source e quindi gratis. Microsoft resta un’azienda leader e di dimensioni maggiori sembra aver perso quel ruolo di “guida” del futuro informatico, a favore di nuovi Gates come i fondatori di Google o di Facebook. Loro sono oggi ciò che era lui quando tutto cominciò, uno studente occhialuto con scarse prospettive a scuola (abbandonò l’Università di Harvard), un “nerd”, uno “sfigato”, ma appassionato di informatica e con idee in grado di cambiare il mondo.
Yahoo! assesta un colpo definitivo alle speranze della società fondata da Bill Gates con il rifiuto dell’offerta d’acquisto per le attività di ricerca. “Microsoft non è interessata ad acquistare l’intera società”, afferma Yahoo! in una nota, precisando che l’azienda è focalizzata nel massimizzare gli interessi degli azionisti. E si allea con Google: le due società hanno raggiunto un accordo (la durata di quattro anni e rinnovabile per altri dieci) per una partnership non esclusiva nel settore della pubblicità online. Yahoo! potrà veicolare la pubblicità fornita da “big G” in alcuni dei propri risultati di ricerca, generando un cash flow stimato di 250-400 milioni di dollari nei primi anni.
Quella tra Yahoo! e Microsoft è la storia di un corteggiamento durato oltre quattro mesi, ma non arrivato a buon fine: i fiori d’arancio dei due colossi informatici non ci saranno. Se fosse andato in porto il matrimonio, si sarebbe data vita ad un colosso da circa 350 miliardi di dollari di capitalizzazione. E si sarebbe trattato del quinto maggiore accordo per prezzo nella storia.
Risale al primo febbraio scorso, l’annuncio della società di Bill Gates, che proponeva l’acquisizione di Yahoo con una transazione valutabile in circa 44,6 miliardi di dollari (31 dollari ad azione). In realtà, già nel 2006, Yahoo!, nonostante i vertici avessero negato le avances del gruppo di Seattle, rifiutò un’offerta di Gates per rilevare una partecipazione. E lo scorso maggio, fu il New York Post a svelare che Microsoft stava tornando alla carica, insieme a Goldman Sachs, per strappare un accordo. Fu poi il Wall Street Journal a raffreddare le aspettative riferendo che le trattative si erano recenti ma che erano possibili altre forme di partnership. Tornando al primo febbraio di quest’anno, Yahoo aveva fatto sapere di valutare “attentamente” la proposta di Microsoft.
Il crescente mercato globale della pubblicità on line è conteso da tre big: Yahoo!, Google e Microsoft. Una torta che lo scorso anno valeva 40 miliardi di dollari e che nel 2010, secondo le stime, ne varrà 75, di cui la maggior parte legata alle ricerche su internet. Secondo gli ultimi dati disponibili di Comscore, Google è il leader mondiale delle ricerche on line con il 62,4% del totale. Segue a grande distanza Yahoo! con il 12,8%. Microsoft con Live Search detiene solo il 2,9%. La cinese Baidu con il suo 5,2% rappresenta il terzo motore di ricerca al mondo, ma la sua forza è legata esclusivamente alla vastità del mercato nazionale: Baidu, infatti, non vanta alcuna presenza all’estero.