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Bill-Gates

Rottura definitiva tra Yahoo! e Microsoft. Ma arriva Google

Yahoo! respinge Microsoft

Yahoo! assesta un colpo definitivo alle speranze della società fondata da Bill Gates con il rifiuto dell’offerta d’acquisto per le attività di ricerca. “Microsoft non è interessata ad acquistare l’intera società”, afferma Yahoo! in una nota, precisando che l’azienda è focalizzata nel massimizzare gli interessi degli azionisti. E si allea con Google: le due società hanno raggiunto un accordo (la durata di quattro anni e rinnovabile per altri dieci) per una partnership non esclusiva nel settore della pubblicità online. Yahoo! potrà veicolare la pubblicità fornita da “big G” in alcuni dei propri risultati di ricerca, generando un cash flow stimato di 250-400 milioni di dollari nei primi anni.

Quella tra Yahoo! e Microsoft è la storia di un corteggiamento durato oltre quattro mesi, ma non arrivato a buon fine: i fiori d’arancio dei due colossi informatici non ci saranno. Se fosse andato in porto il matrimonio, si sarebbe data vita ad un colosso da circa 350 miliardi di dollari di capitalizzazione. E si sarebbe trattato del quinto maggiore accordo per prezzo nella storia.
Risale al primo febbraio scorso, l’annuncio della società di Bill Gates, che proponeva l’acquisizione di Yahoo con una transazione valutabile in circa 44,6 miliardi di dollari (31 dollari ad azione). In realtà, già nel 2006, Yahoo!, nonostante i vertici avessero negato le avances del gruppo di Seattle, rifiutò un’offerta di Gates per rilevare una partecipazione. E lo scorso maggio, fu il New York Post a svelare che Microsoft stava tornando alla carica, insieme a Goldman Sachs, per strappare un accordo. Fu poi il Wall Street Journal a raffreddare le aspettative riferendo che le trattative si erano recenti ma che erano possibili altre forme di partnership. Tornando al primo febbraio di quest’anno, Yahoo aveva fatto sapere di valutare “attentamente” la proposta di Microsoft.

Il crescente mercato globale della pubblicità on line è conteso da tre big: Yahoo!, Google e Microsoft. Una torta che lo scorso anno valeva 40 miliardi di dollari e che nel 2010, secondo le stime, ne varrà 75, di cui la maggior parte legata alle ricerche su internet. Secondo gli ultimi dati disponibili di Comscore, Google è il leader mondiale delle ricerche on line con il 62,4% del totale. Segue a grande distanza Yahoo! con il 12,8%. Microsoft con Live Search detiene solo il 2,9%. La cinese Baidu con il suo 5,2% rappresenta il terzo motore di ricerca al mondo, ma la sua forza è legata esclusivamente alla vastità del mercato nazionale: Baidu, infatti, non vanta alcuna presenza all’estero.

Forbes: Buffett più ricco del mondo, i Ferrero paperoni italiani

Hillary Clinton e Warren Buffett | Ansa
Warren Buffett è l’uomo più ricco del pianeta superando l’amico Bill Gates, fondatore della Microsoft. In Italia il nuovo Paperone è a sorpresa il papà della Nutella o meglio, la famiglia Ferrero, che batte in volata sia Silvio Berlusconi, al vertice dal 1996, sia Leonardo Del Vecchio, il patron della Luxottica. Le novità contenute nella tradizionale classifica 2008 dei miliardari del pianeta, redatta dalla rivista Forbes, non si fermano qui: i ricconi aumentano di 179 unità complessive sul 2007, al record di 1.125 unità, con il grande impulso delle economie emergenti che rimarca quanto stia cambiando lo scenario globale, in forte e rapida evoluzione. New York, non a caso, cede il primato di capitale mondiale dei miliardari a favore della rampante Mosca.
Ai russi - ma in bella evidenza ci sono cinesi (42), indiani (53, di cui 4 nella Top 10) e turchi (35) - va attribuito la conquista per la prima volta del secondo posto nella classifica per Paesi con 87 miliardari, meglio della Germania (59) ma non gli Stati Uniti lontani a quota 469. L’Oracolo di Omaha, come è pure noto Buffett, è il Paperone che meglio ha reagito alle turbolenze finanziarie, visto che il suo patrimonio è aumentato in un anno di 10 miliardi di dollari, fino a quota 62. Gates ha incrementato le fortune di 2 miliardi (a 58 miliardi), non abbastanza per conservare per il 14mo anno di fila lo scettro e per evitare il sorpasso del magnate delle tlc messicano, Carlos Slim Helu (60 miliardi).
Lakshmi Mittal, il re dell’acciaio indiano residente a Londra, si porta al quarto posto (45 miliardi), precedendo i due connazionali, i fratelli Mukesh e Anil Ambani (con 43 e 42 miliardi), che guidano attività industriali, e Mister Ikea, lo svedese Ingvar Kamprad (31 miliardi), il più ricco del Vecchio Continente. Ottavo un altro indiano, K.P. Singh, a capo di un impero immobiliare da 31 miliardi, che precede il russo Oleg Deripaska (28 miliardi), forte delle sue attività nella produzione dell’alluminio. Chiude la Top 10, il tedesco Karl Albrecht (27 miliardi), proprietario dei supermercati Aldi. La donna più ricca è Liliane Bettencourt (17ma con 22,9 miliardi), azionista di controllo della L’Oreal, il colosso della cosmetica fondata da sua padre. Il più giovane in classifica è Mark Zuckerberg, l’inventore della web community Facebook, che malgrado i suoi 23 anni ha in portafoglio qualcosa come 1,5 miliardi di dollari.
La famiglia di Michele Ferrero, a capo dell’impero alimentare di Alba (detentore della ricetta della Nutella), può vantare un patrimonio di 11 miliardi di dollari, rafforzato di 1 miliardo in un anno, e può così guidare dal 68mo posto in classifica generale la pattuglia dei tredici italiani censiti. L’ex premier si attesta a 9,4 miliardi (dagli 11,8 del 2007, passando dal 51mo al 90mo posto), meno dei 10 miliardi del patron della Luxottica che lo scorso anno ne aveva 11,5 (scende dal 52mo al 77mo). Berlusconi era menzionato dal magazine Usa come l’uomo più ricco d’Italia dal 1996, anno in cui sfilò il primato all’Avvocato Gianni Agnelli che commentò il sorpasso con una battuta: “Interesserà Robin Hood”.
Giorgio Armani è 203mo con 5 miliardi, i fratelli Benetton (Carlo, Gilberto, Giuliana e Luciano) e il Signor Geox, Mario Moretti Polegato, sono tutti in 396ma posizione, con fortune per 2,9 miliardi ciascuno. Chiudono la lista, quanto agli italiani, Francesco Gaetano Caltagirone (446mo con 2,6 miliardi), Stefano Pessina (524mo con 2,3 miliardi), Ennio Doris e famiglia (573mo con 2,1 miliardi) e Sivio Scaglia (962mo con 1,2 miliardi).

Il VIDEO servizio:

Maximulta per Microsoft, ma il Nasdaq non la penalizza

Bill Gates è ancora l'uomo più ricco del mondo. Il fondatore di Microsoft per la tredicesima volta resta al vertice della classifica dei miliardari del pianeta stilata da Forbes
L’Antitrust Ue ha inflitto a Microsoft una nuova sanzione da 899 milioni di euro: l’accusa per il gigante dell’informatica è di aver continuato ad abusare della sua posizione dominante anche dopo la condanna della Comissione Ue nel marzo del 2004, che già costò al gruppo di Bill Gates una supermulta da 497 milioni di euro. Bruxelles accusa la società Usa di non aver rispettato gli obblighi fissati nella decisione del marzo 2004 entro il termine previsto del 22 ottobre 2007, continuando ad imporre “prezzi eccessivi e irragionevoli” per poter accedere alla propria documentazione informatica, in modo da rendere più difficile il dialogo tra i propri sistemi e quelli di gruppi concorrenti. L’azienda di Redmond, comunque, è poco mossa al Nasdaq malgrado la nuova maxi-multa inflitta dall’Antitrust Ue: i titoli del colosso informatico passano di mano a 28,31 dollari in calo dello 0,25%.

In particolare la decisione della Commissione Ue del marzo del 2004, confermata dal Tribunale di prima istanza dell’Ue nel settembre 2007, accusava Microsoft di “non aver divulgato la necessaria documentazione di interfaccia che dovrebbe permettere a gruppi di lavoro di altre società di assicurare, a prezzi ragionevoli, una piena interoperabilità col sistema Windows”. Per questo il colosso dell’informatica fu multato con 497 milioni di euro. Nonostante ciò, secondo l’Antitrust Ue, Microsoft ha continuato a fornire licenze di accesso alle informazioni sull’interoperabilità senza rispettare i criteri fissati da Bruxelles, che indicavano la fissazione di “prezzi ragionevoli”. Per Comissione Ue il gruppo Usa ha continuato a rendere molto difficile, se non impossibile, l’acquisto di tali informazioni da parte dei gruppi concorrenti, rendendo più che problematico il dialogo tra i sistemi Microsoft e quelli di altri gruppi informatici. “E’ la prima volta in 50 anni che la Commissione Ue ha inflitto una multa per mancato rispetto di una decisione antitrust” ha affermato il commissario Ue alla concorrenza, Neelie Kroes, che auspica come la decisione di oggi “chiuda una pagina nera del dossier Microsoft”.

Il testamento di Bill: Lascio, ma Microsoft dominerà sempre

Bill Gates menre duetta con Slash, l'ex chitarrista dei Guns N' Roses, per l'addio a Microsoft
La sua ultima apparizione in pubblico da padre-padrone della Microsoft, Bill Gates l’ha voluta così: il solito maglioncino, chitarra e un video col quale, insieme ad amici star del calibro di Steven Spielberg, Barak Obama, Hillary Clinton, Bono Vox il numero uno della Microsoft ha ironizzato sul suo prossimo e non facile addio, mostrandosi alla ricerca di improbabili, nuovi lavori, come politico, attore o cantante.
Quindi si è congedato, dal palco del Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, alla maniera dei grandi, duettando con Slash, l’ex chitarrista dei Guns N’ Roses.
Insomma, poco più che cinquantenne (giovanissimo, per gli standard italiani), il pioniere del pc portatile e dei programmi software a pagamento, passato quest’anno dal primo al secondo posto delle classifiche dei Paperon de Paperoni mondiali, dietro al messicano Carlos Slim, ha annunciato che a luglio lascerà la guida della sua Microsoft per dedicarsi alle sue attività filantropiche.
Lui molla Microsoft, ma la Microsoft non molla il mondo. Almeno stando ai pronostici del suo numero uno: “Non c’è niente” ha detto “che ci impedisca di andare avanti più veloci e di fare molto di più nel secondo decennio digitale”, grazie alla convergenza tra telefonia mobile, tv, Internet e social community. “Saremo tutti connessi” ha spiegato “questo è poco ma sicuro”. “Il trend è chiaro” ha aggiunto “tutti i media e tutto l’intrattenimento saranno guidati dal digitale. Il primo decennio digitale è stato un incredibile successo”.
Gates ha poi fatto una rassegna dei nuovi prodotti della Microsoft, a partire dalla piattaforma software Vista, l’erede di Windows, che nel primo anno di vita ha superato i 100 milioni di licenze vendute. Poi ha ricordato Synch la tecnologia, lanciata al Ces lo scorso anno, che consentirà di ascoltare musica e fare telefonate in automobile e che, a partire dal 2009, sarà a disposizione delle auto Ford. E ancora: le console Xbox che hanno venduto oltre 17 milioni di unità, gli accordi per distribuire film e prodotti di intrattenimento, tra cui le immagini delle prossime Olimpiadi di Pechino, con Walt Disney, MGM, Ncb Universal, Cbs. Un’altra piattaforma tv, Mediaroom, consentirà per mezzo di un accordo con le emittenti Tnt e Showtime, di guardare lo sport scegliendo l’angolo di visuale preferito. La stessa piattaforma che Nbc userà per trasmettere su Internet le Olimpiadi di Pechino confezionate su misura, con gare e postazioni personalizzati.
L’interazione vocale e i comandi digitali sono i canali attraverso cui Microsoft entrerà non solo nelle automobili, ma anche nella vita di tutti i giorni ad esempio consentendo agli utenti di fare acquisti a distanza.
Mentre Surface, il nuovo maxi-computer “touch-screen” lanciato la scorsa primavera diventerà sempre più strumento in dotazione ai negozianti per disegnare in pochi secondi modelli e prototipi su misura. Bill Gates non ha dubbi: con o senza di lui, Microsoft è destinata a diventare un irrinunciabile compagno di vita.

Qui il VIDEO di YouTube del duetto tra Gates e Slash:

Paperoni globali: dopo anni battuto Bill Gates. Carlos Slim è il più ricco

Il magnate messicano e tycoon della telefonia, Carlos Slim Helu, numero uno di América Movil
Forbes, la rivista statunitense che fa le pulci agli uomini più ricchi del mondo per stilare la classifica dei Paperoni planetari, sta facendo i calcoli ma la voce oramai circola nel gotha della finanza mondiale: grazie ad alcuni oculati investimenti in borsa il magnate messicano Carlos Slim Helú ha superato Bill Gates in quanto a patrimonio e, da fine giugno, è l’uomo più ricco della terra.
La notizia bomba l’ha data per primo il periodico finanziario Sentido Común, spiegando il sorpasso nei confronti del fondatore di Microsoft con l’aumento del 26,5% nel secondo trimestre 2007 delle azioni di América Movil, colosso delle telecomunicazioni di cui il magnate messicano possiede il 33%. In base a questa variazione, oggi Slim ha un patrimonio di 67,8 miliardi di dollari contro gli “appena” 59,2 miliardi di dollari di Gates.

Paperoni: per Forbes l’Italia dietro Francia e Germania

Bill Gates è ancora l'uomo più ricco del mondo. Il fondatore di Microsoft per la tredicesima volta resta al vertice della classifica dei miliardari del pianeta stilata da Forbes
Puntuale come il Fisco, ecco la classifica dei più ricchi del mondo, stilata dalla rivista Forbes. Per il 2007 sono stati censiti ben 946 “billionari” (153 in più rispetto al 2006), cioè i miliardari in dollari. In testa, per la tredicesima volta il padre-padrone della Microsoft Bill Gates, che gestisce un patrimonio di 56 miliardi di dollari.
Gli americani sono i più danarosi, con il 50% delle presenze in classifica. Ma gli stranieri si fanno notare più degli altri anni, a partire dal quarto posto del signor Ikea, Ingvar Kamprad, proprietario di un impero da 33 miliardi. L’Italia si piazza al quattordicesimo posto, con 13 presenze, una in meno rispetto all’anno passato.
I paperoni nostrani sono capitanati dall’ex premier Silvio Berlusconi, situato al cinquantunesimo posto con 11,8 miliardi. Seguono a ruota Leonardo Del Vecchio di Luxottica (11,5 milardi) e Michele Ferrero, con un gruzzolo pari a 10 miliardi. Questi i nomi entro i primi cento in classifica, a scendere si trovano poi Giorgio Armani, Francesco Gaetano Caltagirone, Mario Moretti Polegato, i Benetton, Ennio Doris, Stefano Pessina e Silvio Scaglia. L’Italia insomma c’è, anche se solo con 3 presenze contro le 14 della Russia, le 9 della Germania, le 5 della Francia e le 4 della Svezia. Come noi gli spagnoli, meno di noi Inghilterra, Svizzera e Grecia, con un miliardario a testa. Siamo dunque più ricchi di Svizzera e Regno Unito? E più poveri della Russia?
A leggere le cifre verrebbe da rispondere di sì, se non fosse che Forbes cita i patrimoni personali di pochissime famiglie, che non rispecchiano la ricchezza diffusa nel paese, vedi il caso della Russia. Per non contare coloro che hanno la residenza in Stati diversi da quelli di appartenenza, per godere delle agevolazioni fiscali, come nel caso della Svizzera.


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rossi-spalla Viviana Da Busti
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