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Dall’una tantum per le famiglie al sostegno al reddito per i negozianti costretti a chiudere per la crisi, dal pagamento dell’Iva per cassa ai pannolini gratis. La Camera ha votato la fiducia al Governo, con 327 sì rispetto ai 252 voti contrari (solo due deputati delle minoranze linguistiche si sono astenuti), dando il suo ok alle misure contenute nel testo del provvedimento anti-crisi così come uscito dalle Commissioni Bilancio e Finanze. Palpabile la soddisfazione del ministro dei Rapporti con il Parlamento Elio Vito: “I 327 voti ottenuti dal governo nella fiducia sul Dl anticrisi rappresentano il più alto risultato ottenuto fino ad ora in questa legislatura”. 75 voti di scarto che stanno a dimostrare “la straordinaria compattezza della maggioranza”.
Il provvedimento, oramai blindato, approderà al Senato dove verosimilmente non subirà ulteriori ritocchi. Eventuali correzioni potrebbero arrivare con un altro provvedimento legislativo. Il decreto vale circa 5 miliardi; quasi la metà verrà impiegata per il bonus famiglia.
Nuove norme sono state introdotte alle misure anti-crisi durante il passaggio nelle Commissioni di Montecitorio. Ci sono per esempio 350 milioni per gli assegni familiari. Novità anche sullo sconto fiscale del 55% per i lavori di ristrutturazione che garantiscono risparmio energetico: potrà essere fruiti in 5 anni e non più in 3. Se i parlamentari del Sud, del Pd e soprattutto dell’Mpa, lamentano una penalizzazione del Mezzogiorno, il testo uscito dalle Commissioni invece contiene nuove norme per Milano (il cosiddetto salva-Malpensa) e per Roma (investimenti per la metro fuori dal patto di stabilità). Proprio quest’ultimo capitolo ha fatto infuriare i sindaci del Carroccio, che hanno annunciato che violeranno il patto di stabilità in segno di protesta dopo che una deroga speciale è stata concessa nei giorni scorsi al Campidoglio. “Nel decreto anticrisi votato oggi con la fiducia è contenuta la deroga di non rispettare il patto di stabilità per il Comune di Roma. È un evidente autorizzazione morale per tutti i sindaci che hanno ben gestito i loro bilanci, erogando servizi di ottima qualità ai loro cittadini, a tenere lo stesso comportamento”.
Ecco di seguito, misura per misura, tutte le norme del decreto varato per far fronte alla crisi.
Bonus famiglia. È l’una tantum da 200 a 1.000 euro per lavoratori e pensionati con redditi bassi. Va ai nuclei familiari e solo nel caso dei pensionati anche a soggetti singoli. Il termine per la domanda è il 28 febbraio.
Assegni familiari. Arrivano 350 milioni di euro per dare un sostegno anche ai lavoratori autonomi e per rafforzare gli aiuti alle famiglie con disabili. La spesa potrà però essere decisa solo dopo una verifica su quanto non speso nel 2009 per garantire un tetto alla rata dei mutui variabili.
Mutui prima casa. Per i mutui in corso le rate variabili 2009 non possono superare il 4% grazie all’accollo da parte dello Stato dell’eventuale eccedenza; per i nuovi mutui, il saggio di base su cui si calcolano gli spread è quello Bce.
Pannolini gratis. Per le famiglie che rientrano tra i beneficiari della social card ci sarà un aiuto per l’acquisto di pannolini e latte per i figli fino a 3 mesi di età.
Affitti, mini-fondo. Arrivano 20 milioni in più.
Ammortizzatori. Il sostegno al reddito di coloro che perdono il lavoro sarà garantito dal nuovo Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, nel quale confluisce anche il Fondo occupazione per gli ammortizzatori in deroga, finanziato per 1 miliardo e 26 milioni di euro.
Massimo scoperto. Se il saldo del cliente risulta a debito per un periodo inferiore a 30 giorni non si paga la commissione.
Bolletta luce, ampliata platea tariffa sociale. L’accesso alla tariffa elettrica agevolata è consentito anche a coloro che in famiglia hanno un malato che ha bisogno di apparecchiature medico-terapeutiche alimentate ad energia elettrica. Destinatarie delle tariffe agevolate anche le famiglie con almeno 4 figli a carico e con Isee non superiore a 20.000 euro.
Fondo crediti nuovi nati. Istituito un fondo per prestiti agevolati alle famiglie con nuovi nati. Accederà alle risorse anche chi ha un familiare affetto da una malattia rara.
Riforma del mercato elettrico. Tra le novità la futura divisione dell’Italia in tre macro-zone.
Pedaggi autostradali. Gli aumenti saranno congelati fino al 30 aprile 2009.
Detassazione produttività. Prorogato al 2009 l’alleggerimento fiscale per i premi di produttività per i lavoratori dipendenti del settore privato.
Deduzione Irap. Sarà possibile scontare ai fini Ires e Irpef il 10% dell’imposta regionale sulle attività produttive.
Iva per cassa. Il pagamento dell’imposta non sarà più al momento dell’emissione della fattura ma all’effettivo incasso dei corrispettivi.
Studi di settore. Revisione legata alla congiuntura economica. Nessun allentamento invece del loro valore probatorio.
Pagamenti PA. Prevista una velocizzazione dei pagamenti dovuti dalla pubblica amministrazione e dei rimborsi fiscali ultradecennali.
Acconti fiscali. L’acconto Ires passa dal 100% al 97%, mentre quello Irap dal 99% al 96%.
Tremonti-bond. Il Tesoro potrà sottoscrivere, su richiesta delle banche interessate, strumenti finanziari privi dei diritti di voto.
Opa. Allentate le regole sulla cosiddetta passivity rule.
Roma. Investimenti per il trasporto pubblico fuori dal patto di stabilità.
Malpensa. Norme a tutela dell’hub milanese, considerato il via della nuova Alitalia.
Rottamazione negozi. Sostegno al reddito ai negozianti che sono costretti a chiudere. Equivarrà alla pensione minima e sarà concesso a chi ha più di 62 anni (57 se donne).
Infrastrutture. Arriva norma che velocizza la realizzazione delle grandi opere.
Iva Sky. Passa dall’aliquota ridotta del 10% al 20%.
Pornotax e maghi. Tasse maggiorate per la produzione e vendita di materiale porno. Ritocco fiscale anche per i maghi.
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Le bollette della luce e del gas dal primo gennaio scenderanno rispettivamente del 5,1% e dell’1%: “Dopo le sofferenze per gli aumenti del 2008 inizia il percorso che portera’ nel 2009 a bollette piu’ leggere”.
A dirlo è l’Autorithy per l’energia, che fa anche i conti su quanto le famiglie risparmieranno: circa 36 euro l’anno. Da gennaio ci sarà un “forte calo anche del gpl in rete (-14,2%)”, con una minore spesa di 115 euro su base annua. “Dopo queste prime riduzioni per il primo trimestre, spiega il presidente dell’Autorithy Ortis, ‘possono prevedersi ulteriori riduzioni”.
“Dopo queste prime riduzioni per il primo trimestre dell’anno prossimo” spiega Ortis “possono
prevedersi ulteriori riduzioni, particolarmente importanti per il gas, anche con il prossimo aggiornamento trimestrale”, previsto per fine marzo 2009. “Va inoltre ricordato che le famiglie meno abbienti potranno beneficiare, nel 2009, anche del bonus per l’energia elettrica e per il gas con riduzioni aggiuntive del 15% circa”.
Rallegrati della discesa dei prezzi scendano, ma convinti che le tariffe si abbassino troppo lentamente. Così Adusbef e Federconsumatori: “pur apprezzando i ribassi che si riverberano sulle bollette dei cittadini, senza alcuna polemica con l’Autorità, fanno notare che come al solito, i rincari derivanti dagli aumenti delle materie prime sono fulminanti e marciano come lepri,mentre le diminuzioni camminano con il passo lento delle tartarughe”.
Le due associazioni ricordano che “il costo di un barile di petrolio è sceso in pochi mesi dal picco di 140 dollari a barile a 38 dollari delle ultime quotazioni, che il cambio dell’euro si è ulteriormente rafforzato sul dollaro (oggi ci vogliono 1,40 dollari per 1 euro), mentre sia le benzine che le bollette di gas ed energia, continuano a restare indifferenti a tali ribassi”.
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Il Parlamento correggerà la norma contenuta nel dl anticrisi sulle detrazioni fiscali al 55% per gli interventi di risparmio energetico, eliminando la “retroattività”. Lo assicura il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso dell’audizione delle commissioni riunite Bilancio e Politiche comunitarie alla Camera. Che però precisa: “I crediti d’imposta non possono essere utilizzati come un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come un bancomat”.
Secondo Tremonti, le detrazioni contenute nel decreto per molte famiglie ammontano a “più di 400 euro”. E rivolgendosi all’opposizione, che ha definito “elemosina” le risorse che andranno alle famiglie, il ministro risponde: “Credo che in situazioni di difficoltà 3-4 euro al giorno non sono un’elemosina. Nei salotti la definiscono elemosina, non credo sia giusto”. Poi il titolare di via XX settembre aggiunge: “Le bollette di luce e gas scenderanno in modo significativo”. La norma contenuta nel dl, precisa il ministro, “blocca i diritti delle tariffe che vengono addebitate dalla Pa come contropartita dei servizi pubblici erogati”. Ma anche se il decreto legge non interviene direttamente sul costo delle tariffe, spiega, “le bollette devono scendere e abbiamo attivato un meccanismo dentro le Authority” per raggiungere questo obiettivo.
“Se avessimo bloccato le tariffe avremmo prodotto un effetto negativo”, sottolinea il ministro. Invece “noi” aggiunge Tremonti “vogliamo che scendano anche in virtù di una diversa azione delle Authority” che in alcuni casi sono state “poco efficienti e poco corrette nei confronti dei consumatori”.
A stimare un ribasso dei costi della bolletta energetica - fatto tenendo conto dei consumi medi e dei ribassi del prezzo del petrolio - è il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel corso di un’audizione alla Commissione agricoltura alla Camera: “La diminuzione del costo del gasolio, della benzina e la conseguente diminuzione del gas e dell’elettricità porterà ad un risparmio sui costi energetici nel 2009 di 2.800-3.000 euro a famiglia” ha detto Scajola.
“Il prossimo anno” ha aggiunto “questo trend di diminuzione proseguirà e prevediamo che sia ad aprile sia a giugno ci sarà un ulteriore calo delle tariffe di luce e gas che” ha ricordato “da gennaio dovrebbero diminuire rispettivamente del 4 e dell’1 per cento”.

“Abbiamo fatto una cosa buona” senza toccare la finanziaria. Il premier Silvio Berlusconi presenta così, con una punta d’orgoglio, il pacchetto di misure anti crisi varato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento contiene le misure per rafforzare il patrimonio delle banche, un bonus fiscale per famiglie e pensionati, la riduzione di 3 punti degli acconti di novembre Ires e Irpef e la proroga della detassazione dei premi di produzione. Consiglio dei ministri ha approvato le misure anticrisi economica. E ancora: “Non intendiamo” aggiunge il premier “usufruire dell’allentamento dei parametri di Maastricht approvato in sede Ue“. Attraverso il federalismo fiscale “daremo un grande colto all’evasione fiscale”, puntualizza il presidente del Consiglio, che ricorda inoltre che l’imponibile evaso in Italia ammonta a circa 100 miliardi di euro.
In tutto, nel decreto, sono 35 gli articoli (36 dei quali uno stralciato, il 33) della bozza del decreto anticrisi che è stata discussa durante il preconsiglio dei ministri. Secondo quanto l’agenzia Ansa è in grado di anticipare, dopo il primo esame, il testo verrà modificato tenendo conto dei rilievi tecnici emersi.
Dopo una gestazione durata circa due settimane prende quindi corpo il piano del governo per contrastare la grave crisi economica. Quattro i capitoli principali del provvedimento: sostegno alle famiglie, sostegno all’economia, ridisegno in funzione anticrisi del quadro strategico nazionale, protezione del capitale umano e domanda pubblica accelerata per grandi e piccole infrastrutture con priorità per l’edilizia scolastica, servizi pubblici. Chiude un quinto titolo con le disposizioni finanziarie.
Per i mutui sulla prima casa in essere “il tasso variabile non potrà superare per il privato il 4%. Se supera il 4% il governo interviene e si accolla il debito differenziale” ha spiegato il ministro dell’Economia Tremonti. Per quanto riguarda i mutui futuri, “da qui in avanti il tasso base di riferimento è il tasso di sconto della Bce”. Quindi “ci sarà una base trasparente e sicura”: “Introduciamo due diritti che non sono delle convenzioni graziose. Non passare sopra al 4% per vecchi mutui e il diritto a trattare i nuovi sulla base dei tassi ufficiali di sconto”. “Noi” ha aggiunto “diamo per scontato che il tasso di interesse debba scendere”.
Da 200 a mille euro per famiglie (comprese quelle con portatori di handicap), pensionati e lavoratori dipendenti disagiati. E questo riguarda il capitolo del “Bonus familiare”. Per il 2009 il bonus sarà alimentato con un fondo di 2,4 miliardi e riguarderà poco meno di 8 milioni di soggetti. Si tratta di un bonus di 200 euro a componente del nucleo familiare con tetti differenziati a seconda dei redditi, fino a un massimo di 22mila euro. Esclusi dal beneficio i lavoratori autonomi, i titolari di partita iva e chi ha redditi fondiari superiori a 2.500 euro. La richiesta va presentata entro il 31 gennaio con autocertificazione mediante modulo dell’agenzia delle entrate e il beneficio sarà erogato da sostituti d’imposta e enti pensionistici.
Nel primo semestre del 2009 resteranno ferme le tariffe autostradali. Entro giugno, inoltre, sarà approvato un dpcm che crei “le condizioni per accelerare i piani di investimento dell’intero comparto autostradale”.
Dal 2009, prevede inoltre il testo, sarà tagliata del 15% la tariffa agevolata per le forniture di energia elettrica che sarà estesa anche alla fornitura di gas.
Deduzione dall’Ires della quota Irap che insiste sul costo del lavoro e degli interessi. Il pacchetto fiscale dedicato alle imprese contiene anche la riduzione dell’acconto di Ires e Irap del 3% per il periodo di imposta 2008. Inoltre, per il periodo 2009-2011, in via sperimentale, il pagamento dell’Iva avverrà al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo.
Il decreto legge introduce una deroga per gli studi di settore. “Prevediamo una revisione congiunturale degli studi di settore. Hanno funzionato fino a ora, ma il presupposto era che l’economia cresceva. Data la situazione eccezionale, per particolari settori, e sempre con una contrattazione con le categorie, si può pensare a un adattamento degli studi di settori alla congiuntura economica” ha spiegato il ministro dell’Economia.
Arrivano fondi per la messa in sicurezza delle scuole ma anche per l’edilizia carceraria, le opere di risanamento ambientale, museali e archeologiche ed interventi di innovazione tecnologica. Lo prevede l’articolo 18 della bozza di decreto esaminata stamane in Cdm. Il Cipe, presieduto “in maniera non delegabile” dal premier, entro un mese dall’entrata in vigore del decreto assegnerà per questo “una quota delle risorse disponibili del Fas”.
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In netto aumento le entrate erariali: nei primi dieci mesi, sono state maggiori - rispetto allo stesso periodo del 2006 - per 22,8 miliardi con una crescita percentuale del 7,9% al netto delle una tantum. Al lordo delle una tantum, l’incremento è stato invece di 18,1 miliardi (+6,1%).
Lo rileva il consueto bollettino statistico del Ministero dell’Economia e delle Finanze in merito all’andamento delle entrate. Nel solo mese di ottobre, invece, le entrate totali, al lordo delle una tantum, sono state 30,4 miliardi con un aumento di 2,3 mld (+8,4%) rispetto allo stesso mese del 2006.
Al netto delle una tantum, che ammontano a 8 milioni, le entrate hanno invece fatto registrare un aumento di 2,4 miliardi pari al +8,9%.
Il gettito Ire è stato di 12 miliardi (+810 mln, pari al 7,2%); particolarmente rilevante è l’aumento del gettito Ires che è stato di 1,6 mld (+426 mln, pari al +35,9% su base annua).
Le entrate Iva sono state pari invece a 8,4 mld (+364 mln pari al +4,5% annuo): in particolare 7 miliardi (+288 mln, pari al +4,2%) derivano dalla tassazione degli scambi interni e 1,3 mld (+76 mln, pari al 6,1%) dalla tassazione sulle importazioni.
Il VIDEO servizio:
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Strano: spunta un nuovo tesoretto. Si tratta di 7-8 miliardi dei quali, però, non è ancora certa la paternità. Potrebbe essere un semplice artificio contabile: il Pil nel 2007 crescerà meno del previsto (1,8 anziché 2%), ma il deficit resterà invariato in rapporto al Pil. questo provocherebbe un introito extra nei conti pubblici.
Più probabile che si tratti ancora della lunga scia del gettito fiscale. Ai 4 miliardi già maturati a agosto se ne aggiungerebbero altri 3-4 tra tasse e contributi da qui a fine anno. Non solo. Mentre la gran parte dei dipendenti ha lasciato il proprio Tfr in azienda, e le aziende lo hanno dirottato all’Inps, il governo non ha ancora impiegato questa somma, che avrebbe dovuto alimentare gli investimenti in infrastrutture.
Che fare del nuovo tesoretto? La cifra dovrebbe garantire una Finanziaria indolore, ma soprattutto, per il centrosinistra, con un certo appeal elettorale. E, particolare non irrilevante, in grado di accontentare sia i moderati sia i radicali dell’Unione. Per questo Vincenzo Visco, il viceministro che finora ha fatto il lavoro sporco dell’inasprimento fiscale, è ora il più deciso a concedere alleggerimenti d’imposta: Ici, agevolazioni per le aziende, facilitazioni per le microimprese, bonus per le famiglie numerose che sostituirebbe gli assegni familiari.
Visco si scontra con Tommaso Padoa-Schioppa. Il dissapore con il ministro dell’Economia, benché mascherato dal garbo reciproco, è sempre più forte nella sostanza. TPS è cauto nell’utilizzo di queste nuove risorse: per prima cosa perché non è convinto che si tratti di entrate strutturali, cioè permanenti.
Inoltre teme l’assalto alla diligenza dei ministri, che al di là dei buoni propositi non vogliono affatto tagliare le spese. Infine perché vede avvicinarsi le nubi nere di una recessione mondiale, magari breve, in arrivo dagli Usa. Una frenata che nasce dalla crisi del settore immobiliare americano e che rischia di coinvolgere le banche europee che hanno speculato sui mutui ad alto rischio, ma che soprattutto potrebbe produrre una mancanza di liquidità sui mercati.
Non è un problema solo italiano, come dimostra l’attuale difformità di strategie tra Federal reserve e Bce: la prima riduce i tassi d’interesse, la seconda li ha semplicemente tenuti fermi, in attesa di nuovi aumenti. Lo scontro si riproduce a livello di governi, con il presidente francese Nicolas Sarkozy che attacca la linea della Bce. Insomma, Padoa-Schioppa preferirebbe, del tesoretto, metterne da parte almeno la metà per ridurre il debito pubblico in attesa che il quadro si chiarisca. Visco, che è un tecnico ma soprattutto un uomo di partito, avverte l’urgenza di riconquistare al governo un po’ di consensi. Le elezioni, che siano nel 2008 o nel 2009, si avvicinano, e questo preoccupa molto più Visco che Padoa-Schioppa.