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Dopo un’intera mattinata all’insegna della volatilità le Borse europee hanno recuperato un po’ di fiato. Francoforte resta la “maglia nera” del Vecchio Continente. L’avvio di Wall Street in ripresa dopo la caduta libera di ieri non convince gli investitori europei.
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(Credits: Ap Photo/Kyodo News)
Profondo rosso per le Borse di tutto il mondo. Sulla scia della caduta libera di Wall Street, anche i mercati asiatici hanno reagito in maniera negativa. Tokyo lascia sul terreno 5 punti.
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L’andamento delle borse diventa ogni giorno più preoccupante. Le piazze europee sono in ribasso, quelle asiatiche in picchiata, influenzate negativamente dai dati sull’occupazione negli Stati Uniti e dai problemi economici e monetari dell’Europa. Continua

Di Claudia Da Conto
Euforia sui mercati all’indomani del via libera dell’Ecofin al piano salva-Stati da 600 miliardi. Piazza Affari si è impennata fin dall’apertura arrivando a toccare in apertura il +9,5%. A brindare sono soprattutto i titoli bancari, i più penalizzati dalle sedute della scorsa settimana. Unicredit e Intesa schizzano all’insù, rialzi a due cifre anche per Mediobanca e Popolare di Milano. Volano le altre Borse europee con Lisbona, Bruxelles e Parigi. Guadagni record anche per Atene balzata in apertura oltre il 7%. Continua

(Credits: Ansa)
Moody’s corregge le previsioni di ieri sul futuro dell’economia nostrana e, nel rapporto “La sfida italiana: contenimento del debito con bassa crescita”, analizza la condizione degli Stati europei colpiti dalla crisi ma non include il nostro Paese tra quelli a rischio di collasso. Indica, anzi, per il 2010 una prospettiva piuttosto stabile.
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- biker
- Venerdì 7 Maggio 2010

“Questo è il giorno in cui il mondo si è unito per combattere la recessione globale”. Se le parole con cui Gordon Brown ha iniziato la sua conferenza stampa dopo il G-20 di Londra diventeranno realtà, lo dirà il futuro. Per ora, le borse mondiali sembrano crederci davvero.
Dai listini europei alle borse asiatiche a Wall Street, la notizia del più grande piano di stimolo globale all’economia ha messo le ali ai mercati. In Europa, l’indice Dj stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati nel vecchio continente, è cresciuto del 4,94%, il rialzo maggiore delle ultime sei settimane. Sulla scia della borsa di Tokyo, che ha chiuso con più di 4 punti percentuale di attivo. Bene ha fatto anche la discesa dei tassi d’interesse, all’1,25%, decisa dalla Banca centrale europea, al di sotto delle attese ma con il contemporaneo annuncio che si potrebbe tagliare ancora. Alcuni settori azionari sembrano aver scommesso su una ripresa a breve.
E’ il caso ad esempio dell’automobile, contagiata dal boom Fiat, il cui titolo è cresciuto del 27,12%, sulla fiducia all’amministratore delegato Sergio Marchionne che sta definendo i termini dell’alleanza con Chrysler, “benedetta” dallo stesso Obama. Nel comparto, fortissimi rialzi si registrano anche per Porsche (+16,57%), Michelin (+16,55%), Daimler (+15,64%), Bmw (+14,84%), Renault (+13,94%) e Peugeot (+13,73%). In netta risalita anche le azioni dei titoli bancari, i più coinvolti dalle decisioni di Londra.
Il rialzo è stato generalizzato a tutte le borse europee, con Londra (+4,28%) e soprattutto Francoforte (+6%) in prima fila. Anche il Mibtel a Milano (+4,76%) si è ripreso parzialmente dopo gli scivoloni dei giorni scorsi. Il rally dei titoli continua negli Stati Uniti, dove a poche ore dalla chiusura Wall Street marcia in deciso rialzo e segna guadagni del 4%, con il Dow Jones che riaggancia quota 8.000 punti per la prima volta dal 10 febbraio scorso. Torna a salire in modo considerevole anche il petrolio, a quota 52 dollari al barile. Attenzione, però, a credere che la tempesta sia passata: domani saranno resi noti i dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti: il tasso di disoccupazione di marzo dovrebbe salire all’8,5%, ai massimi da 25 anni evidenziando la perdita di 660.000 posti di lavoro.
Barack Obama in conferenza stampa
(Credits: Ansa)
Se continua così, lo obbligheranno a parlare tutti i giorni. Come nel giorno dopo l’elezione, come quando ha presentato il suo team economico: le borse accolgono con entusiasmo i programmi del prossimo presidente americano. L’annuncio di un ingente piano di investimenti pubblici in infrastrutture, energia e informatica di sabato da parte di Barack Obama ha fatto sentire i suoi effetti positivi sui mercati asiatici, europei e americani. Rialzi un po’ ovunque in apertura: la borsa di Tokyo ha chiuso con l’indice Nikkei dei 225 titoli principali salito a quota 8.329,05 dopo aver guadagnato ben 411,54 punti pari al 5,19%.A Hong Kong l’Hang Sang Index ha guadagnato il 7,80% a 1.080,64 punti. La borsa di Shanghai invece ha registrato un rialzo dell’3,57% a quota 2.090,77 punti. In Europa si accodano ai maxi-rialzi messi a segno dalle piazze asiatiche. L’indice paneuropeo Dj Stoxx avanza del 5,1% mentre Parigi sale del 6,6%, Francoforte del 6,3% e Londra del 4,7%. A Milano a metà pomeriggio il Mibtel registra un più 4,77%, a 14.796 punti, con crescite per aziende bastonate nell’ultimo mese come Fiat, Unicredit e Banca Intesa-Sanpaolo. Questo dopo una delle settimane peggiori di sempre per le borse europee che avevano lasciato sul terreno circa l’8%. La prospettiva del “più importante piano per le infrastrutture negli Usa dagli anni 50″ ha contribuito al rimbalzo dei prezzi delle delle materie prime, spingendo i titoli del comparto minerario (+8% l’indice Dj Stoxx di settore). Bene anche i petroliferi (+7,2%) che beneficiano della ripresa delle quotazioni del petrolio, tornato sopra ai 44 dollari al barile. Un rialzo che spinge l’ Eni, star dei listini con un aumento del 10%, dovuto soprattutto all’interessamento della compagnia di stato libica all’acquisto di una quota consistente della società controllata dal Tesoro. Vola anche General Motors (+20%), sembra avvicinarsi un voto favorevole del Congresso Usa per le grandi corporations del settore automobilistico, che hanno bisogno immediato di soldi per la sopravvivenza. Anche se questo potrebbe costare caro a Rick Wagoner, amministratore del gigante di Detroit, di cui il leader democratico al Senato Christopher Dodd ha auspicato le dimissioni. Intanto anche Wall Street apre con il segno più le quotazioni: a New York il Dow Jones guadagna il 2,39% e il Nasdaq il 2,21%.