Leggi tutte le notizie su:


carovita

Guida al Natale low cost: ecco come sopravvivere alle feste

http://www.flickr.com/photos/ffg/313702051/
Natale è alle porte, ma gli italiani sono sempre più poveri. E quest’anno anche la tredicesima non riuscirà a dare una sferzata ai consumi. Secondo Confesercenti l’ammontare complessivo delle gratifiche natalizie sarà di 36,596 miliardi, solo 18 dei quali saranno usati per regali e cibi con una diminuzione dell’1,8 per cento (336 milioni), rispetto all’anno scorso. Le strenne addirittura subiranno una frenata del 5 per cento. I soldi, infatti, serviranno agli italiani per pagare le spese sempre più impellenti, in primis mutui e bollette.

Nonostante il portafogli pianga, i prezzi non diminuiranno, anzi. In un’indagine di Federconsumatori i maggiori rincari targati Natale 2007 riguardano l’albero e le decorazioni: un abete sintetico si paga fino al 42,3 per cento in più, una candela profumata il 20. E a tavola non va meglio: rincari sostenuti per il torrone (+7 per cento), il salmone (+6 per cento) e le lenticchie (4 per cento). Il settore alimentare, comunque, è uno dei più colpiti dalla scure dei rialzi. “Pandoro e panettone, il cui prezzo nel 2006 era diminuito, fanno invece registrare quest’anno forti incrementi dei listini, sulla scia dell’aumento dei prezzi delle materie prime come la farina”, spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi, “In realtà per questi prodotti lavorati l’incidenza della materia prima non giustifica in alcun modo aumenti così sostanziosi, che sono frutto di mera speculazione”. In questo modo le famiglie spenderanno per il classico cenone di Natale 20-30 euro in più rispetto allo scorso anno (a seconda della qualità e della quantità degli acquisti), per un totale complessivo di 165-175 euro a famiglia. Troppo. Ma forse pensandoci per tempo è possibile correre ai ripari.

“Si può ridurre di un terzo il costo della spesa facendo acquisti direttamente nelle quasi 50mila imprese agricole nazionali che vendono frutta, formaggi, vino, olio e salumi e altre specialità alimentari per preparare il cenone di Natale o per confezionare gustosi cesti da regalare a se stessi o agli altri”. Così Coldiretti cerca di rispondere alla mancanza di liquidi degli italiani, che in questo modo possono risparmiare fino al 30 per cento. “Delle 48.650 imprese agricole nazionali che svolgono attività di vendita diretta dei propri prodotti quasi una su quattro (23,8 per cento)”, continua l’associazione dei coltivatori, “partecipa a mercati e fiere locali sopratutto in occasione delle festività come il Natale. Sono 21mila le cantine aperte dove i turisti possono acquistare vino che, con il 41 per cento delle aziende totali, è il prodotto maggiormente commercializzato direttamente, seguito dall’ortofrutta con il 23,5 per cento, dall’olio di oliva con il 16 per cento, dalla carne e dai salumi con l’8 per cento, dai formaggi comprati in malghe e caseifici con il 5 per cento”.

Messa a posto la tavola, resta la questione dei doni. Inutile dire che la corsa all’ultimo momento è poco conveniente, visto che la scelta è limitata e il tempo stringe. Una soluzione, in questo caso, può darla il web. Sul sito Secondamano, per esempio, si possono trovare oggetti curiosi a prezzi vantaggiosi, o anche cuccioli in regalo. Con una spesa contenuta, poi, si può fare qualcosa per l’ambiente: il Wwf propone di mettere sotto l’albero la tessera dell’associazione, oppure di adottare una specie animale in pericolo di estinzione, o ancora di donare qualche euro per sostenere un progetto di conservazione. Regali on line, invece, dà idee e consigli, ma offre anche la possibilità di fare una ricerca comparata nei negozi per trovare il prezzo più basso o l’offerta più conveniente. Qualunque strada si decida di intraprendere non resta che armarsi di pazienza, ricordando che in ogni caso “basta il pensiero”.

Lo SPECIALE REGALI DI NATALE di Panorama.it

Salgono i prezzi, gli italiani cambiano menù

Salgono i prezzi, cambiano le abitudini alimentari. Sono i rincari a condizionare le scelte della spesa per tre italiani su quattro che hanno deciso di cambiare il menù (il 40% in modo drastico), aumentando l’ attenzione riposta nella lettura dell’etichetta e prestando più attenzione alla provenienza dei cibi a favore di quelli locali. A metterlo in luce è l’indagine 2007 di Coldiretti-Swg su Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione, presentata al Forum di Cernobbio organizzato dalla Coldiretti e Studio Ambrosetti.
L’indagine suggerisce che la responsabilità degli aumenti viene attribuita in Italia soprattutto ai troppi passaggi intermedi che i prodotti fanno per arrivare dal produttore al consumatore (66%) a differenza di quanto accade negli altri Paesi europei (42%). Ma sotto accusa sono anche i rincari eccessivi applicati dai commercianti e dalle catene di distribuzione (37%) mentre sono del tutto scagionati gli agricoltori.
Gli italiani temono per il mancato governo della situazione e addirittura il 37% arriva a chiedere un intervento pubblico per calmierare i prezzi degli alimenti. Il 29% ritiene che occorra favorire direttamente gli acquisti dagli agricoltori e soltanto il 6% considera come soluzione la concentrazione della distribuzione commerciale con la riduzione dei piccoli negozi a favore degli ipermercati. I cambiamenti nel comportamento di acquisto sono giustificati dal fatto che la spesa alimentare è la seconda voce dopo l’abitazione e assorbe il 19% della spesa mensile totale delle famiglie per un valore che è salito a 467 euro al mese destinati nell’ordine principalmente all’acquisto di carne (106 euro), di frutta e ortaggi (84 euro), di pane e pasta (79 euro) e di latte, uova e formaggi (64 euro).
Se complessivamente la spesa alimentare è rimasta invariata, le quantità portate a casa si sono ridotte dell’1,5% e tra gli spostamenti più significativi si registra un calo nei consumi di pane (-7,4%), pasta di semola (-7,4%), latte fresco (-2,6%), vino (-7,9%), carne bovina (-4,1%) mentre aumentano la carne di pollo (+7,5%) e le uova (+6,4%), secondo le elaborazioni su dati Ismea Ac Nielsen nei primi otto mesi del 2007.
Secondo un studio della Coldiretti, dei circa 467 euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande, oltre la meta’, per un valore di ben 238 euro (51%), va al commercio e ai servizi, 140 (30%) all’industria alimentare e solo 89 (19%) alle imprese agricole. ”Questo significa chiaramente che i prezzi aumentano in media di cinque volte dal campo alla tavola con una tendenza che - ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini - tende ad accentuarsi nel tempo”. Per questo, ha continuato Marini, ”è necessario lavorare per rendere più chiaro e diretto il percorso del prodotto con l’etichetta di provenienza, ma anche intervenire sulle filiere inefficienti che perdono valore senza ritardare le necessarie ristrutturazioni”. (ANSA)


richard-branson
richard-branson



rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101