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Crisi Usa, tra realtà e cartoni: anche i Simpson in difficoltà con i mutui subprime

Homer e Bart Simpson

Negli Stati Uniti, se si ha bisogno di denaro in contanti, è possibile ottenere un tipo di ipoteca chiamata “home equity”, che consente al proprietario di ottenere una quantità di denaro uguale a quella già pagata alla banca per acquistare la propria casa.
L’hanno richiesta anche i Simpson, l’irriverente famiglia protagonista di uno dei più divertenti cartoon americani, nell’ultimo episodio mandato in onda dal canale americano Fox: per ottenere un bel gruzzolo di contanti con cui finanziare una gigantesca festa di Carnevale, infatti, hanno richiesto un mutuo subprime (ad alto rischio di insolvenza) utilizzando la propria abitazione come garanzia.

E alla pari di migliaia di americani, ormai indebitati per una quantità di denaro superiore a quella richiesta inizialmente, anche i Simpson nella puntata non riescono più a pagare il mutuo della casa. Il giorno dopo la festa viene recapitata alla famiglia una lettera che comunica la revisione dell’ipoteca a tasso variabile e la nuova quota mensile, arrivata a una cifra astronomica, diventa irraggiungibile per lo stipendio “medio” di Homer, che fa l’ispettore della sicurezza alla centrale nucleare di Springfield. Così la villetta a due piani in Blood Feud 94 Evergreen Terrace viene pignorata e messa all’asta. La compra, ironia del caso, proprio l’odiato vicino, Ned Flanders, per soli 101.001 dollari (79.200 euro) che l’affitta poi ai vecchi proprietari per non lasciarli in strada.

Un finale non troppo distante dalla realtà: secondo i dati del gennaio 2009, negli Usa sono state pignorate 274.399 abitazioni, circa una ogni 466, il 18 per cento in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Una pratica scellerata, quella della corsa ai mutui costruiti su altri mutui, che se all’inizio ha avuto l’effetto di incrementare i consumi, negli ultimi due anni ha portato moltissimi statunitensi a utilizzare la casa come un “bancomat”, con conseguenze pesantissime sui portafogli di consumatori e delle banche. La crisi dei mutui subprime, infatti, ha messo in ginocchio i principali mercati finanziari del mondo a causa dei titoli tossici venduti nelle borse, costruiti sui mutui ad alto rischio di insolvenza.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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