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Borsa, Governo, sindacati: la Cassa integrazione in Fiat scontenta tutti

L'ad Fiat Sergio Marchionne (a sinistra) e il ministro Claudio Scajola

L'ad Fiat Sergio Marchionne (a sinistra) e il ministro Claudio Scajola

“Una decisione inopportuna” per il ministro dello Sviluppo economico Scajola. “Qualcuno potrebbe definirlo un ricatto” dice il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. La decisione di Fiat di mettere per due settimane in cassa integrazione gli addetti di cinque stabilimenti italiani non è piaciuta a molti. Continua

In Europa persi due milioni di posti di lavoro. Retribuzioni, aumento ai minimi

Operai al lavoro

Quasi due milioni di impieghi in meno. Nel primo trimestre del 2009 nell’Ue sono stati persi 1.916.000 posti di lavoro, di cui 1.220.000 nella zona euro.
Lo comunica l’Eurostat (qui il documento in .pdf). In termini percentuali, l’occupazione ha subito un calo dello 0,8% sia nell’area euro che nell’Ue-27, il doppio rispetto all’ultimo trimestre del 2008. Calo dello 0,8% anche in Italia, mentre, tra i principali Paesi di Eurolandia, si registra un -6,4% in Spagna, un -0,7% in Francia e un +0,1% in Germania. Secondo quanto rileva l’Eurostat, sia nella zona euro che nell’Ue a 27 l’occupazione è calata dell’1,2% rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno. Il crollo più significativo si è registrato in Lettonia, dove l’occupazione è precipitata dell’8,2%, e in Estonia, scesa del 7,2%. L’Eurostat stima che nel primo trimestre del 2009, nell’Ue a 27, erano 223.8 milioni gli uomini e le donne con un lavoro, di cui 146.2 milioni nell’area euro.

Buste paga congelate
Le retribuzioni di fatto sono cresciute nel primo trimestre 2009 dello 0,1% sul trimestre precedente e dello 0,6% sul primo trimestre 2008. Lo comunica l’Istat spiegando, che è il dato più basso dal 2000, anno di inizio della ricostruzione delle nuove serie storiche. L’Istat ricorda che l’indicatore sulle retribuzioni di fatto si riferisce a unità di lavoro equivalenti a tempo pieno al netto della Cassa integrazione. Nel primo trimestre il tasso di inflazione era stato pari all’1,5%. L’Istat sottolinea che nel primo trimestre 2009 gli oneri sociali per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno sono cresciuti dello 0,3% rispetto allo stesso trimestre del 2008, ma sono diminuiti dell’0,1% rispetto al trimestre precedente. Il costo del lavoro per Ula è cresciuto dello 0,1% rispetto all’ultimo trimestre del 2008 mentre è aumentato dello 0,6% rispetto al primo trimestre 2008. Le retribuzioni sono cresciute dell’1,2 tendenziale nell’industria mentre nei servizi sono aumentate appena dello 0,1%. Il dato dell’industria risente nel complesso del buon andamento delle retribuzioni nelle costruzioni (+2,8% nel primo trimestre 2009 sullo stesso periodo del 2008), mentre nei servizi hanno subito un calo le retribuzioni di fatto nel settore finanziario e assicurativo con un -8,5% dovuto al confronto con il livello particolarmente elevato del primo trimestre 2008 (periodo nel quale sono stati erogati arretrati e una tantum per il rinnovo del contratto).

Debito
Il debito pubblico italiano tocca un nuovo record. Ad aprile sale in valore assoluto a 1.750,4 miliardi. È quanto emerge dai dati riportati nel supplemento finanza pubblica al bollettino statistico della Banca d’Italia.

Di crisi si muore: tre imprenditori suicidi, ossessionati dall’idea di licenziare

lavoratore

Si è suicidato pur di non mandare in cassa integrazione i suoi dipendenti. Un ingegnere e dirigente d’azienda della provincia di Treviso, Stefano Grollo, 43 anni, si è ucciso giovedì gettandosi contro un convoglio ferroviario in viaggio verso Venezia, all’altezza di Castello di Godego (Treviso). L’ingegnere era da poco più di un anno responsabile della produzione di una ditta che produce macchine per la lavorazione del marmo, in procinto di avviare un’operazione di cassa integrazione per una parte dei suoi 120 dipendenti, e da alcuni tempi era incaricato di mantenere le relazioni con le organizzazioni sindacali. Tra le cause del gesto, ancora al vaglio degli investigatori della polizia ferroviaria, la preoccupazione di dover comunicare ai dipendenti la situazione di crisi dell’azienda e il ricorso alla cassa integrazione. È il secondo caso che accade in pochi giorni in Veneto, sempre in provincia di Treviso.
Martedì, infatti, si è ucciso un piccolo imprenditore di 58 anni, Valter Ongaro, titolare di un’azienda di verniciatura in forte difficoltà finanziaria a causa della crisi. I familiari, all’ora di cena, lo hanno trovato impiccato all’interno della sua ditta a Fontanelle, un paese in provincia di Treviso: era ossessionato da mesi dall’idea che la crisi lo costringesse a dover lasciare a casa alcuni dei suoi otto dipendenti. “Per Valter l’azienda era tutto. I suoi dipendenti erano come la sua famiglia”, ha raccontato una signora di Fontanelle che lo conosceva bene a Il Gazzettino.
Crisi produttiva, che dallo scorso autunno ha colpito il nostro paese, facendo scricchiolare anche la locomotiva d’Italia, costretta da mesi ad arrancare. Mancano gli ordini e i ritardi nei pagamenti delle commesse, denunciano le associazioni di categoria, sono talmente dilatati da togliere tutto l’ossigeno alle imprese che, il più delle volte, per sopravvivere sono costrette a ridurre il personale e ad accumulare debiti. E non tutti gli imprenditori e manager reggono allo stress. Una sofferenza, quella di vedere la propria azienda fallire, che lo scorso 13 ottobre, unita a una depressione per motivi familiari, aveva gettato nel baratro un imprenditore edile padovano di 60 anni, che si è poi ucciso con un colpo di pistola al petto. Era preoccupato che qualcuno, con cui aveva contratto debiti, potesse far del male ai suoi cari.
Depressione legata alla crisi della sua azienda che ha spinto il 16 maggio un imprenditore di 49 anni della provincia di Bologna, da anni alla prese con problemi legali ed economici, a tentare il suicidio, ingerendo una dose di barbiturici in auto. È stato trovato nell’Appennino del Mugello e salvato dai carabinieri, che ha poi ringraziato con un sms: “Siete degli angeli”.

Confindustria: cresce il ricorso alla cassa. Vicino ai massimi del ‘93

Ingresso degli operai
Si impenna il ricorso alla cassa integrazione da parte delle imprese italiane. La Cig si avvicina ai massimi del 1993, ma è ancora lontana dal picco del 1984. A fornire il dato è il centro studi di Confindustria. A febbraio il monte ore Cig annualizzato è stato pari all’1,16% della forza lavoro (0,8% a gennaio). Il picco nel 1993 è stato all’1,4% e quello nel 1984 al 2,1%.Mercoledì la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia aveva lanciato l’allarme: “Se il governo non agirà subito molte delle nostre imprese saranno costrette a chiudere” nei prossimi mesi. Imprese che hanno esportato, hanno creato occupazione, hanno investito. Questo significherebbe perdere un patrimonio industriale del nostro paese. Abbiamo il dovere di tutelare i nostri lavoratori e le nostre imprese. Ci sono cose urgenti da fare”.
A stretto giro di posta è arrivata la risposta del governo, attraverso il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola: “Il governo italiano ha bene in mente la questione delle piccole imprese e infrastrutture nell’ambito più ampio del piano per affrontare la crisi economico-finanziaria”. “Il piano che il nostro governo ha previsto per le infrastrutture è di far ripartire i cantieri che erano fermi dai tempi del governo Prodi”, osserva Scajola, precisando che le “grandi infrastrutture non richiederanno tempi lunghi”. “Sul piano dei piccoli interventi nel provvedimento dell’ultimo Cipe sono stati sbloccati 27 miliardi di fondi Fas per le Regioni che prevedono quindi interventi anche di carattere limitato”.

Tornando all’allarme di Confindustria, la crisi si ripercuote anche sulle buste paga. “Nell’industria in senso stretto” aggiunge infatti il Centro studi “nel 2008 le retribuzioni di fatto per unità di lavoro a tempo pieno sono cresciute meno di quelle contrattuali, +3,1% contro +3,3%”. Il divario si spiega con il minor apporto delle componenti variabili, soprattutto per il calo delle ore di straordinario, la cui quota sulle ore ordinarie lavorate nelle grandi imprese è scesa al 4,8% (5,4% nel dicembre 2007).
Ad aggravare lo stato delle imprese c’è anche la stretta operata al credito dalle banche che, secondo gli analisti di Confindustria, ostacola l’attività del 9,9% delle imprese italiane. “L’offerta di credito cala: il saldo netto dei giudizi delle aziende che segnalano una restrizione è infatti del 24,5″, sottolinea il Centro studi.

Bankitalia, previsioni nere: Pil -2,6% nel 2009. Boom di cassa integrazione

Prodotti agrioli italiani

Dai dati di febbraio sulla cassa integrazione e quelli di gennaio sui consumi emergono nuovi preoccupanti segnali sullo stato dell’economia italiana. Il mese scorso, secondo i dati Inps, dopo i deboli segnali di frenata a gennaio, la Cig ordinaria nell’industria mostra un ’boom’ del 553,17%. In particolare, tra gestione industria (ordinaria e straordinaria) ed edilizia nel febbraio 2009 le ore autorizzate sono state 42,5 milioni, cioè il 169,7% in più rispetto al febbraio 2008. “Faremo tutto il possibile per preservare il più alto numero di aziende e salvaguardare il capitale umano con la sua elevata professionalità. C’è la necessità di fare di più e di fare in fretta” è il monito del leader degli industriali Emma Marcegaglia, che chiede di “intervenire sugli ammortizzatori sociali, soprattutto quelli in deroga, con risorse disponibili subito e destinati a chi ha veramente bisogno”.
L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (Icc), intanto, segnala a gennaio 2009 una riduzione tendenziale del 4,6% in quantità, il terzo peggior risultato da un anno a questa parte nonchè la dodicesima variazione negativa da gennaio 2008.
Il dato, spiega Confcommercio, è “decisamente più negativo rispetto a quanto registrato in dicembre e conferma come i consumi non traggano nemmeno benefici dal rallentamento dell’inflazione. Il dato dell’ultimo mese risulta peraltro significativamente peggiore rispetto a quanto registrato nello stesso periodo del 2008 (-1,1%)”.
Il dato di gennaio, prosegue Confcommercio, nasce da una flessione particolarmente accentuata della domanda relativa ai beni (-6,4%), a cui si è associata, per il terzo mese consecutivo, una riduzione della domanda per i servizi (-0,3%).
Per entrambe le componenti la contrazione è risultata decisamente più elevata rispetto a quanto registrato nel 2008. I prezzi al consumo, si legge ancora, “hanno evidenziato una tendenza al rientro”, a causa riduzione dei prezzi delle materie prime energetiche e dall’attenuarsi delle pressioni sul comparto alimentare.
Rispetto a dicembre, il rallentamento più sensibile, in termini di variazioni tendenziali, ha interessato il settore degli alimentari, bevande e tabacchi la cui crescita é passata dal 4,6% al 3,6%.
Da Bankitalia infine arrivano nuove previsioni negative per il 2009: la flessione del Pil potrebbe arrivare fino al 2,6%. Ne ha parlato il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenuto oggi alla cerimonia di consegna dei Master di II livello in Economia Pubblica all’Università La Sapienza di Roma.
Visco ha ricordato come nel Bollettino Economico di gennaio Bankitalia “indicava una flessione per il 2009 pari al 2% e una ripresa della crescita allo 0,5%”. “In realta’ - ha aggiunto il banchiere centrale - i dati pubblicati dall’Istat sono risultati per questo trimestre ancor piu’ negativi, riflesso di una sottostima nel modello dell’evoluzione della domanda mondiale.
Tenendone ‘meccanicamente’ conto e mantenendo il profilo di graduale ma continua uscita dalla crisi implicito nell’esercizio previsivo di gennaio, si vede come da una caduta del Pil del 2% si passi per quest’anno a una caduta del 2,6%”.

Il VIDEO servizio:

Crisi, è boom della Cassa Integrazione: a dicembre +525%

Un'operaia al lavoro

Boom della cassa integrazione a dicembre: i trattamenti complessivi di integrazione del reddito nell’industria e nel settore dell’edilizia hanno registrato un aumento del 110,28% rispetto a dicembre 2007 (nella sola industria +129,66%). È quanto ha riferito il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, anticipando, a margine della registrazione della puntata di Porta a Porta, i dati dell’Inps che saranno ufficializzati questo pomeriggio in occasione della riunione dell’unità di tutela dell’occupazione del dicastero di via Veneto.
Nel mese di dicembre la cassa integrazione ordinaria (Cigo) è aumentata addirittura del 525,82%; quella straordinaria è invece calata dell’11,61%. Nel 2008, i trattamenti totali di cassa integrazione (nell’industria e nell’edilizia) rispetto all’anno precedente hanno registrato un aumento del 24,56% (nella sola industria +27,04%). Tra gennaio e dicembre le ore complessive di Cig sono state pari a 223.161.536. Per quanto riguarda il boom della cassa integrazione ordinaria a dicembre, sul dato pesa il risultato del settore meccanico: su circa 17,7 milioni ore complessive di Cigo, 11,2 milioni hanno riguardato l’industria meccanica.
Sacconi ha spiegato che a dicembre c’è stata “un’esplosione della Cig ordinaria” a fronte di un calo della cassa integrazione straordinaria. “È un dato relativamente preoccupante - ha spiegato - le imprese non hanno perso la testa o pensato a un ridimensionamento strutturale. Il dato di dicembre non dà l’idea di un’industria che fugge dalle sue responsabilità o che è intenta a espellere molta forza lavoro. C’è ancora fiducia nel futuro e bisogna incoraggiarla”. Secondo il ministro del Welfare anche il dato delle ore complessive di cassa integrazione nel 2008 non desta particolare preoccupazione. “Rispetto a larga parte dell’ultimo ventennio” ha osservato “c’è un calo, a parte il periodo tra il 1997 e il 2001″. Sacconi ha inoltre rivendicato l’impegno del Governo che ha stanziato circa un miliardo di euro per gli ammortizzatori, “la strumentazione è già robusta”, auspicando che anche le Regioni “possano concorrere” con una cifra analoga “e anche di più”.

Alitalia, cassa integrazione per tutti e voli ancora nel caos

voli cancellati e ritardati per lo sciopero

Nuova giornata di passione all’aeroporto milanese di Linate per le agitazioni del personale Alitalia: alle 9.30 si segnalano 21 partenze e 19 arrivi cancellati.
“Per il momento sono state spedite le lettere di messa in cassa integrazione a rotazione per tutti i dipendenti” che riguardano complessivamente circa 17 mila dipendenti. Lo ha detto ieri il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, intervenendo alla trasmissione Che tempo che fa su RaiTre. Con 2 miliardi e trecento milioni di debiti Alitalia non avrà le risorse per pagare tutti i creditori. Ne avrà “una parte”, dice Fantozzi. Con il rischio di non rimborsare i 300 milioni del prestito ponte del governo, che ricadranno sui contribuenti? “Assolutamente si”. La compagnia lotta contro il tempo e contro i creditori mentre è ancora in corso “una vera partita” sull’offerta della Cai, che ha messo sul piatto un miliardo di euro (tra cash e accollo di debiti) per ereditare asset e dipendenti della compagnia e farla così rinascere in una nuova azienda. Il passaggio chiave della risposta all’offerta arriverà “entro metà della settimana”, e a quel punto finalmente “si vedrà un bel sereno”.
Intanto “sono state spedite le lettere di messa in cassa integrazione a rotazione per tutti i dipendenti”, circa 17mila. E per poco piu’ di 12mila verrà spedita all’inizio della prossima settimana la lettera di assunzione della Cai. È ancora scontro con i sindacati autonomi. E non si fermano le cancellazioni di voli ed i ritardi che la compagnia prevede anche per tutta la prossima settimana.
Sullo “sciopero bianco” è duro lo scambio di accuse con l’azienda. Gli aerei non decollano per colpa “del persistere del comportamento anomalo nelle procedure operative” da parte degli equipaggi che da giorni stanno applicando puntigliosamente le regole del manuale, dice l’azienda, che ora punta il dito anche contro “consistente aumento delle assenze per malattia di una parte del personale di volo”.
È una scelta dell’azienda quella di cancellare i voli, ribattono le sigle asserragliate sul fronte del no: per le organizzazioni dei piloti Anpac e Up e degli assistenti di volo Anpac e Avia, e per l’SdL, il “crescendo di ritardi e cancellazioni” potrebbe essere “un piano di emergenza per permettere alla Cai di subentrare nelle attività di Alitalia senza eccessivi scossoni attraverso un rallentamento del sistema, fino magari al blocco quasi totale”. Comunque, in questa fase difficilissima anche sul fronte della gestione, dice Fantozzi, potrebbe essere una soluzione valida “anticipare la riduzione di qualche volo per poter far volare gli altri in sicurezza e magari in orario”.
Ieri sono stati 50 i voli cancellati a Fiumicino, tra atterraggi e decolli. Ed è ancora caos bagagli per la valanga di valigie scaricate dai voli cancellati quando erano gia’ sul punto di decollare.
LEGGI ANCHE: Voli cancellati, gli autonomi denunciano: è colpa dell’azienda - L’Alitalia contro i nanetti

Alitalia: sindacati convocati a Palazzo Chigi. Da lunedì voli non garantiti

Un aereo dell'Alitalia
I segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono stati convocati a Palazzo Chigi alle 21 per la trattativa Alitalia.
Il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi lunedì aprirà la procedura di Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per il personale di volo dei 34 aerei che sono già a terra.
“Fino a domani abbiamo i voli garantiti, da lunedì no. Non ci riforniscono di carburante. La mobilità per tutti ci sarà quando non ci sarà più niente da fare”. Ha detto Fantozzi ai sindacati.
Nell’incontro con i sindacati il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi “ha assicurato la massima attenzione per garantire, finché possibile, la normalità dei voli”. Lo afferma una nota della compagnia che riferisce anche i contenuti dell’incontro. Fantozzi ha comunicato “l’aggravarsi della situazione finanziaria, a causa di ostacoli, difficoltà e delle richieste dei fornitori, nell’assicurare gli ordinari servizi occorrenti per l’attività di volo.

Fino ad ora si è cercato con mille difficoltà di assicurare la normalità del servizio”. Il Commissario ha comunicato ai sindacati “che fin da lunedì sarà richiesta l’estensione del commissariamento alle altre Società del Gruppo; la conferma del venir meno dell’efficacia dei contratti collettivi e decadenza al 30 novembre 2008 in forza della disdetta già comunicata al 25.09.2007; la prossima apertura della procedura per l’applicazione della cassa integrazione straordinaria per il personale direttamente o indirettamente interessato alla riduzione dell’attività di volo pari, oggi, a 34 aeromobili di lungo e medio raggio; la previsione di ulteriori provvedimenti collettivi in conseguenza della gravissima crisi che coinvolge tutte le realtà del Gruppo”.

Fantozzi, conclude la nota della compagnia, “ha ascoltato le osservazioni delle parti sindacali e ha assicurato la massima attenzione per garantire, finché possibile, la normalità dei voli. Ha chiesto loro piena collaborazione e senso di responsabilità in questo momento particolarmente delicato della vita della Compagnia.

Alitalia: poche variazioni nella nuova proposta Air France, no dei piloti

Per ogni Boeing 767 in leasing l'Alitalia paga circa 300 mila dollari al mese. La spesa potrebbe raddoppiare
Sospensione al ribasso per il titolo Alitalia in apertura della Borsa dopo la lettera del presidente del Gruppo Air France-Klm, Jean-Ciryl Spinetta, inviata ai sindacati Alitalia. Il nuovo piano di Air France conferma i 2.120 esuberi: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli riguardano 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all’estero e 398 del personale di terra in Italia. Prevista anche la reinternalizzazione di Az servizi e lo stop al cargo nel 2010. Tagli alla flotta per 37 aerei. “Non posso andare oltre senza minare le basi del mio progetto per l’Alitalia”, scrive il numero uno del gruppo franco-olandese, Jean Cyril Spinetta in una lettera di accompagnamento al piano. Negative le prime reazioni dei sindacati.

Nella lettera Spinetta sottolinea che a ogni persona in esubero “verrà offerta sia l’opportunità di un pensionamento immediato o differito sia un aiuto per riqualificarsi attraverso formazione, azioni di outplacement o incentivi finanziari per la realizzazione di un progetto personale”.
Per accompagnare i dipendenti all’età della pensione saranno utilizzati ammortizzatori sociali come cassa integrazione e mobilità.
L’ultima proposta di Air France-Klm per Alitalia non presenta ”alcuna variazione sostanziale, quindi per noi è un capitolo finito, non ci stiamo”. Così Fabio Berti, presidente Anpac (Associazione nazionale piloti aviazione commerciale), commenta il nuovo piano Air France nel corso della trasmissione di Maurizio Belpietro Panorama del giorno su Canale 5.”In sostanza” ha spiegato Berti “è stato confermato tutto quello che ci si aspettava. Non c’è nessuna variazione sostanziale”.

Altro elemento critico della proposta di Air France è quello relativo allaflotta. “La forte contrazione del numero degli aeromobili” giudicano i sindacati e “il contestuale mantenimento di aerei anti economici (MD80) non consentiranno alcuna possibilita’ di competere nel mercato, negando all’Alitalia un ruolo per il futuro”.
In pratica per Cgil, Cisl e Uil bisogna partire dal valore della produzione e dalla riorganizzazione dell’impresa, per giungere solo poi all’eventulale utilizzo di strumenti di gestione degli esuberi o di eventuali processi di ristrutturazione che si rendessero necessari nel tempo”.
I sindacati e le associazioni professionali comunque “nel rigettare qualunque percorso interno o esterno che prefiguri il fallimento ritengono di fondamentale importanza proseguire il confronto per svolgere il ruolo proprio del sindacato, nella tutela degli interessi di tutti i lavoratori di Alitalia”. Infine i sindacati ribadendo il loro “giudizio fortemente negativo nei confronti del ministro dell’Economia Padoa-Schioppa, per come ha condotto tutta la vicenda fin dal suo inizio”, chiedono un’audizione alle commissioni parlamentari nellio stesso giorno in cui interverrà il ministro del Tesoro.
ll VIDEO servizio sulla cordata italiana:

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