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Social network e telefonini: un’alleanza contro la crisi

La sfida italiana a Facebook e MySpace parte dal telefonino: Peoplesound è un social network progettato per l’uso in mobilità che permette di inviare messaggi gratis e di chattare con gli amici. La rubrica telefonica, insomma, diventa “viva”: chi ne fa parte può raggiungere anche le persone che non navigano abitualmente su internet. E la musica gioca un ruolo di primo piano perché gli utenti possono condividere le canzoni preferite con gli amici. Ma la sfida, ormai, è globale: secondo eMarketer nel 2011 il 13 per cento delle persone che usano un cellulare farà parte di un social network. Dove riverserà idee, fotografie, video. Sono reti che possono diventare il punto di partenza per diverse applicazioni commerciali, come progetti di commercio elettronico e giochi. I concorrenti, però, sono tanti: se Facebook cresce rapidamente, le reti sociali professionali come LinkedIn e Xing si allargano a macchia d’olio negli ambiti lavorativi.
Per le società di telefonia mobile l’integrazione è una frontiera che richiede l’apertura alla partecipazione degli utenti nello sviluppo dei servizi e nella crescita dell’azienda. Secondo Abi Research, un altro fronte potrebbe rivelarsi importante nei prossimi tre anni: nel 2011 circa 2,9 miliardi di dollari arriveranno dalla personalizzazione di servizi. Quali sono le nuove chance? La tariffazione in tempo reale dei contenuti multimediali scaricati, un’ampia scelta di piani per l’accesso a internet da telefonino e opzioni per la navigazione web (come il controllo da parte dei genitori sui siti visitati dai figli con il cellulare).

I consigli per gli acquisti? Arrivano sul telefonino

Gli italiani hanno in media più di un cellulare ciascuno: uno spazio per il marketing spesso sottovalutato. Più diretto della televisione, più intimo della radio. Un rapporto del Politecnico di Milano spiega quali sono stati gli strumenti più utilizzati dalle aziende attraverso i telefonini: se più del 50% delle imprese ha scelto sms e mms, quasi la metà si è rivolta a forme molto diffuse su internet, la ricerca per parole chiave (keyword advertsing) e display advertising. Come è andata? La maggior parte dei manager hanno dichiarato di essere soddisfatti. E nel 2008 saranno quasi un miliardo i messaggini inviati.
Ma pianificare una campagna di consigli per gli acquisti sul cellulare è un’operazione che presenta alcuni punti critici, rileva lo studio del Politecnico. Se gli strumenti a disposizione sono quattro (sms, mms, display, keyword), poche aziende sanno come impiegali in modo adeguato, ognuno con le sue specificità. Bisogna inoltre fare attenzione ai destinatari: a differenza delle campagne su altri media, i messaggini arrivano in uno spazio più personale e privato dove gli utenti conservano comunicazioni condifenziali. Inoltre, è ancora imprecisa la profilazione dei gruppi su base geografica. Dall’altro lato, i benefici sono considerevoli: la diffusione dei cellulari è capillare in Italia e il “mobile advertising” può aiutare le imprese a rinnovare la propria immagine

Pronto? Sto sorvolando le Alpi. L’Europa dice sì alle chiamate “al volo”

Aereo in volo. (credits: Flickr, kossy@FINEDAYS)
Il cellulare squillerà anche tra i sedili degli aerei: la Commissione europea ha varato le nuove norme per utilizzare i telefonini gsm durante i voli in modo sicuro all’interno dell’Unione europea (qui il testo della decisione). Sarà possibile parlare da tremila metri di altezza, vietato invece nella fase di partenza e di atterraggio. I costi? “Se i consumatori riceveranno bollette astronomiche, il servizio non decollerà” ha detto il commissario Ue Viviane Reding, aggiungendo che saranno monitorati attentamente “i livelli e la trasparenza dei prezzi a carico dei consumatori”.
Per chiamare i telefonini non sfrutteranno direttamente le antenne di terra, ma le picocelle, dispositivi all’interno dell’abitacolo che riceveranno il segnale dal cellulare e lo invieranno ai satelliti. In questo modo si eviteranno due rischi: creare interferenze con le strumentazioni di bordo e con le stazioni radio base, a causa dell’elevata velocità dell’aereo. In caso di turbolenze, inoltre, il comandante potrà sempre decidere di bloccare momentaneamente le telefonate. All’inizio saranno disponibili soltanto servizi di seconda generazione (in alcuni casi limitati agli sms), in seguito le tecnologie 3G. Comunque, il commissario Ue Reding suggerisce di allestire “zone di tranquillità”, libere dai cellulari, per chi invece vuole viaggiare in assoluto silenzio.

Gli Stati membri avranno al massimo sei mesi di tempo per mettere in atto le nuove regole, ma “il servizio potrà essere proposto già da qui a qualche settimana” ha spiegato il portavoce Ue, Martin Selmayr. AirFrance-Klm ha già iniziato la sperimentazione per le chiamate “dal volo” e altre compagnie aeree vogliono seguire la stessa strada, come Ryanair, la portoghese Tap, Bmi British Midlands. Alcune, però, stanno valutando se consentire soltanto le comunicazioni attraverso sms, o con la suoneria in modalità silenziosa. Appena dieci giorni fa l’agenzia britannica per le telecomunicazioni, la Ofcom, era stata la prima a stabilire le regole per le telefonate gsm dagli aeroplani registrati in Gran Bretagna.

Il VIDEO servizio:

IPhone: al fotofinish il braccio di ferro tra Tim e Apple

Il supertelefonino della Apple è la combinazione di un rivoluzionario cellulare, un iPod widescreen e un dispositivo di comunicazione per Internet<br /> [i](Foto Apple)[/i]
Ma quando arriva l’iPhone in Italia, unico grande paese europeo dove non si è ancora raggiunto l’accordo tra la Apple e un operatore telefonico? Ormai il telefono-computer della mela è in vendita in quasi tutta Europa: dall’inizio del mese è arrivato anche in Austria e in Irlanda. Invece i consumatori italiani sono destinati ad aspettare ancora qualche settimana (forse mesi). La ragione? La Tim non intende cedere troppo alle esose richieste della Apple: la società di Steve Jobs avrebbe ottenuto dalla At&t negli Usa il pagamento mensile di una fetta consistente (le indiscrezioni oscillano tra il 10 e addirittura il 30 per cento) di ogni singolo abbonamento. In più il cliente della At&t che acquista un telefono iPhone è legato all’operatore telefonico per due anni.
Sono condizioni che la Tim non intende accettare (e che spinsero la Vodafone a declinare l’offerta). Le ultime voci davano per imminente la firma dell’accordo, ma la società telefonica ha ribadito che il negoziato non si è ancora concluso. Una fonte attendibile ha rivelato a Panorama.it che la Tim avrebbe chiesto un parere legale allo studio Libonati sulla delicata questione della sim-lock (cioè l’obbligo di usare il telefono con un operatore): in Italia il blocco non può durare più di 18 mesi (contro i 24 chiesti dalla Apple) e secondo alcune interpretazioni il consumatore avrebbe comunque il diritto di sbloccare in anticipo la sim senza conseguenze legali.
È anche possibile che il ritardo abbia a che vedere con la mancanza di una versione Umts dell’iPhone (ora disponibile con la teconologia Edge, più lenta). Sul web circola la voce che negli stabilimenti asiatici sarebbero in produzione già 3 milioni di iPhone Umts e forse la Tim intende aspettare questa versione.
In Austria e in Irlanda l’iPhone sarà venduto a 399 euro per la versione da 8 gigabyte e 499 per quella da 16. In Austria la T Mobile prevede due piani tariffari mensili: uno da 39 un altro da 55 euro, più 49 euro per l’attivazione e un contratto vincolante per due anni. Entrambi comprendono 3 giga di traffico internet al mese. In Irlanda l’operatore O2 offre un contratto bloccato per 18 mesi con tariffe mensili da 45, 65 e 100 euro con un giga di traffico dati.

(G.F.)

Phone sharing, la sfida del cellulare “collettivo” per telefonare dai paesi poveri

il post decreto Bersani | Foto di Diamond Geyser tratta da Flickr
“Phone sharing”: più che una moda, condividere il cellulare è una necessità per le persone povere nei paesi in via di sviluppo, dove spesso il telefonino si acquista e si usa in gruppo. Secondo una ricerca della Nokia telefonano in questo modo la metà degli indiani e il 30% dei vietnamiti. E le multinazionali ne iniziano a tenere conto. Il gigante finlandese ha appena lanciato sul mercato due modelli pensati per queste esigenze, il 1209 e il 2600 classic : hanno una rubrica condivisibile da cinque persone, duecento numeri memorizzabili, un design semplice per facilitare l’accesso alle funzioni, un costo ridotto (35 euro il primo, 65 euro il secondo). In alcune nazioni come Kenya e Sudafrica, poi, è già diffusa l’abitudine di utilizzare il cellulare allo stesso modo di un bancomat. Grazie a servizi bancari innovativi il credito telefonico può essere trasferito a distanza e diventa moneta reale, integrando le carenze della rete di sportelli e agenzie soprattutto nelle aree rurali. Più del computer, quindi, il telefonino sta diventando una chiave per l’accesso a strutture primarie per lo sviluppo nelle nazioni povere. E gli acquisti decollano.

Nel 2007 la Nokia si è confermata il leader mondiale nella vendita di cellulari conquistando il 38% del mercato globale, con una crescita annuale del 26,5%. Secondo iSuppli gli altri big hanno quote più ridotte: Samsung il 14%, Motorola il 13,8%, Sony Ericsson il 9%, LG Electronics l’8%. Ma anche piccoli player locali stanno acquistando quote di mercato, come l’indiana HFCL che ha stretto un accordo con la Qualcomm per fabbricare cellulari capacaci di sfruttare protocollo CDMA2000 con reti di seconda e terza generazione. L’anno scorso nel mondo è stato venduto più di un miliardo di apparecchi per la telefonia mobile.

Computer a basso costo: il mercato delle tecnologie per i poveri che fa gola ai grandi

Un computer del progetto
Il più famoso computer a basso costo non avrà un cuore Intel: lo storico produttore di chip si è ritirato dal progetto Olpc (One laptop per child) lanciato da Nicholas Negroponte per favorire l’accesso alle tecnologie informatiche e a internet nei paesi poveri. Un’iniziativa contestata per il prezzo finale dei computer (che da cento dollari è arrivato a duecento) e per la scarsa qualità dei primi prodotti. Eppure il laptop supereconomico resta una scommessa ambita: Asus, per esempio, sta finanziando il progetto Eee PC. La stessa Intel continua sulla strada del Classmate. E a Delhi, in India, è in vendita da settembre netPC, un computer desktop che costa circa sessanta dollari, esclusi tastiera e monitor.

Secondo la Banca mondiale il mercato delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei paesi poveri vale 30 miliardi di dollari (leggi il documento in pdf). Gli analisti hanno studiato la capacità di spesa di due miliardi di persone nella “Base della piramide” (Bop), le fasce di reddito più basse che, però, rappresentano una parte consistente per il futuro sviluppo dell’hitech in nazioni come Bangladesh, Pakistan, Nigeria, Kazakistan, Giamaica.

La rivoluzione nell’accesso alle telecomunicazioni non parte soltanto dai computer, ma anche dai cellulari. In India gli abitanti dei villaggi camminano per venti chilometri pur di ricaricare la batteria del telefonino. Nonostante la scarsità di corrente elettrica e di copertura da parte dei network, infatti, il numero di utenti della telefonia mobile è cresciuto rapidamente soprattutto in Asia e Africa. Un primo segno tangibile per la riduzione del divario digitale.

Candele per massaggi, auto psicologhe e (in)soliti mp3: il 2008 sarà eco-tech


L’ultima bizzaria del 2007, racconta il popolare quotidiano americano UsaToday, è venuta in mente agli astronauti dell’Atlantis che, costretti ad allungare la loro permanenza nello spazio, hanno creato decorazioni natalizie interamente di nylon rispettando così il ferreo diktat del risparmio ecologico imposto dalla Nasa. Ed è solo l’antipasto di quello che ci aspetta l’anno che verrà. Per i più stanchi e stressati è in arrivo una lunga serie di invenzioni ad hoc. Dalla candela che si scioglie diventando un confortante olio per massaggio alle batterie di cioccolata per ricaricare le energie fino all’automobile di lusso che fa il check up e ti avverte se la stanchezza è arrivata al limite .
Per gli amanti della musica, anche nel 2008, ci sarà l’iPod in tutte le sue infinite declinazioni e per gli ambientalisti buste della spesa di canapa, agendine biodegradabili dalla prima all’ultima pagina e un computer portatile di bambù interamente eco-compatibile. Ma la vera novità è che dietro molte di queste innovazioni c’è il made in Italy del futuro. Decine di aziende all’avanguardia rappresentate da Symbola, la Fondazione per le qualità italiane presieduta da Ermete Realacci, ambientalista della prima ora e da poco nell’esecutivo del Partito democratico.
Tra i fiori all’occhiello di Symbola c’è anche il noto architetto Mario Cucinella che, reduce dal successo della Fiera Campionaria di Milano (con il motto 100 metri quadri con 100mila euro), rilancia per il 2008 l’aria condizionata del futuro. Un particolare impianto per moderni edifici che si basa sulla trasformazione dell’acqua dallo stato liquido a quello gassoso. La riduzione dei costi, spiega Cucinella, sarà almeno dell’80% mentre saranno azzerate le emissioni di Co2.
Per la tecnologia più estrema, invece, bisognerà sempre aspettare gli ultimi ritrovati di americani e giapponesi. Se gli amanti italiani degli mp3 attendono ancora il lancio sul mercato dell’iPhone (ma i più accaniti sono andati a procurarselo all’estero), la Apple ha già un altro asso nella manica che promette di diventare l’oggetto cult del 2008. Si chiama iPod Touch. Un iPod sensibile al tocco delle dita, simile a un iPhone, con tantissime funzioni: schermo widescreen per i filmati, sistema Wi-Fi, Internet e possibilità con iTunes di cercare brani e ascoltarli in anteprima.
E se questo non è abbastanza, Sony ha appena lanciato Rolly, un curioso music player che rotola ed emette luci durante la riproduzione dei brani. E se alla fine questa scorpacciata di musica vi ha anche un po’ stancato potete sempre ricorrere al Personal Imput Pod. In arte PiP. Ovvero un rilevatore di stress wireless. Si poggia il pollice sul sensore e si aspetta che il verdetto arrivi tramite il collegamento Bluetooth al più vicino dispositivo che riceve questo segnale, come cellulari e computer. Per ora è solo un esperimento dell’irlandese Vyro Games . Ma attenzione, la cura non è compresa nel prezzo.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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