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Allarme Fao: “Lo sviluppo affama”. La bolletta dei cereali cresce senza sosta

Il direttore generale dell'Agenzia dell'Onu, Jacques Diouf, nel corso della conferenza stampa alla FAO sullo stato della fame nel mondo | Ansa
Le rivolte per il pane, causate dall’inarrestabile impennata dei prezzi, non si fermeranno se i Paesi ricchi non “faranno un passo indietro di almeno vent’anni per correggere politiche di sviluppo errate”. Un’accusa senza appello che è stata lanciata oggi dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf. “L’inflazione globale non dipende solo da elementi contingenti, ma da fattori strutturali” e “se il cosiddetto Nord del mondo non cambierà modello di sviluppo, la bolletta per i cereali nei Paesi poveri continuerà a crescere (nel 2007/2008 è previsto che aumenti del 56%) e le rivolte popolari e sociali che oggi colpiscono Egitto, Tunisia, Senegal, Burkina Faso, Camerun, Guinea, Haiti e tanti altri Paesi poveri, dilagheranno”, ha detto in una conferenza internazionale a Roma.
L’allarme di Diouf è contenuto nel dossier “Crop Prospects and Food Situation” che esorta tutti i Paesi donatori e le istituzioni finanziarie internazionali ad incrementare la propria assistenza, per un ammontare compreso tra 1,2 ed 1,7 miliardi di dollari.
Per i Paesi africani a basso reddito con deficit alimentare, la bolletta per tariffe e trasporto del petrolio aumenterà del 74% a causa dell’impennata dei prezzi dei cereali, delle tariffe dei trasporti e del petrolio. I prezzi dei cereali non accennano a rallentare la loro corsa, per la domanda sostenuta e il progressivo esaurimento delle scorte. Nel 2007, secondo il rapporto Fao, il prezzo del riso è quello che ha registrato l’aumento maggiore, a seguito dell’imposizione di nuove restrizioni all’esportazione da parte di alcuni tra i maggiori Paesi esportatori. Alla fine di marzo i prezzi del grano e del riso erano circa il doppio dell’anno precedente, mentre quelli del mais erano aumentati di oltre un terzo, secondo il rapporto.
“L’inflazione dei prezzi alimentari colpisce maggiormente le popolazioni povere, poiché la spesa per procurarsi il cibo rappresenta una quota molto più alta del totale del loro budget” ha detto Henri Josserand, del Sistema mondiale d’informazione e preavviso rapido della Fao “la spesa per il cibo rappresenta solo il 10-20% della spesa complessiva del consumatore dei Paesi industrializzati, mentre per il consumatore dei Paesi in via di sviluppo può arrivare a rappresentare sino al 60-80% del totale”.
Secondo le previsioni, la produzione cerealicola mondiale nel 2008 è destinata a crescere del 2,6%, per attestarsi intorno alla quantità record di 2.164 milioni di tonnellate. “Se l’aumento di produzione previsto per il 2008 si materializzerà - si legge nel rapporto - potrebbe attenuarsi l’attuale situazione di scarsità dell’offerta cerealicola mondiale ma molto dipenderà dalle condizioni climatiche”.
Le scorte mondiali di cereali dovrebbero raggiungere nel 2007/2008, 405 milioni di tonnellate, il valore minimo negli ultimi 25 anni, 21 milioni di tonnellate in meno rispetto al livello già assai ridotto dell’anno precedente.

Il VIDEO servizio:

Dolci risparmi contro il caro cereali: la Heinz inventa il pomodoro tagliacosti

Pomodori in vendita. (credits: flickr)
Visto dall’esterno sembra un pomodoro come qualsiasi altro, rosso e rotondo. Eppure è più dolce di quelli usati finora dalla Heinz per il ketchup: ha un grado di dolcezza che varia dal 5 al 10% in più rispetto a quelli normali. E potrebbe essere una scoperta a disposizione della società americana di Pittsburgh per combattere l’aumento dei costi delle materie prime.

Da tempo stanno aumentando i prezzi degli sciroppi e di altri ingredienti usati per il ketchup. La Heinz è corsa ai ripari con un’idea originale: coltivare pomodori più dolci per evitare l’uso dello sciroppo di cereali. La nuova varietà creata dall’azienda americana, inoltre, è più forte e resistente alle malattie, resta fresca per più tempo ed è più consistente. “Il lavoro che abbiamo fatto sui nuovi semi si basa tutto sulla volontà di creare il pomodoro perfetto”, dice Mr. Ozminkowski, manager della ricerca agricola per la società americana. Tuttavia non si tratta di manipolazione genetica perché il dna dei semi non è stato modificato. “Selezioniamo - spiega Ozminkowski - un tipo di pomodoro con un contenuto molto alto di zuccheri e dopo facciamo gli innesti necessari per ottenere le varietà migliori”.

In poco tempo il prezzo dei cereali è aumentato più del 40%, fino a circa tre dollari per sacco. Alla Heinz il costo generale degli ingredienti ha subito un rialzo del 4,7% nel terzo trimestre di quest’anno: la società americana ha risposto aumentando i prezzi in media del 2,8%. Una scelta obbligata dalle spese maggiori per l’acquisto di materie prime. Per esempio, lo sciroppo di fruttosio di cereali costituisce il 10% del costo di produzione di una bottiglia di ketchup. Rispetto a due anni fa l’incremento è del 25% .

Sono più cari anche i pomodori: contribuiscono per un terzo al costo di una bottiglia di ketchup. La Heinz li produce in California, dove le spese per coltivare la terra sono aumentate a causa di un incremento nei costi della terra destinata all’agricoltura e di continui rialzi nel mercato petrolifero. Tra il 2000 e il 2005 il prezzo dei pomodori della California usati nel ketchup e nella salsa ha subito incrementi fino ad arrivare a circa 50 dollari per tonnellata. L’anno scorso ha toccato quota 58 dollari e negli ultimi mesi è arrivato fino a 63 dollari per tonnellata.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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