Leggi tutte le notizie su:


Cgia-di-Mestre

Ici, reintrodurla costerebbe a ogni italiano fino a 464 euro l’anno

(Credits: Gian Mattia D'Alberto - LaPresse)

(Credits: Gian Mattia D'Alberto - LaPresse)

Una media di 252 euro in più all’anno, con punte di 464 euro a Taranto e di 426 euro a Roma. Sono le cifre che, secondo le stime della Cgia, la confederazione degli artigiani di Mestre, dovrebbe pagare ogni famiglia italiana se venisse reintrodotta l’ici sulla prima casa, come proposto ieri al Senato dai tecnici di Bankitalia. Continua

Manovra, salta il vertice tra enti locali e governo: ecco dove inciderebbero i tagli

Vasco Errani e Renata Polverini alla conferenza delle regioni e delle province autonome.

Vasco Errani e Renata Polverini alla conferenza delle regioni e delle province autonome.

Nessun passo indietro del governo sui previsti tagli ai trasferimenti alle Regioni previsti in Finanziaria. E nessuna riapertura della trattativa con i governatori regionali. Almeno per ora. Il relatore della manovra al Senato, Antonio Azzollini, PdL, è stato chiarissimo.

Il malcontento (trasversale) dei governatori - più o meno virtuosi - è affidato a una nota del presidente della Conferenza delle regioni, l’emiliano Vasco Errani, dai contenuti molto duri. Che chiama in causa il premier e il presunto diniego a un incontro già in calendario per discutere dei tagli: “Non potremmo che considerare gravissimo e inaccettabile il diniego circa la richiesta del sistema delle autonomie territoriali di avere un incontro con il presidente del Consiglio e con i ministri interessati dalla manovra”. Continua

Non aprite quel negozio: è boom degli affitti per i locali commerciali

Galleria Milano

Piccoli negozi, minimarket, macellai, ma anche panetterie e sartorie. Aprire un piccolo esercizio nei centri storici delle maggiori città italiane è diventato ormai un lusso: per affittare un negozio negli ultimi cinque anni i canoni di locazione hanno vissuto un vero e proprio boom, con punte di oltre il 60%. È quanto emerge da uno studio della Cgia di Mestre che segnala, inoltre, come il valore delle loro vendite sia diminuito del 6,5%, mentre l’inflazione sia cresciuta del 12%.

E, a sorpresa, la città dove si spende di più per affittare un negozio è Bari: nel capoluogo pugliese un piccolo esercizio di 60 metri quadri ha visto aumentare il costo dell’affitto di 708 euro (+62,9%) attestandosi, l’anno scorso, su un valore medio mensile pari a 1.833 euro. A seguire un altro porto del Sud, Palermo dove l’incremento è stato di 463 euro (+44,5%) e dove per affittare un piccolo punto vendita sempre di 60 metri quadri si possono spendere in media 1.503 euro mensili. E al terzo posto, di nuovo una città portuale, ma del Nord Ovest: Genova, dove tra il 2003 e il 2008 l’aumento è stato di 545 euro (+44,4%) e il valore medio dell’affitto di una bottega di 60 metri quadri costa 1.773 euro al mese. In coda troviamo Firenze e Venezia. Nel capoluogo toscano l’aumento medio del canone di locazione in questi ultimi 5 anni è stato di appena il 3,8%, mentre nel centro storico della città lagunare si è registrata l’unica contrazione tra le 13 città prese in esame (-3,2%), anche se l’affitto di un negozietto di 60 metri supera i 6.200 euro al mese, vale a dire oltre il doppio del centro di Milano e più del triplo di quanto spenderebbe un collega fiorentino. “Negli ultimi anni gran parte dell’opinione pubblica ha dato la colpa del caro prezzi a chi ha speculato nella fase di passaggio dalla lira all’euro”, spiega Giuseppe Bortolussi, direttore dell’Ufficio studi della Cgia. “Purtroppo, però, nessuno ricorda gli aumenti esponenziali registrati dagli affitti, dalle tasse locali, dalle tariffe dell’asporto rifiuti e dalle bollette della luce o del gas che hanno fatto esplodere i costi fissi delle attività commerciali”.

Fisco e federalismo: allo Stato l’80% delle tasse

Agenzia delle entrate

Su 100 euro di entrate tributarie ben 77,7 vanno all’amministrazione centrale e solo 22,3 agli Enti locali. Questo almeno è quanto afferma l’associazione artigiani Cgia di Mestre, presentando i dati dell’ultima ricerca condotta dal proprio ufficio studi. “In termini reali” rileva Giuseppe Bortolussi, direttore della Cgia mestrina “a fronte di 459,8 miliardi di euro di entrate tributarie totali registrate nel 2007, 357,1 vanno all’erario e ’solo’ 102,7 miliardi alle amministrazioni locali. Ciò vuol dire che l’autonomia fiscale dei nostri territori, rispetto ai principali competitori, è ridotta al minimo”.

L’elaborazione ha messo a confronto le entrate statali e quelle locali di Italia, Francia, Spagna e Germania. Se con spagnoli e tedeschi non c’è confronto, merita un chiarimento - secondo i ricercatori - la situazione della Francia. I transalpini presentano una specificità non riscontrabile negli altri Paesi per quanto concerne il sistema pensionistico. Mentre in tutti gli altri stati presi in esame la previdenza è sostenuta attraverso il versamento contributivo fatto dagli occupati, in Francia è la fiscalità generale a finanziare il sistema.

“La cosa che ci preoccupa di più” prosegue Bortolussi “è che dalla lettura di questi dati emerge una corrispondenza lineare tra il livello di centralismo e la pressione tributaria. Ovvero, la quantità di imposte, tasse e tributi che i contribuenti versano in percentuale del Pil è direttamente proporzionale al grado di centralismo fiscale”.
Infatti, a fronte di un centralismo fiscale che è pari in Italia al 77,7% c’è una pressione tributaria del 29,9%. La più alta tra i paesi messi a confronto. La Germania, invece, che presenta un gettito fiscale nazionale del 49,4%, ha una pressione tributaria solo del 24%. Idem la Spagna: a fronte di una percentuale di entrate centrali pari al 55,6% registra una pressione tributaria del 25,1%. Solo la Francia è un po’ in controtendenza rispetto ai tre Paesi analizzati. Pur avendo un’autonomia impositiva degli enti locali più contenuta di quella italiana presenta, però, una pressione tributaria del 27%. Ben più alta di quella tedesca e spagnola ma più contenuta di quasi 3 punti rispetto a quella italiana.

I cugini transalpini, pur avendo uno stato centralista, hanno però una pubblica amministrazione più virtuosa, più efficiente e meno costosa, ad esempio, della nostra. “A fronte del risultato emerso da questa elaborazione” conclude Bortolussi “è necessario approvare in tempi brevissimi la legge sul federalismo fiscale. Solo trattenendo sempre più sul territorio le risorse erogate dai contribuenti e avvicinando i centri di spesa ai cittadini, si può rispondere meglio alle esigenze di questi ultimi rendendo gli amministratori locali più responsabili e più virtuosi. Tutto ciò con l’obbiettivo di abbassare il carico fiscale generale e conseguentemente migliorare i nostri conti pubblici”.

Italiani sempre più indebitati: oltre 15mila euro per famiglia

Carrelli della spesa

In cinque anni, cioè dall’adozione della moneta unica alla fine del 2007, le famiglie italiane si sono indebitate in modo crescente, tanto da raddoppiare quasi la loro esposizione nei confronti degli istituti di credito. Tra mutui per comprare casa, finanziamenti per ristrutturarla, prestiti per investire, ma anche per credito al consumo e per affrontare il peggioramento della situazione economica di molte famiglie, soprattutto del Sud, l’indebitamento degli italiani è salito, tra il 2002 e il 2007, del 93,28%.
Secondo uno studio della Cgia di Mestre l’indebitamento medio delle famiglie italiane ha toccato nel dicembre del 2007 i 15.765 euro, con la provincia di Roma in testa, con una media di 21.949,94 euro. Seguono le famiglie milanesi (21.321,68 euro), quelle della provincia di Lodi (20.593,26 euro), quelle di Reggio Emilia (20.138,44 euro) e le riminesi (con 20.060,99 euro). In cinque anni, il record della crescita del debito è invece di Napoli, con un aumento del 116,36%, che non si discosta molto da quello di Reggio Emilia e Piacenza (116,1%). In ogni caso sono moltissime le province che hanno in sostanza raddoppiato il loro indebitamento: in 20 hanno avuto una crescita superiore alla media e le poche province che si situano in coda alla classifica vedono comunque una crescita del 50% circa, con un minimo al 42,45%.
“Le città più indebitate” rileva Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre “sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati. Non è da escludere che tra questi ‘indebitatì vi siano anche delle famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione in queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa è quando analizziamo la variazione di crescita registrata negli ultimi anni. Nei primi posti abbiamo molte città del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato al perdurare della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione”.
Secondo l’analisi della Cgia in coda alla classifica dell’ammontare del debito da onorare nei confronti degli istituti di credito o degli istituti finanziari a fine 2007 sono le famiglie del Sud. Quelle residenti nella provincia di Isernia sono indebitate per 7.119,83 euro, a Reggio Calabria per 7.099,05 euro, a Benevento per 6.951,66 euro e, infine, a Vibo Valentia per 6.769,92 euro.
Ecco di seguito una tabella con l’ammontare medio dell’indebitamento 2007 delle prime dieci province e quella con le prime dieci variazioni percentuali tra il 2002 e il 2007.

Il VIDEO servizio:

Infrastrutture: la maglia nera dell’Italia, ultima in Europa

Una linea ferroviaria

È uno dei motivi per i quali gli investitori stranieri non vengono in Italia: il preoccupante deficit infrastrutturale che caratterizza il nostro Paese. A denunciarlo è la CGIA di Mestre che ha messo a confronto i chilometri di ferrovie, di autostrade, di strade statali e provinciali e di fiumi navigabili in rapporto alla popolazione dei principali Paesi dell’Europa dei 15.
Ebbene, il risultato che emerge da questa comparazione è desolante: l’Italia è quasi sempre in coda alla classifica. Analizzando i dati, per quanto riguarda le ferrovie, il Belpaese ha 28 km di strada ferrata ogni 100.000 abitanti. I nostri principali “competitors” ci surclassano: la Germania ne registra 43,4 km, la Francia addirittura 51,1. Ma a guidare la classifica l’Austria con 70 km di ferrovie ogni 100.000 abitanti.
Quando il confronto prende in esame come parametro di riferimento il numero di Km di autostrade ogni 100.000 abitanti le cose peggiorano. Nel nostro Paese se ne registrano 11,4 km, in Germania 14,6 e in Francia 16,7, la Spagna addirittura più del doppio di noi con 23,8 km ogni 100.000 abitanti. La situazione precipita quando la comparazione si basa sul numero di chilometri di fiumi e canali navigabili. Mentre la Francia ne registra 13,9 ogni 100.000 abitanti, la Germania 9,1, il Belpaese solo 1,5. Solo con la viabilità cosiddetta “locale” riusciamo a salvare la faccia: 278,2 i nostri chilometri di strade statali e provinciali contro i 266,3 della Germania. La Francia, invece, ci surclassa ancora una volta con ben 629 chilometri ogni 100.000 abitanti.
“È bene ricordare” commenta Giuseppe Bortolussi segretario CGIA “che a preoccuparci non è solo il dato quantitativo messo in evidenza da questa analisi ma, anche, il livello qualitativo delle nostre infrastrutture che purtroppo penalizza oltre misura non solo i cittadini ma soprattutto l’economia”. Anche perché, continua Bertolussi “paghiamo più tasse degli altri, ma abbiamo una spesa pubblica tra le più elevate d’Europa. Spesso si accusa il sistema delle imprese che dovrebbe fare più ricerca e più innovazione per competere con i mercati internazionali. Giustissimo. Ma, se riuscissimo a fare con grande sforzo, anche questo salto di qualita’, le nostre merci dove le faremmo transitare?”.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!