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Liberalizzazioni, battaglia di cifre tra consumatori e professionisti

La protesta dei tassisti in piazza del Plebiscito a Napoli (Credits: ANSA/CESARE ABBATE)

La protesta dei tassisti in piazza del Plebiscito a Napoli (Credits: ANSA/CESARE ABBATE)

Assemblee spontanee, blocco del servizio e numerose proteste in diverse grandi città, da Torino a Napoli, passando per Milano e Roma. Così  i tassisti di tutta Italia oggi si sono mobilitati per fermare le liberalizzazioni progettate dal governo Monti. Come se non bastasse, adesso è iniziata pure una piccola battaglia di cifre, tra le associazioni dei consumatori e quelle di categoria,  sui potenziali costi e benefici che le liberalizzazioni porteranno nelle tasche degli italiani.

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Imprese e incentivi, il Governo vuole tagliare un sistema che vale 60 miliardi l’anno

 Corrado Passera, Ministro per lo sviluppo economico (Credits: LaPresse)

Corrado Passera, Ministro per lo sviluppo economico (Credits: LaPresse)

TUTTE LE MISURE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI

Meno incentivi in cambio di meno tasse. La riforma delle agevolazioni per le aziende è uno dei capitoli inseriti nell’agenda del Governo, che vorrebbe sfoltire un vera e propria giungla di leggi e provvedimenti. Il sistema degli incentivi è infatti una voce che pesa come un macigno sulle casse pubbliche, per una cifra complessiva che raggiunge i 60 miliardi di euro ogni anno, secondo le stime della Ragioneria Generale dello Stato, aggiornate al 2010.

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Iva, con l’aumento Monti vuole raccogliere fino a 8,8 miliardi di euro

Il presidente del Consiglio Mario Monti (Credits:ANSA/ETTORE FERRARI)

Il presidente del Consiglio Mario Monti (Credits:ANSA/ETTORE FERRARI)

TUTTE LE MOSSE ANTI CRISI DEL GOVERNO MONTI

Tra 6 e 8,8 miliardi di euro all’anno. È la cifra che il governo punta a raccogliere con laumento dell’Iva (imposta sul valore aggiunto), che quasi certamente crescerà di almeno un punto percentuale a partire da gennaio. Questa “tassa”, che ogni 12 mesi porta nelle casse dello stato quasi 120 miliardi di euro, viene applicata sul prezzo di vendita dei principali oggetti di consumo e prevede attualmente tre aliquote. Continua

Ici, Iva, Imu, Res, Irpef: le imposte di Monti costeranno a ogni famiglia 480 euro l’anno

(Credits: ANSA)

(Credits: ANSA)

TUTTE LE MOSSE ANTICRISI DEL GOVERNO MONTI

Maggiori entrate tra 2,4 e oltre 12 miliardi di euro, che si traducono in una stangata media per ogni famiglia italiana compresa tra 97 e 483 euro all’anno. Potrebbero essere questi gli effetti delle misure fiscali studiate dal governo Monti, che si basano principalmente sull’ aumento di almeno un punto percentuale dell’Iva e sulla reintroduzione dell’Ici sulla prima prima casa o dell’Imu (Imposta municipale unica), una nuova tassa sugli immobili. Per ora, si tratta soltanto di ipotesi ma la Cgia, la Confederazione degli artigiani di Mestre, ha già provato a fare i conti sugli effetti di queste manovre. Continua

Disoccupazione, preoccupante ma non allarmante - L’INTERVISTA

(Credits: ANSA)

(Credits: ANSA)

di Giuseppe Cordasco

Le ultime rilevazioni Istat non dicono niente di buono. La disoccupazione a settembre è salita all’8,3% dall’8% di agosto. Siamo  tornati ai livelli del novembre 2010. Tradotto in soldoni significa che a settembre il numero dei senza lavoro ha toccato una quota di poco superiore ai 2 milioni, con un aumento del 3,8%. E tra i 15 e i 24 anni, i numeri sono spaventosi: la disoccupazione è balzata al 29,3% dal 28% di agosto, un livello che non si raggiungeva dal gennaio del 2004. Continua

Imprese, aumenta il numero ma ne falliscono anche di più

(Credits: ANSA)

(Credits: ANSA)

Mai così tante imprese in Italia dall’inizio della crisi, mai così tante incognite sul loro futuro. È un quadro in chiaroscuro quello tracciato oggi dai rapporti di Unioncamere e Cgia di Mestre, due degli osservatori più acuti sull’evoluzione industriale del nostro Paese.

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Piano casa, ecco l’accordo governo-regioni. Decreto entro 10 giorni

Un cantiere edile

Lunghe le trattative, serrata la discussione. Che si è conclusa in tarda serata, nella sede del ministero per i Rapporti con le Regioni, con un accordo tra Stato e regioni sul piano casa. Nel Consiglio dei ministri di mercoledì 1 aprile l’accordo sarà già oggetto di riflessione per quanto riguarda la scansione dei tempi entro i quali dovrà essere approvato il relativo decreto.
Prima, però, l’intesa dovrà essere formalmente approvata dalla Conferenza unificata convocata a Palazzo Chigi. “Si tratta di un risultato molto importante al quale abbiamo lavorato intensamente ” ha commentato il ministro Raffaele Fitto “abbiamo raggiunto un’intesa condivisa dall’intero governo. Il presidente Berlusconi è sempre stato puntualmente informato di ogni passaggio e in Consiglio dei ministri si potrà procedere con la tempistica, entro 10 giorni il decreto sulla semplificazione amministrativa dovrebbe essere pronto”.
Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, oltre alla soddisfazione, ha sottolineato che l’intesa “è un risultato importante per noi e per il Paese, confermiamo pienamente l’impostazione di quando avevamo detto che il decreto era inaccettabile”. Con gli accordi raggiunti oggi “non ci sono scelte che possono compromettere il sistema di governo e la tenuta urbanistica del territorio. Ora però bisogna occuparsi della vera emergenza che è quella di trovare risorse per le famiglie in difficoltà che non riescono a pagare l’affitto, abbiamo 550 milioni di euro, bisogna trovare altre risorse pubbliche e private”. Errani ha poi sottolineato che i lavori del piano casa saranno svolti nel rispetto delle norme sulla sicurezza e con lavoro regolare e forme di rendicontazione che mettano in chiaro tutti i lavori che verranno fatti.
Il decreto legge sul piano casa sarà portato al Consiglio dei ministri entro una decina di giorni, probabilmente prima di Pasqua, ha reso noto Fitto, aggiungendo che servono ancora dei tempi tecnici.
Le Regioni avranno 90 giorni di tempo per emanare, ciascuna, le norme per consentire l’attuazione del piano casa. L’intesa raggiunta prevede aumenti volumetrici del 20% per le abitazioni e del 35% nei casi di demolizione e ricostruzione, purchè compiuti con tecniche di bio-edilizia le volumetrie si riferiscono solo all’edilizia residenziale, mentre i centri storici e tutte le aree protette non verranno toccate dal piano casa, nel pieno rispetto dei programmi urbanistici.
In extremis si è raggiunto l’accordo per il varo di un tavolo che metta a punto uno studio di fattibilità per verificare quali misure adottare per l’edilizia pubblica.
Dall’accordo, infatti, sono sparite “le risorse aggiuntive” che lo Stato avrebbe dovuto apportare, seppure in quantità non determinata.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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