
Sergio Marchionne (Credits: Detroit Free Press/ZUMAPRESS.com)
Sergio Marchionne ci riesce anche in America. Il gruppo Chrysler e la Uaw, United Auto Workers, il sindacato americano che rappresenta i lavoratori del settore meccanico e automobilistico, hanno raggiunto un accordo preliminare per il nuovo contratto nazionale di lavoro della casa di Detroit, che interessa circa 26.000 dipendenti. Continua


di Sergio Luciano
Primavera del 1999, Alpi svizzere, esterno notte: poco prima delle 6 del mattino, un pullman parte dalla lussuosa sede di rappresentanza e formazione manageriale della Al-Group, multinazionale dell’alluminio nata dalla fusione tra Alusuisse e Lonza. A bordo, una trentina di giovani dirigenti, e tre o quattro psicologi, che nessuno ha mai incontrato prima. Il capo del drappello si chiama Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo. È l’unico che sa dove sta dirigendosi il pullman. Continua
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Quando lo accusano di voler collaborare con le aziende automobilistiche contro cui dovrebbe combattere, Bob King, dallo scorso giugno presidente del potente sindacato United auto workers (Uaw), risponde che il suo obiettivo è ben altro. Nei prossimi 4 anni, quanto dura il suo mandato, intende cambiare per sempre la faccia di un’organizzazione che per 75 anni si è occupata solo di migliorare le condizioni dei lavoratori di Chrysler, General Motors e Ford, salvo poi ritrovarsi ad accettare duri sacrifici per sopravvivere alla crisi. Continua

Sicuramente perderei. Non so se Sergio Marchionne verrà ricordato come grande leader o manager. Questo dipenderà dal fatto se riuscirà o meno nel fatidico obiettivo di vendere 6 milioni di auto nel 2014. Sicuramente nel panorama economico è probabilmente il negoziatore più abile del pianeta. Continua


di Sergio Luciano
Si chiamerà Lancia 300 C, vedrà la luce nella seconda metà del 2011 e nelle speranze di Sergio Marchionne dovrà cancellare la memoria della Thesis, ultima ammiraglia tentata dal gruppo Fiat, senza successo. Ma soprattutto la Lancia 300 C sarà il primo innesto di un modello Chrysler negli stabilimenti e nel mercato italiani. Il primo di una serie che il líder máximo del Lingotto vuole sia molto lunga. Continua

Sergio Marchionne
Non è un’estate semplice per l’ad Fiat Sergio Marchionne, chietino di nascita, canadese di adozione. Almeno in Italia. Nonostante un conterraneo illustre come il leader Cisl, Raffaele Bonanni, abbia dichiarato a Panorama: “Marchionne non fa ricatti, vuole certezze. E ha ragione. Per questo troveremo la soluzione a tutti i problemi, alla faccia di chi non ha capito che la musica è cambiata”. Di fatto le scelte del manager hanno attirato le critiche di molti, tra i sindacati (Fiom in testa), in Confidustria, nel Palazzo della politica, a destra come a sinistra. Continua


di Sergio Luciano
«Mio figlio John ha una doppia qualità. È un erede e ha saputo fare carriera» dice di lui il padre, Alain Elkann. E l’interessato, parlando ai primi di luglio all’attentissima platea degli ex allievi della Bocconi, ha confermato: «Io sono presidente della Fiat per un destino, ma se sono in sella è per merito». Va tenuto d’occhio, questo giovane alto e magro, John Philip Elkann detto Jaki, 34 anni, presidente di tutto il presiedibile nelle società della galassia Agnelli: la Giovanni Agnelli & C., la Exor spa, la Fiat spa. Continua