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Brividi per l’Europa: stop alle forniture di gas. Chi ha chiuso il rubinetto?

Un gasdotto russo

La Russia ha bloccato tutte le forniture di gas verso l’Europa che transitano attraverso l’Ucraina. Lo ha riferito alla AFP un portavoce della Naftogaz, la società di Stato dell’Ucraina. “La Russia ha fermato l’intero transito di gas alle ore 7,44″ ha detto il portavoce “la Russia ha lasciato l’Europa senza gas”.
Intanto le forniture sono già interrotte sia in Austria, che Repubblica Ceca che in Romania. Gazprom non ha interrotto completamente i rifornimenti di gas destinati all’Europa occidentale che passano attraverso l’Ucraina ma li ha ulteriormente ridotti, dice invece alla tv Vesti News, così riferisce l’agenzia russa Ria Novosti, il portavoce di Gazprom, Sergei Kupriyanov: “Nelle ultime 24 ore Naftogaz, con la scusa di problemi tecnici, ha rubato altri 21 milioni di metri cubi di gas diretti in Europa” afferma Kupriyanov. “In queste condizioni non abbiamo scelta e abbiamo deciso di ridurre le consegne di altri 21 milioni di metri cubi”.
Il presidente ucraino Viktor Yushchenko ha chiesto alla Russia di far ripartire “immediatamente” le forniture di gas verso l’Europa. L’appello è lanciato in una lettera indirizzata all’omologo russo Dmitri Medvedev e al presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso.

Anche l’Italia, come molti paesi europei, è rimasta a secco di gas russo per la nuova guerra tra Mosca e l’Ucraina. Non sono stati cioè recapitati i 45 milioni di metri cubi di gas attesi per oggi, vale a dire circa un quinto del fabbisogno del paese. Ma al momento la situazione è sotto controllo e “non ci sono preoccupazioni per le prossime settimane”, rassicura il ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, che annuncia di aver già preso contromisure. A cominciare dalla “massimizzazione” delle forniture da parte di paesi diversi dalla Russia, grazie ad un decreto ad hoc già messo a punto.
“Possiamo guardare alle prossime settimane con serenita”‘, gli fa eco Paolo Scaroni, l’ad dell’Eni che oggi ha riunito a Milano il comitato di crisi del gruppo. Al momento dunque non sembrano paventarsi particolari allarmi e sembrerebbe per ora scongiurato il rischio di dover ricorrere a misure più incisive come quelle prese nel 2006, quando la prima crisi del gas Russia-Ucraina obbligò l’Italia anche a tagliare di due gradi la temperatura dei termosifoni.

Gli stoccaggi, ovvero le riserve, sono state rafforzate in questi anni - anche alla luce della crisi di tre anni fa - e oggi i livelli “sono elevatissimi”, spiega il ministero dello sviluppo economico sottolineando che anche sul fronte dei consumi si registra una domanda “molto bassa”. Soprattutto per la crisi economica - fanno notare tecnici di settore - che ha visto molte imprese sospendere la produzione, come dimostrano i crescenti ricorsi alla cassa integrazione. Mentre al ministero per lo sviluppo economico si è comunque deciso di convocare - probabilmente domani - la prima riunione “tecnica”, il comitato “per l’emergenza ed il monitoraggio gas”, Scajola sta anche “accentuando tutte le iniziative in corso in sede europea per risolvere il problema e assicurare la normalità degli approvvigionamenti”.
L’Italia non presenta quindi “particolari preoccupazioni per le prossime settimane”, ribadisce il ministero di Scajola che avrebbe anche provveduto a vietare precauzionalmente agli operatori - come fu fatto tre anni fa - di vendere il proprio gas oltre frontiera. Sul fronte delle riserve - secondo dati di settore - l’Italia conterebbe in questo momento su circa 13 miliardi di metri cubi di gas e di questi 3-4 miliardi potrebbero essere resi disponibili senza problemi.
Un “tesoretto” di metano quindi in grado di sostenere i tagli russi per un periodo abbastanza lungo, considerato che da Mosca le importazioni previste in questo periodo si aggirano mediamente sui 60 milioni di metri cubi al giorno (oggi ne erano previsti 45 milioni in base ai consumi ridotti per la festivita” della Befana). Mentre la notte scorsa, intorno alle 4, si è registrato un blocco totale della fornitura dalla Russia, intorno alle 10 di questa mattina - ha precisato un portavoce dell’Eni - le forniture di gas russo che arrivano in Italia dal gasdotto Tag erano al “10% di quello che normalmente ci arriva”.

Le bollette più leggere da gennaio: luce -5,1% e gas -1%

Alcuni contatori elettric

Le bollette della luce e del gas dal primo gennaio scenderanno rispettivamente del 5,1% e dell’1%: “Dopo le sofferenze per gli aumenti del 2008 inizia il percorso che portera’ nel 2009 a bollette piu’ leggere”.
A dirlo è l’Autorithy per l’energia, che fa anche i conti su quanto le famiglie risparmieranno: circa 36 euro l’anno. Da gennaio ci sarà un “forte calo anche del gpl in rete (-14,2%)”, con una minore spesa di 115 euro su base annua. “Dopo queste prime riduzioni per il primo trimestre, spiega il presidente dell’Autorithy Ortis, ‘possono prevedersi ulteriori riduzioni”.
“Dopo queste prime riduzioni per il primo trimestre dell’anno prossimo” spiega Ortis “possono
prevedersi ulteriori riduzioni, particolarmente importanti per il gas, anche con il prossimo aggiornamento trimestrale”, previsto per fine marzo 2009. “Va inoltre ricordato che le famiglie meno abbienti potranno beneficiare, nel 2009, anche del bonus per l’energia elettrica e per il gas con riduzioni aggiuntive del 15% circa”.

Rallegrati della discesa dei prezzi scendano, ma convinti che le tariffe si abbassino troppo lentamente. Così Adusbef e Federconsumatori: “pur apprezzando i ribassi che si riverberano sulle bollette dei cittadini, senza alcuna polemica con l’Autorità, fanno notare che come al solito, i rincari derivanti dagli aumenti delle materie prime sono fulminanti e marciano come lepri,mentre le diminuzioni camminano con il passo lento delle tartarughe”.
Le due associazioni ricordano che “il costo di un barile di petrolio è sceso in pochi mesi dal picco di 140 dollari a barile a 38 dollari delle ultime quotazioni, che il cambio dell’euro si è ulteriormente rafforzato sul dollaro (oggi ci vogliono 1,40 dollari per 1 euro), mentre sia le benzine che le bollette di gas ed energia, continuano a restare indifferenti a tali ribassi”.

Bonus energetico, Tremonti: “Il taglio agli sgravi non sarà retroattivo”

Pannelli solari in Vaticano

Il Parlamento correggerà la norma contenuta nel dl anticrisi sulle detrazioni fiscali al 55% per gli interventi di risparmio energetico, eliminando la “retroattività”. Lo assicura il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso dell’audizione delle commissioni riunite Bilancio e Politiche comunitarie alla Camera. Che però precisa: “I crediti d’imposta non possono essere utilizzati come un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come un bancomat”.
Secondo Tremonti, le detrazioni contenute nel decreto per molte famiglie ammontano a “più di 400 euro”. E rivolgendosi all’opposizione, che ha definito “elemosina” le risorse che andranno alle famiglie, il ministro risponde: “Credo che in situazioni di difficoltà 3-4 euro al giorno non sono un’elemosina. Nei salotti la definiscono elemosina, non credo sia giusto”. Poi il titolare di via XX settembre aggiunge: “Le bollette di luce e gas scenderanno in modo significativo”. La norma contenuta nel dl, precisa il ministro, “blocca i diritti delle tariffe che vengono addebitate dalla Pa come contropartita dei servizi pubblici erogati”. Ma anche se il decreto legge non interviene direttamente sul costo delle tariffe, spiega, “le bollette devono scendere e abbiamo attivato un meccanismo dentro le Authority” per raggiungere questo obiettivo.
“Se avessimo bloccato le tariffe avremmo prodotto un effetto negativo”, sottolinea il ministro. Invece “noi” aggiunge Tremonti “vogliamo che scendano anche in virtù di una diversa azione delle Authority” che in alcuni casi sono state “poco efficienti e poco corrette nei confronti dei consumatori”.
A stimare un ribasso dei costi della bolletta energetica - fatto tenendo conto dei consumi medi e dei ribassi del prezzo del petrolio - è il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel corso di un’audizione alla Commissione agricoltura alla Camera: “La diminuzione del costo del gasolio, della benzina e la conseguente diminuzione del gas e dell’elettricità porterà ad un risparmio sui costi energetici nel 2009 di 2.800-3.000 euro a famiglia” ha detto Scajola.
“Il prossimo anno” ha aggiunto “questo trend di diminuzione proseguirà e prevediamo che sia ad aprile sia a giugno ci sarà un ulteriore calo delle tariffe di luce e gas che” ha ricordato “da gennaio dovrebbero diminuire rispettivamente del 4 e dell’1 per cento”.

Nuova Alitalia, ancora un rinvio. Partirà dopo le vacanze di Natale

i protagonisti degli ultimi due anni

Altro rinvio per il decollo della Nuova Alitalia. La data ufficiale era stata fissata per il primo dicembre, ma il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, aveva già annunciato uno slittamento al 12 dicembre. Ora invece è il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a parlare di un altro rinvio a “dopo le vacanze di Natale”, giustificando il rimando con la necessità di “evitare la congestione dei voli durante il periodo festivo”.
Insomma la Nuova Alitalia spiccherà il volo nei primi giorni dell’anno prossimo per evitare il passaggio della cloche durante un periodo di alto traffico. Ma non è stata indicata una data precisa. “L’avvio della nuova Alitalia sarà dopo le vacanze di Natale per evitare il periodo più congestionato delle ferie natalizie. Dal primo dicembre, comunque, sono partiti tutti gli effetti economici dell’accordo e questo non è stato modificato”, ha detto Scajola.
“Non vedo un grosso problema se l’operatività è dopo 10-15 giorni. Con tutti i problemi che ci sono stati questo è sicuramente il minore”, ha aggiunto.
Secondo Scajola, cioè che è importante è “il salto nella qualità del servizio che ci sarà e Alitalia tornerà ad avere un alto livello di servizio come quando era una grande compagnia”.

Via libera di Scajola: Alitalia va a Cai

Via libera per la cessione di Alitalia: il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha autorizzato il commissario straordinario della compagnia di bandiera, Augusto Fantozzi, a procedere alla vendita degli asset richiesti dalla società Cai a un prezzo non inferiore a 1.052 milioni di euro, a fronte dell’offerta originaria di Cai, pari a mille milioni.

“Con l’autorizzazione alla vendita - si legge in una nota diffusa dal ministero dello Sviluppo economico - si completa il processo autorizzativo per la costituzione della nuova Alitalia, compagnia nazionale privata di bandiera che, in totale discontinuità con la vecchia Alitalia, continuerà a rappresentare il Paese e il Made in Italy nel mondo. Il commissario Fantozzi può ora procedere alla cessione materiale degli asset entro il primo dicembre. Dal canto suo, la Cai potrà procedere alla scelta del partner straniero, che rafforzerà la presenza della nuova Alitalia sui mercati mondiali”.

Dopo le dichiarazioni di Berlusconi a favore di un’entrata di Lufthansa quale partner di minoranza della nuova Alitalia, slitta a non prima della fine dell’anno la scelta del partner estero di Cai, benché la decisione fosse prevista nei prossimi giorni. “Sul partner estero non ho preferenze: sceglieremo chi assicura la partenrship strategica di più lungo periodo”, ha detto Gaetano Miccichè, responsabile della divisione corporate di Intesa San Paolo. “Vogliamo un partner con cui crescere assieme e poi, chissà, non si può mai dire mai nella vita”.

Alitalia, entro il primo dicembre sarà perfezionata la vendita

Piloti e assistenti di aereo salgono su un volo Alitalia
La nuova Alitalia è pronta al decollo e sarà operativa il primo dicembre. “Il Comitato di sorveglianza ha dato il suo ‘ok’, e dopo l’approvazione del ministro accetterò l’offerta della Cai”, ha annunciato il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, uscendo dal ministero dello Sviluppo Economico dove si è tenuto il Comitato di sorveglianza chiamato a valutare l’offerta Cai per gli asset Alitalia. Alle 17, ha proseguito Fantozzi, ci sarà una conferenza stampa nel corso della quale verrà spiegata nei dettagli l’operazione. Si aspetta, quindi, l’approvazione del ministro Claudio Scajola che però potrebbe non arrivare oggi: “Non so se la darò oggi - ha dichiarato il ministro - perché devo proseguire la valutazione dell’offerta. Vedrò in corso di giornata”. Ieri intanto Scajola ha incontrato Banca Leonardo, l’advisor incaricato dal governo di valutare l’asset di Alitalia: “Mi hanno dato la loro valutazione - ha spiegato - su cui stanno lavorando i miei uffici. Stiamo facendo alcuni ragionamenti”. In ogni caso, ha proseguito il ministro, “ci metteremo nelle condizioni, attraverso le decisioni del ministero e quindi della procedura, affinché con il 1° dicembre ci sia il perfezionamento dell’acquisto da parte della Cai della nuova Alitalia”. Quanto all’operatività della compagnia, Scajola ha spiegato che “il problema non è quando incomincerà in maniera operativa la nuova Alitalia, non ci sarà interruzione sul volo italiano anche se stiamo soffrendo la riduzione dovuta a questa difficoltà che la vecchia Alitalia ha anche dal punto di vista finanziario e anche per le difficoltà di carattere sindacale interno”. “La parte operativa di volo - ha aggiunto il ministro - arriverà nei giorni successivi” alla vendita “secondo i problemi che si porranno, ma questo non significa nulla”. “Quello che conta - ha concluso - è che noi perfezioneremo la vendita e quindi la nuova Alitalia entro il 1° dicembre”.
Soddisfatto anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: “Il nodo Alitalia è destinato inesorabilmente a sciogliersi: non si torna indietro, il processo è inarrestabile, fortunatamente, in poco tempo, avremo una nuova compagnia di bandiera”.
Intanto proseguono le difficoltà operative: sono, infatti, definitive le soppressioni dei collegamenti Alitalia. Secondo un calcolo non ufficiale, rispetto alla programmazione in vigore fino a pochi giorni fa sarebbero più di un centinaio sull’intera rete, di cui una settantina tra arrivi e partenze che interessano l’aeroporto di Fiumicino. Proprio per essere state ormai programmate, come viene confermato anche da fonti Alitalia, le soppressioni non compaiono più sui monitor informativi, né sul sito web di Alitalia.

Alitalia fa crac. Il pomeriggio nero di Berlusconi: colpa di piloti e Cgil

Scaduto l’ultimatum alle ore 16 e ritirata l’offerta della Cai, sono scoppiate le polemiche sulla trattativa Alitalia. In particolare tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e la Cgil di Guglielmo Epifani. In verità le schermaglie erano iniziate già nei giorni scorsi. E in mattinata il premier, che era in visita a San Giuliano di Puglia, aveva lanciato il suo monito: “Io penso che si possa andare avanti anche senza l’assenso della Cgil”. All’ora di pranzo, nei palazzi della politica si andava diffondendo la voce che la Cgil non avrebbe firmato. Un’ipotesi suffragata dal lancio della stessa Cgil, insieme con le altre sigle sindacali “ribelli”, del contropiano che chiedeva maggior tempo per la trattativa.
Alla scadenza dell’ultimatum, l’assemblea Cai si riuniva per decidere il da farsi. Proprio negli stessi minuti Berlusconi rientrava a Roma. La notizia del ritiro della Cai la apprendeva dai giornalisti in diretta: “Presidente guardi che Cai ha ritirato l’offerta”, diceva un cronista in contatto con la redazione. “Lo dice l’Ansa, di solito ci prendiamo…”. La verità è che fino all’ultimo Berlusconi non voleva credere al ritiro dell’offerta salva-Alitalia.
Invece di tornare subito a palazzo Grazioli, il premier si è concesso una tappa in alcuni negozietti di via del Plebiscito, auspicando per Alitalia “una soluzione positiva”. Poi sul portone di Palazzo Grazioli si è intrattenuto con i giornalisti per spiegare che avrebbe parlato solo a Palazzo Chigi e al termine della vicenda: “Non è possibile, ho appena parlato con il dottor Letta, lui mi informa ogni tre minuti. E credo di essere più informato io”. Ma secondo lei è tattica? “Non lo so, non lo so”, ripeteva il Cavaliere.
Cinque minuti più tardi era lui a far chiamare i cronisti: “Mi confermano il ritiro della Cai. La situazione è drammatica, potremmo essere di fronte a un baratro”. Quindi l’affondo alla Cgil: “Ci sono delle pesantissime responsabilità, soprattutto da parte della Cgil e dell’Associazione Piloti, che valuteremo. Non vorrei che questa fosse proprio la soluzione che qualcuno ha auspicato si verificasse”.
Immediata la reazione del sindacato per bocca del segretario generale, Guglielmo Epifani: “Piuttosto che cercare capri espiatori, governo e presidente del Consiglio si assumano le proprie reponsabilità per come hanno gestito tutta la vicenda alitalia e la trattativa con le parti sociali”. Cgil che in serata ha convocato una conferenza stampa, nella quale presumibilmente la temperatura dello scontro con il premier salirà ancora.

LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia - Alitalia: è caos. La Cai ritira l’offerta. Partecipa al FORUM


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rossi-spalla Viviana Da Busti
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