
Valerio Scanu e Alessandra Amoroso
Sono volati gli spartiti. Il Codacons ha chiesto l’apertura di un’inchiesta e il blocco del televoto. La Fondazione Farefuturo ha minacciato lo sciopero della fame. Solo canzonette? Non proprio. La finale del Festival di Sanremo, vinto da Valerio Scanu davanti al contestato trio Pupo - Emanuele Filiberto - Luca Canonici, ha scatenato polemiche a palate. Continua

Il Ceo di Microsoft Steve Ballmer durante la presentazione di Windows 7 - EPA
La gestazione è stata lunghissima: la class action all’italiana ha visto la luce più di due anni dopo il primo annuncio. Continua

Saldi, saldi, saldi. E’ il sempreverde mantra dei commercianti delusi dalle vendite natalizie. Nel 2009 della crisi non stupisce che le vendite di fine stagione arrivino a pochi giorni dall’inizio della stagione stessa secondo il calendario. Continua

©AP/Lapresse
La “guerra preventiva” di associazioni dei consumatori e commercianti è già partita. Il Natale si avvicina e si sommano le richieste alla politica di sgravi fiscali sulle tredicesime, misure di sostegno al consumo e anticipazione dei saldi. La paura è in una parola: Austerity Continua

Il 2009 è appena cominciaro ma il Codacons già parla di stangata: le famiglie italiane spenderanno in media 605 euro in più rispetto al 2008. Queste le stime diffuse dal Codacons secondo cui le voci che incideranno di piu’ nei conti degli italiani saranno alimentari, comunicazione e banche.
“A pesare sul 2009″ secondo il Codacons “saranno, però, non i rialzi futuri, ma la crescita di prezzi che c’è stata nel corso di tutto il 2008, che finirà per determinare un aumento del costo della vita di 299 euro a famiglia, nonostante ora si preveda un periodo di stabilità dei prezzi, sia per il calo del costo del grano che per quello dell’elettricita’.
Interessante la voce comunicazioni, che arebbe stata in calo di 16 euro se non ci fosse stato
l’aumento del canone Telecom da 12,14 a 13,40, 1,26 euro al mese che, con Iva, determinano un incremento di 18,14 euro su base annua.
All’interno della voce Altri beni e servizi spiccano le banche che, evidentemente per rifarsi della
crisi, aumenteranno di 28 euro il costo dei servizi finanziari (i mutui sono esclusi dalla voce, essendo un’estrapolazione dei dati Istat)”.
Secondo il Codacons la “batosta” è sicuramente “inferiore a quella degli scorsi anni, ma che,
aggiunta a quelle che si sono succedute ininterrottamente dal 2002 ad oggi, finisce per essere la classica goccia che fa traboccare il vaso e che rischia di mandare definitivamente sul lastrico le famiglie italiane”.
Inoltre, sottolinea ancora il Codacons, il calo di molte voci è determinato da un fatto negativo, la recessione in atto. In particolare a risentire del calo degli acquisti saranno le voci Abbigliamento e calzature (+ 19 euro), Mobili e articoli per la casa (+ 34 euro), Ricreazione, istruzione e ristorazione (+ 23 euro).
Notizie realmente positive, invece, per i trasporti, che risentono della caduta del pezzo del petrolio e del conseguente abbassamento della spesa per carburanti che finisce quasi per compensare tutti gli aumenti delle altre voci inserite nei trasporti (pneumatici, ricambi, parcheggi, taxi, treni, autostrade), determinando alla fine un rialzo di appena 12 euro.

Saldi precoci per il 2009. Già dal secondo giorno dell’anno a Napoli, Potenza e Trieste, e dal tre gennaio a Roma, Milano e Palermo, partirà la stagione degli sconti. Il tentativo è rilanciare i consumi dopo un periodo natalizio in cui la crisi si è fatta sentire particolarmente, con un calo delle spese quasi del 20% rispetto al 2007. Cagliari e Aosta saranno le ultime città a partire e dovranno attendere rispettivamente l’8 e il 10 del mese. Saranno circa 16 milioni, secondo Confcommercio, le famiglie italiane che acquisteranno prodotti in saldo. Ogni famiglia spenderà, in media, poco meno di 450 euro per abbigliamento e accessori facendo lievitare a quasi 7 miliardi di euro il valore dei saldi invernali 2009 con un’incidenza del 19,5% sul fatturato annuo del settore.
Di diverso parere il Codacons, secondo cui queste previsioni sono ”eccessivamente ottimistiche” e ‘’si scontreranno con una realtà assai più amara”. Il presidente Carlo Rienzi prevede un ”totale flop” della stagione degli sconti con vendite in calo fino al 30%. ”In discesa inoltre la spesa pro-capite durante gli sconti, che si attesterà sui 120 euro a persona” prosegue. I saldi di fine stagione saranno “anti-crisi” e rappresenteranno per gli esercenti “una sorta di ultima spiaggia per tentare di contenere le perdite e per i consumatori un’occasione per acquistare a prezzi accessibili”. Lo afferma il presidente del Fismo-Confesercenti, Roberto Manzoni, che invita anche a diffidare dei super-sconti e sottolinea come i saldi, “volendo fare l’interesse dei consumatori e della pmi, andrebbero regolati diversamente e portati realmente a fine stagione in modo uniforme in tutto il territorio italiano”.
Ma la stagione dei saldi non significa solo affari a buon mercato: le truffe e i prezzi “sgonfiati” ad arte sono sempre in agguato. Per questo le principali associazioni dei consumatori sono prodighe di consigli per chi si accinge allo shopping di inizio anno.
Apre anche quest’anno lo Sportello ‘Pronto Saldi’ del Movimento difesa del cittadino (Mdc) che offre consulenza e informazione ai consumatori attraverso la mail stafflegale at mdc.it e il fax 06/4820227. Dal 7 gennaio, inoltre, sara’ possibile telefonare al numero 06/4881891 (dal lunedi’ al venerdi’ dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30) per avere informazioni ed essere messi in contatto con le sedi locali.
Il Codacons invece ha stilato un elenco di suggerimenti sempre attuali: “è importante conservare sempre lo scontrino per un’eventuale sostituzione in caso di prodotto difettoso entro il termine di due mesi dalla data in cui è stato scoperto il vizio. La garanzia vale per due anni dal momento dell’acquisto, per cui fare attenzione agli scontrini di carta chimica che facilmente sbiadiscono e fotocopiarli per poterli esibire in caso di esigenze particolari” oppure “attenzione ai finti saldi: capi proposti possono essere oggetto di notevole deprezzamento se non venduti entro un dato termine. Per evitare di incorrere in un acquisto scontato ma di merce considerata “resto di magazzino” è importante sapere che i veri saldi sono quelli applicati su merce della stagione che sta finendo”. In definitiva: meglio servirsi dai negozi di fiducia, diffidare degli sconti oltre il 50%, confrontare i prezzi, controllare accuratamente etichetta e materiali. Insomma evitare la “sindrome dell’affarone”. Per quanto riguarda i pagamenti invece, il Codacons avverte: “nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi”.
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Sono circa 40mila i risparmiatori italiani che hanno nei portafogli bond, prodotti strutturati e polizze index linked legati alla Lehman Brothers e che rischiano di veder bruciati “oltre un miliardo di euro investiti”. A sostenerlo il Codacons, in una nota, che ha deciso di “presentare una denuncia penale e preparare una class action contro banche e società di rating”.
Il Codacons annuncia una denuncia penale e una class action contro le banche e le società di rating. “A preoccupare non è solo l’esposizione diretta di banche e assicurazioni italiane che hanno acquistato azioni e obbligazioni del colosso americano - spiega il Codacons - ma è soprattutto il numero dei clienti che hanno nei portafogli bond, prodotti strutturati e polizze index linked legati alla banca americana. Quarantamila cittadini che rischiano di veder bruciati oltre un miliardo di euro investiti”. Il Codacons ha deciso di presentare una denuncia penale e preparare una class action contro banche e società di rating, in favore dei risparmiatori coinvolti nel crac Lehman.
“La banca americana infatti” prosegue l’associazione “era da tempo considerata a rischio, nonostante il rating. Vogliamo capire allora se ci sono responsabilità da parte degli istituti di credito italiani, degli intermediari finanziari e delle stesse società di rating, che hanno piazzato titoli pericolosi per gli investitori privati”. Intanto, aggiunge il Codacons nella nota, “autori ed editori Siae stanno valutando iniziative legali contro i componenti del cda dell’ente che nel 2003 decisero di investire 40 milioni di euro nella Lehman Brothers, con il voto favorevole di un consigliere che aveva un cugino che lavorava come dirigente presso l’istituto di credito. Vicenda sulla quale attualmente indaga la Procura della Repubblica di Roma”.