
Una manifestazione contro le quote latte (Credits: LaPresse)
Ci risiamo. Tornano di attualità le quote latte. Questa volta siamo finiti sotto il mirino della Ue. La Commissione europea ha infatti aperto nei confronti dell’Italia una procedura di indagine formale
sugli aiuti di stato, invitandola a fornire informazioni in
relazione alla proroga di sei mesi al 30 giugno 2011 del
pagamento della rata delle multe sul latte in scadenza al 31
dicembre 2010. Continua

(Credits: LaPresse)
Se state per andare in vacanza all’estero armati di iPad o di smartphone, occhio a quello che scaricate ogni giorno. Potreste avere amare sorprese al momento di pagare la bolletta o di calcolare il credito residuo. Continua

Michel Barnier, il Commissario Ue al mercato interno e servizi (Credits: Imagoeconomica)
Una multa di quasi 97 mila euro al giorno, fino a che non ci metteremo in riga. È quanto l’Italia rischia di pagare per non aver dato ancora completa attuazione a una direttiva Ue (la n.76 del novembre 2010) sugli stipendi e i bonus dei manager bancari. Le normative comunitarie, recepite da tutti i paesi europei, tranne che dal nostro, stabiliscono sostanzialmente un principio: la possibilità per gli organi di vigilanza, cioè per Bankitalia, di fissare un tetto massimo alle retribuzioni dei manager degli istituti di credito, quando i loro compensi risultino sproporzionati rispetto al patrimonio della società che dirigono.
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Il presidente del Consiglio Mario Monti (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
Non solo un pacchetto di misure per risanare i conti e rilanciare l’economia. Il premier Monti, impegnato in questi giorni in un tour de force in Europa, è disposto a mettere sul piatto un’altra fiche per evitare il crac dell’Italia: rinunciare alla golden share, ossia al meccanismo che consente allo Stato italiano di detenere poteri speciali di veto nelle società partecipate e attive in settori strategici, come Eni, Enel e Finmeccanica. E dare il via libera alle privatizzazioni. Continua

(Credits: Epa/Olivier Hoslet)
L’Europa non si fida. Per Bruxelles l’Italia è come la Grecia, nonostante le condizioni italiane siano lontane da quelle elleniche. E, con un atto inconsueto, subito dopo la presentazione del piano di risanamento al G20 di Cannes da parte di Silvio Berlusconi, il commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, ha preso carta e penna e il 4 novembre ha inviato una missiva al vetriolo al ministro Giulio Tremonti, dalla quale si evince che l’Italia è sotto osservazione stretta, un po’ come fosse un malato terminale.
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Il Commissario Europeo Neelie Kroes (Credits: LaPresse)
Entra in vigore oggi la nuova direttiva dell’Unione Europea sul roaming dati (vale a dire quel traffico dati scaricato nei periodi di permanenza all’estero), da bloccare al raggiungimento di un livello di spesa prestabilito. L’obiettivo di Bruxelles è tutelare gli internauti che navigano in rete con i propri cellulari e, allo stesso tempo, invogliare i gestori di telefonia mobile a ridurre le tariffe per la connessione a internet. Continua

La crisi si farà ancora sentire. Il Pil italiano calerà del 4,4% quest’anno per poi tornare a crescere dello 0,1% nel 2010. La stima è contenuta nelle previsioni economiche di primavera messe a punto dalla commissione europea, secondo cui dopo “un’altra forte contrazione nel primo trimestre del 2009″ l’attività economica “continuerà a declinare per la maggior parte dell’anno, sebbene muovendosi gradualmente verso una stabilizzazione” che arriverà infine nel 2010.
Le cause della contrazione sono note: in seguito al “significativo impulso negativo” proveniente dal 2008, “nel 2009 il pil italiano è previsto registrare la più forte caduta annuale da parecchi decenni”. Sottolineando però come alcuni indicatori lascino intravedere “una certa stabilizzazione dell’attività economica nei prossimi mesi”. “Le previsioni per la prima metà del 2009 sono fortemente sfavorevoli. Gli indicatori di breve termine” spiega Bruxelles “indicano una protratta contrazione dell’attività economica. In particolare, la produzione industriale si è bruscamente contratta nei primi due mesi dell’anno ed è attesa una nuova caduta in marzo”.
“Comunque” prosegue la Commissione Ue “alcuni indicatori lasciano intravedere una certa stabilizzazione nei prossimi mesi. La fiducia dei consumatori è migliorata in aprile e gli incentivi per l’acquisto di automobili più efficienti dal punto di vista energetico stanno avendo un impatto positivo. Anche la fiducia delle imprese è in ripresa in aprile dopo il crollo di marzo”. Nonostante ciò “nel primo trimestre 2009 è attesa una forte contrazione del Pil, che continuerà a ridursi attraverso gran parte dell’anno, prima di muoversi verso una graduale stabilizzazione”.
Il debito pubblico italiano farà registrare nei prossimi due anni una nuova impennata, balzando dal 105,8% del 2008 al 113,0% nel 2009 e al 116,1% nel 2010. Secondo le nuove previsioni della Commissione Ue presentate oggi, dopo la flessione degli ultimi anni il rapporto debito-pil è destinato a tornare ai livelli della fine degli anni Novanta. “Il debito” spiega quindi Bruxelles “potrebbe aumentare ulteriormente di circa un punto in percentuale del Pil, in base alla portata del ricorso che le banche faranno al piano di ricapitalizzazione”.
Nel 2009 in Italia l’inflazione si attesterà allo 0,8%, per poi risalire all’1,8% nel 2010. Per il nostro Paese la stima Ue vede un tasso di disoccupazione che quest’anno salirà all’8,8% e il prossimo al 9,4%.
La situazione è non buona solo per l’Italia. La Commissione Ue rivede drasticamente al ribasso le previsioni di crescita per tutto il Vecchio Continente. Nel 2009 il Pil di Eurolandia crollerà al -4%, e resterà sotto lo zero anche nel 2010 (-0,1%). Stesse stime per l’Ue a 27. Nella zona euro il dato più pesante per il 2009 è quello dell’Irlanda (-9,0%), seguita da Germania (-5,4%), Finlandia (-4,7%), Italia (-4,4%). La Spagna, secondo Bruxelles, farà registrare un -3,2%, la Francia un -3,0%. “L’economia europea è nel mezzo della sua più profonda ed estesa recessione del dopoguerra”, commenta il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, per il quale però “le ambiziose misure prese dai governi e dalle banche centrali” porteranno a una stabilizzazione dell’attività economica e a una “ripresa il prossimo anno”.
Nel 2009, saranno 13 i paesi membri dell’Eurozona che sforeranno il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil. Lo prevede la Commissione europea. I 13 paesi sono: Belgio, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Irlanda, Italia, Malta, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Slovenia e Slovacchia. In particolare, per quanto riguarda l’Irlanda, la Commissione europea afferma che il paese sta facendo registrare un forte deterioramento dei conti pubblici, riflesso del forte impatto che la crisi globale sta avendo sulle finanze dei paesi membri. Tuttavia il commissario cerca di non drammatizzare: “Non siamo più in caduta libera, le misure ambiziose adottate dai governi e dalle banche centrali in queste circostanze eccezionali forniranno un supporto alla caduta dell’attività economica e renderanno possibile la ripresa l’anno prossimo”. Per questa ragione “si deve procedere rapidamente a far emergere gli asset tossici sui bilanci delle banche e alla ricapitalizzazione degli istituti di credito in modo appropriato”.
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