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Unione Europea: al via il blocco automatico della navigazione in roaming da cellulare

Il Commissario Europeo Neelie Kroes (Credits: LaPresse)

Il Commissario Europeo Neelie Kroes (Credits: LaPresse)

Entra in vigore oggi la nuova direttiva dell’Unione Europea sul roaming dati (vale a dire quel traffico dati scaricato nei periodi di permanenza all’estero), da bloccare al raggiungimento di un livello di spesa prestabilito. L’obiettivo di Bruxelles è tutelare gli internauti che navigano in rete con i propri cellulari e, allo stesso tempo, invogliare i gestori di telefonia mobile a ridurre le tariffe per la connessione a internet. Continua

Cala il Pil in Eurolandia -4%. Disoccupazione record, ripresa nel 2010

Negozio in saldi

La crisi si farà ancora sentire. Il Pil italiano calerà del 4,4% quest’anno per poi tornare a crescere dello 0,1% nel 2010. La stima è contenuta nelle previsioni economiche di primavera messe a punto dalla commissione europea, secondo cui dopo “un’altra forte contrazione nel primo trimestre del 2009″ l’attività economica “continuerà a declinare per la maggior parte dell’anno, sebbene muovendosi gradualmente verso una stabilizzazione” che arriverà infine nel 2010.
Le cause della contrazione sono note: in seguito al “significativo impulso negativo” proveniente dal 2008, “nel 2009 il pil italiano è previsto registrare la più forte caduta annuale da parecchi decenni”. Sottolineando però come alcuni indicatori lascino intravedere “una certa stabilizzazione dell’attività economica nei prossimi mesi”. “Le previsioni per la prima metà del 2009 sono fortemente sfavorevoli. Gli indicatori di breve termine” spiega Bruxelles “indicano una protratta contrazione dell’attività economica. In particolare, la produzione industriale si è bruscamente contratta nei primi due mesi dell’anno ed è attesa una nuova caduta in marzo”.
“Comunque” prosegue la Commissione Ue “alcuni indicatori lasciano intravedere una certa stabilizzazione nei prossimi mesi. La fiducia dei consumatori è migliorata in aprile e gli incentivi per l’acquisto di automobili più efficienti dal punto di vista energetico stanno avendo un impatto positivo. Anche la fiducia delle imprese è in ripresa in aprile dopo il crollo di marzo”. Nonostante ciò “nel primo trimestre 2009 è attesa una forte contrazione del Pil, che continuerà a ridursi attraverso gran parte dell’anno, prima di muoversi verso una graduale stabilizzazione”.
Il debito pubblico italiano farà registrare nei prossimi due anni una nuova impennata, balzando dal 105,8% del 2008 al 113,0% nel 2009 e al 116,1% nel 2010. Secondo le nuove previsioni della Commissione Ue presentate oggi, dopo la flessione degli ultimi anni il rapporto debito-pil è destinato a tornare ai livelli della fine degli anni Novanta. “Il debito” spiega quindi Bruxelles “potrebbe aumentare ulteriormente di circa un punto in percentuale del Pil, in base alla portata del ricorso che le banche faranno al piano di ricapitalizzazione”.
Nel 2009 in Italia l’inflazione si attesterà allo 0,8%, per poi risalire all’1,8% nel 2010. Per il nostro Paese la stima Ue vede un tasso di disoccupazione che quest’anno salirà all’8,8% e il prossimo al 9,4%.
La situazione è non buona solo per l’Italia. La Commissione Ue rivede drasticamente al ribasso le previsioni di crescita per tutto il Vecchio Continente. Nel 2009 il Pil di Eurolandia crollerà al -4%, e resterà sotto lo zero anche nel 2010 (-0,1%). Stesse stime per l’Ue a 27. Nella zona euro il dato più pesante per il 2009 è quello dell’Irlanda (-9,0%), seguita da Germania (-5,4%), Finlandia (-4,7%), Italia (-4,4%). La Spagna, secondo Bruxelles, farà registrare un -3,2%, la Francia un -3,0%. “L’economia europea è nel mezzo della sua più profonda ed estesa recessione del dopoguerra”, commenta il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, per il quale però “le ambiziose misure prese dai governi e dalle banche centrali” porteranno a una stabilizzazione dell’attività economica e a una “ripresa il prossimo anno”.

Nel 2009, saranno 13 i paesi membri dell’Eurozona che sforeranno il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil. Lo prevede la Commissione europea. I 13 paesi sono: Belgio, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Irlanda, Italia, Malta, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Slovenia e Slovacchia. In particolare, per quanto riguarda l’Irlanda, la Commissione europea afferma che il paese sta facendo registrare un forte deterioramento dei conti pubblici, riflesso del forte impatto che la crisi globale sta avendo sulle finanze dei paesi membri. Tuttavia il commissario cerca di non drammatizzare: “Non siamo più in caduta libera, le misure ambiziose adottate dai governi e dalle banche centrali in queste circostanze eccezionali forniranno un supporto alla caduta dell’attività economica e renderanno possibile la ripresa l’anno prossimo”. Per questa ragione “si deve procedere rapidamente a far emergere gli asset tossici sui bilanci delle banche e alla ricapitalizzazione degli istituti di credito in modo appropriato”.

Il VIDEO servizio:

Ue: rischio protezionismo nei paesi principali partner commerciali europei

Gucci sulla Ginza a Tokyo

Allarme protezionismo nel commercio mondiale. Solo nel mese di gennaio la Commissione europea ha rilevato nei paesi principali partner commerciali della Ue almeno 87 misure potenzialmente restrittive o tali da creare distorsioni negli scambi.
Di queste, stando ai dati di Bruxelles, 13 riguardano il settore tessile e altrettanti l’agroalimentare e i macchinari; 12 ferro, acciaio e metalli vari; 7 i giocattoli; 3 le telecomunicazioni. Ad alzare i paletti contro le merci europee è stata anzitutto l’Argentina, con 22 misure monitorate, seguita da Cina e India (9), Indonesia (8), Russia (7), Corea del Sud e Vietnam (5), Usa, Canada, Turchia e Ucraina con 3.

Rotaie e voli, gara continua. Tajani: che vinca il più veloce

Un treno Freccia Rossa in arrivo

Una riforma del sistema aereo europeo che promette risparmi fino a 40 miliardi di euro. E il coinvolgimento della Banca europea degli investimenti per finanziare i grandi progetti delle reti transeuropee. Così Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per i Trasporti, traccia le priorità dei prossimi mesi. Da Bruxelles plaude alla concorrenza fra alta velocità e voli scoppiata in Italia.
Per la crisi economica l’Associazione internazionale del trasporto aereo stima 1 miliardo di dollari di perdite sui voli europei nel 2009. Prevedete di intervenire?
Il settore è certamente in crisi. La prima risposta concreta è la riforma del “cielo unico”. Oggi lo spazio aereo europeo è ancora frammentato in 27 sistemi nazionali di controllo del traffico.
Questo produce inefficienze?
Sì. Abbiamo calcolato che un volo è, in media, 49 chilometri più lungo del necessario. Il nostro obiettivo è avere un sistema unico: permette di tagliare i costi, alzare il livello di sicurezza e ridurre l’inquinamento, ovvero altri costi.
Come?
Ridisegnando le rotte guadagneremo per ogni tratta da 50 a 150 chilometri. Tragitti più brevi faranno risparmiare tempo e carburante, quindi anche emissioni di CO2. Stimiamo che la riforma produrrà un risparmio complessivo di almeno 11 miliardi di euro, ma messa a regime potrebbe sfiorare i 40 miliardi. Questo aiuterà il settore, perciò ho chiesto di approvarla in fretta.
Il treno Frecciarossa ad alta velocità ha sottratto 2 mila passeggeri al giorno alla rotta Fiumicino-Linate. Che ne pensa?
La crescita di concorrenza fra treno e aereo è positiva. Se sposiamo l’idea del trasporto intermodale, abbracciamo anche un modello di concorrenza più moderno: nello stesso sistema e fra un tipo di trasporto e un altro.
La compagnia Cai ha risposto con una tariffa scontata: sarà guerra dei prezzi?
Sì, ma non è più solo una questione di prezzo. Contano la puntualità, la qualità del servizio, il tempo che si impiega e se si può usare utilmente lavorando durante il tragitto. La Ryan air ha annunciato che farà usare il cellulare in volo: sono pronto a scommettere che ora si muoveranno altre compagnie. Anche migliorare i servizi è un segnale di concorrenza.

Antonio Tajani,

Altre novità per i passeggeri?
Abbiamo nuove regole per la trasparenza delle tariffe aeree che obbligano le compagnie a specificare tasse e costi sul biglietto e ad applicare lo stesso prezzo a un volo, anche se comprato in paesi differenti. Abbiamo garantito diritti ai passeggeri a mobilità ridotta che sono un terzo della popolazione europea.
Veniamo all’Alitalia. La soluzione per Malpensa non salta fuori…
Ci sarà un continuo incremento del trasporto aereo, passeggeri e merci. La globalizzazione porta anche più mobilità. Quindi ci sarà posto per Linate, Malpensa e Fiumicino. Come hub io vedo Fiumicino e Malpensa. Ovviamente non posso fare questioni di politica aziendale o nazionale, quindi non sto parlando di una sola compagnia. Ma Malpensa è uno degli aeroporti del Centro Europa, Fiumicino lo scalo che guarda al Sud.
E qual è lo scenario futuro del trasporto aereo europeo?
Stiamo cercando di allargare i confini del nostro cielo: abbiamo stretto accordi con il Canada e il Marocco. Ora stiamo trattando per fare lo stesso con l’Australia. E stiamo lavorando per creare un cielo unico allargato a tutta l’area del Mediterraneo. Bisogna accelerare perché la crisi richiede azioni immediate.
Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno rilanciato la Tav, alcuni comuni si oppongono. Si profila un nuovo stallo?
Berlusconi ha riconfermato che la Tav si farà e io non posso che compiacermi. Per noi non c’è stato nessuno stop: stiamo aspettando i progetti e le valutazioni di impatto ambientale. E ho già firmato l’autorizzazione per il finanziamento di 671,8 milioni di euro previsto per la Torino-Lione. Gli altri finanziamenti per l’Italia, già erogati, sono: 844,8 milioni di euro per il traforo del Brennero; 58,8 milioni di euro per la parte italiana degli accessi al Brennero; 5,05 milioni sul nodo di Genova e 74,7 per la tratta Ronchi Sud-Trieste-Divaca.
Le ferrovie europee lamentano che per i 30 progetti delle reti transeuropee servono oltre 27 miliardi di euro ma i soldi non ci sono. Cosa risponde?
Ho firmato 11 decisioni di finanziamento per il 2007-2013: oltre 1,7 miliardi di euro. Purtroppo sono pochi. Ma stiamo lavorando con la Bei e contiamo di coinvolgere anche i privati.
Ferrovie dello Stato e Deutsche Bahn hanno denunciato la scarsa apertura delle ferrovie in Francia: il suo parere?
Abbiamo risposto positivamente: prendiamo atto della denuncia e verificheremo come stanno le cose.
Una domanda sul suo futuro: a ottobre c’è il rinnovo della Commissione europea, conta di restare a Bruxelles?
Se il governo italiano intende indicarmi di nuovo nel prossimo esecutivo, lo farò con grande entusiasmo.

Crisi, l’Ue prepara il vertice di fine mese

si prepara un Natale nerissimo

Un consiglio straordinario di capi di Stato e di governo della Ue a 27 per fare il punto sull’impatto della crisi economica in Europa. Questa è l’ipotesi, sempre più concreta, della presidenza ceca di turno che sta ”prendendo in considerazione in modo positivo l’idea di convocare un vertice informale entro fine mese per preparare il consiglio europeo di primavera”.
Lo ha affermato il portavoce della Commissione Ue Johannes Laitenberger spiegando che tale orientamento è emerso in seguito ad una telefonata intercorsa questa mattina tra il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e il premier ceco Mirek Topolanek, in qualità di presidente di turno Ue. Barroso inoltre stasera parteciperà ai lavori dell’Eurogruppo, la riunione informale dei ministri delle Finanze di Eurolandia, per preparare i lavori della Commissione Ue in vista del Consiglio Ue di primavera.
In più il numero uno dell’esecutivo Ue, ha aggiunto il portavoce di Bruxelles, “sabato scorso ha avuto dei colloqui con il cancelliere tedesco Angela Merkel e con il presidente francese Nicolas Sarkozy” e nei prossimi giorni dovrebbe incontrare il premier francese Fillon.

Guerra agli sprechi: Ue, un motore di ricerca rende pubblici i contributi

Jose Manuel Barroso

Bruxelles ha lanciato un nuovo sito, con il motore di ricerca “Sistema di trasparenza finanziaria” (FTS), che permetterà per la prima volta il libero accesso ai dati di chi riceve i fondi europei gestiti direttamente dalla Commissione e dalle sue Agenzie esecutive.

Basato su dati contabili, fornisce una panoramica generale sulle situazioni finanziarie pregresse e contiene circa 28 mila voci sui programmi della Commissione in aree come: ricerca, istruzione e cultura, energia e trasporti, e alcuni aspetti delle politiche di aiuti ai paesi terzi.

Questo nuovo motore di ricerca permetterà agli utenti di analizzare e comparare con maggiore facilità le informazioni sui beneficiari e le diverse politiche.
È uno degli elementi fondamentali della più vasta Iniziativa europea per la trasparenza (ETI) lanciata nel 2005 da Bruxelles, di cui uno dei tre obiettivi è incrementare la quantità e la qualità di informazioni disponibili sui beneficiari dei fondi Ue.

Benzina, la guerra per la concorrenza è persa

Rifornimento alla pompa di benzina
Di Daniela Fabbri

La pazienza della Commissione europea è tanta, ma non infinita: dieci anni per arrivare a una regolamentazione delle pompe di benzina che garantisca il rispetto dei principi della libera concorrenza sono troppi anche per l’Ue, che il 28 febbraio ha annunciato il deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia. Anche se la Ue ha concesso a Roma altri quattro mesi prima di aprire il procedimento, l’Italia deve trovare una soluzione. Bruxelles ha detto: “Le disposizioni italiane sono in contrasto con l’articolo 43 del trattato che istituisce la comunità europea, che prevede la libertà di stabilimento all’interno dell’Ue. Le norme in questione impongono una serie di restrizioni che rendono impossibile, o perlomeno estremamente difficile, l’ingresso sul mercato italiano di nuovi concorrenti”.

Un tentativo di adeguare la situazione italiana a quella europea era già stato fatto nel 1998 dal governo Prodi con un decreto legislativo. Nel 2001 ci aveva riprovato Massimo D’Alema, ma senza risolvere la questione centrale: la riforma del titolo V della Costituzione ha consegnato alle regioni la competenza su queste materie. E le regioni hanno legiferato mantenendo, o incrementando, i paletti che adesso l’Ue chiede di rimuovere. Anche la “lenzuolata” Bersani sulle liberalizzazioni non ha modificato la situazione. “Abbiamo presentato una trentina di richieste di nuovi impianti” racconta Camillo De Berardinis, amministratore delegato del Conad, uno dei marchi della grande distribuzione che ha presentato ricorso e ha contribuito al deferimento dell’Italia, “anche se sappiamo che ci sono regioni in cui la normativa è così restrittiva che difficilmente avremo l’autorizzazione. Però andiamo avanti”.

Sperano che la presa di posizione di Bruxelles induca le regioni a modificare l’atteggiamento. “Certo non saranno i nostri punti vendita a rivoluzionare il sistema, ma dove siamo riusciti ad aprire i concorrenti hanno abbassato i prezzi” sostiene De Berardinis. Si è verificato con i farmaci da banco: l’introduzione della concorrenza porta un risparmio al consumatore. Le rilevazioni hanno mostrato come l’impianto Conad di Gallicano, aperto da due anni, ha sempre mantenuto un prezzo medio al litro inferiore di 0,60 euro rispetto agli altri punti vendita della zona, adottando queste misure: distributori self service senza servizi accessori.

Peccato, lamenta la grande distribuzione, che le norme regionali obblighino ad avere quei servizi accessori che, richiedendo personale, fanno lievitare i costi. O a osservare pause e orari inconciliabili con quelli della grande distribuzione. Queste limitazioni, secondo la grande distribuzione, pesano in Italia più che in altri paesi europei: incidono per 13,2 centesimi di euro, conto i 7,7 in Germania e gli 8,8 in Gran Bretagna, per esempio. Su 49 miliardi di litri di carburante consumato all’anno, con un taglio di 3-4 centesimi alla pompa si avrebbe un risparmio complessivo fra 1,8 e 2,4 miliardi.


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rossi-spalla Viviana Da Busti
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