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Un aereo American Airlines al Terminal D di Dallas (Credits:AP Photo/Tony Gutierrez)
di Alessandra Gerli
“Solo attraverso la bancarotta è possibile costruire un futuro di profitti”. L’apparente incongruenza arriva dall’American Airlines, la terza compagnia aerea degli Stati Uniti per passeggeri trasportati e mete servite, ma la peggiore quanto a risultati (unica major Usa in perdita netta nel 2010, è rimasta in rosso in tutti e tre i trimestri del 2011), che il 29 novembre ha portato i libri in tribunale e chiesto l’accesso all’amministrazione controllata. Continua


di Cristina Florio
Prima comandante, poi fondatore di due compagnie aeree. L’ultima, Air Italy. Prima stipendiato da Alitalia e poi, da imprenditore, paladino della guerra per la liberalizzazione degli slot occupati ma non utilizzati dalla
compagnia di bandiera. Infine, fautore di una piccola rivoluzione nel rapporto di lavoro con i dipendenti grazie alla firma di un accordo sindacale che modifica il contratto di categoria. Un piccolo «Sergio Marchionne dei cieli», si diverte ad apostrofarlo chi lo conosce bene. Lui è Giuseppe Gentile. Continua

Aerei Alitalia in pista a Linate (Credits: Daniel dal Zennaro/Ansa)
L’associazione internazionale delle compagnie aeree (Iata) ha previsto un ulteriore riduzione della stima degli utili per il 2011 a 4 miliardi di dollari, il 54% in meno rispetto agli 8,6 miliardi previsti a marzo e addirittura il 78% in meno rispetto ai 18 miliardi netti registrati nel 2010. Giovanni Bisignani, direttore generale di Iata, ha aperto la 67esima assemblea annuale del gruppo a Singapore con questa preoccupante notizia, spiegando che la causa principale del crollo dei profitti è l’aumento del prezzo del petrolio. Continua

(Credits: AP Photo/P Masclet; E'm company)
179 scale mobili, 157 ascensori, 180 postazioni per il check-in, 2.600 posti auto: ecco alcuni servizi offerti dal terminal 3 dell’aeroporto internazionale di Dubai, il terminal più grande del mondo che, naturalmente, è ospitato dalla struttura (coperta) più grande del pianeta.
La compagnia di bandiera dell’emirato di Dubai, Emirates, pur essendo già tra le più importanti al mondo e nonostante i problemi finanziari che hanno rallentato l’economia di Dubai nel 2009, ha messo a punto un piano di espansione per trasformarsi nello snodo ideale per gli spostamenti tra Estremo Oriente e Occidente. Continua

Di Alessandra Gerli
Mai più tutto compreso. Oggi sugli aerei capita di pagare quasi tutto, dalla scelta del posto alle valige. Quel che fino a ieri era incluso nel prezzo del biglietto, è diventato un extra a pagamento. Mentre tra le compagnie aeree, low cost e no, si è scatenata un’autentica gara di fantasia nell’escogitare nuovi optional e inediti addebiti. L’invenzione più clamorosa è di un’americana, la Spirit Airlines che, prima al mondo, dall’1 agosto farà pagare persino i bagagli a mano che non si riescono a infilare sotto il sedile. Il prezzo: da 30 a 45 dollari a collo. La gabella più inverosimile è la toilette a gettone annunciata per il prossimo futuro dalla pioniera europea del no frills, la Ryanair. Un tributo pro wc di un euro a passeggero, ha calcolato, le consentirebbe di abbassare le tariffe medie di almeno il 5 per cento.
Guarda le tabelle dei sovrapprezzi
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Di Claudia Daconto
Una ne fa, cento ne pensa. L’ultima trovata del numero uno di Ryanair, Michael O’Leary? Il posto in piedi sui voli che durano al massimo un’ora. Prezzo? Per ora si parla di 4 euro. Quando? Entro due anni, vorrebbe il patron della compagnia low cost. Intanto, però, solo per andare in bagno a bordo, si paga già un euro. E non è tutto. Per andare e tornare tra Milano e Roma – tra Bergamo e Ciampino per l’esattezza – a 77,84 euro, con prenotazione effettuata 19 giorni prima della partenza, è necessario essere disposti anche a subire un vero e proprio bombardamento pubblicitario senza che nella mail di conferma della prenotazione, né altrove (almeno apparentemente) sia previsto da qualche parte. Continua

Un aereo fermo sulla pista deserta all'aeroporto di Malpensa (Ansa/Milo Sciaky)
La nube di cenere proveniente dall’eruzione vulcanica in Islanda, che dalla scorsa settimana ha bloccato il traffico aereo in Europa, avrà un serio impatto anche sull’economia reale. Gli esperti cominciano già a calcolare i danni. Continua