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Alitalia-Air France: Roma nun fa la stupida stasera

Il numero uno di Air France a Fiumicino per le trattative con il Governo sulla vendita di Alitalia
È partito il conto alla rovescia per la vendita di Alitalia ad Air France. Meno di due mesi di tempo per gli ultimi aggiustamenti al piano industriale e per le piccole limature su Malpensa. Ma se per la fine di febbraio non ci saranno i presupposti per la firma del contratto preliminare, Parigi farà marcia indietro in modo irrevocabile.
Non avrebbe usato mezzi termini il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, nel suo faccia a faccia con il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e successivamente con il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, per bloccare sul nascere richieste di ulteriori dilazioni di tempo per la vendita della quota di controllo della compagnia di bandiera in capo al Tesoro a causa dei molti fronti caldi che infiammano la trattativa con Parigi. Non ultimo quello sul ridimensionamento di Malpensa.

La mano tesa dal manager d’Oltralpe per una cancellazione dilazionata nel tempo di 14 dei 17 collegamenti effettuati attualmente da Alitalia dallo scalo milanese in modo di lasciare spazio a nuove strategie di crescita, non sarebbe bastata a placare i rappresentanti della Lega che dopo l’incontro di ieri a Palazzo Chigi con il premier, Romano Prodi, oggi hanno viso Prato. “Il colloquio è stato molto franco, ma ha confermato tutte le nostre preoccupazioni sul futuro dell’aeroporto di Malpensa e la convinzione che è il Governo a dover trattare con Air France perché è chiaro che la valutazione non si può fermare al piano industriale di Alitalia, ma deve tenere conto delle ricadute sul sistema aeroportuale complessivo e in particolare su Malpensa, garantendo la salvaguardia dei posti di lavoro e degli investimenti previsti”, hanno affermato all’unisono Roberto Calderoni e Roberto Maroni.
I rappresentanti del Carroccio hanno intenzione di passare dalle parole ai fatti con la richiesta di una moratoria di tre anni per mantenere le rotte di Alitalia in capo a Malpensa e dare così tempo ad altre compagnie di farsi avanti. “Se andasse in porto la trattativa sarebbe la chiusura di Malpensa. Dunque” ha spiegato Maroni “speriamo che fallisca l’operazione con Air France”.

Parole che hanno reso indigesto il pranzo romano a Spinetta. Il manager alla guida di Air France sa benissimo che all’ombra della madonnina si fanno calcoli per sottrarre la compagnia di bandiera ai francesi. Il numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, starebbe aggregando altre banche per fornire ad Air One le munizioni giuste per il lancio di un’Opa su Alitalia. Un’operazione tutta in salita. Ma se dovesse realizzarsi, Spinetta sarebbe costretto a ritoccare all’insù i 35 centesimi per azione messi sul piatto per la compagnia di bandiera e Alitalia non sarebbe più un saldo di fine stagione.

Il VIDEO servizio:

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Alitalia-Malpensa: Spinetta sbarca a Roma per placare Milano

Il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta
La Befana è passata da qualche giorno, ma da Parigi potrebbe arrivare lo stesso un regalo inaspettato che risolve qualche grana al governo nella vendita di Alitalia. Domani sbarcherà a Fiumicino il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, per una fitta serie di incontri con il presidente della compagnia di bandiera, Maurizio Prato, con il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e con i vertici sindacali.
Incontri divenuti d’obbligo dopo che lo scorso 28 dicembre il Tesoro, azionista di maggioranza di Alitalia con il 49,9%, ha deciso di avviare la trattativa diretta con il vettore francese. Ma l’atterraggio a Roma di Spinetta è diventato d’emergenza dopo la levata di scudi delle amministrazioni lombarde che ha riaperto i giochi intorno alla cordata che il governo ha lasciato a terra, ossia Carlo Toto, patron di Air One, e Corrado Passera, numero uno di Intesa San Paolo, a causa del piano industriale che Parigi intende applicare per il rilancio di Alitalia. Piano che prevede sì una strategia multihub ma focalizzata su Parigi, Amsterdam e Roma. Di conseguenza il ridimensionamento di Malpensa sarà inevitabile.
Sarebbero realmente in corso trattative, sotto le regia del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, per coalizzare intorno ad Air One un numero consistente di imprenditori lombardi pronti a entrare con il 20% in Ap Holding, cui fa capo Air One, per presentare una nuova offerta migliorativa per rilevare Alitalia. Una minaccia troppo grande per il buon esito della trattativa tra il Tesoro e Air France che Spinetta non ha potuto fare a meno di mettere in conto. Nel giro di poche ore il manager transalpino ha pertanto deciso di rimettere mano al piano industriale, per gli aspetti che riguardano lo scalo lombardo, rispetto alla precedente strategia di ridurre da 17 a 3 i collegamenti intercontinentali attualmente effettuati da Alitalia su Malpensa. Spinetta sarebbe ora disponibile a non modificare, per almeno un anno, la situazione. La riduzione partirebbe successivamente e sarebbe graduale. Spinetta sarebbe inoltre disponibile a studiare nuove possibili strategie di sviluppo per Malpensa puntando sul cargo e nuovi investimenti per i voli charter di Volare.
Di contro, avrebbe intenzione di chiedere al governo un impegno ancora più consistente per risolvere la questione esuberi e Az Servizi. Quest’ultima finirebbe al 100% nell’orbita Fintecna. Della disponibilità al dialogo di Parigi si parla già oggi nel corso del vertice tra il premier, Romano Prodi, e il leader della Lega, Umberto Bossi. Incontro durante il quale verrà confermato anche l’impegno del governo a favorire sia Easyjet (che prevede nei prossimi mesi di raddoppiare, a 15 aerei, la flotta oggi in attività sullo scalo milanese con un investimento triennale complessivo di 600 milioni), sia Ryanair che continua ribadire il suo forte interesse.
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Alitalia, ancora un rinvio: ci mancava solo il piano Veltroni

Aereo Alitalia all'aeroporto di Fiumicino a Roma
Ci sarebbe un piano segreto del governo dietro il nuovo rinvio della scelta del partner di Alitalia. Dopo una riunione durata quasi 4 ore, il consiglio di amministrazione della compagnia di bandiera ha confermato una decisione che era nell’aria già da qualche giorno. La vendita di Alitalia viaggia su binario morto anche se si è cercato di salvare almeno le apparenze.
La nota ufficiale di Alitalia recita che il cda ha concluso la valutazione delle offerte non vincolanti e che la decisione sarà presa nel prossimo cda di venerdì. Il partner con cui avviare la trattativa diretta non è stato individuato perché quella che doveva essere una partita squisitamente industriale si è trasformata in un nuovo campo di battaglia tra i due schieramenti della maggioranza. Tra chi fa il tifo per l’offerta Air France (il premier, Romano Prodi, e il ministro dell’economia, Tommaso Padoa-Schioppa) e il fronte contrario, ben più nutrito, che punta a mantenere i colori nazionali sotto il cappello di Air One e di Intesa Sanpaolo. Piano gradito innanzitutto ai due vicepremier, Francesco Rutelli e Massimo D’Alema e al ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi.
I consulenti arruolati dal numero uno di Alitalia, Citi e Roland Berger, continueranno a lavorare durante tutte le festività natalizie con l’obiettivo di prendere una decisione all’inizio del 2008.
Ma il lavoro potrebbe ripartire da capo se il nuovo piano allo studio di alcuni esponenti politici del Pd e dallo stesso segretario, Walter Veltroni, riuscirà a prendere piede. La frase di Veltroni intervistato dal Foglio non è stata buttata lì per caso. Dietro l’auspicio che “le proposte di Air France e Air One si incrocino per garantire la forza di un soggetto come il vettore francese e la forza di un soggetto finanziario come Banca Intesa, e al tempo stesso assicurare il radicamento nel paese di una compagnia nazionale”, ci sarebbe un piano preciso di Veltroni che sarebbe finito nelle ultime ore sul tavolo di Prodi e di alcuni ministri. A cominciare da Padoa-Schioppa e Bianchi.
Il piano dovrebbe prevedere due possibilità. La prima, molto più radicale, si basa sulla spartizione degli asset di Alitalia tra il gruppo francese, che prenderebbe Az Fly cedendo slot di rilievo ad Air One, mentre a quest’ultima andrebbe anche Az Servizi. Una simile possibilità si scontrerebbe però con il veto dei sindacati che già minacciano lo sciopero.
Ecco perché, molto più probabilmente, si comincerà a ragionare sull’altra possibilità, e cioè l’acquisizione da subito di Alitalia da parte di Carlo Toto, patron di Air One, e Corrado Passera, numero uno di Intesa San Paolo attraverso l’Opa a 1 centesimo per ogni azione Alitalia. La nuova compagnia manterrebbe come partner internazionale la stessa Air France che tra un anno al massimo effettuerebbe lo scambio azionario con la nuova società e il Tesoro avrebbe una quota più grande rispetto al 3 circa di oggi.
Ma Prodi non vuole fare passi falsi. Prima di tutto ne parlerà al presidente francese, Nicolas Sarkozy, tra domani e dopodomani. Solo se Parigi accetterà, allora se ne potrà iniziare a discutere con Toto.

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Alitalia sospesa sui conti in picchiata. Giallo sul colosso Singapore Airlines

L'esemplare di A 380 consegnato alla Singapore Airlines
Non c’è ancora il partner di Alitalia. Il cda della compagnia di bandiera che si è riunito questa mattina ha preso altro tempo motivando la decisione con la necessità di «approfondire ulteriormente gli elementi emersi per l’individuazione del soggetto con cui avviare la trattativa in esclusiva». Una motivazione scontata dopo la profonda spaccatura registrata nel vertice di ieri sera a Palazzo Chigi all’interno del governo con il premier, Romano Prodi, e il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che danno il pieno appoggio al piano di Air France e il vicepremier, Francesco Rutelli, e il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che invece fanno il tifo per Air One-Intesa Sanpaolo.

I mercati dovranno rimanere con il fiato sospeso almeno fino a martedì ma è difficile che la nuova riunione del cda Alitalia convocata per il 18 dicembre alle 16 per «assumere definitive determinazioni in merito» possa essere quella giusta. Innanzitutto perché la situazione si sta ingarbugliando con l’arrivo di una nuova offerta per il 49,9% di Alitalia da parte di una cordata molto agguerrita di fondi di investimenti Usa (Quantum Group e Thl) con una potenza di fuoco di 17 miliardi cui si sarebbe aggiunta la Singapore Airlines che però, a poche ore dalla nota Alitalia, ha smentito il suo interesse per la compagnia. Visto che la scelta è stata rinviata sarebbe difficile opporre ai nuovi arrivati il fatto che la loro proposta è arrivata fuori tempo massimo.

Comunque, l’advisor di Alitalia, Citi, non potrà fare a meno di valutare anche la nuova offerta, con un inevitabile prolungamento dei tempi. Senza contare che la carta della compagnia orientale, se avesse un fondo di verità, piacerebbe molto a Rutelli che a questo punto potrebbe rivedere la sue preferenze riguardo al partner di Alitalia. «Sempre meglio un rinvio di una condanna a morte come quella che si prefigurava per Malpensa se si fosse scelto Air France come acquirente», ha commentato l’assessore alle Infrastrutture della Lombardia, Raffaele Cattaneo.

Per la maggior parte dei sindacati, l’annuncio del cda Alitalia di differire la decisione è l’occasione buona per il governo di convocare i sindacati. Quello che pesa di più per sciogliere il nodo Alitalia è però il fatto che i due schieramenti all’interno del governo non sono disponibili a fare marcia indietro sulle posizioni prese con il rischio paralisi per Alitalia su cui però pesa una scadenza importante. Il bilancio 2007 si chiuderà con una nuova perdita record e il capitale sarà completamente azzerato.

Senza novità sul nuovo partner, pronto a farsi carico della ricapitalizzazione, l’unica strada resta quella di portare i libri in tribunale. Il governo vorrebbe però evitare una soluzione così impopolare, in un momento delicato per la tenuta dell’esecutivo come quello dell’approvazione definitiva della finanziaria in Parlamento. Ecco perché i prossimi giorni saranno cruciali per una soluzione che non scontenti nessuno. L’unica via d’uscita, al momento, sarebbe quella di vendere Alitalia ad Air One. La nuova compagnia resterebbe nell’alleanza Sky Team, con l’obiettivo di finire nell’orbita Air France quanto prima.

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Alitalia: via Lufthansa, per Air France e Air One si apre la vera partita

Alitalia sotto i riflettori
Air France-Klm è a un passo da Alitalia. Quando si parla del destino della compagnia di bandiera c’è da aspettarsi di tutto. E anche nel giorno clou per la presentazione delle offerte non vincolanti all’advisor Citi il mercato è rimasto spiazzato di fronte al ritiro inaspettato di Lufthansa, compagnia data per favorita nelle ultime settimane. Non fosse altro per l’intenzione del vettore tedesco, qualora il board avesse dato il via libera all’acquisizione, di rilanciare Malpensa. Una mossa che spiana la strada ad Air France anche se il tempo a disposizione per la scelta dell’acquirente con cui avviare la trattativa diretta per Alitalia (metà dicembre) lascia spazio a possibili aggregazioni. Finora hanno risposto all’appello la compagnia francese e Air One assistita da un pool di banche guidate da Intesa Sanpaolo, ma ad alzare il velo sul numero reale delle proposte sarà il cda di Alitalia che si riunirà nel tardo pomeriggio. Oltre all’offerta di Air France e a quella dell’imprenditore abruzzese Carlo Toto, potrebbe arrivarne una terza. Potrebbe essere, secondo quanto risulta a Panorama.it, quella di British Airways. Il vettore inglese, dopo avere abbandonato l’ipotesi di lanciare un’offerta di acquisto su Iberia insieme a Tpg, si è messo a studiare a capofitto il dossier Alitalia per valutare le possibili sinergie soprattutto nei collegamenti con il Sudamerica. Sulla possibile manifestazione di interesse pesa però il fatto di non avere avuto molto a tempo a disposizione per mettere nero su bianco un piano industriale esaustivo. A prescindere dall’offerta degli inglesi, anche con le proposte di Air France e Air One ci sono tutti i presupposti affinché la privatizzazione di Alitalia vada finalmente in porto. Il vettore guidato da Jean-Cyril Spinetta, con l’ausilio dell’ex ad di Alitalia, Francesco Mengozzi passato ora a Lehman Brothers, ha migliorato di molto la proposta che sarebbe più solida di quella di Air One. Quest’ultima però continua a essere la favorita dai politici e dai sindacati italiani che non vogliono rinunciare a una compagnia con i colori della bandiera. Due estremi che però potrebbero toccarsi. Secondo indiscrezioni, alla fine il numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, potrebbe infatti avviare la trattativa con tutti e due i partner. In che modo? Con un’operazione in due tempi. Air One acquista subito Alitalia con l’impegno di fare in poco tempo una grande alleanza con Air France. C’è chi giura che proprio di questo si sia parlato nel recente vertice di Nizza tra il premier, Romano Prodi, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy.

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Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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