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L’operato della Sec finisce sotto la lente del Congresso americano che avvia le audizioni per far luce sul caso Bernard Madoff. La Consob americana nel corso degli ultimi 16 anni avrebbe indagato almeno 8 volte sull’attività del finanziarie ora agli arresti domiciliari ma senza riuscire né a smascherare né a intravedere lontanamente lo schema da 50 miliardi di dollari organizzato. Proprio il mancato accertamento della truffa, nonostante le indagini e le segnalazioni, spingerà la Sec a cercare di giustificare davanti al Congresso - spiegano alcuni osservatori - la propria esistenza. E mentre a Washington si cerca di far luce su quanto accaduto, Bernard Madoff si presenta in tribunale per discutere la propria cauzione.
Il finanzierie è stato arrestato lo scorso 11 dicembre e dal 17 è agli arresti domiciliari nel suo attico e super attico a Manhattan ed è costretto a indossare un braccialetto elettronico per poter essere sorvegliato al meglio. Al momento dell’arresto Madoff aveva ottenuto la liberta su cauzione impegnandosi a staccare un assegno 10 milioni di dollari. Nel rispetto di quanto imposto dalle autorità, inoltre, il finanziarie ha fatto pervenire alla Sec l’elenco dei propri beni e dei propri conti. Lista che, comunque, non è ancora stata resa pubblica dalla Consob americana, coperta da una pioggia di critiche e costretta ad avviare un’indagine interna per cercare di capire come mai nulla nel corso degli anni è stato fatto su Madoff.
Segnalazioni su attività in qualche modo sospette perché troppo redditizie legate proprio a Madoff sono state più volte portate all’attenzione della commissione: secondo quanto dichiarato da Harry Markopolos, ex chief executive investment di Rampart Investment Management e attuale investigatore di frodi fiscali per conto di investitori istituzionali, la Sec non avrebbe però agito. Markopolos ha disdetto la propria apparizione odierna davanti alla Commissione servizi finanziari della camera adducendo motivi di salute. Ma, secondo indiscrezioni, avrebbe sollevato dubbi con la Sec sul finanziare già nel 2000 e avrebbe fatto pressione sulla commissione affinché eseguisse degli accertamenti fino allo scorso anno.
In un report di 17 pagine risalente al novembre 2005, cioè tre mesi dopo l’arrivo di Christopher Cox alla guida della Sec, avrebbe segnalato in modo accurato il caso Madoff. Certo è che il non aver intercettato neanche lontanamente lo schema Ponzi sembrerebbe mettere in difficoltà Mary Shapiro, il prossimo presidente della Sec, attualmente alla guida della Financial Industry Regulatory Authority (Finra).
Nella truffa messa in piedi da Madoff dovrebbero essere rimaste coinvolte - secondo la stampa americana - circa 4.000 famiglie che, direttamente o indirettamente, avrebbero investito nelle società del finanziere. Intanto il curatore che si occupa della liquidazione della società di investimento di Madoff ha inviato a 8.000 clienti del finanziarie moduli di reclamo, con i quali avanzare le proprie richieste per ottenere almeno parte dei soldi investiti. Le istruzione per compilare i moduli sono state pubblicate sui maggiori quotidiani.
- Lunedì 5 Gennaio 2009
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