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Tassare Internet? In Germania ci pensa la Merkel, in Italia la Siae

Manifestazione del partito pirata in Svezia - AP-Lapresse

Manifestazione del partito pirata in Svezia - AP-Lapresse

Se pensate che i prezzi di Internet (specie sui telefonini) siano già alti e che l’accesso alla rete dovrebbe essere agevolato, preparatevi ad avere brutte sorprese. Continua

Le proteste in Iran? Aiutano il marketing per il web

In Iran proteste via web
Che succede in Iran? Da oggi il cortocircuito tra le proteste di piazza a Teheran e internet coinvolge direttamente anche due protagonisti del web. Google ha appena lanciato una pagina per tradurre dal persiano in inglese e viceversa. Dopo poche ore, l’annuncio di Facebook: è disponibile una versione nella lingua parlata in Iran, progettata in fretta grazie al contributo di “più di 400 persone madrelingua che hanno inviato migliaia di traduzioni individuali del sito”. Da giorni, poi, i mass media parlano di twitter, un microblog che con i suoi brevi messaggi ha fornito notizie delle proteste. Anzi, alcuni esultano per la “twitter revolution”.

Eppure i dubbi non mancano: perché da giorni la connessione a internet è stata rallentata o tagliata dalle autorità di Teheran: per vedere il motore di ricerca Google serve più un minuto. Facebook e twitter, poi, sono inaccessibili. A chi serviranno, allora, le pagine tradotte? Certo, esiste il modo di aggirare i filtri della censura: ma sono nelle mani di una sparuta minoranza di esperti del web. Che in queste settimane hanno dimostrato comunque una straordinaria capacità di farsi sentire nel resto del mondo.

Gli analisti di Foreign policy sono stati i primi a gettare acqua sul fuoco: twitter è servito soprattutto a diffondere i messaggi delle manifestazioni, ma probabilmente non è stato decisivo per organizzarle. Nessuno sa, infatti, quanti sono davvero gli utenti da Teheran: molti utenti online si limitano a ripetere quello che hanno letto altrove. Twitter, inoltre, ha conquistato i titoli dei giornali in tutto il mondo: se prima era noto soprattutto agli appassionati di tecnologia, adesso ha ricevuto una pubblicità gratuita sulle prime pagine dei quotidiani. In tempi di tagli alle spese in tecnologia, Google e Facebook offrono un servizio indubbiamente utile.
Ma che, nel frattempo, li riporterà sotto la luce dei riflettori dei mass media. E degli investitori.

Soffiata su Internet: il rapporto Caio sui ritardi del web veloce è online

Computer portatile

Lo sviluppo dell’Italia è legato alla diffusione di internet tra la popolazione. Ma la situazione (fatta di bluff, gap, lentezze) è meno rosea del previsto.
Eppure i ritardi non hanno impedito che il rapporto Caio (quello cioè redatto da Francesco Caio, uno dei massimi esperti italiani di telecomunicazioni che il governo ha voluto come consulente), di cui Panorama aveva anticipato i contenuti, sia finito proprio in rete, prima ancora di essere reso pubblico.
Il documento (105 pagine fitte di numeri e tabelle) che mette in luce le aree più deboli nelle infrastrutture di telecomunicazione fissa nella penisola, era fino a pochi giorni fa riservato, letto solo da pochi addetti ai lavori vicini alle stanze del potere. Ora è diventato disponibile a tutti gli utenti, e pubblicato su Wikileaks, un archivio che raccoglie documenti riservati filtrati da ogni nazione. Tanto che la Germania lo ha appena chiuso. E altri Paesi, dall’Australia alla Danimarca, minacciano ritorsioni.

Sebbene sia rivolto prevalentemente agli addetti ai lavori, il rapporto Caio analizza come potrebbe trasformarsi il volto di internet nei prossimi anni. Alcuni cambiamenti sembrano paradossali. Se oggi il cellulare è il re dell’elettronica di consumo, domani potrebbero ritornare la televisione e la console dei videogiochi, ma aperte a nuove opportunità attraverso la connessione a internet. In questi mesi, poi, social network come Facebook hanno conosciuto una crescita spettacolare: eppure, già tra pochi anni saranno soppiantati da altre applicazioni come le attività di visual networking (immaginate un Facebook dove è possibile parlare in diretta video con gli amici) e di streaming in alta definizione (per esempio, uno Youtube che permette di vedere filmati con una qualità paragonabile al dvd).
Come Panorama aveva già sottolineato, sarebbero 12,5 milioni le famiglie italiane che non hanno accesso a internet veloce. Gli altri Paesi sviluppati, invece, hanno accelerato gli investimenti: nell’ultimo anno la fibra ottica (una tecnologia che, sostituendo i doppini di rame, permette il passaggio di maggiori quantità di dati) è arrivata nel 30 per cento delle case in più in Italia, ma in Francia la crescita è stata del 130 per cento. Inoltre, soltanto il 15 per cento della rete in rame può assicurare le velocità promesse dagli annunci pubblicitari di 20 Megabit al secondo.

QUI il rapporto Caio in .pdf

Il testamento di Bill: Lascio, ma Microsoft dominerà sempre

Bill Gates menre duetta con Slash, l'ex chitarrista dei Guns N' Roses, per l'addio a Microsoft
La sua ultima apparizione in pubblico da padre-padrone della Microsoft, Bill Gates l’ha voluta così: il solito maglioncino, chitarra e un video col quale, insieme ad amici star del calibro di Steven Spielberg, Barak Obama, Hillary Clinton, Bono Vox il numero uno della Microsoft ha ironizzato sul suo prossimo e non facile addio, mostrandosi alla ricerca di improbabili, nuovi lavori, come politico, attore o cantante.
Quindi si è congedato, dal palco del Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, alla maniera dei grandi, duettando con Slash, l’ex chitarrista dei Guns N’ Roses.
Insomma, poco più che cinquantenne (giovanissimo, per gli standard italiani), il pioniere del pc portatile e dei programmi software a pagamento, passato quest’anno dal primo al secondo posto delle classifiche dei Paperon de Paperoni mondiali, dietro al messicano Carlos Slim, ha annunciato che a luglio lascerà la guida della sua Microsoft per dedicarsi alle sue attività filantropiche.
Lui molla Microsoft, ma la Microsoft non molla il mondo. Almeno stando ai pronostici del suo numero uno: “Non c’è niente” ha detto “che ci impedisca di andare avanti più veloci e di fare molto di più nel secondo decennio digitale”, grazie alla convergenza tra telefonia mobile, tv, Internet e social community. “Saremo tutti connessi” ha spiegato “questo è poco ma sicuro”. “Il trend è chiaro” ha aggiunto “tutti i media e tutto l’intrattenimento saranno guidati dal digitale. Il primo decennio digitale è stato un incredibile successo”.
Gates ha poi fatto una rassegna dei nuovi prodotti della Microsoft, a partire dalla piattaforma software Vista, l’erede di Windows, che nel primo anno di vita ha superato i 100 milioni di licenze vendute. Poi ha ricordato Synch la tecnologia, lanciata al Ces lo scorso anno, che consentirà di ascoltare musica e fare telefonate in automobile e che, a partire dal 2009, sarà a disposizione delle auto Ford. E ancora: le console Xbox che hanno venduto oltre 17 milioni di unità, gli accordi per distribuire film e prodotti di intrattenimento, tra cui le immagini delle prossime Olimpiadi di Pechino, con Walt Disney, MGM, Ncb Universal, Cbs. Un’altra piattaforma tv, Mediaroom, consentirà per mezzo di un accordo con le emittenti Tnt e Showtime, di guardare lo sport scegliendo l’angolo di visuale preferito. La stessa piattaforma che Nbc userà per trasmettere su Internet le Olimpiadi di Pechino confezionate su misura, con gare e postazioni personalizzati.
L’interazione vocale e i comandi digitali sono i canali attraverso cui Microsoft entrerà non solo nelle automobili, ma anche nella vita di tutti i giorni ad esempio consentendo agli utenti di fare acquisti a distanza.
Mentre Surface, il nuovo maxi-computer “touch-screen” lanciato la scorsa primavera diventerà sempre più strumento in dotazione ai negozianti per disegnare in pochi secondi modelli e prototipi su misura. Bill Gates non ha dubbi: con o senza di lui, Microsoft è destinata a diventare un irrinunciabile compagno di vita.

Qui il VIDEO di YouTube del duetto tra Gates e Slash:


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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