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consumi

Cina, gli immobili gonfiano la più grande bolla del secolo

La Cina continua a distruggere per ricostruire (Credits: AP Photo/Eugene Hoshiko)

La Cina continua a distruggere per ricostruire (Credits: AP Photo/Eugene Hoshiko)

Claudia AstaritaL’andamento dell’economia cinese nel 2012 è forse la maggiore incertezza dell’anno. La domanda che molti analisti si pongono è: “cosa farà Pechino se le economie occidentali continueranno a rallentare frenando indirettamente la crescita cinese?” Continua

Italiani ricchi? In realtà sono pochi e spendono sempre meno - INTERVISTA

Robert Redford, simbolo dell'uomo ricco, sul set del film "Il grande Gatsby"

Robert Redford, simbolo dell'uomo ricco, sul set del film "Il grande Gatsby"

Sarà anche vero che gli italiani continuano a essere tra i più ricchi del mondo, ma spendono sempre meno. Nel confronto internazionale, infatti, la ricchezza delle famiglie italiane nel 2010 (ultimo dato disponibile) è superiore al reddito per l’8,3 %, contro l’8% del Regno Unito, il 7,5% della Francia, il 7% del Giappone, il 5,5% del Canada e il 4,9% degli Stati Uniti. Continua

Consumi in aumento: tutta colpa di internet?

Google si lancia nel mondo della telefonia (Credits: ANSA)

Google si lancia nel mondo della telefonia (Credits: ANSA)

E’ possibile che negli Stati Uniti gli internauti consumino più elettricità di quante ne serva alle industrie che mettono sul mercato automobili e autocarri? In base a uno studio di CNN Money è proprio così. Ma, per fortuna, gli esperti di pianificazione energetica ritengono che il paese sarà in grado di soddisfare a pieno le nuove esigenze di un mondo globalizzato. Continua

Detroit si rimette in moto. Con uomini nuovi alla guida

(Credits: LaPresse)

(Credits: LaPresse)

Sembra volgere al sereno il clima dell’industria automobilistica americana e la città di Detroit, violentemente travolta dalla crisi, potrebbe sperimentare una rinascita. L’atmosfera della metropoli è cambiata da quando i posti di lavoro stanno riprendendo a crescere, grazie a una ripresa delle vendite. È della settimana scorsa la notizia che, pur in una fase di depressione dei consumi nazionali, in America si comprano più automobili. È vero che sono in molti a scegliere vetture non americane, che ormai detengono saldamente una quota di maggioranza del mercato, ma le tre grandi dell’auto statunitensi (Ford, General Motors e Chrysler) hanno ricevuto un’autentica iniezione di fiducia nelle ultime settimane. Continua

Stati Uniti, la recessione è finita. Lo provano le mutande degli americani

Credits: LaPresse

Credits: LaPresse

Sembra proprio che negli Stati Uniti ormai la recessione sia finita e che si sia entrati in una fase di ripresa. Del resto, sono molti gli indicatori che forniscono segnali positivi. Innanzitutto, il mercato del lavoro è in miglioramento: in solamente due settimane ben 29.000 persone hanno rinunciato a ricevere il sussidio di disoccupazione. Poi, dalla borsa arrivano dati tutto sommato incoraggianti, con rialzi contenuti ma rendimenti stabili, e l’indice Dow Jones sembra potersi mantenere senza difficoltà sopra quota 11.000. A piccoli passi, infine, anche i consumi interni stanno dando una mano alla crescita, Continua

Decreto incentivi 2010: una vera spinta per il sistema produttivo italiano?

Decreto incentivi 2010, sconti di 1.000 euro per cucine nuove (Ansa)

Decreto incentivi 2010, sconti di 1.000 euro per cucine nuove (Ansa)

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto incentivi 2010 (qui il comunicato del governo), che quest’anno sono pari a 300 milioni di euro, finanziati per 200 milioni con entrate fiscali, per 50 milioni con il Fondo finanza d’impresa e per ulteriori 50 milioni con credito d’imposta. A questi si aggiungono 70 milioni a supporto della realizzazione di campionari tessili e altri 50 milioni per il sostegno a determinati “settori innovativi”, per un totale di 420 milioni di euro in agevolazioni per rilanciare i settori in crisi. Continua

Raffinerie in crisi, basterà rilanciare i consumi?

La raffineria di Milazzo (credits - flikr/lacittà)

La raffineria di Milazzo (credits - flikr/lacittà)

C’è un altro settore in crisi: quello della raffinazione. Secondo l’Unione Petrolifera nei prossimi anni è possibile la chiusura di quattro o cinque impianti, ossia un quarto delle 16 raffinerie attive in Italia. A rischio 7.500 posti di lavoro. Le cause? I consumi di benzina in Italia passeranno dalle 12,5 milioni di tonnellate del 2008 ai 9 milioni nel 2015 (fonte Wood McKenzie) e il settore della raffinazione-distribuzione del petrolio (downstream) nel 2009 ha chiuso con perdite sopra il miliardo di euro. Continua


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Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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