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Allacciare le cinture. La nuova Alitalia è pronta al decollo. E oggi ha definitivamente scelto il proprio partner e copilota straniero. Nessuna sorpresa, come speravano gli amministratori locali di Milano, sindaco Moratti su tutti. A fianco della Cai ci saranno i franco-olandesi di Air France - Klm. Il consiglio di amministrazione della società guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli lo ha messo oggi nero su bianco . Secondo le indiscrezioni del quotidiano francese Les Echos, il vettore franco-olandese avrebbe alzato l’offerta per il 25% della società da 250 a 323 milioni di euro per il valore aggiunto dall’assorbimento di Air One. Sembra tutto pronto, quindi, per il lancio della nuova compagnia.
L’accordo fra Alitalia e Air France-Klm prevede la sottoscrizione da parte del gruppo franco-olandese del 25% del capitale di Alitalia, a fronte di un investimento di 322 milioni di euro. Air France-Klm pagherà un “sovrapprezzo” superiore di 40 milioni di euro a quello versato dai soci italiani. L’assemblea dei soci di Alitalia si riunirà per approvare il nuovo statuto, che garantirà l’italianità della nostra compagnia di bandiera, la stabilità dell’investimento degli azionisti italiani, un modello di governance innovativo. Le azioni Alitalia - secondo l’Investment agreement - saranno divise in due categorie: le azioni ordinarie possedute dagli attuali soci italiani, che garantiscono pieni diritti, e le azioni di categoria B, riservate ad Air France-Klm.
Le azioni di categoria B saranno riscattabili da Alitalia (al fair value), nel caso di risoluzione degli accordi di partnership per responsabilità di AirFrance-Klm e nel caso di mancato raggiungimento dei livelli minimi di sinergia industriale e commerciale. Air France potrà esercitare il diritto di recesso, in caso di risoluzione degli accordi di collaborazione con il gruppo franco-olandese, per fatto imputabile a Alitalia. Ma se in questo caso Air France-Klm non eserciterà il diritto di recesso, Alitalia potrà esercitare un’opzione di acquisto sull’intera partecipazione del colosso d’Oltralpe.
Per Malpensa è previsto nei prossimi anni lo sviluppo delle rotte intercontinentali moltiplicandole dalle 3 attuali fino a 14. Lo scalo varesino è destinato ad essere l’hub di riferimento della mobilità globale dei clienti business che vivono e operano nella Pianura padana, mercato che nel complesso rappresenta il quarto a livello europeo e l’ottavo al mondo. Affinché si concretizzi questa scelta strategica voluta dai soci di Alitalia guidati da Colaninno, è necessaria la “razionalizzazione” del ruolo di Linate come city airport specializzato nella tratta Milano-Roma e il rispetto dei tempi previsti nella realizzazione delle infrastrutture di collegamento tra Milano e Malpensa che, secondo Colaninno, resta “una priorità strategica, a patto di razionalizzare i voli su Linate”.
Per la prima volta, Alitalia e Air France svilupperanno insieme una strategia multi-hub: Fiumicino e Malpensa entreranno a far parte di un sistema a rete policentrico, in cui saranno protagonisti con “pari dignita” rispetto a Parigi e Amsterdam, come scritto in un punti dell’accordo industriale fra i due vettori. L’intesa prevede l’ampliamento dell’offerta di voli nazionali, europei e intercontinentali da e per Roma e Milano, e il miglioramento della qualità e dell’efficienza del servizio. Le nuove sinergie tra Alitalia e Air France genereranno - a vantaggio della nostra compagnia di bandiera - un valore di 720 milioni nei prossimi tre anni, contro gli attuali 89 milioni di euro. Per raggiungere questi risultati Alitalia si è riservata il diritto di recesso nell’ipotesi in cui - entro il terzo anno - non sia stato realizzato almeno il 50% delle sinergie previste.
Dopo una settimana di trattative frenetiche che ha visto coinvolte anche le forze politiche (la Lega ha premuto fino all’ultimo per un’entrata in scena di Lufthansa), il premier Silvio Berlusconi aveva messo ieri la parola fine alla questione confermando l’ok all’ingresso del il gruppo franco-olandese. “Lufthansa non ha mai fatto proposte concrete, l’ingresso di Air France-Klm è molto vantaggioso per la nuova Alitalia”, aveva spiegato Berlusconi. Ma il “partito del Nord” non ha voluto rassegnarsi. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti aveva gettato oggi un estremo appello al cda di Alitalia: “So che c’è una proposta di Lufthansa. Mi auguro che il cda di Cai non sancisca una partnership con un partner internazionale senza esaminare un’altra proposta” aveva dichiarato Moratti. Ma, nonostante il pressing del sindaco di Milano, il Cda ha accettato l’offerta di Air France.
La stessa compagnia tedesca non si è ancora chiamata fuori. “In queste ore siamo ancora in contatto con i vertici di Cai, esattamente come lo eravamo la scorsa settimana” aveva dichiarato ad Affaritaliani.it, Claudia Lange, portavoce corporate della Lufthansa, poche ore prima del via libera ad Air France. “Il mercato italiano, come dimostra Lufthansa Italia operante da Milano, è per noi decisamente interessante e molto importante”. Contro la nuova Alitalia scende in campo anche il Pd. “La soluzione prospettata dal governo ci porta meno occupazione, meno voli interni, non un collegamento internazionale in più e prezzi più alti…”, dice il ministro ombra dell’Economia Pierluigi Bersani che, intervistato da Sky Tg24 si chiede: “Se le cose stanno così per cosa gli abbiamo spesi questi 3 miliardi? Siamo arrivati questo punto per una esigenza elettorale di Berlusconi…”.
Se tutto dovesse proseguire secondo gli accordi fino a questo momento stipulati, martedì 13 alle sei del mattino il volo Az205 in partenza da Londra Heathrow per Roma, dovrebbe dare inizio ai collegamenti. A mettere in dubbio ora e data di decollo dell’aviolinea nata dal matrimonio a tre tra Alitalia, Air One e Air France sono i lavoratori e i sindacati: sia gli autonomi del Sindacato dei lavoratori (SdL) sia le quattro organizzazioni di categoria aderenti a Cgil, Cisl, Uil e Ugl. È questo l’ultimo ostacolo all’inizio delle operazioni del nuovo vettore dopo l’approvazione dell’emendamento “salva Malpensa” che sembra aver risolto il problema dello scalo milanese e del suo sviluppo a prescindere dalle scelte della nuova aviolinea che ha definito come base per i voli internazionali lo scalo romano di Fiumicino. Ma certo le polemiche per l’esito finale della vicenda non sono finite.
Tra le dichiarazioni dei politici che parlano da una parte di “grande successo del governo” (Italo Bocchino, Pdl) e dall’altra di “debiti per gli italiani, affari per i francesi” (Marina Sereni, Pd), spunta un auspicio favorevole per il prossimo futuro, quello degli astrologi (consultati dall’Agi): “La neo-compagnia nasce sotto il segno del Capricorno” e vanta “una carta astrale tra le più fortunate. Il Sole, infatti, è nella prima casa e, astrologicamente parlando, è indice di una personalità forte e indipendente”. Mentre “Saturno in Vergine è il classico aspetto astrologico simbolo di un assoluto rispetto e di un’attenzione quasi maniacale per la puntualità”.
Il FORUM dei lettori: “Ma non era meglio 3 miliardi di euro fa?”
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Conto alla rovescia per l’ingresso di Air France in Alitalia. Via libera all’accordo del cda del gruppo franco-olandese francese, che si è riunito oggi, alle 11 per circa due ore, dando il suo avallo all’accordo che dovrà essere approvato dal consiglio di amministrazione di Alitalia previsto per lunedi.
L’accordo di partnership tra Air France-Klm e Alitalia, dunque potrebbe essere ufficializzato già lunedì sera o più probabilmente martedì. L’intesa dovrebbe portare il gruppo guidato da Jean-Cyril Spinetta e Pierre-Henri Gourgeon a rilevare una quota intorno al 25% della Nuova Compagnia per un esborso complessivo di circa 310 milioni di euro. Cifra che comunque, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, non sarebbero ancora quelle definitive, ma che potrebbero subire lievi ritocchi. L’accordo, inoltre, prevederebbe un diritto di prelazione per Air France-Klm, ma anche per gli altri azionisti della Nuova Alitalia, sull’eventuale cessione di quote attualmente detenute dagli altri soci della Nuova compagnia dopo il periodo di “lock up”. Le quote, infatti, non potranno essere cedute dai soci prima di un periodo di 5 anni. Per quanto riguarda la governance, che fino all’ultimo è stato oggetto di discussioni, l’intesa prevederebbe un metodo “sofisticato”.
Intanto, però, la Lufthansa ha confermato che proseguono i colloqui con la nuova Alitalia per un possibile ingresso nel suo capitale: “Finora non abbiamo presentato alcuna offerta per Alitalia, ma questo non significa che non possiamo ancora farlo. La possibilità di presentare in futuro un’offerta per la compagnia aerea italiana c’è ancora. Non siamo fuori dalla competizione”. È quanto afferma Claudia Lange, portavoce corporate di Lufthansa. La compagnia tedesca ha confermato oggi che proseguono i colloqui con la nuova Alitalia per un possibile ingresso nel suo capitale. Nel giorno del consiglio di amministrazione di Air France la Lange ribadisce: “La nostra posizione non è cambiata da ieri. I colloqui continuano e riteniamo che il mercato italiano sia molto importante”. Ieri, un portavoce della società aveva confermato che la Lufthansa non ha mai presentato un’offerta, sottolineando però che questo “non significa che non faremo un’offerta in futuro”.
All’indomani del vertice di Palazzo Grazioli, è stato presentato alla Camera un emendamento ’salva-Malpensa’ al decreto anticrisi all’esame delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Il testo ricalca una proposta già presentata dalla Lega e chiede al ministro delle Infrastrutture, di concerto con gli Esteri, di raggiungere in 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, “accordi bilaterali nel settore aereo al fine di ampliare il numero dei vettori ammessi a operare sulle rotte nazionali internazionali e intercontinentali”. “Siamo molto soddisfatti dell’emendamento perché è segno che la maggioranza inizia a recepire gli input usciti dall’incontro di ieri tra Bossi e il premier Berlusconi” dice il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. “Si tratta di un emendamento che era stato presentato dapprima solo dalla Lega, a firma D’Amico - ha detto Calderoli - e che ora viene addirittura fatto proprio dal relatore. Dopo l’ok verbale dato ieri dal premier, questo è un ulteriore segnale molto positivo”.
Il VIDEO servizio:
Cai-Air France, trattativa avanzata
Berlusconi: ‘Cio’ non impedisce a Lufthansa di farsi avanti’
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E ora mancano all’appello le firme di Anpac ed Unione Piloti. Stando a fonti sindacali, gli altri assistenti di volo dell’Anpav e dell’Avia hanno infatti firmato a Palazzo Chigi l’accordo con la Cai per la nuova Alitalia, il cosiddetto “Lodo Letta”, già sottoscritto dalle sigle confederali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Le due sigle hanno così rotto l’alleanza che le univa al “fronte del no” insieme ai sindacati guidati dai comandanti Fabio Berti (Associazione Nazionale Piloti Aviazione Civile) e Massimo Notaro (Up) e al sindacato autonomo Sdl. Fronte che non aveva voluto firmare l’accordo con Cai sui contratti.
Intanto l’amministratore delegato della nuova Alitalia Rocco Sabelli ha confermato che il partner di Alitalia sarà Lufthansa o Air France, precisando che la nuova compagnia tra le proposte in campo preferisce scegliere tra Lufthansa e Air France, scartando da subito la British Airways. “Abbiamo due proposte importanti - ha detto Sabelli - nel corso della prima conferenza stampa ufficiale della nuova compagnia -, che sono quelle di Air France e Lufthansa che prevedono accordi di natura commerciale e strutturale con la possibilita’ di investimenti in equity. Da British, invece, la proposta e’ solo commerciale, per questo noi privilegiamo le prime due”.
“La nostra idea è di una partecipazione” del partner straniero “tra il 20 e il 25%”. Lo ha detto il presidente di Cai, Roberto Colaninno. L’amministratore delegato Rocco Sabelli ha detto che comunque “non sono previsti patti parasociali” con il partner europeo. L’incasso si dovrebbe aggirare sui 250 milioni, dato che la nuova Alitalia avrà una capitalizzazione totale di 1,1 miliardi, “850 milioni frutto dell’aumento di capitale in due tranche sottoscritto dai soci italiani e il rimanente dall’alleato straniero”. Sabelli non ha inoltre “escluso” che altri soci italiani si aggiungano ai 21 già presenti.
Sempre Sabelli ha annunciato che sono partite questa mattina 9.000 lettere di assunzioni per i dipendenti della Nuova Alitalia, L’ad di Cai ha assicurato che l’approccio di selezione del personale “è stato assolutamente rigoroso e trasparente. Abbiamo sicuramente avviato” ha detto “la più grande assunzione di massa”.
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Quella di Alitalia è una picchiata. Drastico ridimensionamento del numero dei passeggeri della compagnia di bandiera in ottobre quando sono diminuiti, rispetto allo stesso periodo del 2007, del 33,8%. Lo si legge in una nota diffusa dall’Aea, l’associazione europea dei vettori. Anche per la promessa sposa, AirOne, le cose non sono andate bene. Il vettore, in procinto di unirsi ad Alitalia sotto il cappello di Cai, ha visto ridursi del 9,8% il numero dei passeggeri. In ottobre Alitalia ha trasportato 1,438 milioni di passeggeri e AirOne 0,620 milioni.
A settembre il calo era stato del 28,3%, dopo una flessione del 21,4% a agosto. Ad ottobre scorso, Alitalia ha trasportato 1,438 milioni di passeggeri. Sempre su base tendenziale, il traffico passeggeri (rapporto tra ricavi per passeggero a chilometro) si e’ ridotto del 29,5% (2,364 milioni) e la capacita’ (posti offerti per chilometri percorsi) del 17,6% (3,597 milioni). Il load factor (fattore di riempimento degli aerei) è risultato del 65,7%.
Nei primi dieci mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, il numero dei passeggeri è calato del 20,7%, il traffico del 19,5% e la capacità del 13,3%.
Calcolando l’insieme delle 32 aviolinee associate all’Aea, ad ottobre - su base tendenziale - la flessione relativa al numero di passeggeri è stata del 4,7%, il traffico è cresciuto dello 0,1% e la capacità è salita del 2,7%.
Per quanto riguarda i primi dieci mesi dell’anno, il calo dei passeggeri è stato dello 0,2%, il traffico è cresciuto del 2,3% e la capacità è salita del 4,1%.
L’Aea mette in evidenza che dopo l’andamento negativo di settembre ad ottobre c’è stato un limitato incremento del traffico dello 0,1% mentre le indicazioni per novembre sono per una significativa contrazione nel quadro di un trend già debole con perdite di traffico solo parzialmente controbilanciate dai tagli della capacità introdotti con la stagione invernale.
Per quanto riguarda il cargo, è continuata ad ottobre la flessione con un ribasso nei volumi del 6% dopo il -7,3% di settembre. Il segretario generale della Aea Ulrich Schulte-Strathaus ha rilevato che “la chiave del problema è l’eccesso di capacità. Sebbene i vettori abbiano accelerato nel ridimensionare i network, resta basso il numero dei passeggeri. La domanda, infatti, sta diminuendo più rapidamente rispetto alla capacità”.
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Bisognerà ancora attendere per il decollo della Nuova Alitalia. Lo ha annunciato l’Enac, spiegando che “Cai non riuscirà a partire” il 1 dicembre come precedentemente previsto. L’Enac rende noto che “nel pomeriggio di mercoledì si è riunito, presso la Direzione Generale dell’Ente, il Comitato di monitoraggio e vigilanza permanente sulla fase di transizione tra Alitalia ed il nuovo vettore Cai”.
La nuova data per lo start up del vettore non è ancora stata comunicata. L’Enac attende quanto prima tale informazione per le proprie attività di monitoraggio e verifica. Fino al completamento del passaggio, l’Alitalia continuerà ad operare”.
Per l’avvio di Cai, “sono in fase di ultimazione alcuni aspetti amministrativi e tecnici. Per quanto riguarda le licenze di trasporto pubblico passeggeri ed il certificato di operatore aereo, le istruttorie dell’Enac sono terminate, ma l’emissione avverrà solo con l’evidenza dell’effettiva disponibilità delle risorse finanziare necessarie per l’operazione”. “Deve inoltre essere finalizzata la documentazione relativa al passaggio di proprietà degli aeromobili tra la vecchia e la nuova compagnia. L’Enac - prosegue la nota - è in contatto con le istituzioni internazionali che seguono il trasporto aereo e con tutte le altre autorità per l’aviazione civile per aggiornamenti continui rispetto al termine di cessazione attività dell’Alitalia ed all’avvio della nuova compagnia”. Infine, l’Ente “continua a mantenere alta la vigilanza non solo sugli aspetti relativi alla transizione, ma anche sulla tutela del passeggero, affinchè in questo periodo continui ad essere garantito il diritto dei cittadini alla mobilità”.
Chiamata in causa, l’Antitrust punta a chiudere il dossier Alitalia-Cai “entro i primi giorni della prossima settimana”. A margine di un convegno dell’Unione consumatori, Catricalà ha precisato: “Da lunedì in poi ogni giorno è buono”. Catricalà ha spiegato che in questo momento una compagnia aerea, Meridiana, ha chiesto di vedere le carte e ne sta prendendo visione e l’Autorità attende le sue osservazioni. “Abbiamo dovuto aprire il dossier a una compagnia concorrente he ha voluto vedere le carte. Aspettiamo che le veda, le studi e che ci dica le sue osservazioni per poterle valutare. Ma in ogni caso” ha precisato Catricalà “nei primi giorni della settimana chiudiamo”.
Non si è fatta attendere la reazioni delle sigle sindacali. In una lettera inviata al commissario Augusto Fantozzi Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti richiedono “il mantenimento degli accordi e contratti collettivi di lavoro attualmente vigenti in tutte le aziende del gruppo Alitalia, fino alla definitiva cessione degli asset operativi”. La richiesta delle organizzazioni sindacali - spiega una nota congiunta delle quattro organizzazioni - si riferisce alle comunicazioni del Commissario sulla disdetta degli accordi e dei contratti di lavoro di piloti, assistenti di volo e personale di terra a partire dal 1 dicembre. Tra le motivazioni della richiesta di mantenimento di contratti vigenti da parte dei sindacati confederali di categoria e dell’Ugltrasporti, si legge nelle lettera “l’oggettività complessità di rinegoziazione degli stessi, anche in relazione all’esiguità del periodo temporale della loro eventuale applicazione a causa della prossima cessazione delle attività operative della Compagnia in conseguenza dell’attivazione delle procedure di mobilità e licenziamento collettivo di tutto il personale per la chiusura dell’attività aziendale”.
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Una giornata tesa. I confederali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) hanno firmato. Ma Avia e SdL no. E subito a ruota le organizzazioni dei piloti, Up e Anpac, hanno bocciato l’accordo. E pure gli assistenti di volo (dell’Anpav) si sono astenuti dal siglarlo. Il consiglio di amministrazione di Cai ritira l’offerta. Ma in serata il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dichiara: “Sono ottimista. L’Alitalia sopravviverà”. E poco dopo il consiglio di amministrazione Cai presenta al commissario Augusto Fantozzi l’offerta vincolante per acquisire beni e asset di Alitalia.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, si è fatto garante degli accordi sottoscritti dalle parti. “Le parti” si legge nel testo del lodo Letta “sottoscrivono l’allegato contratto e i relativi criteri di selezione e concordano che le eventuali controversie sull’interpretazione siano sottoposte al giudizio insindacabile del sottosegretario alla presidenza del Consiglio”.
Anche perché mai come oggi i termini sono stati stretti: “La mezzanotte è il termine ultimo per sopravvivere e senza l’accettazione dell’offerta Cai non c’è più Alitalia” questa la fotografia di Gianni Letta ai sindacati. “Siamo vicini al baratro, non c’è più margine per trattare e l’alternativa è il fallimento. Questo è il momento di prendere atto delle intese raggiunte o assumersi la responsabilità di far fallire la compagnia” ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
E invece.
I criteri di assunzione previsti da Cai “producono mostri sociali”, con una “discrezionalità assoluta” nelle scelte dell’azienda, con il sindacato relegato “al ruolo di notaio”, ha denunciato il coordinatore nazionale di Sdl Fabrizio Tomaselli. Tutto questo, “non era previsto” negli accordi di Palazzo Chigi, per questo il fronte degli autonomi ha scelto di non firmare. In ogni caso “prima parliamo con la nostra gente”, hanno rsposto i leader del fronte autonomo alla domanda di chi ha chiesto se i sindacati che non hanno firmato il lodo Letta siano pronti alla mobilitazione.
Stessa linea per l’Anpac secondo cui “è stata abbandonata una linea condivisa da tutti”. Sono stati prodotti documenti che “fanno saltare i presupposti dell’accordo di Palazzo Chigi”, ha detto il presidente dell’Anpac, Fabio Berti, spiegando le ragioni del “no” del fronte autonomo al lodo presentato dal sottosegretario Letta. Sono emersi, ha spiegato, “elementi estranei al contratto Air One, quando si era concordato di fare riferimento a quel contratto”. Quelle, ha ricordato Berti, erano già “condizioni durissime, inesistenti in qualunque altra azienda”.
Di tutt’altro avviso i sindacati confederali. Filt-Cigl, Fit-Cisl, Uilt e Ugl Trasporti hanno difeso la scelta di firmare il lodo-Letta per sbloccare la vertenza sui contratti della nuova Alitalia e hanno invitato piloti e assistenti di volo a un ripensamento, soprattutto alla luce del fatto che “la maternità non rappresenta assolutamente un criterio di esclusione”. I sindacati confederali hanno riconosciuto tuttavia che “la stesura del contratto non è definitiva” e che “ci sono punti irrisolti”, ma hanno riferito di aver dato mandato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, di assumersi “la responsabilità dell’arbitrato laddove dovessero ancora riproporsi interpretazioni diverse dell’accordo”.
Intanto il presidente della Cai Roberto Colaninno ha annunciato: se oggi non verranno firmati i contratti di lavoro della nuova Alitalia, la Cai sarà fuori dalla partita. E non ha nascosto il suo sconcerto Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa Sanpaolo, e grande “sponsor” dell’intera operazione: “Sarebbe una scelta drammatica quella di far fallire Alitalia avendo fatto il lavoro che era necessario per rilanciarla”.
Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, il quale avrebbe, quindi, confermato la necessità di arrivare ad una intesa sui contratti. Sempre secondo quanto si è appreso il commissario straordinario avrebbe sottolineato le procedure del tribunale fallimentare. “Il giudice fallimentare mi ha sottolineato in maniera brusca che l’Alitalia continua a bruciare ricchezza, altrimenti destinata ai creditori”, avrebbe detto Fantozzi aggiungendo che “è un vizio del Paese arrivare sempre all’ultimo momento”. Le risorse finanziarie, ha sottolineato Fantozzi pochi giorni fa, sono sufficienti fino alla fine di novembre. Fino al 31 marzo 2009 sarà invece valida la licenza provvisoria di volo concessa dall’Enac. Sempre l’Enac ha avviato nei confronti della compagnia verifiche mensili sulla sua situazione finanziaria. Intanto, i gestori aeroportuali battono cassa e chiedono il pagamento dei crediti, oppure di “bloccare gli aerei”: per lunedì è in programma un incontro all’Enac tra il presidente Vito Riggio e Fantozzi che dovrebbe fornire, intanto, un acconto ai gestori.
Da sinistra, Raffele Bonanni (Cisl); Luigi Angeletti (Uil); Guglielmo Epifani (Cgil)
Cisl e Uil - con Ugl e Confsal - hanno confermato oggi la firma al protocollo presentato dal governo che prevede dal prossimo gennaio aumenti lordi per gli statali di 70 euro mensili; no da parte della Cgil che parla di “rottura che non resterà senza conseguenze”.
Carlo Podda, segretario generale della Fp-Cgil, ha confemato gli scioperi regionali previsti per novembre e ha annunciato la proclamazione di uno sciopero generale Cgil per i primi di dicembre. “Iniziamo le procedure per la proclamazione immediata di uno sciopero generale che, nei tempi di legge, dovrebbe tenersi i primi di dicembre con manifestazione a Roma”, ha detto Podda al termine della riunione.
Dura la reazione del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che accusa la Cgil di avere “la tendenza a smettere di fare il sindacato. Ha una seria difficoltà a fare accordi”.
Dispiaciuto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale l’accordo sul pubblico impiego sottrae il settore a strumentalizzazioni politiche.
La riunione si era aperta con le scuse ufficiali del ministro Renato Brunetta alla Cgil dopo che in una intervista pubblicata nei giorni scorsi, il ministro aveva dichiarato di “fregarsene” della contrarietà della Cgil al protocollo. Le scuse non hanno implicato però un cambiamento della proposta del governo, da qui la conferma del no di Guglielmo Epifani. “Mi scuso ufficialmente con la Cgil per l’equivoco in una intervista: scusa Guglielmo”, ha detto il ministro della Funzione pubblica aprendo la riunione.
“Abbiamo confermato la non firma della Cgil al protocollo per il rinnovo del contratto dei pubblici. Ci dispiace che Cisl e Uil abbiano fatto una scelta diversa, si tratta di un errore che non resterà senza conseguenza e destinato a pesare nei rapporti fra le tre organizzazioni”, ha detto Epifani al termine dell’incontro. Già la scorsa settimana Cisl e Uil avevano sottoscritto il protocollo governativo.
Alla riunione hanno partecipato oltre ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria, i quattro segretari generali di Cgil, Cisl, Uil. Il governo era rappresentato dal sottosegretario Gianni Letta, da Brunetta e dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.
Il ministro ha ricordato che le risorse stanziate in Finanziaria per il pubblico impiego ammontano complessivamente a 6 miliardi suddivisi in 2,8 miliardi per i dipendenti dei ministeri, 3 miliardi per il resto della pubblica amministrazione e 190 milioni recuperati per i contratti di secondo livello. Gli aumenti degli statali, che saranno contenuti nella busta paga di gennaio, ammontano a 70 euro mensili (60 per lo stipendio e 10 euro per la parte accessoria).
Brunetta ha spiegato che con la tredicesima di dicembre i lavoratori riceveranno invece 113 euro come indennità di vancanza contrattuale per il 2008, il contratto è infatti scaduto da 10 mesi.
Non ancora certa invece la possibilità di reperire ulteriori 530 milioni per il 2009 dal fondo speciale del Tesoro.
In caso di mancato accordo sui contratti - se la Cgil non retrocederà dalla sua decisone di non firmare mancherebbe il 51% necessario a far partire gli aumenti - il governo si avvarrà di una norma della Finanziaria che consente il pagamento da gennaio del 90% degli aumenti complessivi. L’aumento sarà in questo caso di circa 61 euro medi mensili.
Il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici riguarda circa 3,650 milioni di dipendenti impiegati in ministeri, enti parastatali, sanità, enti locali e scuola.
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