
Auto blu in sosta nel centro di Roma a Montecitorio (Ansa)
La stima del mese scorso era di circa 620 mila, almeno secondo un comunicato dell’Associazione dei contribuenti italiani. Stiamo parlando delle auto blu, simbolo per eccellenza della casta e dei suoi privilegi. Ora pare siano 90 mila, anche se il numero è destinato ad essere arrotondato per eccesso. Continua
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Lapresse - Le uova di Pasqua dell'AIRC. L'associazione riceverà 50 milioni di euro dal 5 per mille del 2008
Il 5 per mille piace agli italiani. Sono più di 14 milioni i contribuenti che nel 2008 hanno deciso di devolvere una quota del loro reddito a Onlus, associazioni di volontariato, enti di ricerca e associazioni sportive. Continua

Agenti della Guardia di Finanza - Ansa
Grande risalto è stato giustamente dato dai giornali ai dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze secondo cui un italiano su tre (il 27% a essere precisi) non paga un euro di Irpef. Continua

La Giunta regionale della Sardegna ha approvato la delibera che impartisce le direttive per rendere più semplice, rapida e sicura la liquidazione delle somme versate nelle casse regionali per le tasse sulle seconde case a uso turistico e per le plusvalenze derivanti dalla compravendita degli immobili nella fascia dei tre chilometri dal mare.
Dopo la bocciatura da parte della Corte costituzionale delle cosiddette “tasse sul lusso” la Regione dovrà restituire a circa 37 mila contribuenti quasi 30 milioni di euro.
Il provvedimento varato dall’esecutivo impartisce le direttive agli uffici della direzione generale dell’assessorato al Bilancio e Programmazione, alla Ragioneria regionale e all’Arase, l’Agenzia per le Entrate della Sardegna.
“L’obiettivo” spiega l’assessore competente Eliseo Secci “è quello di restituire i soldi ai contribuenti nel più breve tempo possibile e nella forma più semplice. Dobbiamo farlo per un fatto di onesta’ e di correttezza nel rapporto con i cittadini. E possiamo perché la legge di bilancio approvata il 5 marzo scorso” sottolinea l’esponente della Giunta “prevede il trasferimento delle somme derivanti dalle tasse cancellate dalla sentenza della Consulta nel capitolo ‘rimborso dei tributi indebitamente percepiti”.
Nel merito la delibera prevede l’invio agli interessati di un avviso con le modalità di rimborso dei crediti tributari in questione, divisi in quota capitale e quota interessi. La procedura stabilisce che il contribuente, per un periodo non superiore a cinque mesi, possa riscuotere presso lo sportello più vicino del Tesoriere regionale, Banca Unicredit, il rimborso delle tasse sottoscrivendo un’istanza che vale anche come quietanza. Trascorso questo tempo, gli eventuali creditori possono chiedere quanto loro dovuto mediante le ordinarie procedure di rimborso.
Per i crediti superiori ai 10.000 euro si applicano comunque le ordinarie procedure di rimborso, con apposite verifiche fiscali nei confronti dei creditori da eseguirsi presso Equitalia Spa.
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Ogni italiano, neonati e centenari compresi, nel 2006 ha dato al fisco 7.422 euro. 1.500 euro in più di ogni tedesco.
E addirittura 3.316 euro, l’80 per cento in più, di ogni francese. Ma anche 2.706 euro in più rispetto ai cittadini della Spagna socialista e zapaterista. È quanto emerge dagli ultimi dati sul gettito tributario forniti dal ministero delle Finanze e dalla Banca d’Italia. Si tratta della somma di imposte dirette e indirette divisa per gli abitanti.
Le entrate tributarie sono cresciute l’anno scorso del 9,5 per cento, raggiungendo i 432,1 miliardi. Il governo tedesco ha ottenuto dai suoi 82,4 milioni di abitanti tasse e tributi per 488,4 miliardi; la Francia (64 milioni di abitanti) 262,8 miliardi; la Spagna (40,5 milioni) 191 miliardi. Insomma, tra i grandi paesi dell’euro siamo i contribuenti più spremuti. Peggio di noi solo gli olandesi: versano al fisco 12 mila euro l’anno, forse in cambio di servizi migliori.
Sono cifre che descrivono la realtà, il tartassamento, meglio del tradizionale indice della pressione fiscale, la somma di tasse e contributi in rapporto al pil. Che comunque, balzando in un anno dal 40,6 per cento al 42,3, ha raggiunto anch’essa livelli record. Come ha ammonito il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi: “Il livello è più alto della media europea; è prossimo ai massimi degli ultimi decenni. A causa dell’evasione la differenza tra Italia e resto d’Europa è maggiore per i contribuenti onesti”.
E a proposito: è vero che Vincenzo Visco sta finalmente riprendendo il dovuto dagli evasori fiscali? Bankitalia non sembra convinta. “Poco più della metà dell’incremento delle entrate” scrive Draghi “è riconducibile alla dinamica dei salari, al proseguire del rialzo azionario e dei tassi d’interesse, all’incremento del prezzo del petrolio. Un ulteriore 30 per cento è attribuibile agli interventi della Finanziaria 2006. Circa il 5 per cento ad alcuni fattori favorevoli verificatisi nell’anno. Sulla parte residua ha influito il contrasto all’evasione”.
Insomma, per Bankitalia la guerra ai disonesti, un cavallo di battaglia del governo, vale meno del 15 per cento dell’aumento degli introiti. Con il rialzo delle sole addizionali Irpef (un rincaro del 112 per cento su 24,7 milioni di abitanti) l’Italia si avvia a diventare il paese più spremuto d’Europa. Mentre Germania, Spagna, Gran Bretagna, Austria e Svezia, con governi di colore diverso, le tasse le stanno tutti riducendo.
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Si tratta solo di mettersi d’accordo sulle date.
“Abbiamo fatto ripartire l’Italia”, dice trionfalmente il presidente del Consiglio Romano Prodi, celebrando il primo compleanno del suo governo. “Ci eravamo promessi di far ripartire l’Italia. Ci siamo riusciti” scrive il premier nell’opuscolo Un anno di governo, distribuito al termine del consiglio dei ministri in occasione dell’anniversario dell’esecutivo.
“I sostegni alle famiglie e alle condizioni di particolare bisogno andranno rafforzati ed estesi sia sul piano delle agevolazioni fiscali e dei trasferimenti monetari, sia ponendo al centro dell’azione del governo le politiche troppo spesso dimenticate della casa”, scrive Prodi nel documento.
Sarà una questione di date, appunto. Perché leggendo le statistiche fiscali delle dichiarazioni redditi del 2004, l’entusiasmo del Prof. sarebbe fuori luogo (e tempo). Già, perché il reddito complessivo medio dichiarato dai contribuenti italiani è di 16.784 euro: il 95% dei contribuenti, sempre secondo le statistiche Irpef, ha infatti dichiarato meno di 40.000 euro nel 2004. Solo 300.000 (lo 0,7%, una manciata), i contribuenti con redditi superiori ai 100.000 euro. Su oltre 40 milioni di dichiarazioni Irpef ce ne sono 15 milioni in cui i contribuenti dichiarano un reddito complessivo minore di 10.000 euro l’anno.
Se si passa dall’Irpef all’Ires (Imposta sul Reddito delle Società) invece risulta che una società di capitali su due ha un reddito “zero” o è addirittura in perdita.
Sono alcuni dei dati sulle dichiarazioni dei redditi 2004 diffuse dal ministero dell’Economia e delle Finanze che immettendo una serie notevole di dati sul web ha dato il via a quella che lo stesso vice ministro Vincenzo Visco ha definito “operazione trasparenza”. Che è finalmente partita nei confronti delle società dove, pur considerando tutti i fattori che entrano nelle medie statistiche, dice Vusco senza mezzi termini: “C’è un sacco di evasione”. Un sacco gonfio, in realtà, dalle “dimensioni imbarazzanti”, molto più alta del 16-17% delle stime ufficiali: secondo il dipartimento delle politiche fiscali sarebbe addirittura al 27% (localizzata più a sud che a nord, “anche se qui ha dimensioni maggiori”).
Tornando invece alle statistiche fiscali, il reddito delle persone, il vice ministro parla di “disagio rilevante”. Il 37% dei contribuenti italiani, 15 milioni su 40,5 dichiara un reddito inferiore ai 10.000 euro l’anno. Per semplificare, più di un italiano su tre vive con un po’ più di 800 euro al mese. “Ci sono fasce di disagio rilevanti”, ha commentato il vice ministro Vincenzo Visco, spiegando che in quelle classi di reddito ci sono “più tipi di percettori di reddito, dai lavoratori dipendenti discontinui ai pensionati. Dobbiamo poi tenere conto che nel nostro paese il livello di reddito è più basso che nella media europea. L’unica soluzione è una crescita stabile dell’economia”.
Che Prodi assicura è iniziata almeno da un anno…