
Carmelo Pullara, commissario straordinario dell'Arnas
Carmelo Pullara, commissario straordinario dell’azienda sanitaria più grande della Sicilia, l’Arnas Ospedale Civico di Palermo, parla di grande mortificazione quotidiana. In questi giorni i suoi uffici amministrativi liquidano le fatture emesse nel settembre 2010: più di un anno per riconoscere ai fornitori quello che spetta loro. Continua

L’equazione della crisi italiana è molto semplice: lo Stato non paga me, io non pago te, tu non paghi lui, lui non paga loro e loro non pagano i dipendenti. Anzi, loro i dipendenti li vorrebbero pagare lo stesso, però non hanno soldi, quindi o finiscono nel girone infernale dei debiti oppure scelgono la via più semplice, che è quella di scomparire nel nero. O si suicidano, come è successo 40 volte nel 2011. Continua

Il presidente della Bce Mario Draghi (Credits: LaPresse)
L’inflazione resterà al 2% per iniziare a scendere solo nel 2012, ed in questa fase di crisi è importante garantire prezzi stabili. E fare in modo che le banche possano distribuire denaro sotto forma di prestiti ad aziende e famiglie. Con queste parole il presidente della Bce Mario Draghi ha tagliato i tassi di interesse dello 0,25% facendoli scendere dall’1,25% all’1% dopo averli abbassati solo un mese fa.
Cosa significa? Che da oggi il denaro costa meno, che le rate dei mutui delle famiglie a tasso variabile scendono ma soprattutto che le banche sono incentivate a prestare più denaro rispetto al passato. Anche perché Draghi questa volta ha fatto di più. Continua

(Credits: ANSA)
di Gabriella Piroli
Il nome, ai più, potrebbe dire poco: Gian Luca Brambilla, fondatore della società di consulenza “eAgisco”. Ma di questo uomo dal cognome-emblema del piccolo imprenditore italiano, hanno scritto il quotidiano spagnolo El Pais e le edizioni inglese e tedesca del blasonato Financial Times. Continua

di Zornitza Kratchmarova
Gli inglesismi sono all’ordine del giorno. In finanza (e non solo). A usarli ricorrendo agli accenti più disparati ci si sente: a) più intelligenti? b) più edotti? c) più al passo con i tempi? Chissà! Ma tant’è che pure l’italianissima «stretta creditizia» è diventata credit crunch. Un ritornello allarmato sulla bocca di tutti. Perché le banche hanno stretto i cordoni della borsa e a pagarne le conseguenze sono privati e aziende. Continua

Anche le imprese si sfiduciano. Esattamente come le persone che non trovano lavoro e che, dopo un po’, smettono anche di cercarlo. Le aziende si sfiduciano quando cercano una banca che gli faccia credito e, dopo avere fatto il giro delle sette chiese, non ne trovano nessuna. Allora rinunciano. E sono aziende che vanno bene, che funzionano, che hanno ordini ed esportano. Eppure… Continua


L’accusa: prestiti col contagocce e legami con il territorio allentati. La difesa: denaro troppo caro, solvibilità sempre più a rischio. Mentre fra banche e imprenditori tornano a volare gli stracci, c’è chi se la cava con una battuta: «I rating sono figli di quel che siamo. E, proprio come si fa con i figli discoli, piuttosto che ignorarli o rimproverarli dobbiamo tenerli a bada. E poi farli migliorare col tempo».
Continua