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crescita economica

Se “capitalismo” non è necessariamente una brutta parola

Arianna Huffington titolare di Huffington Post (Credits: AP Photo/Virginia Mayo)

Arianna Huffington titolare di Huffington Post (Credits: AP Photo/Virginia Mayo)

Claudia AstaritaDagli Stati Uniti è partito un dibattitto sul perché non debba essere considerato né fuori moda né controproducente continuare a credere nelle virtù del modello capitalista. Sulle pagine dell’Huffington Post John Friedman spiega che, dal suo punto di vista, “l’opportunità di generare autonomamente ricchezza rappresenta una fonte di energia fondamentale per migliorare noi stessi, la società e l’ambiente in cui viviamo”. Continua

Turchia, boom economico in frenata anche ad Ankara

Gioielli in vendita al bazar di Istanbul (Credits: Wilfried Kecichwost/LaPresse)

Gioielli in vendita al bazar di Istanbul (Credits: Wilfried Kecichwost/LaPresse)

Claudia Astarita

Anche il destino dell’economia turca potrebbe essere legato a doppio filo con il pericolo recessione. Oggi la situazione è molto buona. Eppure gli investitori restano scettici, e temono che questa economia sia ormai troppo surriscaldata. Continua

Manovra Monti: dov’è finita la lotta al debito?

Manovra Monti: dov’è finita la lotta al debito?

Il ministro del Welfare Elsa Fornero e il premier Mario Monti

di Oscar Giannino

Uno dei più rilevanti effetti del governo d’emergenza è quello che mi ha provocato una vera eccitazione, qualche giorno fa, martedì 6 dicembre. Leggere in prima pagina i due editoriali di punta sulla manovra affidati ad Alberto Bisin e Alessandro De Nicola, due cari amici liberali. Il primo in cattedra alla New York University, il secondo alla Bocconi e presidente della Adam Smith Society. Continua

Cina, aumento delle importazioni per contrastare la crisi dell’eurozona

Hu Jintao e Pascal Lamy (Credits: AP Photo/Liu Jin, Pool)

Il presidente cinese Hu Jintao e Pascal Lamy (Credits: AP Photo/Liu Jin, Pool)

Claudia Astarita

“A dieci anni di distanza dall’ingresso della Repubblica popolare nell’Organizzazione Mondiale del Commercio, la comunità internazionale si è finalmente resa conto che aprendoci al commercio internazionale non solo abbiamo aiutato 1,3 miliardi di cinesi a raggiungere uno status di relativo benessere, visto che anche tanti indigenti sono ora meno poveri, ma siamo anche riusciti ad aiutare le popolazioni di tanti altri paesi. Ecco perché il resto del mondo dovrebbe convincersi che lo sviluppo della Cina continuerà ad essere pacifico, aperto, orientato verso al cooperazione e il reciproco vantaggio”. Continua

India, la crisi economica parte dalla rupia

(Credits: AP Photo/Rajanish Kakade)

(Credits: AP Photo/Rajanish Kakade)

Claudia AstaritaIl recente indebolimento della rupia potrebbe far piombare l’India nella più grave crisi finanziaria degli ultimi decenni. Questo perché, a differenza di quello che succede nelle principali economie asiatiche, il subcontinente soffre in maniera sistematica di deficit fiscale e di partite correnti, una situazione che impone a New Delhi di andare a caccia di valuta straniera per rimanere a galla. E, naturalmente, ogni volta che la divisa nazionale si indebolisce la disponibilità di capitali in entrata si riduce.

Il governo è poi particolarmente preoccupato dal fatto che l’emergenza rupia debba oggi essere affrontata insieme a tante altre: rallentamento della crescita, inflazione alle stelle (oscilla da tempo tra il 9 e il 10%), e una paralisi politica e istituzionale che non perette all’esecutivo di reagire in maniera adeguata. Continua

Brasile, l’economia si ferma e scommette sui Mondiali 2014

(Credits: LaPresse)

(Credits: LaPresse)

Claudia AstaritaTutti i brasiliani si sono ormai convinti che i Mondiali del 2014 che avranno l’onore di ospitare non rappresenteranno soltanto una competizione in cui la compagine carioca cercherà di aggiudicarsi il suo ennesimo titolo mondiale. Per tanti questa grande manifestazione sportiva lascerà in eredità al gigante latino anche nuovi elementi utili per potenziare la crescita economica. Soprattutto ora che il prodotto interno lordo ha avuto una “crescita zero” nel terzo trimestre del 2011, come comunicato dall’Istituto di statistica brasiliano. Continua

Cina, la crescita rallenta e Pechino non tira più come prima

(Credits: AP Photo/Eugene Hoshiko)

(Credits: AP Photo/Eugene Hoshiko)

Claudia AstaritaPer la seconda volta in dodici mesi, Asian Development Bank (ADB) è costretta a rivedere al ribasso le prospettive di crescita delle principali economie asiatiche. La causa principale del nuovo rallentamento è naturalmente l’instabilità finanziaria che continua a creare problemi sia in Europa che negli Stati Uniti. Una crisi che, in Oriente, ha fatto crollare esportazioni e investimenti. Continua


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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