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Crisi: in Italia sottratti 6,5 punti al Pil. Ma poteva andare peggio

Uno stabilimento tessile in Campania (Ansa)

Uno stabilimento tessile in Campania (Ansa)

Le turbolenze finanziarie degli scorsi anni hanno provocato una serie di eventi che hanno sottratto 6,5 punti percentuali alla crescita del Pil italiano nel triennio 2008 - 2010. Lo sostengono tre ricercatori di Banca d’Italia, secondo i quali però le politiche economiche hanno contribuito ad arginare gli effetti della crisi. Continua

Banche a rischio crack? Stop a finanza estrema e regole severe

Lehman Brothers fallita nel settembre 2008. Sede di New York (ansa)

Lehman Brothers fallita nel settembre 2008. Sede di New York (ansa)

La crisi finanziaria, che nel settembre 2008 ha sconquassato i colossi del credito americani, preoccupa ancora i banchieri, anche se ormai sembra destinata a diventare oggetto di studio per molti dottorati in economia. Il dibattito sulle regole nel mercato finanziario, tuttavia, non è stato abbandonato, all’estero come nel nostro paese. Quali consigli, dunque, per evitare disastri simili? Dalla rete, potremmo sintetizzarne tre.

Continua

Crisi dei mutui: il Governo Usa stanzia 250 miliardi di dollari

Progetto per la casa
Il pacchetto da 250 miliardi di dollari annunciato oggi dal Governo statunitense per entrare nel capitale di alcune fra le maggiori istituzioni bancarie è la prima tranche del piano messo a punto dal segretario al Tesoro Henry Paulson. Piano, quest’ultimo, che dopo un difficile iter parlamentare è stato approvato dalle camere Usa e portato da un plafond iniziale di 700 a complessivi 850 miliardi di dollari.
In base alla decisione di oggi, il Tesoro americano comprerà 25 miliardi di dollari di azioni privilegiate di Bank of America (incluse quelle di Merrill Lynch) così come di JP Morgan e Citigroup; tra i 20 e i 25 miliardi di titoli di Wells Fargo; 10 miliardi di Goldman Sachs e Morgan Stanley; 3 miliardi della Bank of New York Mellon e circa 2 miliardi della State Street.
Il Governo comprerà azioni privilegiate, senza diritto di voto, con un dividendo annuale del 5% che, secondo alcune fonti, dovrebbe salire al 9% dopo cinque anni.
Più in generale il piano anti-crisi noto come “Legge di stabilizzazione d’economia d’urgenza 2008″ si basa su alcuni punti punti principali. Vengono fissati al 31 dicembre 2009 i tempi per il piano di salvataggio, ma su richiesta del governo il limite può essere esteso per un massimo di due anni dall’approvazione della legge.
- il Tesoro può acquistare in un primo tempo fino a un massimo di 250 miliardi di dollari di asset tossici: su richiesta del presidente, però, il tetto può essere alzato fino a 350 miliardi. Al di sopra di tale cifra, il Congresso ha diritto di veto.
- Lo Stato può partecipare al capitale e ai profitti delle società che entrano a far parte del progetto.
- Il segretario al Tesoro può coordinarsi con le autorità di altri Paesi.
- A controllare le operazioni del segretario del Tesoro è un consiglio di sorveglianza, composto fra gli altri dal presidente della Fed e da quello della Sec. Anche la corte dei conti Usa supervisiona il piano di acquisti, e un ispettore generale indipendente supervisiona le decisioni del Tesoro, che saranno esaminate dalla giustizia.
- Viene stabilito un maggior raggio d’azione per la Fdic, l’organismo federale di assicurazione dei depositi, che puo’ chiedere, fino a fine 2009, prestiti illimitati al Tesoro per garantire depositi fino a 250.000 dollari per un anno.
- Viene ribadito per la Sec il potere di sospendere le cosiddette pratiche di mark-to-market.
- Il piano vieta, almeno fino a quando lo Stato sarà azionista, il paracadute d’oro per gli amministratori delegati o i dirigenti licenziati o dimissionari da società che hanno ceduto i propri asset al Tesoro. Limiti anche per le indennità che incoraggiano prese di rischio eccessive e un tetto di 500.000 dollari per le remunerazioni di dirigenti che possono beneficiare di deduzioni fiscali.
- Il testo prevede delle misure a tutela dei proprietari di case minacciati da pignoramenti e l’autorizzazione a rivedere, in caso di difficoltà del contribuente, le condizioni a cui sono stati accesi i mutui. Sono previsti anche crediti d’imposta per la classe media e le piccole imprese.
- Sgravi fiscali per le società americane che girano film o telefilm negli Usa (costo 397 milioni).
- 18 miliardi di dollari di esenzioni per l’energia pulita.
Rientrano in questa voce gli sgravi per coloro che sceglieranno di parcheggiare l’auto privilegiando la bicicletta.
- Misure per alleggerire il peso della “alternative minimum tax” per 24 milioni di famiglie.
- Riduzione di alcuni dazi all’import su alcuni prodotti di lana (costo 148 mln).

La crisi mutui è la Waterloo dei banchieri inglesi. Parola di Mr. Bean

La sede della Bank of England, in centro a Londra
“In tutta onestà, non riusciamo più a fronteggiare i mercati finanziari internazionali”. L’ultima vittima della crisi dei mutui si chiama Charles Bean, una persona dai toni ponderati, lo spirito affabile, a cui fa capo il dipartimento Analisi monetarie e statistiche di una fra le più importanti istituzioni bancarie del mondo: la Bank of England.

In qualità di capo economico del banca centrale britannica, le sue dichiarazioni hanno avuto il merito di definire la crisi dei mutui americani per quella che è: un paradigma della perversità del sistema finanziario internazionale nei confronti del quale ci sarebbe poco da fare. Lo spunto della riflessione del signor Bean è ovviamente il caso Northern Rock, il colosso dei mutui britannico messo in ginocchio dalla crisi statunitense e momentaneamente risollevato dalla Bank of England grazie a due megaprestiti concessi il 14 settembre (8 miliardi di sterline secondo il Financial Times, cioè pari a 11,5 miliardi di euro) e la scorsa settimana (circa 4 miliardi di euro). Al di là delle voci di un possibile finanziamento di Citigroup ai potenziali acquirenti, ciò che preme nella vicenda Northern Rock è il sentimento d’impotenza, e quindi di panico, che si sta diffondendo nell’establishment britannico degli affari. Ormai è opinione condivisa che i responsabili dell’attuale crisi si apparentano a giovani prodigi, veri e propri assi di matematica e di fisica, capaci di fare soldi a palate creando prodotti finanziari ad altissimo rischio e ultra redditizi.
Clienti in coda alla Northern Rock bank
“Lo stesso Bean” scrive Le Monde, “ammette di essere totalmente sopraffatto da questi fantastici prodotti, quasi ignoti ai più e dotati di nomi barbari come ABS, RMBS, CMBS o CDO”. L’ultima dimostrazione ci è stata per l’appunto offerta dalla rivendita di crediti immobiliari “subprimes” a compagnie di assicurazioni o a degli hedge fund. Interpellato dal Telegraph, Roger Bootle, direttore dello studio di consulenza Capital Economics, assicura che “sono gli operatori a dirigere le danze, non il regolatore, incapace di controllare quanto accade”. Peggio, si scopre che nella vicenda Northern Rock, chi era incaricato di suonare l’allarme non lo ha fatto. E non si tratta tanto della Bank of England, che pure si è vista sommersa da una pioggia di critiche, bensì della Financial Services Authority, l’autorità di tutela della City. Problema: quest’istituto è noto per essere privo di mezzi, con un personale dirigente pagato infinitamente meno rispetto ai traders da controllare e, spesso, da perseguire.

Il VIDEO servizio:


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Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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