
(La Presse)
C’è poco da festeggiare in riferimento al calo della cassa integrazione annunciato ieri dall’Inps. In realtà infatti dietro la diminuzione del monte ore complessive di cassa si nasconde una realtà molto più preoccupante: per tanti, troppi lavoratori infatti, la fine del sussidio è il triste preludio al licenziamento, e non certo all’ottenimento di una nuova occupazione. Una conferma indiretta di questo scenario quantomai preoccupante tra l’altro è arrivata stamane con l’Istat che ha comunicato i dati sul tasso di disoccupazione: a novembre è salito all’8,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e di 0,4 punti su base annua, il dato peggiore da maggio 2010. Continua

Mario Monti alla conferenza stampa di fine anno (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
Ci siamo. Il 2012 è arrivato e con lui tutti i rincari della stangata dovuta all’esplosione del prezzo dei beni di luce, gas, benzina e dalle manovre previste dal decreto salva-Italia varato in dicembre dal governo Monti. Ben 34 miliardi di provvedimenti che serviranno a portare il pareggio di bilancio nel 2013, con l’aiuto delle riforme previste nel pacchetto cresci-Italia che il premier presenterà nel dettaglio all’Eurogruppo del prossimo 23 gennaio e di cui ha dato le linee generali nella conferenza stampa di fine anno. Da oggi però nei soldi degli italiani resteranno meno euro: dai 1.200 ai 2.00 euro l’anno a seconda delle stime. Dirottati su una serie di nuove spese. Compresa la tassa sui giochi. Ecco quali sono. Continua

Angela Merkel e Mario Monti (Credits: LaPresse)
I numeri diffusi dagli analisti parlano chiaro: l’economia italiana è ormai in recessione . “Ma gli altri paesi europei non si facciano illusioni”, ammonisce economista Giacomo Vaciago, economista dell’Università Cattolica di Milano, “è un fenomeno che si propaga sempre su larga scala e, il prossimo anno, coinvolgerà almeno 10 paesi del Vecchio Continente”. Continua

(Credits: AP Photo/Rajanish Kakade)
Il recente indebolimento della rupia potrebbe far piombare l’India nella più grave crisi finanziaria degli ultimi decenni. Questo perché, a differenza di quello che succede nelle principali economie asiatiche, il subcontinente soffre in maniera sistematica di deficit fiscale e di partite correnti, una situazione che impone a New Delhi di andare a caccia di valuta straniera per rimanere a galla. E, naturalmente, ogni volta che la divisa nazionale si indebolisce la disponibilità di capitali in entrata si riduce.
Il governo è poi particolarmente preoccupato dal fatto che l’emergenza rupia debba oggi essere affrontata insieme a tante altre: rallentamento della crescita, inflazione alle stelle (oscilla da tempo tra il 9 e il 10%), e una paralisi politica e istituzionale che non perette all’esecutivo di reagire in maniera adeguata. Continua

Palazzo Valentini, la sede della provincia di Roma (Credits: ANSA)
Nel dilemma tra “province sì” e “province no” in voga nel nostro Paese ormai da qualche tempo, Monti si è schierato per un via di mezzo che, se da una prevede la sopravvivenza di questi enti da molti considerati inutili, dall’altra li trasforma radicalmente.
E la ragione di questa scelta è semplice. “Le province – spiega a Panorama.it Massimo Bordignon, economista dell’Università Cattolica ed esperto di enti locali – sono un’istituzione espressamente prevista dall’Art. 114 della Costituzione. Quindi per abolirle ci vuole una legge costituzionale. Monti ha fatto tutto ciò che era possibile fare con legge ordinaria per ridurne il peso amministrativo ed economico”. Continua

Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea (Credits: AP Photo/Yves Logghe)
Sono arrivati in volo da Francoforte e Bruxelles, assieme a un team di altri 19 esperti. Ma le luci dei riflettori sono finite soprattutto su loro due: Servaas Deroose e Hans-Joachim Klockers, i capi della delegazione europea inviata nel nostro Paese da Jose Manuel Barroso e giunta oggi a Roma per fare gli esami al nostro paese e verificare con i funzionari di Bankitalia, del Tesoro e di altri ministeri, le riforme strutturali progettate dal governo per mettere a posto i conti pubblici e rilanciare l’economia. Continua

Silvio Berlusconi al suo arrivo al G20 di Cannes (Credits: WITT/SIPA)
TUTTO SUL G20
Da Cannes, dove è in corso il G20, emergono le prime indiscrezioni sul pacchetto di misure che l’Italia avrebbe intenzione di applicare per dare nuova linfa allo sviluppo. Quelle stesse misure che il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha giudicato “interessanti” pur aggiungendo che “la questione non e’ il contenuto del pacchetto ma se sarà applicato”. Nessun prelievo sui conti correnti, né tassa patrimoniale. Lo spettro Amato, quindi, si allontana dalla bozza delle misure per lo sviluppo, che potrebbero confluire nell’emendamento alla Legge di Stabilità. Ecco i sei punti chiave su cui il governo Berlusconi vuole puntare. Continua