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Via libera al decreto anticrisi: arriva il bonus per i redditi bassi

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti

“Abbiamo fatto una cosa buona” senza toccare la finanziaria. Il premier Silvio Berlusconi presenta così, con una punta d’orgoglio, il pacchetto di misure anti crisi varato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento contiene le misure per rafforzare il patrimonio delle banche, un bonus fiscale per famiglie e pensionati, la riduzione di 3 punti degli acconti di novembre Ires e Irpef e la proroga della detassazione dei premi di produzione. Consiglio dei ministri ha approvato le misure anticrisi economica. E ancora: “Non intendiamo” aggiunge il premier “usufruire dell’allentamento dei parametri di Maastricht approvato in sede Ue“. Attraverso il federalismo fiscale “daremo un grande colto all’evasione fiscale”, puntualizza il presidente del Consiglio, che ricorda inoltre che l’imponibile evaso in Italia ammonta a circa 100 miliardi di euro.
In tutto, nel decreto, sono 35 gli articoli (36 dei quali uno stralciato, il 33) della bozza del decreto anticrisi che è stata discussa durante il preconsiglio dei ministri. Secondo quanto l’agenzia Ansa è in grado di anticipare, dopo il primo esame, il testo verrà modificato tenendo conto dei rilievi tecnici emersi.
Dopo una gestazione durata circa due settimane prende quindi corpo il piano del governo per contrastare la grave crisi economica. Quattro i capitoli principali del provvedimento: sostegno alle famiglie, sostegno all’economia, ridisegno in funzione anticrisi del quadro strategico nazionale, protezione del capitale umano e domanda pubblica accelerata per grandi e piccole infrastrutture con priorità per l’edilizia scolastica, servizi pubblici. Chiude un quinto titolo con le disposizioni finanziarie.

Per i mutui sulla prima casa in essere “il tasso variabile non potrà superare per il privato il 4%. Se supera il 4% il governo interviene e si accolla il debito differenziale” ha spiegato il ministro dell’Economia Tremonti. Per quanto riguarda i mutui futuri, “da qui in avanti il tasso base di riferimento è il tasso di sconto della Bce”. Quindi “ci sarà una base trasparente e sicura”: “Introduciamo due diritti che non sono delle convenzioni graziose. Non passare sopra al 4% per vecchi mutui e il diritto a trattare i nuovi sulla base dei tassi ufficiali di sconto”. “Noi” ha aggiunto “diamo per scontato che il tasso di interesse debba scendere”.
Da 200 a mille euro per famiglie (comprese quelle con portatori di handicap), pensionati e lavoratori dipendenti disagiati. E questo riguarda il capitolo del “Bonus familiare”. Per il 2009 il bonus sarà alimentato con un fondo di 2,4 miliardi e riguarderà poco meno di 8 milioni di soggetti. Si tratta di un bonus di 200 euro a componente del nucleo familiare con tetti differenziati a seconda dei redditi, fino a un massimo di 22mila euro. Esclusi dal beneficio i lavoratori autonomi, i titolari di partita iva e chi ha redditi fondiari superiori a 2.500 euro. La richiesta va presentata entro il 31 gennaio con autocertificazione mediante modulo dell’agenzia delle entrate e il beneficio sarà erogato da sostituti d’imposta e enti pensionistici.

Nel primo semestre del 2009 resteranno ferme le tariffe autostradali. Entro giugno, inoltre, sarà approvato un dpcm che crei “le condizioni per accelerare i piani di investimento dell’intero comparto autostradale”.
Dal 2009, prevede inoltre il testo, sarà tagliata del 15% la tariffa agevolata per le forniture di energia elettrica che sarà estesa anche alla fornitura di gas.
Deduzione dall’Ires della quota Irap che insiste sul costo del lavoro e degli interessi. Il pacchetto fiscale dedicato alle imprese contiene anche la riduzione dell’acconto di Ires e Irap del 3% per il periodo di imposta 2008. Inoltre, per il periodo 2009-2011, in via sperimentale, il pagamento dell’Iva avverrà al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo.
Il decreto legge introduce una deroga per gli studi di settore. “Prevediamo una revisione congiunturale degli studi di settore. Hanno funzionato fino a ora, ma il presupposto era che l’economia cresceva. Data la situazione eccezionale, per particolari settori, e sempre con una contrattazione con le categorie, si può pensare a un adattamento degli studi di settori alla congiuntura economica” ha spiegato il ministro dell’Economia.
Arrivano fondi per la messa in sicurezza delle scuole ma anche per l’edilizia carceraria, le opere di risanamento ambientale, museali e archeologiche ed interventi di innovazione tecnologica. Lo prevede l’articolo 18 della bozza di decreto esaminata stamane in Cdm. Il Cipe, presieduto “in maniera non delegabile” dal premier, entro un mese dall’entrata in vigore del decreto assegnerà per questo “una quota delle risorse disponibili del Fas”.

Alitalia, l’Enac avverte: Cai non riesce a decollare il primo dicembre

Aerei della flotta Alitalia

Bisognerà ancora attendere per il decollo della Nuova Alitalia. Lo ha annunciato l’Enac, spiegando che “Cai non riuscirà a partire” il 1 dicembre come precedentemente previsto. L’Enac rende noto che “nel pomeriggio di mercoledì si è riunito, presso la Direzione Generale dell’Ente, il Comitato di monitoraggio e vigilanza permanente sulla fase di transizione tra Alitalia ed il nuovo vettore Cai”.
La nuova data per lo start up del vettore non è ancora stata comunicata. L’Enac attende quanto prima tale informazione per le proprie attività di monitoraggio e verifica. Fino al completamento del passaggio, l’Alitalia continuerà ad operare”.

Per l’avvio di Cai, “sono in fase di ultimazione alcuni aspetti amministrativi e tecnici. Per quanto riguarda le licenze di trasporto pubblico passeggeri ed il certificato di operatore aereo, le istruttorie dell’Enac sono terminate, ma l’emissione avverrà solo con l’evidenza dell’effettiva disponibilità delle risorse finanziare necessarie per l’operazione”. “Deve inoltre essere finalizzata la documentazione relativa al passaggio di proprietà degli aeromobili tra la vecchia e la nuova compagnia. L’Enac - prosegue la nota - è in contatto con le istituzioni internazionali che seguono il trasporto aereo e con tutte le altre autorità per l’aviazione civile per aggiornamenti continui rispetto al termine di cessazione attività dell’Alitalia ed all’avvio della nuova compagnia”. Infine, l’Ente “continua a mantenere alta la vigilanza non solo sugli aspetti relativi alla transizione, ma anche sulla tutela del passeggero, affinchè in questo periodo continui ad essere garantito il diritto dei cittadini alla mobilità”.
Chiamata in causa, l’Antitrust punta a chiudere il dossier Alitalia-Cai “entro i primi giorni della prossima settimana”. A margine di un convegno dell’Unione consumatori, Catricalà ha precisato: “Da lunedì in poi ogni giorno è buono”. Catricalà ha spiegato che in questo momento una compagnia aerea, Meridiana, ha chiesto di vedere le carte e ne sta prendendo visione e l’Autorità attende le sue osservazioni. “Abbiamo dovuto aprire il dossier a una compagnia concorrente he ha voluto vedere le carte. Aspettiamo che le veda, le studi e che ci dica le sue osservazioni per poterle valutare. Ma in ogni caso” ha precisato Catricalà “nei primi giorni della settimana chiudiamo”.

Non si è fatta attendere la reazioni delle sigle sindacali. In una lettera inviata al commissario Augusto Fantozzi Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugltrasporti richiedono “il mantenimento degli accordi e contratti collettivi di lavoro attualmente vigenti in tutte le aziende del gruppo Alitalia, fino alla definitiva cessione degli asset operativi”. La richiesta delle organizzazioni sindacali - spiega una nota congiunta delle quattro organizzazioni - si riferisce alle comunicazioni del Commissario sulla disdetta degli accordi e dei contratti di lavoro di piloti, assistenti di volo e personale di terra a partire dal 1 dicembre. Tra le motivazioni della richiesta di mantenimento di contratti vigenti da parte dei sindacati confederali di categoria e dell’Ugltrasporti, si legge nelle lettera “l’oggettività complessità di rinegoziazione degli stessi, anche in relazione all’esiguità del periodo temporale della loro eventuale applicazione a causa della prossima cessazione delle attività operative della Compagnia in conseguenza dell’attivazione delle procedure di mobilità e licenziamento collettivo di tutto il personale per la chiusura dell’attività aziendale”.

Alitalia, “no” di piloti e hostess. La Cai si ritira. Poi presenta l’offerta

Centro direzionale dell'Alitalia alla Magliana

Una giornata tesa. I confederali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) hanno firmato. Ma Avia e SdL no. E subito a ruota le organizzazioni dei piloti, Up e Anpac, hanno bocciato l’accordo. E pure gli assistenti di volo (dell’Anpav) si sono astenuti dal siglarlo. Il consiglio di amministrazione di Cai ritira l’offerta. Ma in serata il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dichiara: “Sono ottimista. L’Alitalia sopravviverà”. E poco dopo il consiglio di amministrazione Cai presenta al commissario Augusto Fantozzi l’offerta vincolante per acquisire beni e asset di Alitalia.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, si è fatto garante degli accordi sottoscritti dalle parti. “Le parti” si legge nel testo del lodo Letta “sottoscrivono l’allegato contratto e i relativi criteri di selezione e concordano che le eventuali controversie sull’interpretazione siano sottoposte al giudizio insindacabile del sottosegretario alla presidenza del Consiglio”.
Anche perché mai come oggi i termini sono stati stretti: “La mezzanotte è il termine ultimo per sopravvivere e senza l’accettazione dell’offerta Cai non c’è più Alitalia” questa la fotografia di Gianni Letta ai sindacati. “Siamo vicini al baratro, non c’è più margine per trattare e l’alternativa è il fallimento. Questo è il momento di prendere atto delle intese raggiunte o assumersi la responsabilità di far fallire la compagnia” ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
E invece.
I criteri di assunzione previsti da Cai “producono mostri sociali”, con una “discrezionalità assoluta” nelle scelte dell’azienda, con il sindacato relegato “al ruolo di notaio”, ha denunciato il coordinatore nazionale di Sdl Fabrizio Tomaselli. Tutto questo, “non era previsto” negli accordi di Palazzo Chigi, per questo il fronte degli autonomi ha scelto di non firmare. In ogni caso “prima parliamo con la nostra gente”, hanno rsposto i leader del fronte autonomo alla domanda di chi ha chiesto se i sindacati che non hanno firmato il lodo Letta siano pronti alla mobilitazione.
Stessa linea per l’Anpac secondo cui “è stata abbandonata una linea condivisa da tutti”. Sono stati prodotti documenti che “fanno saltare i presupposti dell’accordo di Palazzo Chigi”, ha detto il presidente dell’Anpac, Fabio Berti, spiegando le ragioni del “no” del fronte autonomo al lodo presentato dal sottosegretario Letta. Sono emersi, ha spiegato, “elementi estranei al contratto Air One, quando si era concordato di fare riferimento a quel contratto”. Quelle, ha ricordato Berti, erano già “condizioni durissime, inesistenti in qualunque altra azienda”.

Di tutt’altro avviso i sindacati confederali. Filt-Cigl, Fit-Cisl, Uilt e Ugl Trasporti hanno difeso la scelta di firmare il lodo-Letta per sbloccare la vertenza sui contratti della nuova Alitalia e hanno invitato piloti e assistenti di volo a un ripensamento, soprattutto alla luce del fatto che “la maternità non rappresenta assolutamente un criterio di esclusione”. I sindacati confederali hanno riconosciuto tuttavia che “la stesura del contratto non è definitiva” e che “ci sono punti irrisolti”, ma hanno riferito di aver dato mandato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, di assumersi “la responsabilità dell’arbitrato laddove dovessero ancora riproporsi interpretazioni diverse dell’accordo”.
Intanto il presidente della Cai Roberto Colaninno ha annunciato: se oggi non verranno firmati i contratti di lavoro della nuova Alitalia, la Cai sarà fuori dalla partita. E non ha nascosto il suo sconcerto Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa Sanpaolo, e grande “sponsor” dell’intera operazione: “Sarebbe una scelta drammatica quella di far fallire Alitalia avendo fatto il lavoro che era necessario per rilanciarla”.
Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, il quale avrebbe, quindi, confermato la necessità di arrivare ad una intesa sui contratti. Sempre secondo quanto si è appreso il commissario straordinario avrebbe sottolineato le procedure del tribunale fallimentare. “Il giudice fallimentare mi ha sottolineato in maniera brusca che l’Alitalia continua a bruciare ricchezza, altrimenti destinata ai creditori”, avrebbe detto Fantozzi aggiungendo che “è un vizio del Paese arrivare sempre all’ultimo momento”. Le risorse finanziarie, ha sottolineato Fantozzi pochi giorni fa, sono sufficienti fino alla fine di novembre. Fino al 31 marzo 2009 sarà invece valida la licenza provvisoria di volo concessa dall’Enac. Sempre l’Enac ha avviato nei confronti della compagnia verifiche mensili sulla sua situazione finanziaria. Intanto, i gestori aeroportuali battono cassa e chiedono il pagamento dei crediti, oppure di “bloccare gli aerei”: per lunedì è in programma un incontro all’Enac tra il presidente Vito Riggio e Fantozzi che dovrebbe fornire, intanto, un acconto ai gestori.

Alitalia, si rompe la trattativa. Cai: “Senza firma dei sindacati, partita chiusa”

Un aereo Alitalia

“A queste condizioni non si può andare avanti, per noi non c’é più trattativa”. Ecco il commento di un portavoce di Cai dopo il blocco nella trattativa con i sindacati di questa notte. “Giovedì ci sarà una riunione del consiglio di amministrazione che deciderà cosa fare”, ha detto il portavoce ricordando che l’accordo con i sindacati era una condizione per la presentazione dell’offerta vincolante per Alitalia.
E così è di nuovo muro contro muro. “False, bugiarde, strumentali e destituite di ogni fondamento sono le voci” secondo le quali le organizzazioni sindacali “avrebbero rifiutato di sottoscrivere i contratti di lavoro del personale di volo e di terra proposti da Cai a causa della mancata definizione delle agibilità sindacali”. Lo sottolineano, in una nota, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Ugl Trasporti, Sdl Intercategoriale, Anpac, Unione Piloti, Anpav e Avia precisando che “questo tema non è mai stato neppure affrontato né è mai stata formulata alcuna richiesta da parte sindacale” nel corso della trattativa sulla Nuova Alitalia.
Di fatto è successo che l’ad di Cai Rocco Sabelli ha lasciato il tavolo di confronto con i sindacati sul futuro di Alitalia, una mossa che ha sorpreso le nove sigle sindacali che rappresentano i lavoratori. L’amministratore delegato di Compagnia aerea italiana ha chiuso il confronto di fronte “ai continui atteggiamenti dilatori e alle indisponibilità a firmare”. Oltre a porre ulteriori questioni come quelle previdenziali, i sindacati - secondo Cai - non sono disposti a rinunciare alle 45 mila giornate di permessi sindacali rispetto alla riduzione a 3.500 proposta.
Per i sindacati, Cai non ha compiuto alcun passo per andare incontro alle loro richieste, tanto che dopo alcune controproposte fatte ai criteri di selezione del personale, dopo una pausa di due ore, Sabelli - dicono i sindacati - è tornato al tavolo ponendo un aut aut anche sui contratti (quello da dirigenti per i comandanti e quello collettivo di lavoro): prendere o lasciare. Un ultimatum che ha spiazzato i sindacati, convinti di proseguire il confronto senza soluzione di continuità almeno sino all’ultimo minuto disponibile, cioé fino alla mezzanotte di domani, quando scade il termine per Cai per consegnare l’offerta vincolante al commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi.
Al quale, a questo punto, i sindacati chiedono un incontro immediato. E intendono andare al quartier generale della Magliana questa mattina intorno alle 10. Salvo l’improvvisa decisione dei sindacati di firmare tutti i documenti, non ci dovrebbe essere alcun incontro prima del cda di Cai, fissato a Roma per domani alle 15 per varare l’offerta vincolante. Fonti vicine a Cai hanno spiegato che “dopo un’intera giornata di discussione per mettere a punto criteri di selezione del personale, Cai ha elaborato un’ultima definitiva proposta e ha chiesto di sottoscriverle assieme ai due contratti consegnati lunedì scorso e oggetto ieri, di incontri informali”.
Tutti i documenti proposti “rispettano gli accordi di palazzo Chigi” hanno sottolineato le stesse fonti “e sono stati oggetto di lunghe e approfondite discussioni per tutto ottobre”. Da parte loro, le nove sigle hanno spiegato in un comunicato congiunto che Cai, “dopo una pausa di due ore, ha ripreso il confronto dichiarando che i documenti contrattuali relativi al personale di volo e di terra rappresentavano una posizione ultimativa e non si dichiaravano disponibili a una rilettura degli stessi per verificarne la coerenza rispetto a quanto negoziato e sottoscritto a Palazzo Chigi”.
Le organizzazioni hanno giudicato “incomprensibile e improvviso” il “cambio di atteggiamento della delegazione Cai, anche rispetto al positivo e costruttivo andamento della prima parte della riunione” e sottolineato che “la difformità dei testi consegnati rispetto agli accordi di Palazzo Chigi, rendevano indispensabile una verifica congiunta alla quale Cai si è sottratta, impedendo ogni ulteriore approfondimento di merito e abbandonando il tavolo alle ore 24 dichiarando chiuso il confronto”. Oggi pomeriggio, le nove sigle si incontreranno per una riunione intersindacale.

Alitalia, il capitale sale fino a 1,1 miliardi. Nominato Cda Cai

Una assistente di volo Alitalia

“Decideremo a novembre”, dice il presidente di Cai Roberto Colaninno a chi gli chiede della scelta del socio straniero di Cai tra Air France e Lufthansa. Quanto all’intesa con i sindacati, Colaninno ha invece precisato: “Non c’è solo una trattativa, ma un accordo da stendere”.

Oggi, intanto, l’assemblea di Cai ha deliberato un aumento del capitale sociale fino a 1,1 miliardi di euro. Venerdì 31 ottobre il Cda delibererà la presentazione dell’offerta vincolante al Commissario di Alitalia Augusto Fantozzi, qualora tutti gli accordi sindacali fossero stati raggiunti.
Quella del 31 ottobre è infatti la deadline: il termine ultimo per poter presentare l’offerta vincolante al commissario straordinario. E, oltre al fronte Ue, la “conditio sine qua non” per procedere, ribadita da Cai anche alla vigilia dell’assemblea dei soci, è proprio l’accordo dei sindacati.

L’offerta rimarrà conunque sospesa, si spiega in una nota di Compagnia Aerea Italiana Cai, fino all’ottenimento dei provvedimenti della Commissione europea che attestino l’assenza di aiuti di Stato a vantaggio di Cai e delle decisioni dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato.
L’assemblea di Cai ha poi deliberato la trasformazione della Società stessa in Spa e l’adozione dello Statuto della Società, che prevede il regime di trasferimento delle partecipazioni sociali, caratterizzato da un vincolo di lock up, della durata di 5 anni.

Il trasferimento delle azioni prima della scadenza del lock up potrà avvenire unicamente tramite cessione delle stesse ad azionisti della società stessa e a cittadini italiani o società facenti capo, direttamente o indirettamente, a entità italiane, a condizione che vi sia il voto favorevole della maggioranza assoluta dei membri del cda.

L’assemblea ha quindi eletto il Consiglio di amministrazione della Società che rimarrà in carica per 3 esercizi, fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2010. Il cda è così composto: Roberto Colaninno (presidente), Rocco Sabelli, Gianluigi Aponte, Massimiliano Boschini, Francesco Caltagirone Bellavista, Carlo D’Urso, Corrado Fratini, Andrea Guerra, Salvatore Mancuso, Fausto Marchionni, Francesco Paolo Mattioli, Gaetano Micciché, Angelo Riva, Carlo Toto, Marco Tronchetti Provera.
A partire dal terzo anno di vita la Società potrà decidere l’ammissione delle azioni alla negoziazione sul mercato azionario telematico di Borsa Italiana Spa, tramite un’offerta pubblica di vendita.
Per quanto invece riguarda il personale, secondo il piano presentato ai sindacati da Cai, saranno 12 mila le assunzioni per la nuova Alitalia. Fra gli assunti ci sono 1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7.150 lavoratori di terra. Ecco, secondo il progetto, come saranno distribuite le assunzioni nelle seguenti basi operative: a Torino 225 dipendenti (48 piloti, 100 assistenti di volo, 77 lavoratori di terra); a Venezia 189 in totale (48 piloti, 100 assistenti di volo e 41 lavoratori terra); a Napoli 404 (95 piloti, 200 assistenti di volo, 109 terra), Catania 310 (48 piloti, 100 assistenti volo, 162 terra); Roma Fiumicino 9082 (978 piloti, 2.100 assistenti volo; 6004 terra); Milano Malpensa 1.343 (333 piloti, 710 assistenti colo, 310 terra), Inoltre sono previsti 447 assunti in vari scali di cui 394 handling, 40 con incarichi tecnici, 9 incaricati per le vendite e 4 per il call center.

Alitalia, il decreto promosso dal Senato: adesso è legge

Due aerei dell'Alitalia e di Air France

Il Senato ha approvato, in via definitiva in terza lettura, la conversione in legge del decreto sull’Alitalia. I voti a favore sono stati 152, quelli contrari 101 contrari, con un astenuto. I senatori hanno confermato le modifiche apportate dalla Camera al decreto che sarebbe scaduto il 27 ottobre.
Durante la votazione finale del decreto legge, il presidente Renato Schifani ha fatto annullare la prima votazione perchè inficiata da un “pianista”. Accortosi dell’irregolarità il numero uno di Palazzo Madama ha fatto togliere la scheda e ripetere il voto che, solo allora, ha dato il via libera in via definitiva al Dl Alitalia.
Ieri pomeriggio è stato dato il via libera dalle commissioni riunite lavori pubblici e industria del Aenato al decreto legge di modifica della legge Marzano. Le commissioni hanno concluso l’esame del testo, respingendo i 5 emendamenti presentati e approvando 7 ordini del giorno che, ha riferito il sottosegretario allo sviluppo economico, Ugo Martinat, sono “la fotocopia di quelli approvati alla camera”.
Sulla compagnia di bandiera ed i provvedimenti attuati dal governo italiano per il suo salvataggio (prestito ponte poi convertito in capitalizzazione della primavera e decreto di fine agosto) la Commissione Ue darà il suo parere a novembre.
Per ora non ci sono ancora orientamenti da parte delle varie Direzioni generali per la Commissione, ma solo il parere della Direzione trasporti simile alla soluzione assunta il mese scorso per la Grecia, ma senza reazioni da parte delle altre direzioni competenti. “Al momento nessuna chiara decisione politica è stata presa. Al momento si tratta di pure speculazioni”, dice una fonte della commissione. Una seconda fonte, della Commissione trasporti, precisa che “la decisione finale verrà presa nel mese di novembre. La posizione della Dg Tren ëla direzione trasporti che fa capo al vicepresidente della Commissione Antonio Tajani, italianoû è soggetta ai cambiamenti su indicazione delle altre Dg come succede di norma.

La posizione di Alitalia al momento è abbastanza simile a quella di Olympic Airways e Olympic Airlines, quindi la Dg Trasporti la valuta in modo molto simile”. C’è da tenere presente che gli elementi chiave della decisione del 17 settembre 2008, assunta dalla Commissione sulla situazione della compagnia di bandiera ellenica in via di liquidazione e con la prossima creazione di una nuova società aerea, sono stati: la creazione di un fiduciario che valuti l’effettiva discontinuità tra la società in via di liquidazione e la società nuova e la valutazione come aiuto di Stato di un prestito ricevuto dalle compagnie greche dal loro governo”.

Alitalia, la Ue darà l’ok al salvataggio, ma senza prestito-ponte

Un aereo Alitalia in fase d decollo

Il decreto Alitalia è passato alla Camera, senza la contestata norma “salva manager” ma con qualche difficoltà interna alla maggioranza (la Lega ha votato insieme al Pd su un ordine del giorno). E dall’Unione Europea, secondo quanto riportato dall’Ansa che cita fonti dell’esecutivo di Bruxelles, sarebbero pronti a dare il via libera al piano di privatizzazione della compagnia di bandiera (il pronunciamento ufficiale è atteso per novembre). Ma il commissario Fantozzi non sorride del tutto: sembra infatti scontata, sempre in ambito europeo, la bocciatura del prestito da 300 milioni di euro che fu erogato ad Alitalia dal governo Prodi lo scorso aprile ed in seguito trasformato in capitale netto della società aerea dal governo Berlusconi con un secondo decreto. Per l’ufficio del commissario Tajani il versamento di quella cifra sarebbe un aiuto di Stato illegale, incompatibile con le regole europee sulla concorrenza, visto che nell’erogare i 300 milioni di euro non sarebbero state rispettate le condizioni di mercato. A questo punto, la società commissariata guidata da Fantozzi o la cordata Cai di Colaninno dovranno rimborsare la somma allo Stato. Cattive notizie anche dal mercato passeggeri: dopo la flessione del 21,4% di agosto, Alitalia a settembre ha aumentato a 28,3% la perdita di passeggeri e nei primi 8 mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2007, la flessione è stata del 17,9%. Intanto, la compagnia si appresta a tagliare una dozzina di destinazioni in Italia e all’estero ritenute non remunerative. Inaccettabile secondo il presidente della Lombardia Roberto Formigoni il taglio dei voli da Malpensa e per questo, con l’assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo, lancia un appello ai soci di Cai perché attuino in fretta il piano Fenice.


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